Commenti recenti

  • Io l'ho fatto il 'sessantotto   2 sec fa
    68

    Io l'avevo già letto, e lo ricordo bene. Credo sia il prodotto letterario di una certa "rabbia"  che fu del 68, e che ancora un po' sopravvive in chi vi partecipò. Le interpretazioni di quell'evento, che fu fenomeno mondiale, sono molteplici e in continuo mutamento. Fu probabilmente sia positivo, per la ventata di rinnovamento, sia negativo, per i risultati deludenti che alla fine si ebbe a riscontrare a livello concreto.  Credo che la sostanziale ambiguità  e anche, diciamo, dualità, del 68, si possa notare anche in questo brano: infatti la lunga lista  di coloro a cui non è piaciuto il 68, che è vera, potrebbe essere, anzi è, anche la lista di coloro (a una disamina più attenta) cui il 68 è piaciuto, e ritengo che pure questa sia vera.  Comunque questo brano è sicuramente rappresentativo del 68, e potrebbe essere la premessa per l'inizio di un dibattito culturale "infinito", in cu però, è l'opinione a prevalere su tutto il resto. Un saluto Jazz

  • L'illusione   3 ore 52 min fa

    Caspita se lo è ahahahah

  • A babbu meu   4 ore 11 min fa

    Molto belli e sentiti questi pensieri verso tuo padre, rimarcando il dolore per una partenza obbligata.

    Nàrami, ma de sa idda mea ses? Ca dae su faeddu mi paret gai!

    Adiosu, Millina.

  • Stupirmi voglio   4 ore 13 min fa
    @JW

    Gusto un po' troppo retrò per le mie papille...

    Ti facevo più "moderno"

    :)

     

    K.

  • Non sono un vigliacco   4 ore 27 min fa

    Sai, scrivendo mi prende il gusto di raccontare e ricamo, poi mi spiace di snellire più di tanto. Sono contento che questo mio racconto ti sia piaciuto, grazie per la visita. Ciao.

  • Urla   6 ore 58 min fa
    ***
    Un racconto molto avvincente e scritto molto bene, tant’è che non mi è costato fatica leggerlo, malgrado l’ora.
    Le urla che lo aprono incuriosiscono, ma poi la vicenda avvince e ci si dimentica di esse finché, al momento giusto, saltano fuori.
    Insomma, il racconto ha quella compattezza e quella coerenza che lo rende un tutt’uno, senza deragliamenti fastidiosi o concessioni all’estetica pura.
    Il western ha un lato mistico o metafisico che noi italiani credo sappiamo cogliere molto bene.
    La faccenda delle urla ricorda una scena del bellissimo “Gli spietati” di Eastwood in cui Hackman (lo sceriffo) spiega allo sconcertato biografo di “Bob L’inglese” (Richard Harris) che uccidere non è così facile.
    La lingua è secca, come deve essere, anche se qui e là la asciugherei un po’ per darle ancora maggiore icasticità.
    Per esempio “Imparando a conoscere Aleshanee, invece, aveva colto la sua profondità d’animo, la sua grande umanità, i sentimenti positivi che albergavano in lei. Aleshanee non era solo una bella donna, era soprattutto una bella persona e, per questo, Harvey Fry non si era mai – mai, neanche nei momenti di maggiore disperazione e solitudine – pentito di averla sottratta dalle grinfie delle Bestie di Hogan.” è un periodo che può essere eliminato. Così pure la paentesi poco dopo. 
    Qui e là qualche errorino: “immischiandosi” – direi “Mischiandosi”... “sopraggiunse” – direi “raggiunse” il cavallo.
     
    Una curiosità. Non vorrei prendere fischi per fiaschi, ma la storia del vecchio ricorda per certi versi quella di Pat Garret che dovette mettersi a fare lo sceriffo anche per farsi scontare certi peccatucci ed ebbe guai con la legge che andava sempre più “civilizzandosi”. Finì comunque i suoi anni da tranquillo consulente per il nascente cinema western e fu mentore del giovanissimo John Wayne, all’epoca ancora Marion Morrison, attrezzista e stuntman poco più che adolescente .  
     
    In quattro parole: piaciuto davvero molto.
     
     
    PS. I western sono pieni di colt e Winchester ma si usavano armi un po' di tutti i tipi. 
  • Una giornata impegnativa   7 ore 11 min fa

    Grazie a te, Paolo, per la costanza con cui ti immergi nei miei ricordi, che credo non si discostino poi tanto da chi, come me, ha passato parecchio tempo in campagna. Non so se ricordare quei tempi lontani sia segno esclusivo di nostalgia, quanto invece un attingere, nei nostri giorni, e notti tormentate, a quella vitalità, curiosità e tenacia che abbiamo avuto da bambini. Bambini da cui prendere esempio.

    Ciao, Millina.

  • LA SCALA A CHIOCCIOLA   7 ore 24 min fa

    Mi fa immensamente piacere incontrarti qui, Patrizia, con questa storia pregna di emozioni e di quei profumi che, nessuno che sia stato in un asilo, ha scordato.                                                                           Come forse a certi quesiti, a distanza di anni non abbiamo trovato risposte, come gli alloggi delle suore o come fossero i loro capelli sotto quel velo!                                                                                   Concordo con Jazz riguardo l'opinione  sui racconti della propria infanzia e della propria vita, perché in fondo, parecchie delle  nostre esperienze sono anche le esperienze degli altri, e raccontandoci non facciamo altro che condividere i ricordi.

    Ciao, Millina.

  • Io l'ho fatto il 'sessantotto   7 ore 36 min fa
    ***

    Rientro in una delle categorie cui non è piaciuto, indicate alla fine. 

    A prescindere da ciò, il racconto mi pare un po' da sistemare, ma come dicevo non ho tempo e ripasso .

    Eccomi qui. Un po' di tempo l'ho fatto saltar fuori.

    L'argomento "'68" per me ha scarsissima attrattiva. Comunque, parlando di esso, credo di poter dire che è il diaro della voce narrante che spiega perchè cinquant'anni fa cambiò idea. E' dovuto il rispetto che sempre è dovuto alle opinioni altrui - e poi sono gli anni giovanili, sempre soffusi di un'aura un po' nostalgica, un po' lirica, un po' romantica e quindi ci vuole anche il rispetto per questa dimensione dell'essere umano in quanto tale.

    Se parliamo in generale della crudeltà umana l'elenco è lungo e tragicamente noioso e quanto direi in parte coincide con quanto abbiamo sviscerato dall'altra parte. 

  • s.   7 ore 58 min fa

    Suonerà presuntuoso, ma si riesce da andare oltre e certe volte ho l'impressione di averlo fatto. Riflettere sul perché e percome mi succede a cadenze regolari.
    Grazie

  • s.   8 ore 6 min fa

    come scrivere e sorridere. Una bella pagina purificatrice. I servi della parola dimenticano le sbarre

  • "UNDICI RIGHI" Editoriale... 25° Giornata   8 ore 7 min fa

    Diciamo che per il Pescara è la seconda vittoria, se contiamo anche quella a tavolino contro il Sassuolo.

    Sei uno fra i tanti che dice "come si legge si scrive", esempio Lewandoski, infatti si legge così, ma si scrive Lewandowski. Ma dai, sto facendo correzioni inutili, l'importante è che non hai scritto "Levandoski".

    Hai fatto un buon lavoro finora con quest'idea venuta dal vuoto dello spazio, complimenti, ma ti consiglio di ricontrollare gli scritti. Spesso e volentieri sorgono errori di battitura nonostante un eccellente uso della sintassi e del lessico.

    Continua così Stef, saluti...5 stelle...

  • Sulla pratica di non rispondere ad un commento   8 ore 15 min fa

    bicchieri andrebbero rotti, per rompere con le cattive abitudini. Lasciamo le cose così nell'aria [?]

  • Sulla pratica di non rispondere ad un commento   8 ore 18 min fa

    Uno si fa delle domande, poi capitano giorni che non si hanno nemmeno le domande. E tira dritto. Sull'argomento non mi viene altro da dire. Ricambio  i saluti

  • Il camino. riedizione.   8 ore 34 min fa

    Si, il costo è sostanzioso... Quel camino esiste davvero ed è splendido. Ho preso spunto, come spesso succede, da un episodio reale. Io scrivo poca prosa. Per la maggior parte evito, perché ho sempre in mente un obiettivo alto. Scrivere è veramente difficile. Troppo. Scrivere bene, intendo. Almeno io la penso così. Allora finisco per mettermi le mani ai capelli e rinunciare. Ho preferito fare copia incolla dalla pubblicazione originale di molti anni fa, proprio per saltare i commenti. Credo capirai perché. 

    Un sorriso.

  • L'uomo, un errore della natura   8 ore 42 min fa
    ***

    Io quando i dinosauri non c'ero. Giuro.

    Il punto però è quello: discernimento. Noi lo abbiamo - o dovremmo averlo - gli animali no. Per questo non possiamo dire che sono buoni o cattivi. 

  • L'uomo, un errore della natura   8 ore 43 min fa
    ***

    Le mangiano e le cacciano perchè non sono abbastanza intelligenti da farci altro. Se fossero più intelligenti le alleverebbero. Poi qualche leone salterebbe su a dire che i leoni che mangiano le gazzelle sono crudeli e avremmo i leoni vegani. Magari potremmo crearli con l'igengeria genetica. Però un leone vegano mi sembra un po', come dire... innaturale? 

    Battute a parte, è proprio quello il punto, e sono assolutamente d'accordo: discernimento. Noi lo abbiamo, gli animali no. Per questo non possono essere detti buoni o  

  • Io l'ho fatto il 'sessantotto   8 ore 48 min fa

    ho letto il 68 interpretato da mughini, le smodatezze rabbiose, i furori di quella generazione; parole che non suonano mai scipite. anche la tua analisi non è da disprezzare, solo in alcuni punti un po' impacciata.

  • L'uomo, un errore della natura   8 ore 52 min fa
    ***

    Certo, non oggi magari perchè non ho tempo.

    Il punto però non è se un uomo possa dire "crudele" o "buono" a un altro essere umano, questo è scontato. 

    Il punto è che un uomo non può dire "buono" o "cattivo" a un animale - eh già perchè se immaginiamo che ci siano animali "buoni" ce ne debbano essere anche di "cattivi", non essendo concepibile il bene senza il male e viceversa, il che ci riporta al medioevo e alla favoletta del lupo cattivo.

    Per poter parlare di giudizio etico occorre che ci lo pone in essere abbia un sufficiente grado di intelligenza, di coscienza e volontà.

    Un esempio applicato agli esseri umani - e previo debito scongiuro - forse mi aiuterà a spiegarmi.

    Sto guidando, sono sano come un pesce, ma mi piglia un colpo, svengo, perdo il controllo del mezzo e massacro una famiglia che sta attraversando la strada. Non sono colpevole.

    Sono ubriaco, sto guidando, perdo il controllo del mezzo e massacro una famiglia che sta attraversando la strada. Sono colpevole e, fino all'introduzione dell'omicidio stradale, a titolo di colpa, anche se grave.

    Sto guidando e investo apposta una famiglia che sta attraversando la strada, massacrandola. Sono colpevole a titolo di dolo.   

    Se il fatto di aver posto in essere un comportamento consapevole o volontario oppure no legittima un giudizio etico - o giuridico - sugli uomini, lo stesso - e proprio se assumiamo che esseri umani e animali abbiano pari dignità - deve valere per gli animali.  

    Un animale non ha un sufficiente grado di intelligenza, coscienza e volontà tale da poter essere giudicato colpevole o innocente, buono o cattivo.

    Non è sempre stato così. Nel Medioevo si processavano i lupi . Però qualche passo in avanti lo abbiamo fatto. Be' forse non tutti... d'altronde esiste sempre la società della Terra Piatta che, ai tempi del web, sta acquistando nuovi adepti.  

      

  • Vivo e bianco   8 ore 57 min fa

    Verso la natura (e non - contro la natura) bisogna procedere solo con delicatezza. A volte la si vorrebbe maledire ma la ragione è sempre e solo la Sua

    Grazie Max amicomio. Un bacio

  • Le persone grasse   9 ore 25 min fa

    Appunto le difficoltà psicologiche, dipende sempre da te per favore nessuno ti costringe a mangiare ad eccezione di te stesso

  • Le persone grasse   9 ore 26 min fa

    Se non riesci a smettere e non resisti alle tentazioni non è colpa mia se cadi nel limbo della droga senza riuscire a fuggire o nel limbo del cibo diventando obeso allora non è colpa mia di fatto c'è una certezza che quella persona non ha più dignità ne forza di volontà punto.

  • Le persone grasse   9 ore 27 min fa

    Se non riesci a smettere e non resisti alle tentazioni non è colpa mia se cadi nel limbo della droga senza riuscire a fuggire o nel limbo del cibo diventando obeso allora non è colpa mia di fatto c'è una certezza che quella persona non ha più dignità ne forza di volontà punto.

  • A scanso dei soliti furbastri   9 ore 50 min fa

    bentrovato.

    Mi rincresce un po' di riincontrarti con un racconto così funereo, ma devo dirti che negli ultimi giorni ne ho pubblicato altri due....particolarmente allegri (uno che parla di un tipografo in crisi e l'altro della necessità di eliminare fisicamente i vecchi pensionati). In compenso, per risollevare lo spirito ti dico in un orecchio che sto per postare un racconto, appena liberato da un vincolo editoriale, che parla di uno iettatore,

    Insomma, alla maniera di Mike, allegria!!!

    Comunque, come disse un tale all'amante della moglie che se l'era portata via, sei proprio un amico!

    A presto e grazie 

  • L'illusione   10 ore 20 min fa

    E' dura la vita del sognatore!

  • Il camino. riedizione.   10 ore 26 min fa

    ho trovato un caminetto...chissà che costo...ciaociao

     

  • Il camino. riedizione.   10 ore 29 min fa

    perché mai nessun commento se è una riedizione?...mi sfugge qualcosa?...hai fatto tac tac sul culetto degli autori di Net?...ahahahahah....

    Io dico la mia, da esperto di Giallo di Siena... e lo dico perché ho avuto un'azienda di marmi, cava, segheria e laboratorio, e so che marmo è il Giallo di Siena. ormai credo non ce ne sia più, era già raro ai miei tempi. nella casa vecchia patronale ho una sala di 45 metri tutta in Giallo Siena...peccato che si riga con facilità, ma pochi marmi hanno tonalità calde come quello...il bianco  che si fonde con le varie tonalità di giallo, e poi quelle intrusioni di marrone, perfino azzurrino...mi piace un sacco. Non ho mai visto un caminetto fatto con quel marmo, ma credo sia lavorabile tanto quanto il Bianco P di carrara, adatto per statue infatti.

    veniamo al racconto... bello, piaciuto molto, ottimo stile e narrazione pulita, sciolta, accattivante. e poi in poche righe trasmette molto, diciamo che è un piatto non abbondante ma sostanzioso, raffinato. I commenti li ho già fatti tutti io, anche per gli altri....ahahahahah....ciaociao

  • Il ricordo   10 ore 48 min fa

    in alternativa a tocchetti mi piace. grazie Gabriella...ma sai quante volte l'ho cambiata...sono quasi 8 anni...ciaociao.

  • Il ricordo   11 ore 48 sec fa

    letta la poesia e i commenti, mi "permetto di suggerire" quanto segue :

     

    È un tempo a frammenti

    sassolini, chicchi di emozioni

    sgranati al rosario

    con più foga, tuttavia

    per la fretta dell'avida mente.

     

    ciaociao

  • Rapina a mano armata   11 ore 19 min fa

    mi serviva per far comprendere il contesto in cui si era formata la banda (non dimentichiamo che quelli furono gli anni della banda Cavallero, formata da personaggi provenienti da ambienti di sinistra, che da lì a poco, nel 1970, credo, avrebbe portato a compimento una delle più sanguinose rapine in banca seminando la morte per le vie di Milano) erano anni di fermento sociale, lo stesso ufficiale della decima mas che ho messo nel racconto, vuole ricordarci che cinque anni dopo (1970) ci fu il tentato golpe Borghese... senza scordare che nel 1970 fu l'anno fondante delle brigate rosse. Insomma, voglio dire, nonostante il miracolo economico (o forse grazie a quello?) non furono anni tranquilli... e come ho scritto in un commento precedente, il racconto non vuol essere solamente un poliziesco che narra di una rapina e della spartizione del bottino, ma vuole, anzi, vorrebbe magari senza riuscirci, far capire come e perchè tre giovani di belle speranze ad un certo punto si misero a rapinare banche. Ti ringrazio.

    Ciao Kal El

    Giancarlo