La domenica der gallo (sonetto romanesco)
Er gallo serio serio arzò la cresta,
buttò lo sguardo fiero tutto attorno
e a petto ‘n fora dette annuncio ar monno
che giorno era quello de la festa.
Er sole da li strilli infastidito
je disse: ‘Ne la vita ce vo poco
p’esse’ felici. A te te basta er gioco
d’urlà chicchirichì all’infinito.’
‘Ma l’apparenza inganna, bello mio.’
- er gallo je rispose contrariato -
‘Presto a ‘sta pacchia dovrò dà l’ addio
perché so’ vecchio, stanco e malannato,
Ma da difenne c’ho l’orgojo e io…
io... canto pe’ fa ‘nvidia ar vicinato.’
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@Fargo, a un poeta romanesco lo incorono sempre, per tifo,
ma a te con tutti i meriti. Hai cuore, hai messaggi, hai lo spirito di Pasquino.
Applauso, quindi, a scena aperta.
Ciao.
Orgojo de gallo
Simpaticissima l' immagine del sole che quasi si tura le orecchie, infastidito dagli strilli del gallo.
Come capisco il sole!Da piccola abitavo in campagna.Vicino casa mia c'era un fattoria.Il contadino aveva tanti galli che cominciavano a cantare alle quattro di mattina, non sincronizzati.La poesia evoca un bel quadro bucolico al quale non siamo più abituati, purtroppo!
X Fargo
Come sempre sono passata a salutarti carissimo !!!
Oggi ci presenti questo orgoglioso gallo,
che pur sapendo che ormai è arrivata l'ora che gli torcono il collo,
quindi sarà pasto di tutto il vicinato,
nella sua fierezza annuncia ancora al mondo
che oggi è domenica cioè festa !!!
E dialogando con il sole, che sembra essere anche lui infastidito,
risponde che continua a cantà solo per far invidia al vicinato !!!
Tutto questo mi fa pensare un po' anche all'uomo,
che per orgoglio, non svela i suoi tormenti, le sue paure, le sue incertezze,
perchè il proverbio del mondo recita:
E' mejo esse invidiati che compatiti !!!
Ti ringrazio e ti esorto a continuare a scrivere queste bellissime poesie,
dove alla stessa maniera di TRILUSSA
fai parlare animali cose ecc.ecc
Un saluto e un abbraccio fraterno
Rita