Eterne incomprensioni
ETERNE INCOMPRENSIONI
Già dieci i piccioni che ti mando mai ritornati indietro,
alla fine penso li mangerai.
Tanti sono i messaggi in fumo
che disperdi al cielo
-e non capisco-
Tante sono le volte che ho cercato di leggerli
anche con l’anima
mentre resto qui a farmi affumicare
di verde paglia il fuoco
-e a sventolare invano-
Le nuvole mie salgono lente e nere,
contengono discorsi che non potrai capire
-ancora insisto-
Da queste due montagne non scenderemo mai,
resteremo lontani per la vita
e segnali di fumo eterni incomprensibili saranno
se codice non c’è.
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MA, SEMPRE SCUSA DEVO CHIEDERE?
SOLTANTO UNA DOMANDA.
QUESTO BENEDETTO CODICE ALLORA NON C'E'?
CERTO, ALLORA E' UN PROBLEMA,E' UN TRANELLO SALIRE SU UNA MONTAGNA.
COSI', PERO',TUTTI I BELLISSIMI VERSI POETICI, RESTANO SOLTANTO ESPRESSIONI DI SCORAMENTO,
MALESSERE DELL'ANIMO. SILENZI DELL'ANIMA?
DA' CORAGGIO, PERO' QUELL'EMPATICO DIRE "-e a sventolare invano-"
VOGLIO IMMAGINARE CHE LO FAI CON LE MANI.... ALLORA HO UN'ALTRA BELLA VISIONE.
A MENO CHE IN PARTENZA TU NON ACCETTI DI STRINGERLE, SE LE PORGONO.
Adamo
Che bel modo di parlare delle incomprensioni e delle richieste vane di comunicazioni fra due persone.
Anche a me ha colpito l'immagine dello sventolare invano.
In un pezzo di danza-teatro sulla solitudine una donna sul palco tiene un fazzoletto rosso
e chiama con il sorriso: "Tre!", come nel gioco della bandierina, nessuno risponde.
Ci riprova più forte, con un pò di inquietudine:"Tre!"
La ragazza ora urla, negli occhi terrore e disperazione "Tre! Tre! Tre!", nessuno arriva e la ragazza
se ne va.
Eccola qui, la mia amica Serena:
Ecco questo mi ha ricordato il tuo sventolare invano..
monica