I Dialoghi Poetici – Araneae

Matasse di niente
Orditi di silenzi
Ricami di fiati
Superbe labbra
Intreciano muti fili,
Altalene tra i rami
Legata a quell’albero
Divenne tela
E prigione di tessuto.
Dialogo Poetico con Debora DiMo
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la trovo
assolutamente
musicale ed avvolgente
da rimanerne
catturati
klo
è molto bello quell'ultimo verso e quei ricami di fiati me li porto a casa, vorrei averli ricamati io. :-)
mi ricorda qualcosa, forse
mi ricorda qualcosa, forse certe storie di fallimenti. è la parola 'prigione' che indirizza la mia percezione a storie di fallimenti. Del resto anche prima: niente-silenzi-muti, tutte immagini che richiamano staticità, qualcosa che non muove o si perde.
Queste parole... così difficili talvolta da scivere o interpretare.
Eppure nei primi due versi ancora non pensavo ai fallimenti, ogni orizzonte era ancora possibile. Se nell'ultima strofa avessi scritto 'splendente', anzichè prigione, per esempio: 'Di splendente tessuto' il senso di tutta la poesia si sarebbe capovolto, nessun fallimento, forse il preludio di una grande, esaltante vittoria, amore, affermazione....
@Simbiosi
Direi che la parola "fallimento", in una visione ampia del termine, è perfetta.
In fondo è solo una storia... senza lieto fine.