villastello
“ V I L L A S T E L L O “
Capitolo 1°
Firenze.
Nonostante si fosse alla fine di Febbraio, la primavera cominciava timidamente ad affacciarsi a Firenze. Nessuno si illudeva, però. Tutti sapevano che ci sarebbe stato il famoso “colpo di coda” dell’inverno. Abiti pesanti, cappottoni, impermeabili ed ombrelli occupavano ancora un posto privilegiato negli armadi, anche se, quel giorno, il sole baciava generosamente Ponte Vecchio e dintorni. Meno che meno si illudeva Lara Occorsi. Il suo “sole”si era abbastanza oscurato. Quello era il suo ultimo giorno di lavoro presso il negozio di calzature dove, ormai, lavorava da diverso tempo. Subito dopo il diploma aveva risposto ad un annuncio economico “ cercasi commessa ...”, si era presentata ed era stata immediatamente assunta. Forse la sua presenza, non male, l’aveva favorita, forse il suo sorriso, sempre presente sul suo volto, forse un pizzico di fortuna ... fatto stà che aveva cominciato a diciannove anni ed ora, dopo circa dieci anni, la ferale notizia. Lei ed i suoi colleghi ... “arrivederci e grazie”. Crisi, calo delle vendite e quant’altro ... tutti a casa.
Stava rientrando, il cuore colmo di pena “che farò ora ? dovrò cercarmi un altro lavoro, assolutamente. Ma dove ?”. Sapeva di altre situazioni simili, a Firenze e non solo, ma questo non la confortava neanche un po’, anzi ...
Rimasta orfana di padre a soli quindici anni, viveva con la madre in un appartamento in affitto ormai troppo grande per sole due persone. Il fratello, Alberto, sposatosi da almeno quattro anni con
Marinella, viveva in uno stabile vicino al loro. Dall’unione erano nati due gemelli, Gianni e Bruno, unica consolazione sia per lei che per sua madre. Una bella famiglia alle spalle, unita, ma cosa avrebbero potuto fare ? Niente. Doveva scuotersi lei, darsi da fare, cercare e cercare “ qualcosa uscirà fuori “. Immersa in tali pensieri suonò al citofono del palazzo, premendo il tasto sul quale comparivano entrambi i cognomi “ Occorsi-Mauri “, la madre ci teneva che apparisse anche il proprio. Il portone si aprì, Lara prese l’ascensore, salì al piano ... la madre l’attendeva sulla porta
< Come è andata ?> < E’ andata. Baci, promesse di non perdersi di vista ... credo che si dica sempre così, ma poi ... il commercialista del negozio ci ha assicurato che nel giro di neanche un mese avremo la liquidazione, speriamo ... > < Ma sì, vedrai, come si dice ... si chiude una porta, si aprirà un portone ... sbrigati, ho fatto la zuppa, almeno la mangi calda > Lara andò nella sua stanza. Sulla sua scrivania faceva bella mostra di sè una lettera. La giovane donna la prese < Da Glasgow ? Mammaaa ! chi mi scrive da Glasgow ? > < E che ne so ? Mica l’ho aperta. Forse ... il corso che hai fatto circa due anni fa ? > < A parte che il corso era a Londra ...il mittente ... è uno studio notarile ...> Al massimo della curiosità, senza neanche togliersi il cappotto, Lara si sedette alla scrivania, aprì la lettera e lesse. Scritta in perfetto italiano, lo studio notarile, nella persona del notaio Malcolms, la invitava presso l’ufficio per la lettura di un testamento. < Testamento !? >
< Che dici Lara, non ti sento ! > Lara raggiunse la madre in cucina, le diede la missiva < Leggi !>
< ... che diamine ! Lo zio Cosimo ! ... ha mantenuto la promessa ! ma dimmi tu! > < Scusa, mamma, chi sarebbe “zio Cosimo” ? > < Un pro-zio di tuo padre. Partì per la Scozia ... non mi ricordo se subito dopo la seconda guerra mondiale ... personalmente non l’ho mai conosciuto. Quando ci sposammo, tuo padre gli spedì l’invito. Lui fu molto contento ... ci invitò per il viaggio di nozze, non fu possibile andarci ... ma ... quando nascesti tu, gli spedimmo una tua fotografia ... lui ci ringraziò moltissimo del pensiero ... mi ricordo che scrisse una lettera ... ci diceva che un giorno sarebbe stato tutto tuo, tutto quello che aveva ... chi ci ha più pensato! Quando tuo padre è morto ... beh, pensai di mandarglielo a dire, lui mi rispose ... dispiaciuto ...scrisse che eravamo sempre nei suoi pensieri ... cose così ... chi avrebbe immaginato ! Anche quando nacque Alberto lo avvisammo ... ma lui ... allora non rispose ... ma guarda un po’ ! > < Cioè, io sarei ... avrei ereditato ... guarda, bene che ci vada, si tratterà di una montagna di debiti ! Non ho nessuna intenzione di andare fino a Glasgow per sentirmi dire “ paghi “ ... non se ne parla proprio ! > < Domani prova a sentire l’avvocato Alfieri, forse Giuliano potrà contattarli ... sapere qualcosa ... > < Giusto ! farò proprio così. ora mangiamo perchè, primo ho fame, secondo la tua zuppa ! E’ fantastica !>
La mattina successiva il “colpo di coda”invernale arrivò puntuale. La temperatura era nuovamente scesa ed una pioggia battente cadeva sulla città. Lara parlò al telefono con il fratello, comunicandogli quanto appreso sia dalla lettera, che dalla madre. La cognata, cominciò a prenderla bonariamente in giro chiamandola “ereditiera”, Alberto si offrì di accompagnarla dall’avvocato < In due capiremo meglio >. L’avvocato Giuliano Alfieri, amico di vecchia data della famiglia Occorsi, accettò l’incarico ed inviò allo studio di Glasgow una E-mail, chiedendo più dettagliate informazioni < Non appena mi risponderanno, ve lo farò sapere, ma non credo che ciò avverrà. E’formalmente richiesta la tua presenza, Lara, comunque vedremo ...> < Grazie Giuliano, attendiamo tue notizie ... per la parcella passiamo dalla segretaria ? > < Ma non se ne parla proprio, via, filate ! >
Glasgow
( una settimana prima )
< L’abbiamo trovato, notaio, anzi trovata > La segretaria del notaio Malcolms, Lise McPeters, entrò nello studio che sembrava toccare il cielo con le dita. Dopo diversi mesi di ricerca, era finalmente certa di quello che stava per riferire < Si chiama Lara Occorsi, nata e residente in Firenze, Italia. Risulta essere, senza ombra di dubbio, la “pro-pro-nipote” di Simo O’Cors. In realtà lui si chiamava Cosimo Occorsi, di Firenze. E’arrivato in Scozia verso la fine della seconda guerra mondiale. Dopo aver ottenuto la cittadinanza, ed essere diventato un cittadino del Regno Unito a tutti gli effetti, cambiò il suo cognome in O’Cors ed il suo nome in Simo, come lo chiamavano i suoi amici. Gli immobili in questione, ora, hanno di nuovo un proprietario ! > Passò un fascicolo di carte al notaio.
Giusto il tempo di appurare il tutto, lo stesso notaio ordinò di informare la donna, chiedendo l’aiuto di un interprete, affinchè la lettera fosse scritta in italiano < Non voglio equivoci, nè incomprensioni>
E la lettera partì.
Firenze
Erano trascorsi almeno una decina di giorni dalla visita presso l’avvocato Alfieri e Lara, presa da mille impegni per la ricerca di un nuovo lavoro, aveva relegato l’ “eredità” in un lato remoto della memoria. Aveva anche perso tempo con la liquidazione, o meglio, con la banca. Lara aveva chiesto un conto parallelo a quello già in essere a nome congiunto con la madre e, ancora si chiedeva il perchè, la banca le aveva mosso varie difficoltà per attuarlo < Insomma, ci verso circa diciottomila euro ... ci hanno messo una vita ! > < Lo sai come sono le banche ... ora è tutto a posto, no? A proposito, ma Giuliano ? non si è fatto più sentire ? > < Hai ragione mamma, non ci ho più pensato. Lo chiamerò oggi stesso >
Nel primo pomeriggio Lara chiamò l’avvocato < Tu non ci crederai, ma ho ricevuto la risposta alla mia E-mail solo ieri, se la sono presa comoda. Comunque dovresti proprio recarti a Glasgow, se passi da me ti spiego più dettagliatamente, anche ... oggi pomeriggio, potresti ? magari verso le sei, andrebbe bene per te ? > Puntuale come un orologio svizzero, alle sei Lara era seduta davanti alla scrivania di Giuliano Alfieri < Allora ragazza mia, questa è la risposta, leggila tu stessa > le passò la stampa della E-mail in risposta alla sua < come hai potuto leggere, dicono poco, solo che si tratta di immobili. Verrà riferito tutto alla diretta interessata, quindi ... un viaggio in Scozia ... se vuoi penso io a tutto, trasporto, albergo... da quello che so parli molto bene la lingua, sei un tipo sveglio... > <Grazie Giuliano, ma ... intanto devo decidere se andrò o meno e poi ... sì ho la liquidazione, ma ... il viaggio, le spese vive ... immobili ... non dicono nemmeno di che si tratta, tu che mi consigli ? andare ? > < Beh sì, comunque ti conviene ... in questo momento sono troppo preso da un caso, altrimenti ti avrei accompagnato volentieri, ma te la saprai cavare benissimo lo stesso, poi, per qualunque cosa, potrai telefonarmi >
Quella sera, a cena, ne parlarono tutti insieme. Flora, la mamma, era l’unica ad essere un po’ preoccupata < Ma, tutta sola, fino in Scozia ... > < Mamma, non vado mica al Polo Sud, quando sono stata a Londra, non ti sei preoccupata così > < Prima di tutto non eri sola, ci andavi con due tue colleghe e lo facevi perchè il proprietario del negozio voleva che parlaste bene la lingua, per via dei turisti ... poi fu solo per ... > < ... per tre mesi, questa volta vado, vedo di che si tratta e torno. Che ne so, massimo tre giorni, non credo di più > intrevenne il fratello < ha ragione lei, mamma, è maggiorenne e vaccinata. Vai, sorellina, fatti valere, hai la stoffa > < Grazie, ma ... > < Niente “ma”> fu la volta di Marinella < vai e basta. Inoltre, un piccolo viaggio, ti servirà anche. Ultimamente, col fatto di cercare lavoro, ti sei ... sì, ti sei intristita >
Fu con un “sì” a larga maggioranza che Lara si ritrovò, qualche giorno dopo, all’aeroporto di Firenze, pronta ad imbarcarsi su un aereo diretto a Londra, lì avrebbe poi preso un altro volo per Glasgow. L’avventura aveva inizio, cosa l’aspettava ? Arzigogolando con la mente in proposito, non si rese conto del tempo che passava, si ritrovò a Londra e, successivamente, sul volo per Glasgow. La Scozia non l’accolse molto bene. Il tempo era pessimo. Pioggia, freddo ... quanto era lontana Firenze ! Come prese possesso della stanza d’albergo dove aveva prenotato, chiamò immediatamente casa < Sì, tutto bene ... il tempo è brutto, l’albergo è bello ... ora vado a dormire, l’appuntamento con il notaio è per domani mattina ... certo che mi faccio viva ... buona notte >
Mattina. Ore 9:00. puntualissima, come era suo solito, Lara attendeva di essere ricevuta dal notaio Malcolms. La signora Lise McPeters, segretaria del notaio, la fece finalmente entrare nello studio.
L’uomo l’accolse amichevolmente < Che piacere incontrarla Signora Occorsi ! Lei non immagina
Quanto abbiamo penato per trovarla ! > < Mi dispiace ... personalmente ignoravo anche solo l’esistenza di questo pro-zio di mio padre ...> < Già, poi il cognome cambiato ... ora però è qui, ed io non le farò perdere altro tempo. Le leggo immediatamente il testamento di Lord O’Cors ... >
< Scusi, come ha detto ? Lord ? > < Sì, suo zio aveva fatto proprio fortuna, mi creda, fino al punto di ricevere il titolo di Lord. Le assicuro che non è facile ottenerlo, anzi ... allora ... vado a leggere ...>
< Quindi io sarei ... sarei ... Lady ? > < Signora, io comprendo il suo stupore, ma se mi fa leggere, avrà ogni risposta ... posso cominciare ?> < Sì, mi scusi >.
Mentre il notaio leggeva a Lara sembrò di vivere un sogno che rasentava un incubo. Le parole “appartamento”, “castello” le ronzavano nelle orecchie. Quando Malcolms terminò, la giovane donna aveva le mani gelate e sudate, dovette fare violenza su se stessa per ascoltarlo < Allora, deve firmare qui per avvenuta lettura, e qui per accettazione dell’eredità stessa. Firmando, Lara si rese conto che, a sei anni, avrebbe scritto meglio. Il notaio si alzò in piedi < Congratulazioni signora Occorsi, anzi, Lady Occorsi > Lei strinse la mano di Malcolms come un automa. Il notaio tornò a sedersi < A proposito, sia l’appartamento di Glasgow che il castello, sono abbandonati da ormai diversi mesi, cioè dal decesso di Lordo O’Cors, quindi, per qualunque cosa vorrà usarli, dovrà rimetterli un po’ in sesto, ma ne varrà la pena. In merito mi sono permesso di convocare l’architetto
MacKenzy, Daniel MacKenzy, figlio di architetti, titolare dello studio omonimo, conosciuto e famoso qui in Scozia. Dovrebbe essere già qui – Lise è arrivato l’architetto ? Bene, lo faccia passare – vedrà, si troverà bene con lui. Vieni avanti Daniel, ti presento Lady Lara Occorsi, signora ecco l’architetto di cui le ho parlato > Lara si girò e quello che vide, beh proprio non se lo aspettava.
Un giovane uomo, alto, prestante, capelli castani striati di biondo, occhi grigi chiaro, sembravano di ghiaccio. Vestiva semplicemente, jeans e maglione azzurro-grigio. Il maglione metteva in risalto i suoi occhi. A Lara venne in mente una favola di quando era piccola “... ed il ranocchio, dopo il bacio della principessa, si trasformò in un bel principe “ < Piacere di conoscerla, signora > Anche la voce la colpì, profonda, calda. Nello stringere la mano al “principe” Lara pensò tra sè “ Calma, questo deve essere uno che aspetta la vittima designata. E bravo il notaio ! bella trappoletta ! tanto pago io ... ma si sbagliano, oh sì che si sbagliano ! “< Piacere mio, architetto > < Allora,Daniel, porta la signora a vedere le sue proprietà, così, poi, potrai farle un preventivo. Signora la saluto, la lascio in buone mani. Per qualsiasi cosa ... ecco questo è il mio biglietto da visita. Mi ha fatto proprio piacere conoscerla > Lara Occorsi e Daniel MacKenzy lasciarono insieme lo studio.
Lara era immersa nei suoi pensieri “ ma dimmi tu, la visita guidata, il preventivo ... ma questi sono matti ... ma da legare “ < ...vati ... > Non si era resa conto che l’architetto le stava parlando < Mi scusi, diceva ? > < Le stavo dicendo che siamo arrivati, questa è la mia macchina ... non è esattamente una “limusine”, ma funziona, glielo assicuro > < Peccato, speravo una “Ferrari”, ma mi accontenterò > < Spiritosa o polemica ? > < Decida lei. Cosa prevede la “visita guidata”? prima l’appartamento o prima il castello ? > < La vis ... senta signora Occorsi, o Milady se preferisce, io sono qui per espressa richiesta del notaio, non ...> < Senta lei ! Se pensate di aver trovato la gallinella da spennare ... beh, vi siete sbagliati ! Io vivevo tranquilla a Firenze, quando mi è caduta una tegola sulla testa, anzi due. Il notaio e lei. Sono venuta fino in Scozia sicura di aver ereditato debiti e mi ritrovo con un titolo, un appartamento, un castello. E’ giusto che lei lo sappia subito, da circa due mesi ho perso lavoro, al mio attivo ho solo la liquidazione e non intendo sperperarla. In sintesi, non sono una gallinella da spennare. E adesso faccia quello che crede. Prima il castello, poi l’appartamento oppure direttamente il mio albergo ... anzi, forse sarebbe meglio l’aeroporto >
< Ha finito ? > < Ooohhh mi scusi ! Grazie per il passaggio ... quanto le devo ? > < Ripeto, ha finito?> < Sì, ... quasi > < Comunque, congratulazioni. Ha una padronanza della lingua eccezionale>. Per tutto il viaggio fino ad Greenock, paese ad una cinquantina di km da Galsgow, il silenzio regnò sovrano in macchina. Lara era sempre più immersa nei suoi pensieri. L’architetto era palesemente di cattivo umore. Lo testimoniavano i suoi occhi. Sembravano divenuti di ghiaccio.
Dopo una curva l’auto impegnò una salitella. Alla destra della strada c’erano delle case, di vecchia costruzione, alla sinistra un muricciolo oltre il quale si apriva un avvallamento ricco di vegetazione,
di fronte, un po’ più in alto ... lui ... il castello. Lara rimase colpita dall’apparente maestosità della vetusta costruzione. Colpita, ma ammirata. Le si mostrò come il volto di una signora molto avanti con gli anni, una signora che non aveva mai fatto “ritocchi”, rughe, molte rughe, ma belle, non devastanti. Rughe che mostravano gli anni, le pene, le preoccupazioni, ma che, comunque, con fierezza, rivelavano vittoria su vittoria. Il castello non era enorme, non era come quelli visitati da Lara in Germania o sulla Loira. Si contavano, da terra tre piani più il “terrazzo”circondato da merli. Sui due lati frontali due torrette anch’esse terminanti con smerlature. L’architetto fermò l’auto proprio sotto. Lara scese e rimase a testa in sù ad ammirarlo. Pensò “è più grande, molto più grande di una villa, ma troppo piccolo per essere un castello, lo chiamerò ... Villastello “. Immediatamente lo sentì suo.
Daniel MacKenzy, anzichè ammirare la costruzione, che già conosceva, si soffermò a guardare la giovane donna “ E’bella, ha un volto da Madonna Fiorentina, e che carattere! Forte, anzi dolce, si maschera dietro lo sfogo “. Si avvicinò < Vuole entrare ? > < Sarebbe possibile ? > < Certamente, è suo > < E’ vero. Sì, mi piacerebbe vedere come è nell’interno > < Questo castello ha una singolarità. E’ stato eretto a metà del 1200 e, pensi, non è mai stato disabitato ! Lo è solo dalla morte del suo pro-pro-zio, quindi da ... sì’, circa una decina di mesi.> Daniel prese una chiave ed aprì un portoncino laterale. Un fascio di luce si introdusse con loro, mostrando una serie di ... lenzuola bianche. Lara sussultò < Non si spaventi, non sono fantasmi, solo panni stesi sui mobili per preservali dalla polvere, anche se poi, la polvere, si insinua dovunque. Aspetti, accendo la luce >
< La ... luce ?> < Gliel’ho detto, è sempre stato abitato. L’ultimo residente è stato Lord O’Cors. Fece fare molte modifiche e perfezionò servizi già esistenti. Effettuò i lavori affidandoli proprio allo studio MacKenzy, naturalmente gestito dai miei nonni prima, dai miei genitori poi. Personalmente non l’ho mai conosciuto o forse, quando ero molto piccolo, ma non lo ricordo > La luce, sebbene molto flebile, mostrò un salone enorme, terminava con un arco che immetteva in un altro salone.
Alla fine, una scala enorme, conduceva al piano superiore. Piano dopo piano, stanza dopo stanza, luce dopo luce, Lara lo visitò tutto, rimanendo stupita, allibita, ammirata. Arrivati sul “terrazzo”protetto da merli, vide un panorama da mozzare il fiato. I paesini o piccole frazioni, incastonati nella vegetazione ... il cielo plumbeo costringeva ad accendere le luci anche se si era solo alla fine della mattinata ... sembravano piccole stelle in un cosmo dalle mille varianti di verde. Lara pensò ad un’antica castellana che, da lassù, aspettava di veder ritornare il proprio cavaliere.
“ che meraviglia !” Penso tra sè. Daniel l’osservava in silenzio. Lara riprese le scale. Con attenzione e con prudenza le ridiscese fino al piano terreno < Sotto ? cosa c’è al piano interrato ?> < Non è completamente interrato. Il castello è costruito su di una piccola collina, per cui, da un lato, gli ambienti del piano sottostante si affacciano su un cortile. Una volta c’erano le cucine, ora una grande cucina, tre salette adibite a dispensa, una a frigorifero. Naturalmente disattivato.>
< Accidenti ! E potrei vederle ?> < Sì, ma i locali sono compleamente vuoti, eccezion fatta per un camino, comunque non più attivo > < Allora ... usciamo ?> < Se vuole >.
All’esterno Lara si fermò nuovamente a guardare la facciata principale. Ammirava la “vecchiaia” delle mura “ chi sa quante ne hanno viste “, pensò. La pioggia cominciò a scendere, all’inizio discreta, poi sempre più forte < Accidenti ! Ma qui la primavera arriva ? > imprecò Lara correndo verso la macchina < A Firenze non piove ? > < Altrochè, ma, in questo periodo ... beh piove, farà anche freddino, ma ... l’aria già profuma ... > < Ad un solo chilometro da qui c’è un localino dove l’aria non profumerà di primavera, ma di carne alla griglia sicuramente, andiamo lì a mangiare ?>
< Lo conosce ? > < Qualche tempo fa, quando alla fine lei era stata rintracciata, il notaio Malcolms mi incaricò di fare un sopralluogo, di buttare giù una parvenza di preventivo dei lavori necessari, in modo di essere pronti poi ...> < Allora è vero che aspettavate la “gallina da spennare” ! > < La pensi come crede. In questi casi si fa sempre così, o quasi sempre. Il notaio gode della fiducia di chi si affida a lui. In genere è a conoscenza del contenuto di un testamento, e tanto più di un atto di donazione o di vendita, quindi ... > < Ed il famoso “ segreto professionale “ ? > < E’ valido se il cliente lo richiede. Siamo arrivati, allora ? cosa decide, ci fermiamo ? > < Mangiare, dobbiamo mangiare ... per me un posto vale un altro > Entrati nel locale Daniel si stupì. Era più affollato del solito, forse per il brutto tempo. Adocchiò un unico tavolino libero < Presto, prima che ce lo occupino > < No mi era mai accaduto di fare la “corsa al tavolo”. C’è solo questo locale nei paraggi? > < No. A Greenock ci sono locande, ristoranti ... non capiso il perchè di questa ressa >
Il cameriere si avvicinò, i due fecero la loro ordinazioni. Entrambi scelsero selvaggina alla griglia.
La pioggia era diminuità di intensità ed il viaggio di ritorno a Glasgow fu silenzioso, ma tranquillo. Entrati in città, Daniel si diresse all’appartamento ormai di proprietà di Lara. L’abitazione era in pieno centro della città, collocata in un edificio che Lara ritenne dei primi del “900, l’appartamento in questione era al terzo piano. Salirono usando un ascensore che lasciò la giovane donna letteralmente di stucco. Completamente in legno intarsiato e dipinto, la cabina conteneva anche una panca, anche questa debitamente lavorata, ma non mancava la pulsantiera unita ad un citofono che si attivava in caso di interruzione della corrente o, comunque, qualora l’ascensore si fermasse <Vecchio e moderno... bellissimo > convenne Lara. Arrivati al piano, una sola porta si apriva sul pianerottolo. Daniel l’aprì e agli occhi di Lara si offerse la vista di una casa enorme.
< Ma ... quant’è grande ? > < In tutto sono 20 vani. 14 stanze, 4 bagni, una cucina abitabilissima, il salone d’ingresso, prego signora, entri > < Roba da matti ! Cos’è ? Una caserma ? Tutta questa casa per una persona sola !? > < Cosa vuol dire ? > < Il mio “pro-pro-zio”ci abitava da solo ? >
< Con chi ci abitasse, non lo so. Questa era la sua residenza > < Non è ... voglio dire, mi sembra tenuta bene, molto meglio di “Villastello” ...> < Di cosa ? > < Villastello. Troppo grande per essere una villa, troppo piccolo per essere un castello. L’ho “battezzato” così > < Carino il nome. Il suo parente ha vissuto qui fino alla fine, o meglio, un po’ prima. Il notaio lo portò, qualche giorno prima, in ospedale. > < Il notaio conosceva Cosimo Occorsi ? > < Sì, da tempo, ma non conosceva i suoi precorsi, la sua storia. Per questo non è stato possibile rintracciarla prima. > < Anche per questo appartamentone ha già fatto un preventivo ? > < Certo > < Posso visionarli ? Dovrò pure rendermi conto quanto sarà la spesa, ammesso che voglia sostenerla > < Naturalmente, se vuole anche domani mattina > < Non è tardi. Non potrei venire ora nel suo studio ? > < No. Cioè ... lo sto rimettendo a posto, sto facendo effettuare dei lavori ... preferirei venire io nel suo albergo >
< Come vuole. Possiamo fare domani mattina alle nove ? > < Ci sarò.> < Sarebbe così gentile di riaccompagnarmi in hotel, ora ? > < Sarò così gentile >.
“ V I L L A S T E L L O “
Capitolo 2°
La serata trascorse per Lara in compagnia di mille pensieri. Una minima parte li trasmise anche a sua madre e a suo fratello nella telefonata intercorsa tra loro. Nella stessa telefonata Lara informò la sua famiglia che il soggiorno in Scozia sarebbe durato molto più del previsto. Sua madre la rassicurò < Non preoccuparti, era da immaginarlo. Fermati quanto riterrai opportuno. Non pensare a me, ma a te stessa. Prima di tornare, risolvi quanto c’è da risolvere. Come potresti stare qui con la mente altrove ? E questo architetto, che tipo è? > Lara si sfogò con la mamma, descrivendogli un Daniel a forti tinte < Decisamente un bell’uomo, ma antipatico, freddo, pieno sè. Guarda tutto e tutti dall’alto della montagna di soldi che credo abbia. Non lo sopporto, anzi, non lo posso vedere. E più non lo posso vedere, più me lo ritrovo in mezzo ai piedi. A proposito. Domani mattina devo ritornare dal notaio, mi ha appena chiamato, scusandosi, ma sembra si sia dimenticato di darmi una lettera. Inoltre il famigerato architetto verrà nel mio albergo a farmi vedere gli altrettanti famigerati preventivi. Ti richiamo domani sera, mamma, grazie di avermi ascoltato ... mi mancate moltissimo>
< Anche tu manchi a noi, ma, ripeto, prenditi tutto il tempo che riterrai necessario, e stai tranquilla>
Flora Mauri Occorsi chiuse la telefonata. Un sorriso a mezza bocca, un pensiero nella mente “secondo me le piace ... speriamo riesca a togliersi dalla mente quel Luca !”.
Ore otto della mattina < Mi scusi per l’orario, notaio, ma alle nove dovrebbe venire al mio albergo l’architetto MacKenzy con i preventivi > < Non si preoccupi, signora, sono abituato a venire presto in ufficio. Faccio più in queste prime ore che in tutto il giorno ... dunque ... dov’è ... ah eccola ! Questa lettera l’ha scritta di suo pugno Lord O’Cors, me la consegnò dopo avermi dettato il testamento ... mi scusi. Quando lei è venuta, le ho letto le ultime volontà, l’ho messa da una parte e poi ... mi scusi ancora > < Non si preoccupi > < Allora, cosa ha deciso per le sue proprietà ? >
< Saprò risponderle dopo aver preso visione dei preventivi. Io non ho molti soldi. Circa due mesi fa ho perso lavoro, la liquidazione ammonta a circa diciottomila euro ... vedrò cosa potrò fare.>
< Sono sicuro che Daniel ... l’architetto ... saprà come venirle incontro. E’molto importante per lui ... beh, mi perdoni, questo non può interessarla. > < Venirmi incontro ? e come ? e perchè per lui è molto importante ? > < Fa sempre tante domande insieme ? > < E’ che ... l’architetto non mi ha fatto ... mi scusi notaio, ma mi sembra una persona un po’... un po’... insomma, non mi sta molto simpatico. > < Mi dispiace ... forse dovrebbe sapere ... mia moglie mi dice sempre che, a volte, parlo troppo ... ma io penso che conoscere, sapere, è capire ... Daniel ... mi giura che non gli dirà nulla ? minimo mi ucciderebbe ... circa tre anni fa Daniel ha perso i suoi genitori in un incidente, in mare. Un increscioso incidente. I due si erano appena comprati un motoscafo d’altura, lo stavano inaugurando quando una tempesta li investì ... da quel viaggio non sono più tornati e Daniel si ritrovò solo. Figlio unico lui, figli unici i suoi genitori, non aveva fratelli, zii, cugini, nessuno. Anzi, purtroppo qualcuno aveva. Charlotte Harrison. All’epoca Daniel e Charlotte erano fidanzati, si sarebbero dovuti sposare l’anno successivo. Brutta persona, cattiva. Noi, io e Catherine, amica di famiglia, abbiamo tentato in tutti i modi di aprirgli gli occhi, ma sa, lui si era proprio incaponito. Proprio in quel periodo il governo varò una riforma finanziaria. Con tutto quel po’ po’ di patrimonio ereditato, Daniel sarebbe stato risucchiato dalle tasse. Cedette alle insistenze di quella strega ed intestò tutto, ma proprio tutto, a Charlotte e a tre sue degne amiche. Feci io tutto, anche se a mala voglia, anche se cercai in tutti i modi ... niente da fare. Tutto finì intestato a quelle quattro “cagne rabbiose”. Lui intendeva solo intestare il patrimonio ad altri, poi le tasse, a quel punto minime, le avrebbe pagate lui. Invece ... dopo neanche un mese ... sparirono dalla circolazione. Se ne sono andate in uno di quei paesi ... sì, “paradisi fiscali”, a godersi tutto quel ben di Dio, lasciando Daniel senza più nulla. E se dico nulla, dico nulla. Non aveva neanche un posto dove andare a dormire. Le malelingue che avevano sparso le “cagne” fecero sì che anche i clienti dello studio, prima uno, poi due, poi dieci eccetera, lo lasciarono. Catherine lo prese a dormire da lei, ma ... preso dalla disperazione e dalla depressione ... insomma dopo giorni di ricerche lo trovammo in campagna, con un cartone come coperta. Allora gli proposi di occupare un monolocale di mia proprietà, poco distante da qui. l’avevo comprato per Paul, mio figlio, che nel frattempo però, aveva aperto uno studio a Londra, dove tutt’ora risiede con la moglie ed un bambino. Ho cercato di aiutarlo con qualche lavoro. Tipo il suo, affidare a lui la ristrutturazione di qualcosa, in modo di fargli avere un po’ di soldi. Povero ragazzo ... si è un po’ ripreso, ma ... Catherine, io e mia moglie continuiamo ad essere preoccupati per lui. La prego, mi giuri che non gli dirà nulla, ma sentirmi dire che è ... antipatico ... > < Mi scuso con lei, notaio. Non sapevo nulla e l’impressione che mi ha fatto ... comunque stia pure tranquillo, non gli dirò niente > < Comunque, ovviamente, è libera di accettare o no la sua consulenza, solo ... ho voluto che lei sapesse, ecco > < Giusto. La ringrazio. Le auguro una buona giornata, notaio, arrivederci > < Arrivederci, signora, mi scusi nuovamente per il disguido della lettera e ... grazie per il tempo che mi ha concesso >.
Lara uscì dallo studio con la lettera in mano e con la testa frastornata “ che cretina ! stupida ! stupida! Giudicare così una persona ... non l’ho mai fatto ! ma sarà vero ? il notaio mi sembrava sincero ... boh ! ... intanto andiamo a vedere ‘sti preventivi “. Lara arrivò all’albergo proprio mentre Daniel stava parcheggiando < Buon giorno signora > < Buon giorno architetto. Venga pure dentro, io debbo ancora fare colazione, lei ? > < Meno male > < Meno male, cosa ? > < Questa mattina sembra di buon umore > < Non ho ancora visto i preventivi. Allora. L’ha fatta o no colazione ? >
< No. Mi ... sono svegliato tardi > < Andiamo, già ieri ho corrotto il barman, per me latte e caffè espresso. Non è buono come il nostro, ma meglio di niente. Lei ? che tipo di colazione fa di solito?>
< Tè. In genere prendo un tè > Sedutisi ad un tavolo del Bar dell’albergo, il cameriere provvide subito a portare le ordinazioni. Latte ed espresso per Lara con fette biscottate e marmellata, solo tè per Daniel. Al momento di prendere in mano la tazza, Lara si accorse di stringere ancora la lettera.
La mise nella tasca del giaccone. Finita la colazione, Lara cominciò a sfogliare i preventivi. Arrivata alla spesa totale ... strabuzzò gli occhi < Dio mio ! Che cifra ! Ma ... è per entrambi gli immobili ? > < No, quello è solo ... > < Solo ! E lei dice solo ! Ma per chi mi ha preso ?! Dove li trovo tutti questi soldi ?! Forse non mi sono spiegata bene ... ripeto ... io ho perso il lavoro !
Per – so – il – la – vo – ro ! Capisce quello che vuol dire ?! Lo capisce ?! I soldi che ho non basterebbero neanche .... non è possibile ! non è possibile ! > Con un atto di stizza, Lara scaraventò i fogli su un lato del tavolino. Si pentì immediatamente, ripensando a quanto appena venuto a sapere, ma il gesto innervosì maggiormente Daniel < Ho fatto il minimo dei prezzi ! se non ne vuol sapere ... è carta, ci faccia quello che vuole ... > Si alzò di scatto ed uscì dall’hotel.
Lara avrebbe voluto sprofondare “accidenti al mio caratteraccio!”pensò, si alzò anche lei e lo rincorse < Aspetti ! Aspetti ! La prego, mi scusi !> Daniel era già arrivato alla sua macchina, stava chiudendo lo sportello, Lara vi si aggrappò < La prego, mi scusi ... è che io ... > < Che lei cosa ?
Lei è ... lasciamo stare, mi faccia chiudere > < No, per favore, scenda, parliamone ... magari troviamo un accordo ... per favore !> Daniel la guardò, gli occhi della donna erano umidi “ che tipo, prima tratta le persone a pesci in faccia e poi ... ma chi si crede di essere ! “ < Mi lasci andare signora Occorsi ... non c’è colloquio tra me e lei ... quello è il mio lavoro ! La cifra può condividerla o meno, ma il rispetto ... > < Ha ragione, ha tutte le ragioni del mondo ... il danno ormai l’ho fatto, non posso tornare indietro, ma ... la prego, scenda ... più che chiederle scusa che posso fare ?>
< Non si uccidono le persone e poi pensare che possa bastare un “ mi scusi”> Lara lasciò lo sportello e, con sua sorpresa, l’uomo non lo chiuse e non partì. Scese dalla macchina. I due si guardarono intensamente. A lei sembrò che da quegli occhi di ghiaccio uscissero frecce avvelenate, a lui sembrò che quegli occhi nocciola fossero sinceri. < Sentiamo, in che altro modo vuole offendermi ? > < No, non è che io voglia offenderla ... ha ragione mia madre, mi dice sempre che prima di parlare o di agire dovrei contare fino a dieci, fino a cento, fino a mille ... io invece ... la prego torniamo dentro, sediamoci, me li spieghi questi preventivi, io così non li capisco ... capisco solo che non ho i soldi ... e allora ...> < Ho un’idea miliore ... salga in macchina e mi scusi, anche questa mattina ho lasciato la “Ferrari” in garage ! > Obbediente come una bambina rimproverata dalla maestra, Lara salì. Lo stesso fece Daniel, con la sola differenza che non chiuse la portiera, la sbattè. In un silenzio tombale arrivarono di fronte ad un caseggiato. Daniel scese, Lara lo seguì. Daniel entrò in ascensore, Lara lo seguì. Arrivati al quinto piano i due uscirono dall’ascensore, Daniel si diresse verso una porta, girò la chiave nella toppa, entrò. Lara non lo seguì. Dall’ingresso quello che vide la lasciò ... desolata. Un’unica sala. Vicino ad una parete, un divano. Accanto all’altra parete un tavolino sopra il quale stava un fornelletto elettrico. Nella terza parete una porta aperta che rilevava un vano-bagno. Dal soffitto scendeva un lampadario. In terra, vicino alla porta d’ingresso, due valigie semichiuse. < Allora ? Non entra ? Cosa c’è ? La spaventa la povertà ? Quella vera, intendo. Se vuole sedersi il divano è pulito ... >
< Lei ... lei abita qui ? > < No, questo è per la servitù. Io, in genere, risiedo a Palazzo Reale. Allora?
Ha paura di entrare nell’antro del mostro ? nella tana di chi vuole “spennarla “? Di chi non sa cosa vuol dire “ho perso lavoro”? Dovevo farle sbattere la testa contro un muro per farle capire quanto ce l’ha dura ? Adesso si siede e mi ascolta, e guai a lei se dirà anche solo una parola ! >
Daniel cominciò a camminare per la sala, e a raccontare, raccontare ... Lara lo ascoltò in assoluto silenzio. tutto ciò che quella stessa mattina il notaio le aveva detto, ora lui lo stava ripetendo, aggiun gendo però la sua angoscia , la sua frustazione, il suo dolore ... la perdita dei genitori, la perdita di tutti i suoi beni ad opera di quella donna ... la perdita di tutto. L’amore con cui il notaio e Kathrine si erano presi cura di lui, la sua forte depressione, la fuga, il dormire all’addiaccio ... alla fine, rosso in viso e furente, le si sedette accanto < Allora ? Piaciuta la storia ? vuole rivedere i preventivi ? ecco cosa ne faccio ... > li strappò in mille pezzi gettandoli poi, come coriandoli, al centro della sala. Si appoggiò alla spalliera, distrutto. Lara non sapeva cosa dire o cosa fare. Rimase immobile.
Passarono interminabili minuti. Lara cercò di raggranellare un po’ di coraggio < Potremmo tornare a “ Villastello “ ? > < Per fare cosa ? una scampagnata ? > ancora furente, ancora pungente, ma Lara fece finta di non raccogliere < Rivederlo ... esaminare la situazione “in loco”. Magari dare delle precedenze ... forse un po’ per volta ... oddio architetto, la prego mi scusi, mi sono spaventata a vedere quelle cifre ... Dio solo sa ... non volevo offenderla, mi creda > Senza dire nulla Daniel si alzò e, presala per mano, la trascinò alla porta. Sempre trascinandola i due arrivarono alla macchina.
Daniel salì al posto di guida, Lara accanto. Daniel mise in moto, ma prese la strada che li condusse al palazzo del “famoso” appartamentone. < Perchè qui ? > azzardò la donna < Se vuole fare le cose un po’ per volta ... cominci da questo ... meno impegnativo ... meno cose da fare ... potrebbe cominciare a fruttarle prima ... magari lo affitta, che ne so ...> non solo gli occhi, ora anche la voce era di ghiaccio, ma Lara lo seguì fino all’enorme casa. Quel giorno c’era il sole e, una volta aperte le finestre, l’appartamentone le sembrò meno ostico < Basterà un’energica pulita ai pavimenti, un’altrettanto energica spolverata ai mobili. Ho controllato, gli impianti eletrici, idraulici e del gas sono a posto ed in regola con le norme vigenti. Forse ... le tappezzerie ... sono vecchie, consumate, ma potrebbe scegliere tessuti di poco conto ... ritengo che non spenderebbe molto > la voce era sempre glaciale, ma a Lara diede l’impressione che lo fosse ... un po’ meno. Azzardò < Più o meno ... quanto ? > < Se non avesse bistrattato il mio lavoro lo saprebbe > “ ecco, ora è di nuovo Ice-Man”, pensò. Azzardò di nuovo < Basteranno diecimila euro ? non so quanto fanno in sterline, ma ... basterebbero?> < Non ne aveva diciottomila ? > < L’albergo dove risiedo è caro, ma io pensavo di fermarmi al massimo due giorni, forse tre, invece ci vorrà del tempo. Hanno ragione i miei. Inutile tornare a Firenze prima di aver risolto qui, quindi ... > < Quindi ? > < Beh, penso che mi fermerò a lungo ...> < Se cambierà albergo le basterà anche meno > < Veramente ... pensavo ... un appartamentino ... un monolocale ... costano molto qui ? Poi ... lavoro per lavoro, perchè non cercarlo qui ? Con la lingua me la cavo ... così avrei di che spesarmi, senza intaccare ulteriormente i risparmi già così ... esigui > Daniel la guardò come se la vedesse per la prima volta < Lei ... lei vuole cercare lavoro ... qui ?! > < Inutile mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Ci vorrà tempo per rimettere in piedi Villastello e Appartamentone. Non dico di voler risiedere qui per tutta la vita, ma ... insomma, mi rimbocco le maniche e ... ricomincio! E quando sarà tutto finito, allora potrò tornare a Firenze > < E non le mancherà ?> < Già mi manca. Mi mancano mia madre, mio fratello, mia cognata, i miei due splendidi nipotini, ma ... se c’è da fare, lo farò. Forse anch’io le dovrei raccontare un po’ più di me ... > < Lo faccia. Mi aiuti a capire chi ho davanti. Con chi o per chi dovrò lavorare. Lei è un rompicapo per me. Un attimo è adorabile, l’attimo dopo ...odiosa è dir poco. Chi è lei ? chi è Lara Occorsi ? > < ...... fino a quindici anni ho vissuto bene. La mia famiglia era ... meravigliosa. Non abbiamo mai avuto grilli per la testa, non avevamo il di più, ma non ci mancava nulla. Poi mio padre morì. Per mio fratello e per me, fu una morte improvvisa, ma non per mia madre. Lei sapeva tutto, ma non ci faceva capire nulla, non voleva che noi soffrissimo come stavano soffrendo lei e mio padre. Quando il peggio accadde, per noi cambiò tutto. Mia madre fece ogni tipo di lavoro onesto pur di farci finire gli studi. Anche dopo ci disse che se volevamo andare all’università non ci dovevamo preoccupare. Nè Alberto, mio fratello, nè io accettammo. Lui trovò lavoro presso un autosalone, facendo una discreta carriera, ora è direttore di sede. Io trovai lavoro in un negozio di calzature in pieno centro a Firenze. Anch’io ero diventata capo-commessa, feci un corso per la lingua a Londra, durò tre mesi, ma poi ... crisi o non crisi, il negozio ha chiuso, circa due mesi fa. Mi sono data da fare, ma niente, “le faremo sapere”, “chiameremo noi”, poi la lettera del notaio, poi ... sono qui. Mi dispiace di essermi comportata male con lei, veramente ... forse, però, il suo sfogo mi è servito. Sì lei si è innervosito, ed anche molto, in compenso io ... mi sono calmata. Ed ho riflettuto prendendo la decisione che le ho appena detto > < E’ sua ferma intenzione? Veramente vuole stabilirsi qui ?> < L’ho detto. Non per tutta la vita, ma per il periodo che servirà a rendere fruttifera la mia ... eredità. Sì. E’ mia ferma intenzione.>
Di nuovo Daniel la ... trascinò via. Non rispose mai alle sue domande su dove andassero o cosa avesse in mente. Fermò la macchina di fronte ad un negozio. Un negozio che si avvaleva di una bella vetrina, ben tenuta. La mostrra era piena di oggetti di legno, intarsiati, decorati, lavorati in modi e modelli particolari. L’insegna, pure di legno lavorato, dichiarava apertamente la merce che il negozio curava “Legno ... e non solo”. I due scesero, Daniel entrò per primo seguito da una Lara enormemente incuriosita. Una donna di mezza età si avvicinò loro < Daniel ! Come mai qui ? >
< Ciao Catherine. Qualche settimana fa mi dicesti che gli acciacchi ti stavano consigliando di avvalerti dell’aiuto di qualcuno in negozio. Sei ancora di quell’idea ? Hai trovato qualcuno ?>
< Prima domanda. Sì, sono ancora dell’idea. Seconda domanda. No, non ho trovato nessuno, ma ... perchè ? > < L’appartamento della tua amica è ancora libero ?> < Sì, lo è ancora, ma ... non capisco> < Catherine ti presento Lara Occorsi, pro-pro-nipote di lord Simo O’Cors. Ha bisogno di lavorare per automantenersi, ha bisogno di un mini-appartamento non potendo permettersi di risiedere ancora all’hotel “ Astoria”. Con un lavoro, fisso e sicuro, in più con quanto appena ereditato, potrà chiedere un prestito in banca per intraprendere i lavori necessari per la rimessa a posto degli immobili in questione. Signora le presento Catherine Egmond, mia personale “fatina buona”. Che ne dici Catherine ? > le due donne erano a dir poco allibite. Lara guardava Daniel come se avesse accanto un alieno. Catherine lo guardava con uno sguardo colmo di affetto e di ... punti interrogativi. < Daniel ... io non ... ma la signora è d’accordo ? l’erede di lord O’Cors ha veramente bisogno di lavorare ?> < La sua storia te la racconterà lei stessa. Io posso dirti che ... ha un carattere impossibile, sa rendersi odiosa oltre misura, non sa cosa sia la diplomazia. Di contro è una bella giovane donna, con una buonissima padronanza della nostra lingua e ritengo che sia profondamente onesta. Te l’ho presentata bene ? > < Daniel ... io ...> < Io ora debbo andare, parlatene tra di voi ... a proposito, non prendete impegni per questa sera, siete invitate tutte e due a cena. Buona giornata >
Senza consentire ad entrambe di emettere anche solo un suono dalla bocca, Daniel lasciò il negozio, salì in macchina e partì. Lara avrebbe voluto sprofondare sotto il pavimento “ma come si è permesso? Che gli è passato per la mente ?”. Catherine guardava Lara “che bella ragazza. Finalmente ... chi sa ... forse ...” Fu lara a rompere ogni indugio < Signora ... non so cosa dirle. L’architetto ed io ... stavamo parlando ... gli stavo spiegando le mie difficoltà nel ristrutturare sia “appartamentone “ che “Villastello”, poi ... mi sono ritrovata qui ... > < “appartamentone”?, “villastello”? ... cosa sono ? vieni cara, seguimi nel retro e cerca di spiegarmi ... Daniel, a volte, è ... caotico > Catherine la guidò con molta dolcezza in un salottino. Un divanetto, due poltroncine, un armadio-bar ben fornito < Allora, spiegami bene chi sei, perchè sei qui ... > Lara non credeva di riuscirci, invece fu in grado di spiegare tutto ed anche in poco tempo < Questo è quanto. O meglio, diciamo che questi sono i titoli.> < Non mi sembra che tu abbia un carattere tanto ... ostico. Come mai Daniel ti ha presentata così ?> < Non è stato un incontro tranquillo il nostro. A sbagliare inizialmente ... sono stata io ... ero molto prevenuta, mi sono sentita ... incastrata. L’eredità, il fatto che il notaio Malcolms avesse già pensato all’architetto ... mi sono sentita come la ... gallina da spennare. Solo successivamente l’architetto MacKenzy mi ha raccontato la sua storia ... mi sono sentita un verme ... ma ormai il danno era fatto. Io non so se sono odiosa, chi mi conosce non mi giudica così, però ... ci siamo “beccati”più volte, questo è vero. Lei non deve sentirsi in nessun obblico nei miei confronti ... non conoscevo le sue intenzioni, non gli avrei mai permesso ...>
< E vi sareste “beccati”di nuovo ... e’ vero, io ho bisogno di un aiuto. E’ vero, una mia amica ha un mini-appartamento libero, ma tu ... cosa vuoi fare veramente ? > < Definire la questione. Risolvere tutto ciò che c’è da risolvere ed alla fine, ma solo alla fine, tornare a Firenze. Anche il fatto della banca ... non ne sapevo nulla, non ne avevamo parlato ... > < Io sarei d’accordo ad averti qui con me. Mi piaci, non lo nego. Inoltre, forse già lo saprai, voglio bene a Daniel come un figlio. Sono stata la sua baby-sitter, poi i suoi genitori mi hanno aiutata a mettere sù questo negozio ... darei tutta me stessa per aiutarlo a ...rinascere. Se solo potessi avere tra le mani quella ... Charlotte ! allora, accetti la mia proposta ? domani mattina potrei convocare il mio amministratore per regolarizzare la tua posizione e, a fine settimana, incontrandomi con la mia amica, potrei discutere con lei circa l’abitazione ... ci stai ? > < Ma ... dice sul serio signora ? Davvero .... io potrei lavorare qui con lei?> < Se tu lo vorrai, sì > < Ma lei è sul serio una ... fatina ! Accetto, ed anche molto volentieri>
< Benvenuta, Lara, e sai una cosa ? Io non credo che tu abbia un brutto carattere, che tu sia odiosa. E la diplomazia ? Spero proprio che tu mi dirai sempre in faccia ciò che pensi. Viva la sincerità! Penso che lavoreremo bene insieme > “soprattuto spero che Daniel possa dimenticare quella strega”pensò Catherine, carezzando amorevolmente il bel volto di Lara.
Lara tornò in albergo materialmente in taxi, virtualmente veleggiando su una nuvoletta rosa.
Rientrata nella sua stanza chiamò prima la madre e poi la cognata, comunicando loro le belle notizie. L’entusiasmo e la gioia con cui mise al corrente la sua famiglia, furono contagiose. Sia Flora che Marinella accettarono la sua decisione dandola un po’ scontata e necessaria.
Soprattutto la mamma fu contenta, pensò che se la figlia le sarebbe mancata, e anche molto, la sua decisione era però un segnale che, forse, stava uscendo dal tunnel nel quale era entrata causa la “mazzata” di Luca prima, il licenziamento dopo. La settimana terminò con un turbinìo di eventi e, finalmente, arrivò il venerdì. Catherine chiuse in anticipo il negozio, avrebbe trascorso il fine settimana in un paesino vicino, presso la sua amica, intenzionatissima a convincerla a cedere il mini-appartamento alla sua nuova pupilla.
Per Lara si apriva un week-end di tutta tranquillità, forse l’ultimo. Nei giorni a seguire, infatti, sarebbe stata accompagnata in banca da Catherine per il finanziamento, avrebbe cominciato a lavorare e, forse, incrociando le dita, avrebbe avuto un appartamentino tutto suo. Da diversi giorni non aveva nè visto nè sentito l’architetto MacKenzy, ma ciò non le mancava, anzi. Pensava “meno ci vediamo, meno ci becchiamo”. Il sabato mattina chiese consiglio alla reception per un’agenzia di auto-noleggio. Era comodamente seduta nei divani della hall a sfogliare i vari depliants quando suonò il suo cellulare.
“ V I L L A S T E L L O “
Capitolo 3°
Intenta a sottolineare gli indirizzi di alcune agenzie nelle vicinanze, rispose automaticamente, rimanendo stupita quando ascoltò la voce dell’architetto < Architetto ! come mai mi ... dove si trova? ... scusi, cosa dovrei comprare ? .... e perchè? ... va bene, va bene, non si innervosisca subito
... sì arrivo, mi dia il tempo ... > Lara si fece chiamare un taxi. La vettura arrivò in breve tempo. Lara gli diede l’indirizzo chiedendogli di fermarsi alla prima farmacia. Daniel le aveva chiesto di acquistare una crema per le scottature e della garza “ che caspita gli sarà accaduto ! ... perchè, poi, ha chiamato proprio me ? “. Arrivata di fronte alla sua porta, suonò il campanello. Daniel aprì.
Nudo dalla cintola in sù, il viso sofferente, capelli disordinati, Lara rimase stupita < Ma ... cosa le è successo ... > < Ha comprato la crema ? > < Certo, eccola > Daniel la prese, ma nonostante vari tentativi, non riusciva a spargersela al centro delle spalle < Può farlo lei, per favore ?>
Lara si tolse il cappotto, si rimboccò le maniche e cominciò. Si rese conto, da come l’uomo di contraeva, che doveva fargli male < Si può sapere come ha fatto a bruciarsi proprio qui ?>
< Ieri sera. Sono uscito a fare due passi. Non ha letto le notizie sul giornale? E’ scoppiato un incendio in un garage, proprio mentre passavo di lì. un uomo è uscito con le fiamme addosso. Non sapendo cosa fare mi sono tolto il maglione, gliel’ho gettato sopra, il fuoco si è spento, poi è arrivata la polizia, sono giunti i vigili del fuoco. Io mi sono ripreso il maglione, l’ho indossato ... ma aveva trattenuto il calore ... insomma mi sono bruciato così > < Non ha pensato a farsi portare ad un pronto soccorso ... ha trascorso così la notte ? > < No, lì per lì non ho sentito nulla, enorme calore questo sì, ma non immaginavo ... la notte ? non ho quasi mai dormito, un po’ per il fastidio, un po’ ... per la paura, sì lo confesso, ho avuto paura. Ora rida pure se vuole > < Non vedo perchè dovrei.
Ma che fa ? si rimette il maglione ? E proprio quello ? Intanto la crema si deve assorbire e poi ... sarebbe meglio qualcosa di ... che so cotone o lino. Non ha nulla di simile ? > < Camicia, ma di cotone, avrò freddo solo con la camicia > < Non ha i riscaldamenti in casa ? > < No ... sì ... ma sono spenti > < Perchè ha chiamato me ? > < Catherine e Philip non sono a Galsgow ... mi scuso per il disturbo, milady > < Perchè graffia sempre ? > < Mi difendo > < Ma io non l’ho attaccata, ho solo chiesto ...> < Appunto, chiede troppo > < Senta, è lei che mi ha cercata, io stavo tanto tranquilla ...>
< Ok, mi ha aiutato, grazie tanto, può tornare a starsene tranquilla > < Poi sono io ad avere un brutto carattere ? ad essere odiosa ? > Lara se ne andò e, uscendo, sbattè la porta.
Lara trascorse tutta la giornata del sabato rovellandosi la mente “ma chi me lo ha messo tra i piedi?
Io, stupida, sono pure corsa da lui. Gli ho comprato la crema, la garza ... se lo rivedo lo ... lo ... lo ... picchio !”, intanto si era fatta sera “ a pranzo un panino e per cena ?Quasi quasi ... questa mattina, correndo per andare dall’imbecille, ho visto un supermercato qui vicino, vado a vedere ... magari mi compro qualcosa ...”Nella stanza squillò il telefono “ la reception, cosa vogliono ?” < Sì ? ... ma è lì? ... perchè vuole salire ? ... e ... va bene > “ Uffa! Ora cosa vuole? Che gli rimetto la crema ? Mi ha scambiato per un’infermiera ? ora mi sente ... vieni, bello, vieni! “.
Un leggero bussare alla porta. Lara era talmente nervosa che le usciva il fumo dagli occhi, dalla bocca, dal naso ... da tutti i pori della pelle. Sembrava un drago in gonnella, anzi, in jeans. Aprì la porta con veemenza. L’unica cosa che vide fu un enorme mazzo di rose rosa, poggiate in terra. Lo raccolse, infilzato in una spina un bigliettino, lo prese, lo lesse “ Se accetta le mie scuse, si affacci alle scale.” La mossa la destabilizzò. Tante rose così non gliele aveva regalate neanche Luca, anzi, Luca mai nemmeno una margherita. Più per curiosità, si affacciò alle scale. Lui era lì, sul pianerottolo del piano sottostante, poggiato alla balaustra, guardava in sù. Vedendola, salì da lei, lentamente. Le si avvicinò, lentamente. La guardò con quegli occhi di ghiaccio < Posso porgerle le mie scuse, signora Occorsi ? questa mattina sono stato ... odioso.> la prima cosa che venne in mente a Lara di dire fu < Solo se mi chiama per nome ... sentirmi chiamare signora o, ancora opeggio, milady mi ... mi irrita>“ ma che sto dicendo ? come mi è venuto in mente?”pensò la donna. Incoraggiato Daniel continuò < Posso invitarla a cena ... Lara ?> < A ... a Cena ? > < Sì a cena, sa quando ci si siede ad un tavolo, in un ristorante, si ordinano pietanze e si mangia? > < So cosa vuol dire “cena”, non sono mica ...> < Stop! Almeno per questa sera, firmiamo un armistizio ?>
< E se, dico “se”, accetto, dove andiamo ? > < Non lontano da qui c’è un locale che, credo, le dovrebbe piacere ... si esibisce un corpo di ballo con caratteristiche danze scozzesi, le va ? >
< Sì, l’idea non è male, ma ... > < Ma ?> < Non ho un abito adatto, come sa pensavo di fermarmi molto poco e ... > < Così andrà benissimo. E’ un locale ... poco formale. Anch’io sono vestito ... come mi vede > < A proposito, come va la schiena ? > < Diciamo ... meglio ... ancora un leggero fastidio, ma mai come la notte scorsa e questa mattina ... andiamo ? Ho la “Ferrari”in seconda fila>
< Non aveva parlato di armistizio ? > < Andiamo ?> < Prendo il cappotto, la borsa ... un attimo >
Usciti dall’albergo, Lara rimase a bocca aperta. La “ Ferrari “ c’era veramente, rossa fiammante e pure in seconda fila < E questa ? da dove esce fuori ? Ma è sua ? > < Da dove esce ... beh dal cilindro di un mago buono, il famoso mago Malcolms. Ovviamente non è mia. Il notaio, quando si assenta, mi lascia le chiavi ... ed eccola qui > Daniel le aprì la portiera < Prego sign ... Lara >.
Lara entrò e si sedette in macchina con la stessa attenzione con la quale avrebbe toccato cristalli pregiatissimi. Lei, la “calzolaia”, come scherzosamente la chiamavano gli amici, ora sedeva su una “Ferrari” ! “ Ah ... se mi potessero vedere i miei ! “ pensò. Si guardava intorno, non le sembrava vero. In breve tempo, troppo breve secondo lei, arrivarono al locale. Daniel parcheggiò e si affrettò ad aprire la portiera a Lara < Vuole proprio fare il gentleman, questa sera ?> < Ci riesco bene almeno ? > < Per ora ...> < Entriamo ... non si preoccupi per le macchine che vede fuori, ho prenotato un tavolo > L’interno stupì Lara < E’ bellissimo ! > < Vedrà i balli ... venga... quello è il nostro tavolo > < Come fa a saperlo ?> < Qui le prenotazioni vanno a colore ... per noi è il verde>
Sul tavolo, debitamente preparato per due, faceva bella mostra di sè un piccolo telecomando <E questo ? A cosa serve ? > < Per chiamare il cameriere. Si pigia questo tasto e ... arriva l’incaricato del tavolo > Così avvenne < I signori desiderano ordinare ? > < Si fida se scelgo io anche per lei ? >
< Proceda pure > Dopo qualche minuto il cameriere li lasciò soli < Sente che ... sì atmosfera soft. Tutti parlano con voce molto bassa, e dopo, solo la musica ed il rumore dei passi. Se si vuole, si parla, ma questo non può e non deve impedire di seguire adeguatamente le danze o ... i propri pensieri, le piace ? > < Per ora, abbastanza. Cosa ha ordinato ? > < Qui cucinano molto bene il cinghiale ... in tutti i modi possibili ed immaginabili ... sentirà che bontà > In effetti il cibo piacque moltissimo a Lara, ma, ancora di più i balli. Daniel le spiegò, sempre con voce sommessa, i vari significati delle danze, dal classico “Ballo delle spade” al meno conosciuto “Ballo del corteggiameto”. Alla fine, Lara si spellò le mani in applausi < Bravi, veramente bravi. Poi, devo dire, con le sue spiegazioni, me li sono goduti al meglio. Grazie, Daniel, bella scelta > < Meno male, non è un posto per turisti, questo. Però, intanto lei non è una turista, poi se dovrà fermarsi a lungo e, soprattutto ristrutturare “ Villastello “... secondo me è giusto che conosca anche i nostri usi, costumi ...> Due persone si avvicinarono al tavolo < Buona sera, architetto. Le è piaciuto il progetto ? In fondo era solo ... un biglietto da visita. Forse ... il prossimo ... le piacerà di più ? Poi ce lo faccia sapere > < Chi sono ?>
< Semplici conoscenti ... potenziali clienti > La spiegazione non convinse Lara. Daniel si era impietrito, dai suoi occhi, lampi di ghiaccio < Qualcosa non va Daniel ? > < Assolutamente no, perchè ?> < Mi sembrava ... prima era quasi allegro, ora sembra Ice-man > < Divertente come soprannome ... andiamo ? > < Se vuole > Pagato il conto i due uscirono. A Lara Daniel sembrò guardingo. Arrivati sotto l’albergo, l’uomo fece scendere la donna e, accompagnatala all’ingresso la salutò quasi frettolosamente < Buona notte, Lara. Grazie per ...> < No, grazie a lei. Sono stata veramente bene. > < Mi permetterà di portarla a visitare un paese qui vicino domani ? > < Dove vorrebbe portarmi ? > < In un altro posto non per turisti. Accetta ? Se sì, verrò a prenderla ... diciamo ... verso le nove ? > < Va bene, l’aspetto. Vuole che l’aiuti con la crema ?> < L’ho lasciata a casa ... non importa, va veramente meglio. Buona notte > < ...notte >.
Salita nella sua stanza, Lara non pensò molto alla “stranezza” di Daniel. Sistemò le rose in un vaso e, presa la famosa lettera, l’aprì e lesse “ Cara Lara, se leggi questa lettera vuol dire che hai accettato la mia eredità. Sono contento, volevo che fossi proprio tu a godere di quelle meraviglie. Riportale all’antico splendore, soprattutto il castello di Greenock. Lui “da solo”è una meraviglia.
Spero che saprai guardare ... al di là di quello che vedi. Lord Simo O’Cors ( solo per te Cosimo Occorsi ). “ seguiva la data. Poi un P.S. “fidati solo della persona che saprà leggere in te.”
Lara lesse e rilesse “ma che vorrà dire ? perchè sottolinea – al di là di quello che vedi -? E poi ? Che vuol dire – saprà leggere in te -?. Un po’ troppi rebus, questa sera, boh ... dormiamoci sù “.
La mattina successiva c’era il sole, pallido, ma c’era. Resa per questo allegra, Lara si preparò per la gita ... e per svelare almeno uno dei rebus, chi fossero quei due che avevano fatto cambiare di uomore Daniel. Alle nove precise la reception l’avvisò che l’architetto MacKenzy la stava attendendo nella hall. Lara scese correndo le scale, sorriso sulle labbra, intenzionata a godersi la giornata. Appena lo vide il sorriso scomparve. < Daniel, buon giorno. Che faccia ! Non si sente bene ? Forse la scottatura ... > < Non ho nulla. E’pronta ? Andiamo ? > Questa volta non c’era fuori la “Ferrari”ad attenderli, Lara salì sulla macchina, Daniel fece altrettanto ed il viaggio cominciò. In silenzio. La donna accennò una domanda < Dove siamo diretti ? > < A Stirling > < A ... dove ?>
< Non lo conosce di certo. Perchà chiede allora ? Aspetti e vedrà > Lara ci rimase male, non tanto per la risposta, quanto per il tono: freddo, glaciale. Rispose stizzita < Accosti e fermi la macchina >
< Perchè > < Perchè chiede ? Aspetti e vedrà > < Non ne ho la minima intenzione > < Scenderò in corsa ...> < Ma stia ferma, è impazzita !? >< Senta, ma cosa vuole lei da me ? una volta mi porta le rose, una volta tira fuori tutte le spine ... sono stufa dei suoi modi ... fermi ho detto !>
Daniel non fermò, inchiodò. Dietro di lui un concerto di klaxon, macchine lo superarono inveendo contro. Daniel poggiò la testa sulle braccia tese sul volante. Lara rimase impietrita. Grazie alla cintura di sicurezza non sbattè la testa, ma uno strattone ci fu comunque. Sentì l’uomo dire tra sè e sè “non finirà mai ! mai ! “. Istintivamente gli mise una mano sulle spalle. Daniel sussultò. Lara si girò verso di lui < Che cosa ha Daniel ? Cosa non finirà mai ? > < Non voleva scendere ? Scenda ! Siamo ancora in città, può tornare all’hotel > Lara non si mosse. Daniel rimise in moto. Il silenzio, pesante come una cappa di piombo, calò nell’abitacolo. L’uomo girò seguendo le indicazioni per Stirling.
Il paese era arroccato su una collinetta e, prima di impegnare la leggera salita che conduceva all’abitato, Daniel si fermò vicino ad una locanda. < Vado a prenotare un tavolo per il pranzo >
Non vedendolo ritornare dopo qualche minuto, Lara scese dalla macchina ed entrò nel locale, giusto in tempo per vederlo uscire furibondo. < Niente da fare ! C’è un matrimonio ! Hanno prenotato tutto il locale ! Cose dell’altro mondo ! > < Beh che c’è di strano ? Le persone si sposano anche qui, no? Su al paese troveremo un’altra locanda, pazienza ...> < Pazienza ! Pazienza ! Bella parola ! Sempre pazienza bisogna avere, ma fino a quando ? > < Daniel si può sapere che cosa ha questa mattina ? > < Niente, andiamo, saliamo a ‘sto paese !> Arrivarono sulla piazza principale e Lara restò incantata. Sembrava un posto di altri tempi. La gente bighellonava guardando incuriosita gli “estranei”, le case, tutte di vecchia costruzione, mostravano orgogliose la loro età abbellendola con piccoli balconi e davanzali traboccanti di fiori. La piazza era anche il punto più alto della collinetta, ed aveva un belvedere dal quale si poteva ammirare l’intera vallata circostante. Lara si poggiò alla piccola balaustra in legno. I suoi occhi ed i suoi pensieri si persero in quel panorama. Daniel le sfiorò un braccio < Venga Lara, là c’è un piccolo Bar, ci prendiamo un aperitivo ? > Una volta seduti ed ordinato, Daniel si passò le mani sul viso < Forse ... forse le debbo delle spiegazioni >
< Se vuole farlo. Se vuole l’ascolto > < Io ho un dubbio. Un dubbio atroce ... sulla fine dei miei genitori ... > < Cioè ? > < Quando accadde il tutto, anche l’ispettore di polizia la pensava come me, ma poi ... poi il caso fu chiuso “ incidente in mare “. Punto. Stop. > < E secondo lei non andò così?>
< No. Mio padre aveva preso la patente nautica. Felice come un bambino la mattina di Natale, arrivò a casa con due belle notizie: una la patente; due aveva acquistato un motoscafo.
Come gli fu consegnato volle inaugurarlo con mia madre e due coppie di amici ... nessuno è più tornato ... booom! Scoppiato ! Ma come ? perchè ? Nessuno seppe spiegarlo ... le acque restituirono pezzi del motoscafo ... pezzi, solo pezzi. Erano salpati da poco dal porticciolo vicino a Galsgow dove l’imbarcazione era alla fonda ... gli abitanti sentirono il boato, i mezzi di soccorso partirono quasi immediatamente ... ma ormai era tutto inutile ... ritorno di fiamma, corto circuito ... ma che ne so ... tutte spiegazioni inverosimili ... il motoscafo era nuovo, perfettamente collaudato ... non poteva accadere una cosa così ... sì, è vero, l’imponderabile può essere sempre in agguato, ma ...
subito dopo la nuova legge finanziaria ... io unico erede di tutto ... troppe tasse e troppo alte ... lo studio intestato a mio padre e nel quale facevo apprendistato aveva già da un po’ cominciato a perdere clienti ... Charlotte che mi suggerì di intestare il patrimonio a lei ed alle sue amiche ... io avrei pagato materialmente gli importi, assolutamente inferiori ... il notaio mi consigliò di non farlo, di trovare un’altra via d’uscita ... ma io caddi nella trappola. Quando tutto fu sistemato ... la partenza di Charlotte e delle sue amiche ... “ siamo in un paradiso fiscale, non cercarmi BABBEO “
così mi scrisse ... nessun mittente ... timbro postale falso ... poi, pure avessi voluto... i documenti erano, purtroppo, in regola. IO avevo ceduto tutto. IO avevo intestato tutto a lei ed alle altre streghe ... cosa avrei potuto fare a quel punto ? Ero diventato uno spiantato. Se non fosse stato per Catherine e Malcolms ... ma questo lo sa già. Una cosa sola mi era rimasta : un pezzo della poppa del motoscafo. L’ho tenuta come un simulacro. L’ultima cosa che videro i miei, l’ultima che toccarono ... l’ultima ... per me è molto di più di un pezzo di poppa sbruciacchiata. Ma solo un pezzo. I giornali ... scrissero che quello che restava del motoscafo mi era stato restituito ... non è vero, Lara, glielo giuro! Ma, qualche tempo fa, circa un paio di mesi, mi si presentarono due persone, si qualificarono “amici di Charlotte”, esigevano, a suo nome, di consegnargli ... il motoscafo! Spiegai loro che avevo solo pochi resti della poppa. Non ci hanno creduto, volevano vedere ... io rifiutai. Quei resti, per me, sono sacri. Persone come quelle ... no, neanche vederli debbono ... non mi hanno creduto, mi hanno lasciato un “biglietto da visita”.
Due sere fa, tornando a casa ... un soqquadro generale ! Lei l’ha vista casa mia, due cose ... beh ora non ho più neanche quelle due cose ... hanno rotto tutto ... il divano, il fornello elettrico ... hanno divelto i sanitari ... > < Ieri ... sì, ieri quindi era già accaduto ... > < Sì, ma, sono sincero, non ho pensato a loro ... sbandati, ladri occasionali ... poi, al locale, si ricorda quei due ? ecco, erano loro >
< Perchè non si è rivolto alla polizia ? > < Con che prove ? l’eventuale mia parola contro la loro ...
lo stesso dicasi per l’incidente dei miei ... ho sospetti, quasi certezze, ma non prove. L’ispettore James Palmer di Scotland Yard, all’epoca, ha cercato di aiutarmi in ogni modo, ma, poi, ha dovuto arrendersi anche lui. Senza prove ...questa notte ho dormito pochissimo, ho pensato e ripensato ... un modo lo devo trovare ... lo devo trovare > < E la bruciatura ? anche quella ... > < No, quella ... è stato proprio come le ho detto, per una conferma può leggere i giornali > < Le credo anche senza leggere i giornali. Per i suoi ... pensa ad un attentato ? E se sì, perchè ? E perchè Charlotte avrebbe voluto la morte dei suoi ? > < Per entrare in possesso dell’intero patrimonio > < Ma ... era la sua fidanzata, magari vi sareste sposati ... > < Lei voleva il patrimonio, non me. Io ero la via per ottenerlo. Aveva un amico al ministero delle finanze, la informò della legge che stava per essere varata ... faccia 2 + 2 ... > < Però sono ... supposizioni ... non voglio prendere le difese di quella donna, ma tra il volere un patrimonio ed uccidere due, anzi sei persone ce ne passa ...> < Non per Charlotte, lei, per sua fortuna, non l’ha conosciuta. Sa cosa mi rispose quando le chiesi di sposarmi?
“ Sì, Daniel, poi tu muori ed io eredito tutto “. Si mise a ridere ed io con lei, invece ... però prima dovevo ereditare no? > < Ma è ... diabolico !> < Sì, ma io la inchioderò ! Le devo trovare le prove, le devo trovare ! > < Ma, da solo, come farà? Questo Palmer ... non può proprio aiutarla ?> < Ora è pure in pensione > < Meglio, avrà più tempo e più esperienza > < Vedremo ... andiamo, se no rischiamo di non trovare un buco dove mangiare.>
Il “buco” lo trovarono. Una piccola locanda dove, però, gustarono un pranzo casalingo, ma ottimo. Forse perchè si era sfogato, forse per il buon cibo, Daniel, se proprio non aveva riacquistato un buon umore, era almeno più sereno. Lara guardava sempre più estasiata il paese, scoprendo scorci pittoreschi che non mancò di fotografare con il cellulare. Il sole stava quasi per tramontare quando i due decisero di tornare a Glasgow. Prima di risalire in macchina, incoraggiata da una serenità, sicuramente più apparente che reale di Daniel, Lara gli rivolse una domanda < Daniel, lei amava Charlotte ? Mi scusi per la domanda, ma ... lei non mi sembra una persona che si ferma alle apparenze ... il carattere di quella donna ... non l’aveva capito ? > < No, Lara. Io credo che avessi più attrazione fisica che amore, ma ... no, non avevo capito nulla di lei. Però oggi posso dire così, mi spiego anche tante cose ... allora, ero attratto e basta, poi ... avevo un po’tutti contro. I miei genitori, Malcolms, Catherine ... tutti a dirmi male di lei, non era la donna per me ... cose così, io mi intestardii ... capita, ma non capiterà più > < Ha chiuso con le donne ? > < No. Anzi, spero di trovare l’”anima gemella”. Non accadrà più che mi fermi alle apparenze. >.
Il viaggio di ritorno fu ugualmente silenzioso, ma non come all’andata. Il silenzio, ora, serviva ad entrambi per rielaborare: la giornata, le confidenze, gli sfoghi ...
La mattina colse Lara di sorpresa ... aveva lasciato Daniel la sera porecedente, non aveva voluto eccedere con un invito a cena. Pensava che non serviva, in quel momento, “calcare”la mano. Era andata a dormire con l’idea che avrebbe passato la notte insonne, rimurginando su quanto saputo e invece ... era letteralmente crollata e quando la sceglia suonò ... rimase stupita di aver dormito tutta la notte come un ghiro. Velocemente si lavò e vestì, altrettanto velocemente passò al Bar dell’albergo per il caffè e, sempre più velocemente si diresse al negozio di Catherine.
La donna aveva già aperto e questo la stupì, non solo non era tardi, ma anche prima dell’orario che le aveva detto. Catherine l’accolse con un sorriso solare e sventolando un mazzo di chiavi < Lara!
Casa è ... tua !!! Vieni, non perdiamo tempo, te la voglio subito far vedere, tanto è presto > Senza attendere consenso o dissenso, Catherine la prese per mano, chiuse nuovamente il negozio, e la condusse al palazzo di fronte < Sapessi come sono contenta ! La mia amica non ha avuto il minimo dubbio, soprattutto sapendo che sei italiana !> < Perchè?> < Sua madre era italiana ... pensa che non lo sapevo ! Vedrai ! E’ una casa bellissima > < Catherine, io ringrazio sia lei che la sua amica, ma si calmi, insomma ... non vorrei gelarla, ma ... per esempio, quant’è l’affitto? > < Prima vedila !>
Entrarono nello stabile, salirono al secondo piano, uscirono dall’ascensore, Catherine infilò la chiave nella toppa della porta proprio davanti e aprì ... < Guarda ! un ingresso, un bagno, una cucina abitabile, due camere, due balconi ... non è stupenda !? E ancora ... vieni in cucina ... frigo, lavastoviglie, lavatrice, piano cottura elettrico, pensili ... guarda dentro ... pentole, piatti ... tutto quello che può servire ... tutto completamete arredato ... perfino qualche lenzuolo, coperte ... e poi teli da bagno ... Dio, ma non è stupenda !? Allora ? Ti piace ?> < Ma ... non si era parlato di un ... monolocale ? Sì, è bellissima, ma ... posso permettermela ? > < Certo che sì ! Questo è il contratto!Se accetti, lo porterò oggi stesso da Philip > < Philip ? > < Sì, il notaio Malcolms !>
Lara lesse attentamente il contratto. Non poteva pensare che una fortuna del genera potesse accadere proprio a lei. Un affitto assolutamente insignificante ... < Ma ... è vero ? Voglio dire, non è uno scherzo, vero? > < Lara ... è tutto reale. Credimi > < Come potrò mai ringraziarla Catherine ? >
< Come stai già facendo. Con la tua fiducia in me, con il tuo affetto >
Quella sera, al settimo cielo, Lara comunicò tutto a sua madre prima, a suo fratello e sua cognata subito dopo. Al telefono con sua cognata Lara ebbe un’altra graditissima sorpresa < Non dire nulla a tua madre, le abbiamo promesso che non ti avremmo detto niente. Tu sai che io insegno, bene con tuo fratello abbiamo pensato che, appena finite le scuole, tua madre, io ed i bambini, saremmo potute venire a trascorrere qualche giorno da te. Che ne dici? > < Che ne dico ? Ma è stupendo ! starete da me, non dovrete neanche pagarvi l’albergo ! Oddio ! E’ bellissimo ! Non vedo l’ora ... e quando avverrebbe il miracolo ? > < Te l’ho detto, alla fine delle scuole, diciamo ... metà Giugno. Più o meno ... a Luglio io ho i corsi di aggiornamento. Ad Agosto le ferie di Alberto e le mie effettive ... sì, credo verso la metà di Giugno. Però, ripeto, non dire nulla a Flora > < Promesso. Conterò non solo i giorni, ma anche i minuti >.
Sull’ala di tre belle notizie : la prossima venuta dei suoi. Una casa tutta sua. Un lavoro, sicuro e piacevole grazie alla compagnia e amicizia, ormai sbocciata in pieno, con Catherine, la settimana scivolò via abbastanza bene. Presa da mille impegni e, coinvolta dal “ciclone Catherine”, Lara pensò molto poco a Daniel. Arrivato il venerdì, le due donne parlarono del vicino week-end. La signora Egmond sarebbe tornata nel cottage della sua amica < E tu Lara ?> < Resterò a casa mia.
Che bello poter dire “casa mia”. Devo sistemare molte cose, i pacchi con abiti e biancheria dall’Italia, sono ormai arrivati da qualkche giorno, dovrò decidermi a mettere tutto in ordine >
< Io avevo proposto a Daniel di venire con me, dalla mia amica. Lui mi ha detto che aveva un impegno con te ...> < Con me !?> < Così mi ha detto. Ovviamente l’invito sarebbe stato anche per te ... ma quando ho saputo che avevate da fare ... ma...non hai più sentito Daniel ? > < No. fino ad oggi no e, che io sappia, non avevamo nulla da fare insieme ... non capisco > < Strano ... senti, visto che al cellulare non risponde ... perchè non vai a vedere a casa sua ? > < Iiiooo!?> < Impegni o non impegni, la prossima settimana otterrai la sovvenzione dalla banca … potresti doverlo contattare proprio per i lavori da fare, no? Allora ? Sono un po’ preoccupata ... poi mi mandi un messaggino, per favore ... > < Va bene Catherine, lo farò > < Grazie, fallo oggi pomeriggio, tanto, lo sai, il venerdì chiudiamo alle due. >
Lara, un po’ contrariata, dopo aver mangiato il solito panino ed aver salutato l’amica che partiva per il fine settimana, si diresse al domicilio di Daniel.
Suonò al campanello, niente. Risuonò, niente. Suonò una terza volta. Ancora niente.
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a qundo il seguito? brava,
a qundo il seguito? brava, hai saputo crere un'ottima suspance.
Ma detto fra noi, non ti pare che a Lara vada un po' troppo l'acqua per l'orto: vero chiusa una porta si apre un portone, ma addirittura quello di un castello!
Lettura molto piavevole, veloce, che meriterbbe magari una formattazione più accurata (ma forse questa adottattata ben si addice al ritmo sostenuto)
There are things in heaven and earth, Horatio, than are dremt in your philosophy
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