Il rosso le dona

ritratto di Pietro Paolo

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Eccola. Proprio come il proverbiale orologio svizzero. Per contro, il mio cuore, con il suo battito accelerato, tradisce una crescente eccitazione ma è del tutto normale. In tutti noi quando si prospettano degli eventi degni di nota, scattano questo genere di reazioni fisiologiche. Il nostro organismo, in un certo senso, si prepara all'azione. Respiro superficiale, battito accelerato, peli delle braccia e della nuca che solleticando si rizzano leggermente. In tutta sincerità adoro questo genere di sensazioni: immergermi in questo bagno emotivo ed uscirne temprato, reattivo, pronto per quello che non tarderà a succedere. Un respiro profondo. Ancora uno per stemperare l'inevitabile tensione che si produce. Espiro e immagino una lieve nube di fumo nero che scarica all'esterno il piccolo groppo in gola.


Eccola: soli sedici anni. Capelli biondo cenere, lunghi; un piccolo ciuffo ribelle è sfuggito dalle spire dell'elastico per rendere maggiormente interessante quel volto che definire delicato è più che un eufemismo. Andatura agile, veloce, sicura, elegante; la flessuosità dei movimenti lascia presagire che forse si tratti di una ballerina, una ginnasta, forse.


BENE...MOLTO BENE...


Jeans attillati, vita rigorosamente bassa, ovviamente, scarpe da ginnastica e toppino fucsia aderente anch'esso a mo' di invito all'immaginazione altrui.


Come ogni comportamento umano, anche quello apparentemente semplice del vestirsi è un modo di comunicare. Per la serie “l'abito fa il monaco”. Le donne, poi, anche in tenera età imparano quei piccoli trucchi per esaltare oltremodo la loro femminilità. Il flirt, per loro, inizia giusto l'attimo dopo aver salutato l'arrivo del sole al di là delle tende. Da quel momento in poi, è tutto un susseguirsi di messaggi silenziosi che pochi riescono a decifrare nella loro interezza. Il semplice gesto di laccarsi le unghie o mettersi il rossetto, cospargersi di profumo o altro, sono tutti degli step verso la seduzione. Quello del sesso, dopotutto, è un argomento che esercita un fascino irresistibile, diciamocela tutta. Per non parlare quando diventa una vera e propria ossessione. Si capisce benissimo quando è al centro di una conversazione: le teste si avvicinano per denotare il crescente interesse per l'argomento. Come se con quello sporgersi si riuscisse a carpire qualcosa in più dal discorso. Il tono della voce, poi, seppure risulti più intenso, si fa più discreto e l'atmosfera stessa sembra che diventi più carnosa. È sicuramente l'aspetto più significativo della nostra vita, almeno della mia. È sempre in mente, tema centrale dei nostri sogni ad occhi aperti...dai, lo sapete benissimo. Cominciamo fin da piccoli quando ci trastulliamo con i nostri genitali traendone un innocente piacere per poi, arrivati all'età adulta beh, lo sapete benissimo.


Eccola: si avvicina sempre di più. Saranno circa duecento metri a separarci, ho ancora tutto il tempo per fare mente locale e visualizzare la scena da interpretare. Con le ragazze abitudinarie il gioco diventa più semplice: puoi quasi calcolarne le mosse in anticipo. Ad esempio, fra un po', quando arriverà nei pressi della fontanella dei giardini pubblici, si fermerà a sorseggiare un po' d'acqua anche se non ha affatto sete, si chinerà ad allacciarsi le scarpe e dopo la solita sbirciata all'orologio, riprenderà il suo tragitto verso casa. Io, dal canto mio, sono in questo vicolo preparato come non mai. I gorgheggi della divina Maria Callas nell'mp3 e gli occhi fissi in un punto indefinito a proiettare le immagini di uno spettacolo imminente. Rasoio nascosto nella mano sinistra e, per evitare le solite spiacevoli sorprese nelle zone basse, ho indossato una conchiglia protettiva. La prudenza, si sa, non è mai troppa...ma tu, cara la mia piccola cerbiatta, non hai imparato questa lezione. È un lunedì d'autunno, sono le 21 di sera e in giro non c'è nessuno. Non vivi in una grande città ma solo in un paesino di quattromila anime. Una volta terminato il nostro incontro sarò soltanto un'ombra che striscia in un vicolo, niente di più, non avrò un nome, né un volto, o forse quello sì, beh, dipende da te. Spero di lasciarti un ricordo molto vivido. Non vorrei che tutta questa preparazione, tutto questo osservarti per giorni non dia almeno una sorta di gratifica, anche di poco conto come un ricordo. I ricordi, per diventare tali, devono essere sempre accompagnati da una certa impronta emotiva altrimenti, si tratta di eventi che finiscono subito nella pattumiera della memoria.


Per ogni donna avuta conservo dei ricordi stupendi: lacrime, visi contorti da smorfie, le più disparate, grida dalle tonalità più varie e, perché no, anche qualche cicatrice dovuta alla mia trascorsa imperizia nel trattare questo genere di situazioni...


Eccola: gli istanti si contano sulla punta delle dita di una mano, una mano che per l'eccitazione trema anche un po'. È sempre così. Non ci si abitua mai. Il gioco è lo stesso ma le variabili mutano in continuazione. Bisogna avere la capacità di fluire con il caos che ti si crea dentro, con il caos che regna fuori, negli agglomerati urbani, nelle costruzioni di cemento che sembrano essere state vomitate da un gigantesco mostro ubriaco...

Il suo passo rallenta un po', la sua attenzione è attratta dalla locandina di un film che daranno fra un paio di giorni. La mia mente è sintonizzata sul testo che reciterò fra poco. Mi sembra quasi di avvertire il suo respiro, calmo, regolare, in accordo con il suo passo leggero ma fermo, senza tentennamenti. Chiudo gli occhi per un attimo, accordo il mio respiro al suo, entro in profondo feeling con la sua parte più nascosta, un “rapport” istantaneo che mi permette di fare un quadro abbastanza dettagliato della sua psiche. Giocherella con un portachiavi. Lo fa roteare fra le sue dita affusolate. È un piacere vederla maneggiare quel corpo rigido, forse un po' troppo freddo e impassibile per quel tocco delicato che farebbe sciogliere un iceberg. La sua perizia nel brandire quell'oggetto, mi permette di intuire che si tratta di una ragazza che si relaziona con l'ambiente circostante principalmente tramite il tatto, le sensazioni cinestetiche. È una ragazza sicuramente molto emotiva: i suoi ricordi non saranno soltanto immagini, ma sensazioni di mani che la sfiorano, di dita fra i capelli, di labbra sulle guance e lacrime che scivolano sul viso. Sensazioni delicate alle quali bisogna aggiungere un po' di mordente per rendere il tutto un po' più interessante, più vivo e magari anche un po' più difficile. Le cose che nella vita hanno reale valore, costano sempre un po' di sacrificio ed oggi, per te, sacrificherò un po' del mio sangue, è il minimo che mi propongo di fare per te. Una carezza del rasoio sul palmo della mano destra traccia una scia che si colora immediatamente del prezioso fluido vitale. Le gocce si riversano sul selciato marcando il mio territorio di caccia. La cerbiatta è sempre più vicina, pochissimi passi ancora.


È il momento di entrare in scena: “IT'S SHOW TIME!!! TANTA MERDA!!!


Signorina, mi scusi; potrebbe indicarmi il pronto soccorso?” Mostro la ferita e abbozzo la faccia più impaurita e dolorante del mio repertorio. Per un attimo sussulta: la vista del sangue l'ha disturbata, ma è una donna. In lei alberga il gene del sacrificio, dell'aiutare il prossimo...


Caspita che brutto taglio...comunque, guardi deve camminare dritto per questa str...”


Appena fa per sbracciarsi ed indicarmi la strada, la afferro immediatamente per l'omero e le do uno schiaffone per stordirla un po'. Il vicolo con la sua ombra mi divora nuovamente, ma stavolta non sono l'unico ad essere fagocitato dall'oscurità. La mia cerbiatta, come ovvio, si dimena in maniera confusa per cercare una breccia nella solidità della presa. La sbatto con la schiena contro il muro e per qualche manciata di secondi rimane senza fiato sulle ginocchia. Beh, direi che si tratta di una posizione ideale per iniziare. Tolgo il rasoio dalla tasca con fare quasi giocoso e le taglio una piccola ciocca di capelli. Inizia a singhiozzare. Intuisce quello che sta per succedere. I suoi occhi, arrossati per via del pianto, cercano i miei per avere una spiegazione: si tratta soltanto di una pulsione diventata bisogno insostenibile e produrre questo genere di comportamenti, non volermene... e, mentre penso tutto ciò accenna una reazione dandomi un pugno nella zona inguinale. Pessimo tentativo: la sua paura si trasforma immediatamente in terrore quando si accorge che il mio parco giochi è protetto da qualcosa di solido. Mi piace quella sua espressione di consapevolezza dell'inevitabile. Mi piace così tanto che voglio ammirarla da vicino. Mi chino e le accarezzo il volto con la mano sanguinante. Il rosso le dona tantissimo. Le sue lacrime diventano stelle cadenti e il mio desiderio è uno soltanto, poi UN DOLORE LANCINANTE. Dal portachiavi con il quale giocherellava qualche minuto fa, mordace come il soffio di un drago, nei miei occhi si riversa lo spruzzo di un fottuto spray urticante. Mi contorco al suolo in preda ad un dolore mai avvertito prima poi un colpo alla nuca preceduto da un “VAFFANCULO BASTARDO” ed il nero del sipario che cala su questo spettacolo da due soldi.

 

 

 

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ritratto di Giulia75

oh....

ce l'hai fatta! :-)

Confesso che mi aspettavo un finale molto più ovvio, invece questo mi ha spiazzata e

in tutta onestà, ho goduto immensamente a saperlo dolorante IL BASTARDO. :-)

 

ritratto di Pietro Paolo

Già...

dopo aver scritto fiumi di versi, per lo più animaleschi, eccomi con qualcosa che mi rappresenta un po' meglio. L'ispirazione è stata mossa alla vista di un ragazzino che, appostato in un vicolo, ha fatto uno scherzetto innocente ad una sua amica; da lì ho stravolto un po' lo scenario ed eccoti servito il bastardo che fortunatamente non riesce nel suo intento. Come sempre è un piacere averti fra i miei lettori.

ritratto di Selly e le bebe rosse

Mannaggia PP.. Bentornato! E

Mannaggia PP..

Bentornato! E in grande stile! L'ho letta tutta in un fiato, mi sono fatta prendere per mano

calandomi nelle parti grazie alla tua descrizione minuziosa e reale.

Ho percepito profumi, gli attimi che passavano, l'atmosfera che veniva via via delineando.

Ed ho sentito quello strattone all'omero come se fosse stato fatto a me

e ho trasferito la mia energia su quella cerbiatta che, agile, ha saputo trovare forza.

Mannaggia PP..

Gran maestria, applauso.

sandra

ritratto di Pietro Paolo

Wow...

ti ho fatto sperimentare tutte queste cose? Alla faccia...allora sto davvero diventando bravo:-))). Parte del coinvolgomento nel racconto, anzi, buona parte del coinvolgimento è dovuto alla tua capacità di visualizzare il contesto narrativo, di proiettarti in esso, ecc. E' stata la tua sensibilità a far sì che un semplice racconto diventasse un'esperienza interattiva. Il mio applauso va a te, ovviamente preceduto da un sentito grazie.

ritratto di Filomena Di Paola

Pietro Paolo,

l'ho trovato interessante e ben costruito, la mia attenzione è stata attirata particolarmente dal fatto che hai saputo costruire così bene la psicologia del personaggio in questione. Ci hai accompagnati nella sua mente e fatto vedere come queste cose, ed io ci credo davvero, siano in qualche modo premeditate, studiate. Ho letto altri racconti sul tema, ma mai mi hanno soddisfatto nel presentare il tracciato  psichico contorto di chi si appresta a compiere deliberatamente un tale orribile atto. Mi complimento con te. Un saluto!

ritratto di Pietro Paolo

In

genere, quando si tratta di prosa, cerco di puntare molto i riflettori sulla psiche dei protagonisti in questione. Parte di questa mia predilezione è dovuta più che altro alla mia passione per la Programmazione Neuro Linguistica, per la psicologia e per tutto quello scibile di conoscenze che studia la mente umana ed i suoi meccanismi. Quanto alla premeditazione di certi atti, anch'io come te ho una visione un po' pessimista. E' vero che ci sono quelli che "improvvisano" al momento, ma nella maggior parte dei casi, soprattutto quando si tratta di gente del "mestiere", ogni dettaglio viene studiato a tavolino ed in maniere maniacale, appunto. Detto ciò, accetto i tuoi complimenti e ricambio il tuo saluto. Ciao, alla prossima.

ritratto di la strega

Ehilà.....

....è tornato il serial killer ed in tutto il suo "splendore": si vede che la vacanza ti fa bene PP! 

Letto, anche io, tutto d'un fiato, ineccepibile per come è scritto, per il tracciato dei personaggi, per i pensieri del maniaco e PER IL FINALE che, ti devo dire in quanto donna, mi e' piaciuto più di tutto! 

!Bravo!

Un saluto finito bene

la strega

ritratto di Pietro Paolo

Insomma...

considerato il finale, non parlerei proprio di splendore, ma è giusto che sia così; ha tenuto il coltellaccio appeso al chiodo per troppo tempo, di conseguenza la sua abilità è un po' scemata. Sul finale, beh, in quanto donna credo che il tuo gradimento sia più che motivato.

ritratto di la strega

Perfetto...

...PP, volevo proprio suggerirti anche io, nel mio nel commento di prima, di cambiare titolo: quello proprio non  mi piaceva, poi devo essermi dimenticata di scrivertelo. Emma te ne ha anche suggerito uno che, a mio avviso, è perfetto! Hai fatto bene a seguire il suo consiglio!

Un saluto rosso

la strega 

 

 

ritratto di perladacqua

Pietro Paolo

Ah, sei tornato così...con un mozzafiato e leggerlo di un fiato!

Bene, bene, cambiare il titolo è addentrarsi al meglio!

Allora, sempre bravo e sempre meglio.

Dicono che certe parole...un po' forti ci vogliono...io,

credo che anche senza quelle, un buon racconto come questo

piace! I vaff...buoni al cioccolato! Ahahah!

Ciao, Pietro Paolo e...bentornato!

Perla.

ritratto di Pietro Paolo

Sì...

cambiare il titolo ha davvero giovato a tutto l'insieme del racconto. Quanto alle parole forti, beh, anche io la penso come te però c'è da ammettere anche che, in determinati contesti narrativi un linguaggio un tantino colorito, giusto quanto basta, rende il tutto più credibile. E poi in uno scenario come quello descritto credo che qualsiasi donna, dopo essersi liberata da un tipo di quel genere pronuncerebbe un sonoro vaff...

Grazie per il tuo commento e per il benvenuto. Ciao, alla prossima.

 

ritratto di nictrecinque42

Pietro Paolo

Un serial bastardo che adesca donne, pronto a tutto e preparato a difendersi dalle reazioni delle vittime, si dimentica dell'esistenza degli spray urticanti...

Un pochino ingenuo, direi.

Dal punto di vista letterario la suspense è ben creata, e la narrazione procede spedita (forse alcune considerazioni filosofiche del protagonista potrebbero essere ridotte) fino al finale inaspettato.

Qualche piccola incongruenza da eliminare, tipo i 500 metri di distanza: mi sembra improbabile vedere di sera tanti particolari della vittima essendo i due così lontani.

Un fontanelle al posto di fontanella.

Sostituirei "un continuo" con "un susseguirsi" o similare.

Tutto sommato, una buona prova.

Nicola

 

 

ritratto di Pietro Paolo

Ingenuo

diciamo che non ha considerato tutte le variabili che le circostanze mettono in moto e poi, a pensarci bene è abbastanza improbabile non farsi sfuggire neanche un particolare: se non era lo spray urticante poteva trattarsi di qualcosa di apparentemente innocuo come una scarpa con il tacco alto o qualche altra cosa: l'ambiente offre una miriade di armi, basta guardare il tutto con gli occhi di un maniaco assassino (Rex Applegate). Quanto alle incongruenze devo darti pienamente ragione, infatti ho tempestivamente corretto quel particolare della distanza, come ho anche corretto le piccole magagne che mi hai gentilmente segnalato. Non mi resta che ringraziarti per il commento e per l'attenta lettura. Ciao, alla prossima.

ritratto di Roberta T.

Ben costruito, ben scritto,

Ben costruito, ben scritto, bello il titolo, mi ha interessata dall'inizio alla fine. Bravo.

ritratto di Pietro Paolo

Non

posso che ringraziarti per le belle parole che mi hai regalato. Sono lieto che questo mio brano sia riuscito ad interessarti, ancora grazie per la tua visita.

ritratto di scribak

Ho trovato questo racconto...

... molto originale e interessante, non tanto per l'aggressione quanto per la descrizione minuziosa dello svolgersi dei pensieri del protagonista. Una scelta difficile perché troppo disturbata dall'opposta realtà del proprio sentire. È sempre un grosso sforzo cerebrale calarsi nei panni di una persona squilibrata, anche se, a volte, lo squilibrio è di poco peso e privo di pericolo per la comunità. Qui ho notato molta attenzione nel cercare una via di accesso credibile e devo ammettere che gran parte di quello che ho letto potrebbe far parte dello scibile intellettuale dell'assalitore. C'è anche una specie di scaletta nel coinvolgere il lettore, un illuminare poco a poco la scena del misfatto. La sorpresa c'è e si sente dentro. Piaciuto.

Scrittura molto fluida, corretta e senza stonature. Avrei solo evitato l'ingenuità di lasciare tracce di sangue non solo sul terreno ma addirittura sul volto della vittima. È una logica che dovrebbe avere uno che si protegge le parti basse per precauzione.

ritratto di Pietro Paolo

L'ingenuità

dell'aggressore, è vero. Ma è altrettanto vero che questo genere di maniaci, tendono spesso a firmare le loro "opere" in un modo o nell'altro. Nel contesto specifico, la traccia di sangue lasciata a terra diciamo che è stata una causa di "forza maggiore" infatti, si è procurato un taglio di proposito per inscenare l'infortunio. Diciamo che si è trattato di uno stratagemma per apparire innocuo anche essendo uno sconosciuto. Quella di proteggersi le parti basse, invece, è una precauzione che ultimamente stanno prendendo gli stupratori consumati. Le donne quando hanno un margine di reazione, sono solite colpire in quella zona. Comunque, ritornando al racconto, sono lieto che ti sia piaciuto. In genere cerco sempre di porre una certa enfasi sulla psiche dei personaggi in modo da renderli più tridimensionali se poi, risultano anche essere convincenti, meglio ancora

ritratto di Pietro Paolo

L'ingenuità

dell'aggressore, è vero. Ma è altrettanto vero che questo genere di maniaci, tendono spesso a firmare le loro "opere" in un modo o nell'altro. Nel contesto specifico, la traccia di sangue lasciata a terra diciamo che è stata una causa di "forza maggiore" infatti, si è procurato un taglio di proposito per inscenare l'infortunio. Diciamo che si è trattato di uno stratagemma per apparire innocuo anche essendo uno sconosciuto. Quella di proteggersi le parti basse, invece, è una precauzione che ultimamente stanno prendendo gli stupratori consumati. Le donne quando hanno un margine di reazione, sono solite colpire in quella zona. Comunque, ritornando al racconto, sono lieto che ti sia piaciuto. In genere cerco sempre di porre una certa enfasi sulla psiche dei personaggi in modo da renderli più tridimensionali se poi, risultano anche essere convincenti, meglio ancora

ritratto di Pietro Paolo

L'ingenuità

dell'aggressore, è vero. Ma è altrettanto vero che questo genere di maniaci, tendono spesso a firmare le loro "opere" in un modo o nell'altro. Nel contesto specifico, la traccia di sangue lasciata a terra diciamo che è stata una causa di "forza maggiore" infatti, si è procurato un taglio di proposito per inscenare l'infortunio. Diciamo che si è trattato di uno stratagemma per apparire innocuo anche essendo uno sconosciuto. Quella di proteggersi le parti basse, invece, è una precauzione che ultimamente stanno prendendo gli stupratori consumati. Le donne quando hanno un margine di reazione, sono solite colpire in quella zona. Comunque, ritornando al racconto, sono lieto che ti sia piaciuto. In genere cerco sempre di porre una certa enfasi sulla psiche dei personaggi in modo da renderli più tridimensionali se poi, risultano anche essere convincenti, meglio ancora

ritratto di adelina

l'ho letto con attenzione,

l'ho letto con attenzione, bella la conclusione,

tutto il resto è scritto con precisione e soprattutto con una psicologia

raffinata, scorre bene ed è piacevole la descrizione come si fosse ad una lezione

almeno per me, un bravissimo, detto col cuore,

un ciaoo

ritratto di Pietro Paolo

E sì

questa volta ho optato per un finale un po' più consolatoria rispetto a come sono solito fare. Quanto alla descrizione psicologica, cerco sempre di mettere in luce quelli che sono i lati nascosti della nostra mente si tratta di un argomento che mi affascina moltissimo, al di là se si tratta della psiche di un deviato o di un sano di mente. Quello che si nasconde in quello scrigno è un vero tesoro. Non mi rimane che accogliere il tuo complimento fatto con il cuore. Grazie mille per essere passata.

ritratto di Pietro Paolo

E sì

questa volta ho optato per un finale un po' più consolatoria rispetto a come sono solito fare. Quanto alla descrizione psicologica, cerco sempre di mettere in luce quelli che sono i lati nascosti della nostra mente si tratta di un argomento che mi affascina moltissimo, al di là se si tratta della psiche di un deviato o di un sano di mente. Quello che si nasconde in quello scrigno è un vero tesoro. Non mi rimane che accogliere il tuo complimento fatto con il cuore. Grazie mille per essere passata.