Per assurdo, il verde è il mio colore preferito. ( Dedicato a Full , con immensa stima)
Sdraiata all’ombra di un salice, osservo la natura che si compie, con una datata complice a sostegno dell’ imprudenza del gesto : la diffidenza.
Ascolto in silenzio i chiassosi cori della natura e me ne innamoro ma rilassarmi mi è impossibile e del resto, c’è una regola per quelli come me, che è alla base del catalogo di sopravvivenza ; mai chiudere gli occhi e sprofondare in un riposo senza sonoro mentre si è immersi nel verde, mai abbassare la guardia e dare le spalle agli abitanti dei prati perché quando meno te l’aspetti, finiscono per ronzarti attorno, con la pretesa di ricevere, se non una cordiale accoglienza, quanto meno una formale indifferenza.
Tengo gli occhi aperti, controllo gli insetti e probabilmente loro controllano me.
Me li immagino assiepati e cospiranti, mentre rivolgono appelli al loro Dio affinché io lasci quanto prima il campo sgombro, di modo che possano riprendere a lavorare alle provviste, senza intralci.
Solo il fatto di saperli in prossimità delle mie braccia nude mi mette i brividi, anche perché, mentre io passo la vita ad evitarli, loro pare che abbiano come unica occupazione quella di finirmi addosso, con una certa regolarità e precisione.
Saltano alla cieca, ed è questo che li rende facili vittime di ciabatte fulminee e altrettanto leste palette.
Eppure noi siamo così grandi e loro così piccoli …. dovrebbe essere più semplice per loro raggirare l’ostacolo!
Dimenticavo un’altra regola, forse la più logica e al contempo la più importante … anche pensare mentre si è in territorio nemico non è cosa buona, perché i pensieri distraggono da quella che deve essere la principale attività in tale contesto e cioè … la prevenzione e la circospezione.
Ma perché ogni tanto riprovo a conciliari con la natura? Tanto lo so che è una guerra persa in partenza. Il fatto è che a me piace, vorrei solo poterla vivere, senza l’ intrusione dei suoi abitanti nei miei spazi vitali.
C’è posto per tutti su questa terra ma ad ognuno il suo !
E’ che loro sono brutti, irregolari e un po’ asimmetrici, come i ragni che hanno otto zampe e riescono a coordinarle tutte, la qual cosa mi è davvero inconcepibile!
Sono le zampe in eccesso che mi repellono, non posso accettarne più di quattro per animale. Anzi, quattro è il numero perfetto, due pure non vanno bene perché tutti quelli che hanno solo due zampe sono imprevedibili, maratoneti e predisposti al salto in lungo. Ergo, sfuggono al controllo come le anguille dalle pentole a Capodanno.
Credo sia racchiusa interamente in questo piccolo dettaglio numerico la matrice del mio disagio.
Lo sapevo …. gli errori si pagano sempre, anche questa è una legge di natura ed io mi sono distratta troppo a lungo!
Con la coda dell’occhio scopro infatti che un grillo enorme mi si è fermato a cinque, massimo sei centimetri di lontananza dall’avambraccio destro. Che faccio adesso? Sono paralizzata. Se mi muovo quello salta e chissà dove va a finire e se sto ferma, non è detto che non salti, tratto in inganno dalla mia immobilità. Imploro aiuto con quel filo di voce che l’ ugola atterrita ancora riesce a far filtrare, Padre Pio mi viene in soccorso e mio fratello da lontano mi fa segno che sta arrivando.
- Che c’è? – Mi domanda, e nel suo tono non c’è accenno di allarmismi.
- Un essere immondo Marco …. Fai presto ti prego, non posso muovermi altrimenti rischio di brutto. – Ma cosa rischio realmente? Nulla, proprio nulla perché razionalmente so che i grilli, per quanto bruttini, non pungono e non mordono, il mio è solo schifo.
Marco mi viene incontro con la lentezza di un bradipo zoppo, come se il fatto non fosse il suo e in effetti non lo è ma che cavolo! Sono sua sorella e rischio un ictus.
Bisognerà riconsiderare i nostri rapporti non appena sarò sufficientemente lontana dal raggio visivo del mostro verde.
- Cos’è? –
- Un grillo. Aiutami ti prego. – In un unico istante di terrore, perdo al volo dignità e autorevolezza.
Lui sorride di sufficienza, come a dire che i problemi sono altri nella vita e che un grillo non mi ucciderà. Mi fa invidia ammetterlo ma diamo a Cesare quel che è di Cesare , mio fratello è veramente un genio della psiche!
Lo vedo armeggiare con una pietra mentre il grillo spiega le sue antenne, muovendole in maniera ipnotica. Acquattato come un gatto procede in direzione dell’ ignaro che, non so perché, mi appare improvvisamente piccolo e indifeso.
- Che vuoi fargli?- domando preoccupata per la sua sorte.
- Eliminarlo. –
- No, no, è fuori discussione! Mi oppongo a questa drastica soluzione. Ci saranno altri cento grilli in questo giardino e non posso compiere una strage d’innocenti, solo perché non ho in simpatia i loro corpi e le loro movenze. -
Marco s’arresta subito, perché fondamentalmente neanche lui ha l’indole da assassino e poi mi domanda – Devo farlo scappare? –
- Non sia mai, quello scappa male, mi scappa addosso. –
- Dunque? –
- Fammi pensare …. Serve qualcosa che lo fermi senza fargli male, in modo tale che dopo lo si possa liberare. –
- Ok, ma cosa? – Rosico proprio per questo fratello Archimede che ne sa una più del diavolo!
- Un cappello o qualcosa di simile. – Suggerisco nervosa.
Nel frattempo il grillo cambia posizione. Adesso mi osserva e sembra prendere la mira. Ho la tachicardia e Marco se la ride, questo aumenta la tensione. Probabilmente mi scoppierà un’arteria.
C’è un secchio vicino a lui, veloce come una saetta lo agguanta e copre il grillo.
Io mi do alla corsa forsennata, entro in casa, chiudo la porta e da dietro le persiane gli do l’ok per liberarlo.
Dopo un po’ anche Marco rientra in casa e con fare canzonatorio mi rassicura sulla fine del mio incubo. Non gli rispondo, sono abituata ad essere derisa per questa mia invalidante fobia ma, nell’osservarlo mentre sale le scale, mi viene una gran voglia di dargli un calcio nel sedere.
Strabuzzo gli occhi come in preda ad un’allucinazione …. sulla maglia bianca di Marco c’è un’enorme chiazza verde in movimento. Riconosco le antenne del nostro ospite , apro la porta d’ingresso e ricomincio la mia corsa.
Scappo a cercare rifugio nella natura e in fondo, paradossalmente, il verde è il mio colore preferito.
Fine
N.B. Sentiti ringraziamenti a mio fratello Marco che si è prestato a farsi ridere addosso come solo i grandi sanno fare. :-)
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Giulia, sarà che m'accomuna
Giulia, sarà che m'accomuna molto questa tua ritrosia verso gli insetti, che mi è sembrato quasi di vivere il momento.. Però questa volta, da spettatore, ho sorriso.
Pensa, ieri ero al lago e a 10cm mi è passata una bisciolina...blecchhhhh...in un minuto ho fatto 300mt..da record!
Comunque il verde è speranza..dai!
ciao
sandra
pensa
cara Selly che invece a me i serpenti piacciono! Vabbè del resto, strisciano, non hanno zampe in evidenza ! :-))))
Ciao e grazie
"Sono le zampe in eccesso che
"Sono le zampe in eccesso che mi repellono, non posso accettarne più di quattro per animale" Ahahah!
Grazie Giulietta. Posso immaginare l'ispirazione della dedica.. eheheh!
Ero convinto che i grilli fossero solo neri come quelli del mio giardino. Invece ci sono pure verdi solo che, qui, li chiamiamo in altro modo.
Mo' ti faccio una terapia filo-insetti: Quando vedo un'ape che sta annegando nello stagno del mio giardino, non le offro un rametto per arrampicarsi e salvarsi. Le offro il dito. Mi piace "sentirla" mentre si mette in salvo. Sono assolutamente certo (100%) che non mi pungerà: mica è un umano!
Ciao Giulietta e ancora grazie.
Un abbraccio. Fulvio
Io
invece mando qualcuno a salvarla ahahahahahah
E' che sono impossibilitata !
Grazie Full
bravura e intensità vanno a
bravura e intensità vanno a braccetto.
grandissima
intensità caro Horus, quando si parla di insetti per forza! :-)
Grazie
Divertentissimo...
... nonché una ulteriore dimostrazione - non che ce ne fosse bisogno - che la repulsione per gli insetti, tra le altre molteplici repulsioni, è profondamente inscritta nel DNA delle donne!
Giusto ieri sera ho dato la caccia ad un famelico e pericolosissimo geco, che per quanto cucciolo, stava proditoriamente insidiando la tranquillità domestica di mia madre e devo dire che le reazioni femminili sono sempre le stesse.
Mi fate morire dal ridere con le vostre incontrollabili fobie!
Comunque dalle mie parti i grilli sono troppo impegnati a cantare per aggredire gentil donzelle indifese. Stanno tutto il tempo a cantare quella famosa canzone di Mina, "l'importante è FRINIRE"... ;-)
Bebo
io ho fatto sorridere te ma tu hai fatto sorridere me con questo graditissimo commento. Grazie davvero.
ottima lettura
molto brava!
Molto
riconoscente. Grazie
due
scemi...
ahahahahahha
ottomo giulia, ;-)
:-)
avevi dubbi? ahaahahah
io??
io no.
sono scemo e lo dichiaro.
sono calamaro e lo dichiato.
max e i suoi tentacoli.
Max,
tu zuzzurellone, e lo dichiaro! ;-))))
Noto
che la fobia è veritiera perchè nella frase: "...un grillo enorme mi si è fermato a cinque massimo sei centimetri di LONTANANZA dall'avambraccio destro", usi l'avverbio in modo tale da far capire che gli insetti proprio non ti piacciono. Un altro avrebbe scritto che il grillo s'era fermato "vicino" all'avambraccio, ma tu, nella tua fobia, lo vuoi proprio tenere lontano.
Racconto divertente già nel titolo, che sottintende il paradosso di ciò che spiegherai.
Stai attraversando un buon periodo e l'umorismo che esprimi ne accentua l'odierna condizione.
Per fortuna non era un grillo parlante.....
max,
la tua analisi è perfetta. Ahimè non posso proprio conviverci.
Il periodo è dei più neri ma lo contrasto scrivendo cose divertenti. Valla a capì la mente umana! :-)))
Grazie mille
refusino
quando meno te l’spetti,...
tutte le tonalità di viola sono le mie preferite, ma che si nasconde dietro al viola??
mi fido?
correggo
subito, grazie Pagano!
Dietro al viola?????? Ehmmmm non mi viene in mente nulla di buono.
Piace pure a me comunque, :-)
cara Giulia, davvero hai reso
cara Giulia, davvero hai reso in modo visibile l'agitazione da avvistamento. La tua scrittura diventa sempre più precisa e disinvolta. Il gusto viene dalle imamgini e non c'è forzatura alcuna.
io mi
impegno per ricevere commenti così. :-))))
Grazie Adele