Angelo o Demonio
Tra ellissi acrobatiche e suture evidenti, io scrivo l’intimo diario.
La prospettiva del mosaico è una pura serenata colorita di simboli, suoni, oggetti arcani ed evocazioni mistiche.
Sopravvivo tra un folto bestiario ed una fauna copiosa, attraverso rovine di antichi castelli, lune esangui sospese a mezz’aria, flutti abissali mortiferi e misteriose visitazioni di fantasmi.
Nella mia realtà naturale e culturale semplicissima, infondo, vivere è come una “pièce”, un potenziale limpido e garbato, per imprimere con lieve tenerezza gli itinerari che la vita e il tempo trascurano e frantumano.
Quando sfreccio in bicicletta sul greto della mia collina, raccolgo qualsiasi filo può servirmi a ritessere la trama che si sfilaccia, oppure a legare a me un corpo, adorato o agonizzante ed in movimento io scrivo; inchiostro balsamico per armonizzare i miei principali avversari di sempre: il Sentimento e il Senso.
Perché qualsiasi debolezza abbia la mia ala nell’enigma del sogno, il dominio sull’energia rimane impresso nell’incarnato della materia e dello spirito, con un prisma di parole.
Sono Angelo o Demonio?
Non lo so ancora; ogni aspetto che assumo è l’antro recondito del mio scrigno segreto.
Scelgo sempre io chi essere e non voglio restare là, fuori nel Mondo.
L’essenza primaria è non avere paura.
Nemmeno quando manderò il mio Protetto a prepararmi la strada ed avvertire le pietre fredde dell’arrivo, affinché sgretolino ogni incomprensione.
Reduce da battaglie immense, ho significativamente mutato la percezione del mondo.
La mia conoscenza mi è necessaria perché io salga fino a trovare il punto su cui cadere.
La realtà precede la voce che la cerca, come l’universo precede l’umanità e come la materia precede il corpo.
Ogni linguaggio scritto è uno sforzo umano e per destino tutti torniamo a mani vuote.
Ma non io.
L’indicibile arriverà attraverso uno sguardo infiammato di desiderio e seguirà la mia sottana come una vittima destinata a desistere.
Ignorerà la mia caduta e mi abbraccerà con un sorriso aperto sul mondo.
Nell’atto massimo di eroismo e santità.
Nell’atto infimo di creatura diseroizzata.
Nessun Angelo, nessun Demonio.
Mi consegnerò con fiducia all’ignoto e potrò amare solo l’evidenza sconosciuta.
Estendendomi oltre la sensibilità, in un affresco di vita in lontananza.
“Che la parola plani sempre sul mio pugno e germogli nel mio cuore”.
GretaRossogeranio
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