I FIGLI CAMBIANO
Carlo si sedette al tavolino di un bar, uno di quelli che ancora recava la scritta "Latteria", dalle parti di via Osoppo. Ordinò un caffè macchiato e cominciò ad aspettare. L'appuntamento era per le dieci, ma lui era arrivato con mezz'ora d'anticipo.
Non l'aveva mai visto prima d'ora, dunque non sarebbe stato facile riconoscerlo. Chissà perché, ma solo dopo parecchi anni aveva trovato il coraggio di rintracciarlo e fargli una telefonata. Non aveva la più pallida idea di cosa avesse fatto suo figlio in tutto quel tempo, sapeva solo che sua madre si era sposata con un altro dopo che lui era sparito, spaventato all'idea di dover diventare padre.
A dire la verità, non era la prima volta che "fuggiva", lo aveva già fatto un'altra volta e ora non è che fosse pentito, piuttosto era curioso di vedere - se mai gliene avessero dato l'opportunità - cosa avesse messo al mondo, chi gli sarebbe sopravvissuto. Aveva deciso di cominciare con Enrico, il più grande. Poi sarebbe stata la volta di Stella.
Quando l'aveva chiamato, era stato Enrico a proporgli un incontro e lui aveva accettato, felice che il figlio non facesse storie. In fondo ne avrebbe avuto tutto il diritto.
Quando, con venti minuti di ritardo, Enrico entrò nella latteria, a Carlo non passò neppure per l'anticamera del cervello che quello fosse proprio suo figlio.
"Papà?"
Il padre si girò e lo fissò per qualche secondo, sbalordito, incapace di rispondere.
"Papà, sono Enrico, ma tu ora chiamami Claudia".
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Apprezzati il taglio e
Apprezzati il taglio e l'idea.
Con qualche originalità in più nella scrittura (solo questione d'impegno) sarebbe ottimo.
Credo anche io
che tu ti sia accontentato, un peccato
benvenuto e alla prossima
monica
L'intento
l'intento era quello di scrivere una cosa rapida, fulminea anche perchè quando l'ho scritto mi trovavo nella metro di Bande Nere (Milano) tarda notte con dodici minuti di attesa. Allora mi son detto vediamo cosa riesco a combinare in questo lasso di tempo. E' venuto fuori questo racconto :)
La scrittura è un conto, la
La scrittura è un conto, la pubblicaz. è un'altra. Mica devi pubblicare oggi ad ogni costo.
Ciao
Provo a fare un commento...
... critico riflessivo. Questo brano è il risultato di una scrittura veloce e frettolosa. Tanto che lascia al lettore il gusto amaro di una sforbiciata. Però il taglio web è rispettato. Meno male. Mi sarei preoccupato se avessi dovuto leggere una pagina intera. C'era il rischio, in questo caso la sicurezza, di godersi un bel racconto. Scampato pericolo.
Sono un pò perplesso perché non vorrei che accadesse quello che succede ai giovani d'oggi che si autofratturano i pollici sul cellulare per mandare un centinaio di messaggini al giorno e a forza di nn, tvb, cmq, x, k e bla, bla, bla, non riescono più a scrivere due righe in italiano corretto. Manco si chiedesse loro di compilare una tabellina pitagorica al contrario. Almeno del 5.