I settantasei che, o meglio, delle cose che mi hanno insegnato, di quelle che ho imparato e di quelle che un giorno insegnerò
Sin da piccolissima mi hanno insegnato
che basta cambiare punto di vista per cambiare qualcosa,
che basta un sorriso a far sorridere,
che amor ch’a nullo amato amar perdona,
che per incontrare qualcuno, basta andargli incontro,
che per non essere soli bastano degli amici cari
e che a volte il freddo è meglio del caldo, perché basta coprirsi;
che bisogna seguire il cuore, ma saper ragionare, anche,
che c’è sempre qualcuno che ci vuole bene
e che il sole non smetterà mai di sorgere;
che sbagliando s’impara,
che nel mondo c’è sicuramente la nostra anima gemella
e che l’amore vince tutto;
mi hanno detto che basta essere tenaci per ottenere quello che si vuole,
che i sogni son desideri
e che chi ama davvero c’è sempre;
che gli occhi son lo specchio dell’anima
e che nell’adolescenza avrei succhiato il midollo della vita;
mi hanno insegnato a dire sempre la verità, perché le bugie fanno male,
e a non piangere in pubblico,
ad ascoltare;
mi hanno anche detto che la vita sarebbe stata difficile, ma bella lo stesso
e che ogni giorno avrei dovuto provare la felicità di esserci ancora.
Ora sto crescendo, e ho capito
che le cose estremamente belle e quelle tremende non possono essere cambiate,
che a volte sono talmente triste e stanca da non vedere neanche i sorrisi degli altri, se ci sono,
che l’amore non è quasi mai ricambiato (oppure non è amore, oppure non esiste),
che spesso, andando incontro a qualcuno, non lo incontro perché lui procedeva nella direzione opposta,
che a volte mi sento sola solo perché manca una persona particolare, mentre magari ho attorno tanta gente,
che quando ho freddo dentro non c’è coperta che sappia riscaldarmi;
che il cuore da solo non sempre ti porta da qualche parte, e la ragione neanche,
che a volte chi mi vuole bene non sa dirmelo, come non ci riesco io,
e che a volte, nella mia vita, il sole sembra proprio essere spento;
che alcuni errori mi hanno portato via persone importanti,
che l’anima gemella è sorella della fatina dei denti e cugina del principe azzurro,
che la rabbia e l’odio sono più potenti dell’amore, anche se non dovrebbero;
che le speranze da sole non bastano,
che a volte, pur amando, non siamo riusciti a esserci,
che nei miei occhi non sempre c’è davvero quello che sento
e che quest’adolescenza mi sta dando e togliendo tutto;
che la verità fa sempre più male delle bugie
e che a volte le lacrime vengono fuori da sole,
che a volte vorrei parlare, ma nessuno vuole ascoltare;
e questa vita a volte sembra troppo facile, altre sembra non esserci proprio, ma invece è sempre quella che dà di più,anche se in alcuni giorni non ne sono contenta per nulla.
Una volta cresciuta, dovrò aver capito
che anche le tragedie e la felicità spariscono per poco,
che i sorrisi ci sono sempre, anche se non li vedo,
che l’amore esiste, anche se non sembra,
che se non incontro qualcuno, è perché non avrei dovuto neanche cominciare a cercarlo,
che quando sono sola devo imparare ad ascoltarmi,
che basta un abbraccio a scaldare il cuore;
che se ascolto il cuore e la mente, insieme, andrò nella giusta direzione,
che i sentimenti vengon sempre fuori, se sinceri,
e che basta una scintilla a riaccendere il sole;
che se una persona è andata via per un errore, non era importante,
che l’anima gemella c’è, ma bisogna avere la fortuna di trovarla,
che l’amore, alla fine, vince comunque, nonostante tutto;
che la verità fa male subito, le bugie fanno male per sempre,
e che a volte bisogna saper piangere, anche in pubblico,
che il dono più grande è ascoltare quando si vorrebbe parlare;
e che questa vita resterà l’avventura più bella.
Poi avrò dei figli, forse, e comincerò a insegnare loro tutte le cose belle a cui ormai non credo più neanche io, ma che daranno loro la piccola illusione di un mondo non sempre cattivo, fino a quando, cresciuti, ci si scontreranno e sapranno dirmi che le mie erano solo favole. Anche loro si arrabbieranno col mondo e vedranno tutto nero, ma poi si solleveranno, e diranno ai loro figli le stesse cose che hanno ascoltato da me, perché, almeno per un po’, è bello crederci.
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questa
la leggo dopocena
tra un po'
ho fame... tanta
fausto
cara,cara verena
è piena crisi adolescenziale vero?
e ti credo, so che puo' sembrare tutto difficile
ma pensa,,pensa a quanto io vorrei tornare indietro...proprio a quella crisi
ti abbraccio verena e chissa' se con due freddi un po' ci si scalda
f
La crisi adolescenziale
Un po' sì e un po' no... insomma, è solo che mi sto facendo tante domande...
Con due freddi ci si scalda di certo,
grazie!
cara Verena, ti dirò
che al caldo c'è rimedio pure
basta gettarsi nei laghi, o nei mari, o nelle pozze...
Però, non è da poco darsi tutte quelle risposte: sei perspicace. Ai figli? E se non dicessi niente?
Ci sono il sole la luna i panorami... e i film tv e grande schermo...
Non ti crogiolare. E poi, non credi sia romantico sbagliare tutto?
Pensa, io mi ci diverto un sacco, a essere incasinato: è il bello della vita, secondo me.
Buona befana, cara... e poi chi dice che la befana sia brutta: ha il suo fascino, ed è erotica. Altroché!
E' uno scritto molto bello, il tuo... devi esserne orgogliosa.
fausto
Il caldo, a fausto
Sì, però rimanere in un lago a vita... MAGARI!
I miei ipotetici figli sono tanto lontani, quindi... be', lasciamoli lì.
Sbagliare sì, ha la sua aura affascinante, tipo svenimento ottocentesco... E può diventare un'arte, alla fine.
Anche io credo che la Befana sia graziosa... ;)
Grazie, Fausto, anche se dal gradire i complimenti al diventare orgogliosa delle proprie "operette" ce ne passa...
Verena
o Verena
ancora si figghiola assai
orgogliosa ce ne passa lo dirai quando sarai vecchia...
sent'ammé
fausto
Tendenzialmente
Trovo Fausto, ma soprattuto i suoi scritti, oltremodo complicati.
Con il suo pensiero, almeno in questo contesto, mi trovo abbastanza in linea.
Per come la vedo io, tre errori sostanziali ci sono nel tuo brano.
a) certe cose non possono essere insegnate.
b) indicativo presente del verbo capire? un tantino avventato! a prescindere dall'età ci metti troppe cose sotto quel verbo. Forse sarebbe meglio continuare la ricerca che riepmpirsi di, plausibilmente labili, certezze.
c) futuro prossimo? come sopra.
Il mio pensiero! nulla di più! magari ho sbagliato anche l'indicazione dei tempi ma resta il mio pensiero o se preferisci il mio punto di vista.
Con permesso
I tempi verbali.
E' stato un fluire di pensieri.
So benissimo che, dietro le tue "indicazioni grammaticali", vuoi palesare semplicemente il fatto che queste mie idee possono sembrare sin troppo presuntuose per una ragazzina...
Ma alcune cose mi sono state insegnate; e, se non nel senso primario del termine, che implica un rapporto diretto docente-discente, almeno dalla società e dai luoghi comuni che ben la descrivono, dalle esperienze deglia dulti che mi circondano e dalla tante vite che ci sono state prima della mia.Altre cose mi sono entrate nell'anima, magari non le ho capite (eppure mi sembrava proprio...), forse non le capirò mai, ma mi si sono palesate così tanto da diventare certezze. E questo non mi preclude la possibilità di esplorazione. Sono certezze in evoluzione, che iogni giorno nacono, crescono, e si modificano magari anche solo per un sorriso o per un gesto...Certezze che, lo so benissimo, in un futuro non so se più o meno prossimo, verrano mandate a gambe in aria dalla vita che va avanti e, allora, io per prima non sarò più bambina e penserò come un'adulta.
Che si debba crescere e imparare progressivamente è "norma comune": non rimarrò bambina in eterno (e questo non è stato deciso da me...), perciò uso un "futuro prossimo".
Volevo astenermi
..dal replicare ulteriormente!
Ma la tua risposta oltre che articolata mi è apparsa scritta con un pò di "enfasi".
Sbagli! il mio pensiero, e come tale deve essere trattato, non è direttamente collegato alla tua età!
Piuttosto a tutte quelle certezze!
Oh! giovane Will! per essere nel pieno di un conflitto interiore, perchè no legato anche all'adolescenza, nun te pare che c'hai un pò troppe certezze!?
Non che faccia male averne qualcuna! ma quando se ne hanno così tante come quelle da te annoverate.. io qualche domandina me la pongo.
Ribadisco! mio personale pensiero.
(psss... ricordi lo sciaquone? ecco! non lo rimettere come immagine! ma il senso è quello. Tira l'acqua e il mio pensiero se ne va dritto dritto nelel fogne).
Mi congedo.
Verena,
è triste leggere nelle tue parole tanta amarezza. Sei giovanissima e brillante: caccia via un po' di brutti pensieri e goditi la spensieratezza dei tuoi anni perché - ahimè - non ritorna! Un abbraccio affettuoso
a verena
mah.. io direi che le cose estremamente belle possono cambiare...
che spesso, andando incontro a qualcuno, non lo incontro perché lui procedeva nella direzione opposta
questa m'ha fatto sorridere.. e che ce potemo fà, perora va così.. :).
che a volte mi sento sola solo perché manca una persona particolare, mentre magari ho attorno tanta gente
questo è vero..oh si, si se è vero.
che la rabbia e l’odio sono più potenti dell’amore, anche se non dovrebbero;
io mi sento di dire che nella mia vita non è così. se era amore non c'è rabbia che lo cancelli! ed è ancora peggio..
che nei miei occhi non sempre c’è davvero quello che sento
questo a volte è un vantaggio.. prendilo come potere se non vuoi far capire.
e che quest’adolescenza mi sta dando e togliendo tutto;
qui..io mi fermo..soffermo..torno indietro (nel mio, non nel tuo) e sulla base di questo mi sento di dire che se tu non hai elementi validi per affermarlo, tutto è solo apparenza. Ricorderai questi anni e capirai (davvero, ma non ora) che non tutto era come ti appariva.
che se non incontro qualcuno, è perché non avrei dovuto neanche cominciare a cercarlo
questa..ha una sua profondità..quasi quasi te la rubo per msn :p.
che basta un abbraccio a scaldare il cuore
non so. dipende quanto l'abbraccio ti trasmetta. al di là del fatto sia vero o meno.. solo sensazione.
che se ascolto il cuore e la mente, insieme, andrò nella giusta direzione
mmm... quella per il manicomio? (aggiornamento ospedale psichiatrico.. vabbè)