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Il principe e il ladro [Parte otto,racconto YAOI]

ritratto di N1c0L4s
Pubblicato da N1c0L4s il Sab, 10/04/2010 - 21:43
  • Erotismo (riservato a un pubblico adulto)
  • Romanzo

NOTA BENE PRIMA DI LEGGERE:
Questa è una storia che comprende una relazione sentimentale e erotica fra due ragazzi maschi(YAOI).
Includerò anche scene HOT esplicite perchè preferisco che ci sia tutto.
Ahimé forse è l'ultima parte.

 

 

 

Un ragazzo più grande di Alex si alzò dalla tavola interrompendo l'atmosfera totalmente rigida nella quale addirittura i camerieri si erano fermati spaventati.
<<Padre mi permetta di insegnare le buone maniere a questa spazzatura>> il ragazzo si avvicinò a gran passo e si mise di fianco a lui nella stanza iniziando a parlare. Il ladro lo osservò senza dire una parola come se fosse qualcuno che non aveva capito che aveva bypassato il limite.
<<Caro rosso, devi capire che non c'è più posto per te qua. La gente come te non esiste più, tutti i parassiti come te sono stati schiacciati dalla nostra razza, i verdi sono stati eletti per proseguire come ci ha insegnato la religione...>> Alex lo osservava e non stava più ascoltando quello che diceva, lo vedeva parlare e dire le sue cavolate.... che insolenza.
<<... è inammissibile che un demonio come te possa ancora vivere in questo mondo. Ora io:... >> il malcapitato guardò in alto mentre continuò a parlare <<Caser figlio di Usaak farò in modo che tu comprenda la tua inferiorità ai verdi e...>>
Alex non ce la fece più a trattenersi, con la gamba opposta all'oratore tirò un calcio all'avversario prima che potesse finire di dire le sue baggianate, poté osservare il tacco della sua scarpa beccargli di netto la mascella, ma senza romperla. Ora c'era solo lui e l'incosciente.
Col primo calcio non gli aveva rotto la mascella perché avrebbero potuto definirlo un colpo a tradimento. Appena rimise atterra l'altro piede con l'altra gamba colpì e ruppe una costola dell'avversario. Il nemico non se ne rese neanche conto e si mise in guardia.
Alex decise di attaccarlo solo di calci... i buchi della difesa erano troppo scoperti e lui era troppo lento, ogni singolo calcio che diede nella sua foga era un punto netto, l'avversario si vide colpire con degli attacchi micidiali mirati ma non riuscì a riprendere e contrattaccare. Il nemico aveva come un muro davanti a sé e non sapeva cosa fare.
Alex decise di farla finita: saltare e colpirlo con un calcio alla tempia. Così fece ma appena sferrò l'attacco l'altro riuscì ad abbassarsi e per la sua prima volta contrattaccare con un pugno.
Il ladro ancora in volo lo vide arrivare, con la mano più vicina lo intercetto e lo usò come piedistallo per restare nuovamente in aria e mandarlo ko con un altro colpo.
Gli spettatori lo videro colpire e fare due piroette su se stesso mandando velocemente a tappeto il suo opponente.
Il ladro atterrò, era stato fin troppo facile, non si era sfogato abbastanza.
Di punto in bianco sentì un colpo allo stomaco e si piegò, era un uomo, mediamente grosso.
Aveva detto qualcosa ma Alex non lo stava ad ascoltare aveva appena ricevuto un pugno. Capì dalla sedia vicino che forse era il padre del ragazzo. Il ladro, ancora più adirato di prima, strinse il pugno destro e sferrò un cazzotto in bocca all'uomo che credeva già di aver vinto.
Il colpo era talmente forte che lo fece sbattere contro una colonna portante.
Subito si portò di fronte al nemico... quindi era questo il genere di gente che credeva a tutte quelle cavolate?Alex strinse il pugno sinistro e incominciò a pestarlo contro il pilastro.
Vide tutto il sangue uscire e in venti secondi l'aveva già messo a dormire.
Guardò gli occhi, avevano cambiato colore, verdi... e non solo... si stava rigenerando velocemente... tutte le ferite si stavano bloccando e si stava riprendendo a vista d'occhio rispetto alle persone normali. Questo lo impressionò, non aveva mai visto una cosa del genere in qualcun altro.
Colpo di lama a sinistra, schivato. Si era accorto tardi che uno della tavolata aveva detto di fermarlo o ucciderlo. Colpo di lama a destra, Alex fece uno scatto e bloccò la mano alla guardia saltando e colpendolo col ginocchio destro.
Si guardò intorno, si riprese un attimo dalla sua furia, stavano chiudendo le porte. Diverse guardie del corpo: una per ogni nazione partecipante alla mensa da quanto aveva notato quando era entrato. Le persone alla tavolata rimanevano ferme al loro posto e non partecipavano allo scontro. Alcuni guardavano adirati, pochi preoccupati ma quello che era capotavola lo guardava interessato. Due guardie lo attaccarono assieme.
Alex con un altro scatto ruppe con un calcio il ginocchio di una delle due che cadde per terra. L'altra anticipò questa azione e saltò il corpo del compagno.
Il ladro in un attimo si fermò e la colpì col dorso della mano sotto la mascella facendo cadere dolorante a terra la bodyguard.
L'unica uscita possibile era da sopra: la sala da pranzo era composta da due piani. Il secondo piano erano due balconi enormi con scale accessibili solo all'esterno della sala. Se si fosse arrampicato forse ci sarebbe riuscito. Una guardia un po' più astuta cercò di colpirlo velocemente da dietro con la punta della lama mentre il ladro guardava altri. L'azione seppure valida fu inutile: Alex riuscì ad afferrare la spada senza farsi male e colpirlo con il gomito sul naso. Il nemico intontito lasciò andare la spada, il ladro la prese e la lanciò contro quello dietro senza colpirlo. L'azione diversiva ebbe successo: quest'ultima sentinella spostò l'arma dando ad Alex un ampio spazio di tempo per avvicinarsi e metterla ko. La guardia intontita dal colpo al collo si fece bloccare e scaraventare contro una seconda, quest'ultima presa alla sprovvista non vide che Alex gli era saltato dietro dandogli un colpo netto appena dietro alle vertebre dorsali facendole perdere i sensi.

Un avversario ancora più potente dei precedenti, Alex non l'aveva quasi visto: era saltato fuori dalla tavolata. Il ladro si scansò all'improvviso dalla guardia che aveva appena messo fuori combattimento, l'avversario era gigantesco, con delle braccia enormi.
Anche lui con questa rigenerazione ad alta velocità?
Il nuovo nemico si avventò su di lui, anche lui aveva gli occhi verdi. I colpi che tirava erano letali, voleva realmente farlo fuori. Alex li schivò abilmente tutti, la massa del nemico era talmente ampia e l'attacco talmente senza tregua che per il ladro fu un problema trovare un buco non letale in tempo. Era riuscito a metterlo alle spalle, se fosse andato più indietro sarebbe andato contro la tavolata, ma non aveva alternative in quel momento. Caricando la gamba sinistra spiccò un salto sulla tavola dove c'erano dei bambini, almeno si sarebbe fermato.
Alex si stupì: fu inseguito lo stesso. Dalla sorpresa, nell'atterrare scivolò su un piatto e cadde sul tavolo.
I bambini si spostarono lasciandolo da solo a ricevere l'attacco. Con un colpo di reni riuscì a schivare per un soffio l'attacco. Atterrò in ginocchio sotto il portico del balcone.
Il tavolo enorme era rotto e non solo: anche la cena. il colpo micidiale che aveva inferto l'omone aveva fatto in modo che si creasse una 'V' con l'asse sollevandola alle estremità.
'Questo è matto...' pensò Alex.
L'omone gli corse incontro, il ladro fece lo stesso ma all'ultimo si spostò di lato schivando la sua carica e mettendosi nuovamente nel mezzo dei due enormi balconi del secondo piano. Il ladro si mise a braccia conserte per provocare l'avversario il quale senza pensarci due volte si avventò su di lui. All'ultimo con uno scatto ancora più veloce dei precedenti saltò sulla spalla del nemico e si diede la spinta per andare al secondo piano.
L'azione riuscì e atterrò sui bordi del balcone.
Si girò indicando la gente e guardandoli con aria critica... <<Io ho rotto solo il piatto...>> detto questo scappò via dall'uscita.
 

David stava ancora tirando le frecce scocciato mentre ascoltava la conversazione. Era così stupido che lo zio lo trattasse come un oggetto.
Scoccò una freccia che perforò nel mezzo quella precedente.
All'improvviso solo lui vide scendere dal lato del castello Alex, almeno gli sembrò fosse lui e non si era di nuovo messo il copricapo per il freddo. Stava saltando sui tetti e andandosene dalle mura della cittadella... cosa stava facendo?
Appena dopo dalla porta principale erano usciti diversi capi delle altre nazioni che prima erano andati a mangiare, a David gli venne un timore.
Iniziò a seguire Alex, il padre e lo zio non se ne accorsero visto che erano attenti alla folla che era appena uscita.
Saltò sulle mura del castello e intanto vide lo zio Elsing parlare alla gente.
Si appostò sulla ciglia delle mura, vide il ladro saltare sulle case della città e poco dopo scese in strada per mimetizzarsi.
Il principe non ci pensò due volte e lo seguì.
Saltò sul primo tetto, poi sul secondo, lo vide in strada che girava per una viuzza secondaria intimorito. David decise di muoversi prima di farsi vedere da altri parenti.

Il ladro era nella stradina senza uscita abbandonata lì sotto.
Decise di saltare giù dalla parte dell'uscita della strada. Alex stava piangendo sull'unica panchina che non era stata innondata dalla neve.
<<Ohi, scemo... cos'hai fatto?>> chiese David intimorito.
Alex si voltò sconvolto dall'altra parte senza far vedere il suo viso in lacrime.
<<Vattene David...>> disse l'altro spontaneamente.
Il principe si levò il copricapo per il freddo <<Scordatelo Alex, non è per mancarti di rispetto ma perché farei un dispetto a me stesso se non rimanessi a darti una mano>>
Il ladro tirò su il naso per trattenere il pianto.
David gli mise il mantello addosso per coprirlo dal freddo ed Alex sentì tutto il suo profumo che lo fece stare meglio. Il principe si mise a gambe piegate di fronte a lui ammirando tutto quel viso rosso per il pianto.

Il ladro non ce la fece più: scoppiò a piangere e tirò verso di se David.
Quest'ultimo era contentissimo, era un sacco di tempo che non aveva un contatto con lui e ora lo stava abbracciando e piangendo sulla sua spalla.
David si sedette di fianco a lui accarezzandogli la testa, Alex continuava a tirare su con il naso. Il principe cercò di tranquillizzarlo. L'odore di Alex lo mandava in estasi e ora gli stava baciando la nuca.
<<David, ti amo... perché non sei venuto a parlarmi e portarmi via come facevi di solito?mi sei mancato tantissimo...>> disse il ladro.
David a queste parole si era tranquillizzato del tutto, aveva già pensato al peggio <<... e tu scemotto perché scappavi via quando ti volevo venire a parlare?>>
<<Perchè... boh... prometti che la prossima volta vieni tu a parlare... mi è mancato un sacco il tuo abbraccio. Merda David è stata una fortuna che sei arrivato tu, voglio tornare a letto con te e il tapore del camino...>>
<<Ci torneremo amore...>> disse David sorridendo perché era andato tutto bene mentre Alex non lo guardava.
Il ladro iniziò a parlare più tranquillizzato: <<Ero venuto a portarti un bigliettino con scritto che ti amavo e volevo rivederti, solo che quando sono entrato nella sala da pranzo mi volevano tutti fare fuori. David sono preoccupato...>>
<<Alex sarà stato un disguido dai... né mio padre né mio zio ti vogliono fare fuori e siccome sono quelli che portano avanti le cose non succederà vedrai. Poi d'ora in poi vieni a dormire con me e vedrai che per il periodo natalizio nessuno ti farà nulla. Non hai ucciso nessuno tu, no?>>
<<No che non l'ho fatto, ho stordito alcune guardie e qualche tuo parente ma poi basta...>> rispose Alex più rilassato.
<<Va beh dai vedrai che passa tutto...>> disse David cercando di tranquillizzarlo massaggiandogli la testa.
Gli diede un altro bacino sulla nuca.
<<Adesso vieni con me che torniamo e mettiamo le cose a posto, poi, fino a stasera facciamo le coccole e ci dimentichiamo del resto, ok?>> chiese il principe nuovamente.
<<Sì David sono tuo... voglio stare con te perché non ce la faccio più da solo. Fammi quello che vuoi ma voglio stare con te...>> sbuffò Alex.
David sorrise contento <<Ma che parole grosse il mio cucciolone... dai, vieni che prima ci liberiamo dei problemi prima abbiamo tempo per noi due>>
Il principe si alzò e lo prese per mano. Alex si tirò su e si fece dare un bacino sulla guancia.
<<Ci sono tutti i popolani forse è meglio che facciamo un'altra strada>> propose David.
Alex che aveva ancora la faccia tutta arrossata esordì <<l'importante è che non mi lasci solo...>>
<<No che non ti lascio solo!>> esclamò il principe.
Alex si avvicinò con le labbra alla sua bocca e iniziò a baciarlo.
Il sapore del ladro era sempre così squisito, David si lasciò trasportare e né voleva sempre di più. Alex ad un certo punto si staccò e lo guardò con i suoi occhi neri.
<<Ti amo David... muoviti, andiamo>> detto questo il ladro, con grande agilità iniziò ad arrampicarsi sull'edificio. Il principe non era così agile difatti ci rimase di stucco e gli rose un po' perché non voleva perdere contro di lui.
Il ladro dal tetto iniziò a parlare <<Dai su, David, come puoi proteggermi se sono qua sul tetto tutto da solo?>> era palesemente provocatorio.
David provò ad imitarlo nella salita sapendo di non farcela: saltò sul muretto, sul balcone, l'altro balcone, si aggrappò ad una sporgenza ma cadde all'indietro sulla neve.
<<Forse non ce la fai perché ti manca questo... >> Alex gli lanciò il mantello che gli aveva dato. Lo faceva apposta, voleva proprio provocarlo. Tanto a letto comandava lui...
Prese il mantello e con i suoi tempi arrivò su.
Il ladro era seduto, David non ci mise molto di più di lui ma venne provocato comunque <<Oh, finalmente pensavo di averti perso... >>
<<Guarda che ci riesci solo perché sei nato in questi posti!>>
<<... ma le tue dozzine di allenatori non ti hanno mai insegnato cose del genere?>> chiese Alex.
<<Tanto a letto sto sopra io... quindi zitto!>> esclamò David irritato.
Alex sorrise perché aveva centrato un punto focale.
David fece un sorrisino complice <<Cos'hai da ridere?>>
Il ladro gli diede le spalle e lo guardò <<Ah David, guarda ho un prurito qua dietro...>> disse passandosi la mano sulle natiche <<...pensavo volessi passarci ma mi sembra che sei troppo impegnato a prendere la polvere da me per farlo...>>
<<Lo sai che a casa me le paghi tutte, vero?>>
In giro non si vedeva nessuno dei suoi parenti o nessuna guardia in particolare, sembrava fosse tutto passato.
<<Va bene facciamo così: se arrivi prima di me al cancello stasera faccio tutto quello che vuoi in camera>> disse Alex.
<<Tanto ti scopo comunque perché hai tirato troppo la corda.>> rispose l'altro fermamente.
<<Va beh, allora lo fai più volte>>
<<Ci sto>>
David si mise di fianco al ladro.
<<Bene: tre, due, uno.... via!>> esclamò il ladro.
David partì a razzo ma dopo il via aveva sentito un 'ho qualcosa sotto la scarpa' da parte di Alex... lo sapeva che si voleva far fare più volte, si girò a guardare quanto era ancora indietro. Non c'era!
<<Ehy David, mi sa che stanotte saremo miseri>> gli disse Alex alla sua destra che stava correndo sui tetti molto più velocemente. David aumentò il passo.
<<Guarda Alex: anche se sarà solo una volta te la farò durare un casino>> esclamò l'altro infuriato.
<<Dai David, dopo tutta questa astinenza verrai subito>> sbuffò l'altro che stava correndo all'indietro. Il ladro era molto più veloce, non se lo aspettava!
<<Alex me la paghi talmente cara che d'ora in poi tutte le gare contro di me le perderai volutamente!>>
<<Ma che bello il mio Daviiid!>> disse l'altro sorridendo.
David cercò di aumentare il passo ma cadde inavvertitamente su una tegola che lo fece precipitare in strada. Alex a gran velocità gli bloccò il salto nel vuoto.
I cittadini in giro erano pochi e nessuno ci fece tanto caso.
<<Auch, mi sa che per salvare il mio amore mi sono slogato una caviglia... come faccio a continuare?>>chiese Alex che lo aveva appena appoggiato a terra. Entrambi sapevano bene che non si era fatto nulla.
<<Ah, mi sa che devi arrenderti per forza e farti fare il doppio di quello che avevamo proposto in palio...>>
<<Mannaggia mi sa anche a me che non ho molte alternative... ma se sei tu il mio esecutore vedrò di sopportare questa pena, mi porti in braccio fino in camera visto che mi sono fatto male allora?>> disse quest'ultimo a terra fingendo il male alla caviglia.
David si avvicinò e lo prese prontamente in braccio.
<<David mi fai troppo arrapare quando fai così...>> disse il ladro baciandolo sul bicipite.
<<Alex stanotte ti arraperai poco, vedrai..>> sbuffò David ancora un po' adirato per prima.
Alex ammirò il suo bel collo e quella faccia fantastica poi disse malinconicamente <<David lo so che fai sul serio, però dopo facciamo anche un po' di coccole>>
David cambiò totalmente espressione <<certo topolino mio!...>>
<<sai perché mi faccio portare in braccio?>> chiese Alex.
<<certo perché sei bellissmo...>> disse l'altro guardandolo.
<<Anche ma specialmente perché così posso eccitarmi con il mio amore e nessuno lo nota>>
<<Alex vorrei essere in camera ora!>>
 
 
In the doors to darkness...
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ritratto di N1c0L4s

AVVISO!

Pubblicato da N1c0L4s il Sab, 10/04/2010 - 22:07.

Avviso a tutti i gentili tipozzi/e che mi seguono. L'antipatico in questione, cioé io, ha scritto molto probabilmente l'ultimo pezzo di questo racconto... sebbene mi piaccia un sacco esporre le mie idee o i miei viaggi mentali alla gente ho deciso di chiudere. La motivazione è che mi sto realmente concentrando sulla fantasia e non su ciò che posso fare nella realtà.
Mi spiego meglio: non voglio fare la fine dello scrittore a cui piace scrivere le sue storie ma alla fine non realizza nulla di tutto ciò(loro magari non puntano a realizzarlo ma solo a scriverlo, io no). Siccome io, oltre ad essere antipatico, sono anche uno sfigato che si crede il prescelto ho la convinzione che queste cose le voglio fare realmente e non stare a scrivere di altri(cioé le voglio vivere io in primis queste esperienze).

Un'altra motivazione secondaria è che di scene che vorrei proporre né ho a bizzeffe solo che mi escono fuori troppo velocemente e quella che mi ero inventato prima passa velocemente di moda e viene rimpiazzata da un'altra. Di conseguenza mi trovo a scrivere spesso e volentieri una scena vecchia.

 

Mi spiace che lascio il racconto così, ma piano piano sto lasciando TUTTE le attività che avevo. Voglio provare a dare questa botta di cambiamento generale anche se mi dovesse costare la vita... sembrerò un matto ma se non ci proverò mai non me lo sarò mai dimostrato, penso che dentro di me ci sia qualcosa che mi faccia motivare più degli altri. Inoltre sono già innamorato di persone che non mi corrispondono e scrivere racconti così non so quanto mi possa aiutare emotivamente.

 

 

Il vostro PaZzO pazzo pAzZo scrittore Nicolas *******

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ritratto di N1c0L4s

Uhuhuh

Pubblicato da N1c0L4s il Ven, 11/06/2010 - 01:44.

Uhuhuh ma chi è che legge ancora i miei racconti xD

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