villastello

ritratto di gabriella de arcangelis

“ V I L L A S T E L L O “

 

 

Capitolo 16°

 

 

Il dottore mise a disposizione di Roberto Medici e dei suoi aiutanti gli elenchi di tutti i componenti dell’ospedale, medici e non, fissi e giornalieri. La sera e la notte passarono in un soffio, anche Lara e Daniel diedero una mano a Roberto nello “spulcio” dei nomi. La camera di Daniel più che una stanza d’ospedale, assunse le sembianze di una mini-succursale della polizia. La notte passò quasi insonne per tutti, ma, la mattina successiva ... un risultato era stato ottenuto < Quattro, quattro sono i più, in Italia diciamo, “papabili”... bene, sospendiamo un attimo. Daniel, Lara, io scendo in sala mensa, mi vado a prendere almeno un  caffè, venite con me ? oppure ... vi salgo qualcosa ? >

< Grazie, Roberto, tra poco verrà la portantina con la prima colazione ... Lara, se tu vuoi andare ...>

< Sì ... il caffè che fanno giù è più buono di quello che portano qui ... ti dispiace ? >

< Assolutamente no ... io chiacchiererò un po’ con Peters, posso Daniel ? > < Certo ... comunque te la riporto subito ... > i due uomini sorrisero, Roberto e Lara uscirono ed entrò Francis Peters

< Sono proprio contento di averti conosciuto, Daniel, anche se in circostanze ... quando accadde ... ti cercai ... l’ho già detto, ma ... come vedi, poi ci siamo incontrati, ho avuto modo di parlare con i tuoi amici, sei una persona davvero eccezionale ... > < Non esageriamo ... sono un tipo del tutto normale con pochissimi pregi e con tanti, ma tanti difetti, credimi > < Non è questo che trapela dall’affetto che tutti sentono per te, per la stima ... hai ... sì, hai un potere carismatico ...>

< Booom ! falla finita. Come mai, allora, che proprio dei miei “amici” hanno lavorato alle spalle?>

< Io la penso così ... chi ti ha colpito, non lo ha fatto perchè non ti volesse bene, ma solo per cupidigia. Parlo principalmente per quel notaio ... Malcolms, vero? ... la signora Egmond ... il capitano Medici, quando l’ha portata in centrale, mi ha detto di trattarla con rispetto, non parla così di persone che ritiene completamente colpevoli ... io credo che il maggior colpevole sia quella Harrison ... che persona sgradevole ... mi dispiace dirtelo, ma ... > < Come feci ad innammorarmi di lei ? non ti preoccupare ... all’epoca me lo dicevano tutti, ma ... ora non provo neanche odio verso di lei. Sai, Francis, l’odio è comunque un sentimento e quella donna non lo merita ... indifferenza ... come se fosse un’attrice in un film ... peccato che l’altro interprete, la vittima, fossi io ... io e chi mi amava e mi ama > < Vedrai, Daniel, ce la faremo ... ed alla fine, la frase “The End”, sarà tinta di ... rosa  ... prossimi fiori d’arancio tra te e Lara ? sento puzza di ... confetti > risero affabilmente proprio mentre Lara e Roberto rientrarono in stanza < Ah ... ma qui si ride ! Vedi Lara ? e tu a preoccuparti ... saliamo, saliamo !> Lara poggiò sul tavolo due caffè portati per Daniel e Francis, sorridendo anche lei, ma rise proprio di gusto quando Daniel provò a dire una parola in italiano

< Vieni qui ... bis ... bisc ... bischera ? > Anche Roberto si sciolse in una risata < Ma proprio “bischera” gli hai insegnato, Lara ? > < Anzi, non ho ancora cominciato con le “parolacce” >

La giornata passò serena, piena di “lavoro”, ma serena. Roberto, Francis, Daniel e Lara avevano formato una buona squadra, si intendevano, si capivano, interagivano l’uno con  l’altro e quando Roberto decise di “chiudere bottega”, dispiacque un po’ a tutti. < Voi avete bisogno di un po’ di riposo ... ed anche noi. A proposito, Daniel, domani mattina a che ora l’uscita ?> < In genere mettono in uscita dopo la prima colazione ... quindi ... circa le nove > < Bene, sarò qui a prendervi e vi porterò a Motherwell ... è ok o avete qualcosa in contrario ? > < No, assolutamente Roberto, ti aspettiamo, va bene Lara ?> < Certo, allora a domani > < Ciao ragazzi e grazie per la collaborazione, Peters, Pollack non dovrebbe tardare molto > < Agli ordini capitano >.  

Lara riassettò alla bene e meglio la stanza restituendole la fisionomia di “camera”, Daniel la guardava con occhi tracotanti di affetto < Lara, vieni qui ... la conosci la frase “finalmente soli”?

Lascia stare ... > < Non voglio trovarmi domani mattina con l’ansia delle cose all’ultimo minuto. Conosci “chi ha tempo non aspetti tempo”? > < E’forse l’ora dei “detti”? ... sai che sono contento?>

< Lo credo bene, domani si esce ! > < Non solo per quello ... sono contento di tornare a Motherwell ... povero Burnie ... voglio tornare al suo negozio ... capirci qualcosa ..... > < Aveva parenti?>< No, per lo meno non qui ... dovrebbe avere un fratello ... ma in Australia ... molto più grande di lui, non credo sia più vivente > < Io vorrei tanto riavere il mio libro ...  > < Anche quello ... cosa rappresentava quel libro ? Oppure, cosa c’era scritto ... tu lo leggevi ... > < Storie ... favole ... niente di particolare, almeno secondo me ... però ... erano tutte storie che si svolgevano a Greenock ... non so ... forse quello che per me non aveva un particolare significato, per altri ... ma ... per chi ? >.

< Mah ... che ne dici se, per ora, pensiamo ad altro ? > < Tipo ? > < Tipo ... lascia la chaise-longue, il mio letto è abbastanza grande per ... due > < No ! Per carità ! sarà grande, ma è anche alto ! quando uno dorme, magari si muove ... pensa a cadere da quel letto ! Da domani ridormiremo nei nostri lettucci e ... vedremo. Per questa notte non fare il ... bischero >

E la notte passò, serena, tranquilla. La mattina successiva fu tutto un corri-corri, permessi di qua, ricette di là, segnalazioni burocratiche presso le assicurazioni ... alla fine fu tutto pronto per la partenza, compreso Roberto che, puntualissimo, si era presentato alla nove precise.

Dopo ennesimi saluti, ringraziamenti vari a medici, portantini ed infermieri, fu pronto anche Daniel, salì in macchina con Lara, Roberto mise in moto < Ufff ! non credevo fosse così complicato lasciare un ospedale ! > < Lo credo Daniel, c’è mancato che salutassi il gatto nel parco !>

< Quella gente, Lara, se lo meritava e se lo aspettava. Hanno fatto tanto per me, non dovevo salutarli ? > < Sì, ma ... sbaciucchiarsi le varie infermiere ... > < La facevi così gelosa Roberto?>  <Per carità, mi basta mia moglie ... da quando sono qui, mi chiama non so quante volte durante il giorno e, se sente altre voci – dove sei – con chi sei – cosa fai – anche la notte ! Comunque, a parte gli scherzi, a Motherwell ci aspetta Francis, per un po’si fermerà lì con voi.Non credo che sarà per molto, non mi chiedete nulla di più, ma riteniamo di essere ad un soffio dalla soluzione. Immagino che ti staranno ad aspettare tutti, aspettati un bagno di folla >< Addirittura ! e per gli autografi come faccio ? non ho penne con me !> La risata fu generale, liberatoria, allegra.

Il bagno di folla ci fu per davvero. Tutta Motherwell, ed anche di più, era accalcata all’ingresso del paese e fece ala alla macchina fino alla locanda. Fu necessaria tutta la pazienza e la bravura di Roberto per “scortare” Daniel e Lara all’interno della locanda, anche perchè Daniel stesso non trascurava nessuno, stringeva mani, dava “il cinque”, abbracciava. Quando, finalmente riuscirono ad entrare, Lara era stremata  < Oh ... neanche fossi una pop-star, accidenti, Daniel, davvero mancano solo gli autografi ! > All’interno gli Evans ed i Saymoor continuarono con abbracci, baci...

Fu difficile, anche lì, convincerli che Daniel aveva bisogno di riposo, di tranquillità ... nulla, anche perchè Daniel stesso non si sottraeva loro, si concedeva con affetto, felice di essere nuovamente tra la sua gente. Mentre il tutto ancora continuava, Lara e Maggy salirono nella stanza loro assegnata

< Come mai questa, Maggy ? > < Non va bene ? > < Altrochè, era solo una domanda > < Sai ... sono previste altre persone in arrivo ed ho pensato che quella ..... mi è sembrata meglio questa per voi. Le vostre cose, quelle che erano in quell’altra stanza, le ho portate qui io, guarda ... c’è tutto ?>

< Tutto ... ma va benissimo non ti preoccupare. Quella è una stanza doppia, è logico che, dovendoti servire ... tranquilla, va tutto bene > < Ci ho pensato tanto ... vedi ? questa ha due finestre, una dà sulla stradina leterale, l’altra, con un piccolo balconcino, sulla piazzetta ... poi questa è grande ... insomma, vuoi saperlo ? è quella che preferisco, l’altra ... sì è doppia, ma non credo che vi serva, vero ? e non diventare rossa ! > Lara abbracciò e baciò la donna < Sei meravigliosa Maggy ! >

< Ehi ! che sono queste effusioni ? disturbo ? > < Assolutamente Daniel, vieni ... stavo mostrando a Lara la stanza ... ti piace ? > < Molto, grazie Maggy ... per questa sera ? tutto pronto ? > < Certo, vedrai Lara che ... bello ! A proposito, Daniel per il capitano ho preparato la stanza accanto alla vostra, va bene ? > < Benissimo, però ... tornerà in serata > < Io scendo, primo perchè vi vorrete riposare, secondo, devo dare una calmata a Victor, altrimenti offrirà da bere a tutto il paese, a dopo>.< Non sapevo che anche Roberto si sarebbe trattenuto > < L’ho invitato io ... si fermerà solo questa sera e questa notte, poi resterà Francis ... ti dispiace ? > < Ma scherzi ? mi fa piacere, però, a proposito di questa sera ... te la senti veramente ? non ti stancherai troppo ? sei appena uscito ...>

< Ti prometto una cosa ... appena mi sentirò stanco salirò in stanza, contenta ? Ora però ... vieni qui, riposiamoci un po’ insieme > La stanchezza di una notte quasi insonne si fece sentire, i due si addormentarono tranquilli, l’uno abbracciato all’altra. Erano quasi le cinque di pomeriggio quando Lara si svegliò, Daniel continuava a dormire. La donna non lo disturbò, si alzò e scese in sala. Dormiva da metà mattina, non aveva pranzato, un  po’ di fame si faceva sentire. Non c’era nessuno in quel momento, Lara entrò in cucina con l’intento di farsi almeno un  caffè. Trovò Patricia indaffarata ad aprire a chiudere cassetti ed ante < Cerchi qualcosa ? Ti posso aiutare ?> Patricia sobbalzò facendo sbattere un’anta appena aperta < Scusami, non volevo spaventarti > < No, Lara, non ti ho sentita entrare ... volevo ... volevo farmi un caffè > < Anche tu ? allora siamo in due, aspetta, lo faccio io, se permetti > < Volentieri, ma ... all’italiana ? > < Non preoccuparti, qui non ci sono macchinette adatte > < E Daniel ? > < Ancora riposa ... questa notte abbiamo dormito veramente poco ...> < Come mai ? > < Parlato ... c’erano con noi Roberto e Francis, li conosci vero? Una parola, un’altra ... sai come va, lì per lì non ti rendi conto dell’ora ... ecco è pronto, aspetta prendo le tazze > < Tu lo ami molto ? > < Il caffè? > < Ma no, Lara ! Daniel > < Sì ... il mio è un amore ... recente. Fino a che non ha rischiato di morire, non avevo capito quanto lo amassi >

< E ... ami anche il suo mondo? Cioè, le tradizioni, la storia di questa terra, di questa gente ... tu non sei di qui > < Sono italiana, ma anche noi abbiamo molte tradizioni, in quanto alla storia poi ... certo che amo anche il suo mondo, fa parte di lui e, se amo lui ... tu no ? > < Sì ... però non amo gli obblighi, mi sarebbe piaciuto un matrimonio semplice ... Otho non vuole sentire ragioni ...quel libro, poi, lo hai ritrovato ? > < No, non ancora > < Lo avevi letto tutto, almeno ? > < No, ero circa alla metà > < Ma ... di cosa parlava ? > < Storie, leggende ... di Greenock > < Del nostro borgo ? >

< Esatto ... tutte antiche, per lo meno vecchie, mi piacevano ... pazienza, uscirà fuori, prima o poi>

< Hai letto quella del cervo e del cinghiale ? > < No ... di cosa parla, tu la sai ? > < E’una vecchia leggenda, si dice che sia ... sì che contenga delle profezie ... me l’ha raccontata, una volta, Otho ... non ci ho capito nulla ... ti piaceva la stanza di Daniel all’ospedale ? > < Mi piaceva ... una stanza d’ospedale ... non piace, devi accettarla > < L’arredo era un po’ strano ... quella mensola ... così in alto ... scusami Lara, devo andare, sicuramente Otho mi starà cercando ...> se ne andò senza consentire a Lara di rispondere alla sua asserzione. Si mise a rassettare, ripensando alle cose dette da Patricia, quando entrò Otho < Salve Lara, riposata ? > < Abbastanza ... c’è stata Patricia qui fino a poco fà, è andata a cercarti ... > < Ero alle scuderie ... tu sai calvalcare ? > < Sì ... precedentemente abbiamo fatto delle belle cavalcate con Daniel ...> < Se vuoi venire con me e Patricia ... > < No, ti ringrazio, ma mi sembrerebbe di fare uno sgarbo a Daniel, per ora non  può farlo ... a proposito, Patricia mi stava parlando di una leggenda che riguarda un cervo ed un cinghiale ... tu gliel’hai raccontata tempo fà, qual’è ? Me la dici ? a me piacciono queste cose ... dice che l’hai letta su quel libro ... quello, diciamo, sparito > < Di quale leggenda parli ? non la conosco, inoltre quel libro ... la prima volta che l’ho visto è stata in ospedale, quando il medico te l’ha dato ... non  capisco Lara >

< Eppure ... forse ho capito male io > < O forse si è spiegata male Patricia, o magari gliel’ha raccontata mio padre, strano, però, lei non ama molto queste cose, comunque glielo chiederò,

così ... > < No lascia stare, non ha importanza > < Come vuoi, ci vediamo dopo, ciao.>

Lara risalì in stanza e trovò Daniel con un telo da bagno intorno al corpo, affacciato al balconcino

< Ciao, riposato bene? Stai bene così, sembri un antico romano > < Addirittura ! allora non dovevi dire “ciao”, ma “ave”> < Sai il latino ? > < A scuola l’ho studiato, ho fatto studi classici prima, architettura dopo, comunque sì, ho riposato benissimo, anche se avrei voluto svegliarmi con te accanto > < Mi sono svegliata con una fame ! sono scesa in cucina, non c’era nessuno, anzi no, c’era Patricia ... apriva e chiudeva cassetti ed ante ... dice che voleva farsi un caffè ... l’ho fatto io, però ... strana, era strana ... mi ha fatto domande ... sul libro, se avevo letto una certa leggenda ... poi ha fatto una considerazione sulla stanza ... > < La loro ? > < No, la tua ... all’ospedale ... > < Ma, se non è mai venuta ! > < Appunto ... ha detto – quella mensola, così in alto – magari gliel’avrà detto Otho > < Lara ... Patricia è alta ... più di Otho > < Daniel ... adesso che vorresti dire > < Nulla, solo ... di quale leggenda parlava ? > < Mi ha detto quella di un  cervo ed un cinghiale, ha detto che gliel’aveva raccontata Otho ... invece, poi uscita lei è entrato Otho, mi dice che non la conosce e che non sa nulla di quel libro ... boh ! tu la conosci?> < La leggenda ? > < Sì, la leggenda, sempre Patricia mi ha detto che la gente del posto crede che sia ... profetica > < No, non la conosco, magari, poi, chiederò a Joseph, ora ... fai una doccia anche tu, vestiamoci e scndiamo, ho voglia di fare una passeggiata, prima del cenone >  

Così fecero. Si inoltrarono per le stradine del paese, la gente che incontravano, li salutavano affettuosamente. Gli anziani del posto si rivolgevano a Daniel con un particolare rispetto, i giovani con affabilità e rispetto. Daniel salutava tutti, si concedeva a chi li fermava per avere notizie sulla sua salute, aveva un sorriso per tutti, lui stesso si informava su come stessero. Finalmente arrivarono al belvedere, si affacciarono alla balaustra, ammirarono quel mare di verde, tinto di varie tonalità, il braccio di Daniel sulle spalle di Lara, si avvicinò loro una persona, molto in là con gli anni, accompagnato da un ragazzo < Daniel MacKenzy ! Che piacere rivederti ! > < Norman ! il piacere è mio ! Caro, vecchio Norman, come va ? > < Come vuoi che vada ... gi anni pesano, ma quando si ha un nipote come questo accanto, tutto è più leggero ... lui è Steve, figlio di mia figlia, Steve ... lui è il figlio, cioè, il Capo-Clan > < Piacere Steve > < Piacere mio, Sir > < Mi dispiace, Daniel, oggi è il primo giorno che riesco, ho avuto una brutta bronchite ... devo rientrare, spero di rivederti ancora, qui a Motherwell, torna spesso > < Ce la metterò tutta, a presto Norman, salutami la tua famiglia > < Certo che non c’è una foglia che non ti ossequi ... poi, non l’avevo mai sentito dire, “Sir”, addirittura ! > < La mia famiglia ... aveva, ha, il titolo di “duca”, non l’ho mai sfruttato,

per quanto riguarda gli ossequi ... non sei stimato, amato, se non dimostri di stimare ed amare tu per primo, tutti loro ... come ho detto questa mattina, se lo meritano ... il rispetto, poi, loro mi rispettano perchè io, ed i miei prima di me, rispettiamo loro ... > < Dare e avere ?> < Sì, è così, ma ... il tutto con sentimento, per davvero, non per finta, se ne accorgerebbero, lo sentirebbero ... allora sarebbe una presa in giro ... > < Sono ... orgogliosa di te Daniel > < Esagerata ! e poi ... lo sai bene quanti difetti ho > < Fanno parte di te, ti completano, ti rendono ... umano > < Basta ! altrimenti, questa volta, divento rosso io ... a proposito, non siamo un po’ in arretrato con i baci ? > Senza consentire alla donna di dire nulla, l’abbracciò e la baciò, incurante della gente < Sì, decisamente sei un ...

bischero > < Quando mi insegnerai un po’di italiano ? > < Giusto, quando arriveranno i miei ... anche se ... non so più quando > < Perchè? > < Li ho chiamati, Marinella mi ha detto che ... non sarè la prossima settimana, le hanno affibiato non so che corsi di recupero alla scuola dove insegna, non è libera se non alla fine del prossimo mese ... capirai, poi andranno in vacanza loro ... pazienza>

< E non ti ha detto altro ? > < Le solite cose ... tutti bene, mia madre era uscita con quella sua amica, Lucia, i bambini erano a giocare da loro amici, Alberto al lavoro ... normale routine >

< A te non mancano le cose da raccontare loro > < Non ho detto niente di niente, solo ad Alberto. La distanza ... si preoccuperebbero e basta. Anche del fatto che tu eri all’ospedale, ho detto a Marinella ed alla mamma che hai avuto un piccolo incidente con la macchina ... già così hanno chiamato tutti i giorni ... figurati se sapessero tutto ! Solo Alberto sa ... ma anche per via dell’amicizia con Roberto ... quando li vedrò ... allora sarà diverso ... > < Ti mancano molto ?>

< Molto ? Molto è dir poco ... però ... è il sentimento che ti lega alle persone, e quello lo porti sempre con te, anche su Marte > < Apposta diventi sempre rossa ? > < Che significa ? >

< Marte non è forse chiamato il “pianeta rosso”? > < Spiritoso ! Torniamo, ha alzato un po’ di vento, io non ho neanche uno scialle e tu sei solo in camicia >.

Ripresero la strada per la locanda. Stessa storia dell’andata, gente che, incontrandoli, li salutavano calorosamente. Erano appena arrivati che videro venire verso di loro Roberto. Lara lo salutò < <Roberto, ben tornato ! tutto a posto ? > < Più o meno, Lara, voi ? riposati ? pronti per la cena ?>

< Lara ha dei dubbi, gliene vuoi parlare Lara ? > < Beh ... magari non ora, dopo cena, tanto ti fermi vero ? > < Sì, ma se vuoi ... Daniel, non c’è un Bar, un Pub, dove possiamo prenderci un aperitivo?> < C’è un Pub ... da quella parte, vogliamo andarci ? > Solita storia, come Daniel entrò, le persone presenti gli si strinsero intorno, felici di vederlo, di stringergli la mano, Roberto condusse Lara ad un tavolo < Lasciamolo fare, non mi pare vero di vederlo felice, contento ... > < La penso così anch’io ... è giusto ... ordiniamo anche per lui ? Tanto è sicuro che prenderà una birra. Intanto ti racconto ............> Lara disse del suo colloquio con Patricia, espresse i suoi dubbi < Lara, ho detto che siamo ad un passo dalla soluzione ... non posso dirti di più, però ... lascia a noi questo compito. Hai fatto bene a parlarmene ... ma ora pensa alla cena di questa sera, rilassati, divertiti. Hai al fianco un uomo meraviglioso che ti ama, che tu ami ... che vuoi di più. Quando potrò farlo ... vedrai ... ec colo .....vieni Daniel abbiamo chiesto una birra anche per te> Daniel si sedette, Lara riprese  <Roberto, non mi va bene quando sei così laconico. Dimmi almeno ... che ne so ... va bene, va male, che ti costa ? Non ti chiedo di spiegarmi tutto, ma ... > < Lara calmati, non te la prendere, ci sono dei momenti, o circostanze, che ... non posso dirti nulla, se non che hai fatto bene a parlarmene, vogliamo tornare ora ? Se ho imparato a conoscerla bene la signora Saymoor starà già guardando l’orologio > < Uff ! voi due insieme siete ... odiosi ! > < Meno male Roberto,

ho un degno copagno > Sorridendo i tre uscirono dal locale.

Arrivati alla locanda Lara e Daniel salirono in  stanza per cambiarsi d’abito < Non ho capito il perchè di ciò ... è una cena tra amici, perchè devo cambiarmi ... > < Lara ... quel vestito blu cobalto che hai mi piace molto, lo sai, perchè ti sei innervosita, per la risposta di Roberto ai tuoi dubbi ? Te lo ha detto, ci sono cose che non può riferire ... poi Patricia ... Otho è mio amico d’infanzia, lo conosco bene, non avrebbe scelto Patricia se non fosse ... > < Anche tu ... avevi scelto Charlotte, scusami, ma è così > < Ok, hai ragione, ma ora non  roviniamoci la serata ... > un “toc-toc”alla porta interruppe il loro discorso, Lara aprì e rimase senza parole, un fattorino portava un enorme mazzo di fiori di cardo misti a rose di un rosso intenso < Ma ... chi ... > < E’lei la signora Occorsi?>

< Sì ... > < Sono per lei, prego > il fattorino lasciò tra le sue braccia l’enorme mazzo e se ne andò

< Ma ... Daniel ... ne sai qualcosa ? > < Garda il biglietto, vediamo chi è il mio rivale ... lo sfiderò a “singolar tenzone” > Lara poggiò i fiori sul tavolo della stanza, prese il biglietto, lo aprì, lo lesse ... gli occhi le si inumidirono, si girò verso Daniel < Oddio ! ma come sapevi ... come facevi a sapere che oggi è ... il mio compleanno !> < Ho i miei in formatori ... ti piacciono ? Il cardo è il simbolo della Scozia, le rose rosse sono il simbolo ... dell’amore > < Come ... come faccio ... a ringraziarti?>

< Non ti preoccupare, ora c’è poco tempo ... ci aspettano per la cena, ma, questa sera ... ti suggerirò il modo > < Ma ... quando li hai scelti ... ordinati ... > < Diciamo che c’è lo “zampino”di Roberto, questa mattina, dopo averci accompagnato, doveva tornare a Glasgow, io gli ho chiesto anche questo favore, gli ho detto dove andare e cosa comprare e ... ecco > < Daniel ... io ... io ...>

< Zitta donna ! e preparati > < Sì, mio signore > In poco tempo furono pronti entrambi, Lara sistemò i fiori in un vaso, Daniel ne staccò uno di cardo e lo sistemò, con una spilla, sulla spallina dell’abito di Lara, lo stesso fece con un altro, mettendolo nell’occhiello del rever della sua giacca.

La coppia scese in sala, dove, intanto, era stata preparata un’enorme tavola, apparecchiata in modo  impeccabile, abbellita con altri fiori di cardo legati con nastrini dei colori del Clan MacKenzy.

< Che meraviglia ! Per fortuna che doveva essere una cena tra amici ... è invitata anche la Regina Elisabetta ? > < Volendo ... di più > < Cha vuol dire ... di più ? > < Maggy ... puoi fare entrare gli ... ospiti >.

“ V I L L A S T E L L O “

 

 

Capitolo 17°

 

 

Maggy andò ad aprire la grande porta a vetri colorati della locanda e fece entrare gli ... ospiti.

Lara vide antrare Joseph ed Electra Evans con il loro figlio Otho e la sua fidanzata, Patricia, poi Francis Peters, Roberto Medici < Beh ... ma loro ... > < Aspetta Lara ... guarda > dopo un attimo entrarono, colmi di felicità, la mamma di Lara, Flora, il fratello di Lara e sua moglie, Alberto e Marinella, e due “trufoletti”, loro figli e nipotini di Lara, Gianni e Bruno.

Tutti le andarono incontro, abbracciandola ed augurandole buon compleanno. Lara non riusciva a riprendersi dalla sorpresa, mentre gli altri applaudivano a quella scena un po’ “strappalacrime”.

Come riuscì a parlare la prima cosa che le venne da dire fu < Ma, come fate ad essere qui ? >

Fu Alberto a rispondere < Come abbiamo fatto ? Abbiamo preso due aerei ed eccosi qua ... piuttosto devi ringraziare Daniel, l’idea è stata principalmente sua, devi ringraziare Roberto, sua l’organizzazione e le prenotazioni per il viaggio, devi ringraziare questi amici che hanno saputo mantenere il segreto ... insomma ... non sei felice di vederci tutti insieme per il tuo compleanno ?>

< Felice ? ... io ... > < No! abolite le lacrime ! guarda, invece, cosa hanno fatto Gianni e Bruno sull’aereo ... la hostess, per farli stare buoni, ha dato loro carta e pennarelli e loro hanno fatto un  disegno per te ... bambini date i vostri regalini alla zia > un po’ intimoriti da tutta quella gente, i piccolini si avvicinaro alla zia e le consegnarono due fogli, uno pieno di colori, secondo loro significava il cielo nel quale stavano volando, un altro con degli pseudo-ominidi, loro due, che andavano incontro ad una pseudo-donna, lei. Lara si sciolse letteralmente alla vista di quei disegnini, così infantili, ma così carichi di affetto. Abbracciò i nipotini con slancio e li coprì di baci

< Grazie, grazie amori miei > Daniel cercò di alleggerire quelle emozioni < Che ne dite se ci sediamo e cominciamo a mangiare ? > Cominciò anche il “superlavoro” di Alberto, Roberto e Lara nel tradurre, in simultanea, dall’italiano in inglese e viceversa, affinchè le parole fossero capite da tutti. In un’allegria pressocchè totale la cena volse al termine, Maggy portò in tavola una spledita torta con un’unica candelina, di nuovo applausi quando Lara la spense, e di nuovo applausi quando Alberto stappò una bottiglia di spumante rigorosamente italiano. Versato nei bicchieri, Daniel si alzò < Voglio fare un brindisi ... un brindisi a questa meravigliosa famiglia di Lara, qui arrivata appositamente, grazie per la gioia che ci avete portato. Un brindisi agli amici qui presenti che, per me, rappresentano la mia famiglia, in rappresentanza della mia gente. Agli amici e ... parenti ... che non ci sono, alcuni ... per sempre, alcuni ... per ora, ma che sono e saranno sempre con noi. Ed un brindisi ad una persona che ho avuto la fortuna di incontrare, una fortuna incommensurabile, a te, Lara > Gli applausi e gli evviva fioccarono “nascondendo” l’abbraccio ed il bacio di Daniel, ma, soprattutto, l’inevitabile rossore sul volto della donna. Ma Daniel non si limitò a questo, continuò

< Roberto, Alberto, vi prego di tradurre con molta attezione quanto adesso dirò. Voglio rivolgere una domanda alla signora Flora Occorsi e, considerata la risposta che dovrà darmi, voglio che comprenda più che bene. Signora, le chiedo l’onore, qui, davanti a tutti, di ... divenire il marito di sua figlia > La sorpresa fu totale, non solo per la richiesta, attesa da quasi tutti, ma per il modo in cui veniva posta. Daniel non stava solo chiedendo in moglie Lara, stava chiedendo di diventarne lui, il marito. I Saymoor e gli Evans sapevano cosa significasse, Lara, la sua famiglia, no. Lara rimase senza parole, la madre, emozionatissima e felice, acconsentì con fervore < Ma certo ! Ma certo che sì !> Daniel alzò il bicchiere verso di lei e, rivolto questa volta a Lara < E tu Lara ? mi concedi di essere tuo marito ? > Lara aveva la gola secca, non riusciva a “spiccicare”una sola parola, ma, quella sola parola, con molta emozione, riuscì a dirla < ...Sì ... > la gioia e la felicità era palpabile in ognuno dei presenti, ma il silenzio continuava, perchè ... Daniel si tolse dal taschino un fazzolettino con i colori del Clan, legato con un fiocchetto e si rivolse nuovamente a Lara < Lara, quando abbiamo trovato a “villastello” quello che sai, tu hai preso alcune cose. Volevamo mostrarle a chi potesse aiutarci ... io ho preso una cosa che mi saltò subito agli occhi ... l’ho tenuta con me, e quella sera ... la nascosi qui, alla locanda. Solo Maggy sapeva dove stesse, lei ha fatto ripulire questa cosa, e, questa mattina, me l’ha riconsegnata, sapendo che, da questa sera, ti sarebbe appartenuta, se vorrai, per sempre ... apri > Lara, con le mani che le tremavano per l’emozione, sciolse il fiocchetto, il fazzolettino si aprì ... un “ohhh “ di ammirazione fu la sola cosa che uscì dalla bocca di tutti. Si trattava di un anello, ma non di un anello qualunque, prezioso, ma normale. Era un anello antico, il cui valore, enorme, era dato non solo dall’antichità dell’oggetto, ma dall’oro delicatamente inciso con il nome MacKenzy per tutta la circonferenza, e da un diamante di eccezionale caratura. Lara tremava dalla punta dei capelli alla punta dei piedi, l’emozione era talmente tanta che non riuscì ad infilarselo, fu Daniel a farlo < Quando Catherine ci fece vedere quei quadri, in uno, era rappresentata una mia antenata proprio con questo anello al dito. Tu non ci facesti caso, ma io sì, perchè avevo preso proprio quell’anello per donartelo ... guarda, anche la misura è perfetta ...

milady > Daniel prese la mano di Lara e gliela baciò. Il silenzio continuava, ma era un  silenzio amico, talmente tanto pieno di gioia e felicità intima che nessuno osò profanare con parole. Joseph Evans si alzò, inserì in un lettore un DVD inciso con musiche caratteristiche scozzesi, Daniel condusse Lara al centro del grande salone invitando tutti a fare lo stesso < Tranquilla, segui i miei passi, ci riuscirai > Perfino Alberto e Marinella si cimentarono in quella danza tradizionale, Roberto invitò la signora Flora, Otho prese Patricia, Joseph invitò Electra, che riuscì a seguire la musica con maestrìa, nonostante il bastone. Francis, rimasto solo, partecipò alla gioia comune gesticolando e seguendo la musica come un improvvisato “maestro d’orchestra”, i bambini applaudivano, festosi, contenti.L’ “allegra brigata” continuò in allegria per tutta la sera. Daniel non perdeva occasione di stringere a sè Lara, di baciarla, nonostante l’imbarazzo della donna. La stanchezza, però, cominciò a farsi sentire. I bambini si erano addormentati su un divano, Marinella li prese e li condusse nella loro stanza, augurando, lei stessa, la buona notte. La signora Flora si scusò con la figlia, pregandola di farlo a suo nome a Daniel ed agli altri < Proprio non ce la faccio più, tesoro mio. E’ stata una magnifica festa, sono felicissima per te, ma ... > < Non preoccuparti mamma, vieni ti accompagno >

Lara si assentò portando la madre nella stanza a lei destinata < Allora, mamma, che ne dici di Daniel ... ti piace ?> < Innanzi tutto deve piacere a te, ma, visto che me lo chiedi ... sì, mi piace.

E’ dolce, affettuoso e non solo con te, ma, nello stesso tempo, è ... come dire ... proprio uomo. Sono proprio contenta Lara, ero così preoccupata per te ... dopo Luca ... ma come dice un vecchio adagio, dopo la notte torna sempre il giorno ... domani, cosa faremo domani ? > < Non lo so, quello che vi andrà di fare ... intanto mi spiegherete questa “sorpresa”, ora, però, mettiti a letto, sei stanca, si vede dagli occhi ... buon riposo mamma e non  mettere la sveglia, va bene anche se dormi fino a mezzo-giorno > Le due donne si baciarono, Lara lasciò la stanza della madre e tornò in salone. Ad attenderla solo Daniel < E ... tutti gli altri ? > < Cadevano dal sonno, ho detto loro che se volevano ... più che altro non vedevo l’ora di restare solo con te > < Tu sei stanco ? non sarebbe il caso che anche tu ...> < No, non sarebbe il caso ... vieni, siediti accanto, credi di doverti almeno una spiegazione. Maggy mi ha detto che tu ... non sai la nostra usanza > < Quale delle tante ?><Quella della richiesta di matrimonio > < Giusto, spiegami > < Allora ... decideremo, poi, con calma, il giorno delle nozze, ma ... tu, sposando me, assumerai il mio cognome > < Questo anche da noi >

< Sì, ma ... io non ti ho chiesto se tu vuoi diventare mia moglie, ti ho chiesto se “io” posso diventare tuo marito > < E allora ? non è lo stesso ?> < No. Unendoti in matrimonio con  me tu sarai Lara Occorsi MacKenzy, io, unendomi in matrimonio con te, diventerò Daniel Occorsi MacKenzy. Il tuo cognome entrerà a far parte della mia ... diciamo “casata”. E’ una tradizione tutta nostra, da secoli, ma solo il Capo-Clan può stabilirla, usando la formula di richiesta che io ho usato ... > < Daniel è ... è un grande onore, ma sei certo che io ... > < Ne sono certo ... ma continuerò a spegartelo meglio domani ... ora ... mi devi dei ringraziamenti particolari, o sbaglio ? > < No, non sbagli >. La coppia salì nella propria stanza, entrarono e, chiudendo, la porta, esclusero dalla loro intimità il resto del mondo.

Nonostante la stanchezza, le emozioni ed il sonno, Lara si svegliò abbastanza presto. Erano da poco passate le sei, quando, avvolta in vestaglia, scese nelle cucine della locanda “ un buon caffè non me lo toglie nessuno “. Si mise a trafficare attorno ai fornelli. All’improvviso sentì una mano serrarle la bocca, cercò di divincolarsi, ma altre mani la bloccarono, la legarono, la bendarono e, di peso, la portarono via.

Verso le sette fu Daniel a svegliarsi, non trovò Lara al suo fianco, pensò fosse scesa e, anche lui con una vestaglia da camera, scese nella sala. Nessuno. Andò nelle cucine. Nessuno. Tornò in sala mentre Maggy faceva il suo ingresso dall’appartamento privato. Vestita, ma ancora assonnata, vedendo Daniel lo assicurò che avrebbe preparato subito la colazione < Anche Lara è già sveglia?>

< Veramente non è in stanza, pensavo di trovarla qui, ma ... tu non l’hai vista ? > < No, altrimenti non ti avrei chiesto di lei. Il tempo è bello oggi, sarà uscita ...> < Può darsi ... > Roberto e Francis fecero ingresso in sala < Salve Daniel, già in piedi ? Io partirò tra poco, devo tornare a Glasgow, resta Francis, come d’accordo, ma tornerò domani ... mi saluti tu Lara ? > < Roberto ... Lara non è in stanza, non è qui ... mi sembra strano > < Sarà andata a fare una passeggiata, però ... vi avevo chiesto di non farlo da soli ... > < Mi devo preoccupare, Roberto ? > < Adesso non esageriamo ... vai a vestirti, poi andiamo insieme alle scuderie, al belvedere ... la cerchiamo, ma vedrai che arriverà magari con un bel mazzolino di fiori di campo ... non mi dire nulla, però, se la rimprovererò. Francis, chiama la centrale e dì che tardo un pochino, ti aspetto Daniel >

Daniel, vestitosi in fretta, riscese in sala incontrando, nel corridoio, Alberto < Buon giorno Daniel, Lara è già in piedi ? Marinella ed i bimbi dormono ancora e ... > < Alberto, Lara ... non si trova >

< Che vuol dire “non si trova” ? > < Vuol dire che non è in stanza, non è nelle cucine ... forse è uscita, ma ... Roberto mi sta aspettando per andarla a cercare, ti unisci a noi ? > < Direi proprio di sì, ma magari ... > < Magari niente, se andava a fare una passeggiata, o mi avrebbe svegliato per dirmelo, o avrebbe lasciato un messaggio ... tra l’altro i suoi abiti sono in camera ... > < Andiamo >

Daniel riferì a Roberto quanto appena detto ad Alberto ed i tre uscirono alla ricerca.

Avevano fatto pochi passi fuori della locanda quando Roberto vide, nel fango ancora fresco, orme di pneumatici, orme umane e ... una pantofola ! < Daniel ! è di Lara ?> < Sì, è una sua pantofola da camera ... oddio Roberto, ma allora ? > < Francis chiama la centrale, chiedi rinforzi, voglio anche gli elicotteri ... Daniel ci sono laghi o fiumi qui vicino ? > < No, solo un ruscello ed una piccola cascatella ... > < Una cascatella ... non sarà per caso la “cascatella magica”? la chiamate così, vero?> < Sì > < Portaci lì, Daniel, cominciamo da lì, ci si arriva in macchina ? > < Fino al pianoro sì, anche se in macchina, si allunga ... con i cavalli si farebbe prima > < Non se ne parla nemmeno, innanzi tutto tu non puoi, io non sono capace e Francis ... tu sai cavalcare ? > < Veramente ... no >

< Bene ... la macchina >.

< Perchè proprio la cascatella ? > < Ieri sera, Daniel, ho ballato con Electra Evans, le ho chiesto se, qui, vicino, ci fossero posti particolari da suggerire ad Alberto, oggi, come passeggiata per la famiglia Occorsi. Bene, Electra mi ha parlato di questa cascata, piccola, ma magica. Le ho chiesto perchè magica e lei mi ha detto che, chi si bagna con quell’acqua ... sparisce > < Sparisce ? >

< Sì, così ha detto. Naturalmente, mi ha spiegato, era una favola che si raccontava ai bambini per non farceli andare da soli, visto la vicinanza ... però ... se la “gente sparisce”... non potrebbe, la caduta dell’acqua, nascondere una piccola grotta, un anfratto ?... proviamo ... tu non sai nulla in merito Daniel ? > < Assolutamente no Roberto. Ci siamo andati anche di recente con Lara, ma non ho fatto caso a nulla di particolare. Siamo arrivati, Francis puoi andare fino al ciglio >

< Bisogna scendere questo dirupo ? > < Sì, Roberto, ma non è molto alto, ci si riesce benissimo ... altrimenti c’è la stradina laggiù, ma da qui facciamo prima > Daniel stava già cominciando a scendere, ma Roberto lo fermò < Daniel, non fare imprudenze, sei uscito solo ieri dall’ospedale, venite, Alberto, Francis, prendiamo la stradina > Dopo circa un quarto d’ora arrivarono alla cascatella < Vado prima io ... questi ciottoli sono scivolosi, fate attenzione > < Fai attenzione tu

Daniel, Alberto aiutalo, Francis tu passa dall’altra parte ... e non correte così ... accidenti ma che siete, rane saltatrici ? ... Daniel per favore ...> Daniel non sentì nessuno, si precipitò verso la cascatella, ci finì sotto prima di tutti gli altri < E’vero ! c’è una grotta ! piccola ! fate più svelti !>

Una volta tutti sotto, si resero conto che la grotta era veramente piccola < Ma ci passerebbe a mala pena un bambino ! > < Roberto, io ci provo lo stesso, se mi metto a terra, ci striscio dentro >

< Tu sei matto Daniel ... fatti in là, io sono più basso di te ... > < Non è questione di altezza, ci vado io Roberto ...> intervenne Alberto < Daniel, Roberto ha ragione ... tu hai una forma atletica eccezionale ... magari sei più utile fuori, comunque non ci passeresti mai > Senza aspettare altro, Roberto si sdraiò a terra, coperto dall’acqua e dal fango, cominciò a muoversi < Non vedo nulla, accidenti ! Ma quant’acqua viene giù ! aspettate ... sento qualcosa ... come un mugugno ... >

Continuò a muoversi quasi fosse un amfibio primordiale e, piano piano, il suo corpo scomparve nell’anfratto. Dopo pochi minuti che sembrarono a tutti un’eternità si sentì la voce di Roberto

< E’ qui ! E’ qui ! > Daniel si sentì mancare, Alberto lo sostenne < Daniel ! coraggio, se devi svenire ... rimanda > Francis si acquattò a terra, protese le braccia in avanti < Arrivo Capitano !>

Da dentro ancora la voce di Roberto < No, Francis ... è già difficile così, mi servite fuori per prenderla, sembrerebbe che stia bene, tutta sporca, ma bene >.

Dopo pochi attimi si intravidero spuntare, tra rocce, fango ed acqua ...dita...sporche, ma inequivocabilmente femminili. Daniel non stette sù a pensaci, si sdraiò in quell’acquitrino, le afferrò e cominciò a tirarle verso di sè. Alle sue spalle, Alberto e Francis cercavano in ogni modo di tenere il corpo di Daniel “puntellato”, ostacolati da una natura che, in quel posto ed in quel momento, sembrava loro ostile. La fatica fu molta, ma, alla fine, il corpo di Lara fu fuori. Senza perdere tempo, Daniel la portò all’asciutto, si tolse il maglione e glielo fece indossare su quella camiciola da notte ormai lacera, sporca, bagnata. La fece sedere sui ciottoli, le scostò i capelli infangati e grondanti d’acqua dal viso < Lara ... come va ? > < Ho avuto paura ... tantissima ... ma non mi hanno fatto niente, a parte graffi e sporcizia ... va bene ... ma tu non puoi stare a dorso nudo, la benda ... si è bagnata ... > < Non ti preoccupare, vieni ti porto in macchina, qui puoi sentire freddo > La prese in braccio < No, posso camminare ... > < Smettila, faremo prima ... Alberto la porto in macchina, poi riscendo a darvi una mano > < Non serve, ce la stiamo facendo ... pensa a lei >

Dopo poco anche Roberto fu fuori, anche lui infangato fino alla punta dei capelli < Non capisco proprio come facciano i lombrighi ... dov’è Lara ? > < Daniel la sta portando in macchina ... >

< Andiamo anche noi, Francis guarda cosa ho trovato in quella grotticina ... > mostrò al collega l’oggetto < Ma ... capitano è ... > < Sì, Francis, il famoso libro !> Anche Alberto si incuriosì a quel ritrovamento < Un libro ? e perchè “famoso” ? > < Ora ti spiego ... fermiamoci un attimo, riprenderemo fiato e ... daremo a loro un po’ ... penso che gradiranno > mentre Roberto raccontava, Daniel raggiunse la macchina, adagiò Lara sul sedile posteriore e, incurante degli amici che sarebbero potuti arrivare, l’abbracciò e baciò, scaricando nella passione di quell’attimo, i nervi tesi, la paura di quelle ore < Daniel ... fammi almeno respirare ... > < Lara, ho capito cosa si prova ad essere uno ... zombi. Ho vissuto queste ore non vivendo, con mille pensieri in testa e nessun pensiero, con paura, apprensione ed il nulla in assoluto ... non farmi più una cosa del genere >

< Iooo?! > Daniel la baciò di nuovo, poi prese un plaid poggiato nel retro, le tolse il maglione, pure bagnato, e l’avvolse con la coperta < Va meglio così ? > < Sì, per lo meno è asciutto ...> < Ma quanto ci mettono gli altri ? aspettami, Lara, vado a vedere se ... no eccoli ! > Alberto si mise a correre verso la macchina, aprì lo sportello ed abbracciò la sorella < Lara ... che spavento ci hai fatto prendere ... ma ti sembra un “benvenuto”questo? > appoggiando lo scherzo, anche Roberto disse la sua < Sì, Lara, questa volta hai proprio esagerato > < Oh, ma dico ! siete matti ?! >

Finalmente il riso, di tutti.    

A Motherwell la notizia si era sparsa. La gente aspettava con ansia il ritorno di qualcuno dei tre che potesse dare loro notizie. La signora Flora non aveva paura, ma panico. Piangeva in continuazione e Marinella non sapeva più cosa fare per poterla calmare. Sia gli Evans che i Saymoor si prodigavano anche loro attorno alla signora Occorsi, pur se la paura di notizie non piacevoli aleggiava sopra e dentro di loro. Tutti erano in apprensione. Tutti, compreso Otho che sommava alla preoccupazione generale anche la sua : non si ntrovava neanche Patricia. I suoi genitori avevano più volte chiesto di lei, ma lui era stato sempre evasivo : prima dormiva, poi la doccia, poi uscita per una commissione, non voleva ammettere, innanzi tutto con se stesso, poi con gli altri, che quella sparizione era a dir poco “strana”. Quando sentirono arrivare una macchina a clakson spiegato si precipitarono tutti fuori. Silenzio. La macchina si fermò davanti all’ingresso. Silenzio. Lara scese per prima, bagnata, sporca, con un plaid addosso, ma ... viva! Un urlo all’unisono coprì l’applauso, pure scrosciante.

La signora Flora trovò le forze per correre dalla figlia, l’abbracciò e pianse insieme a lei. Dopo qualche attimo, Daniel, seppure dolcemente, staccò le due donne dall’abbraccio e portò Lara dentro la locanda, al caldo, Roberto, Alberto e Francis li seguirono. 

Maggy si prodigò subito e portò una caraffa di cioccolato bollente < Riprendetevi un po’ e ... capitano le domande a dopo > < Non ci penso proprio in questo momnento, anzi Lara, perchè non sali ? una bella doccia calda, ti cambi ... prenditi il tempo che vuoi, come dice la signora Saymoor, le domande a dopo > < Sì, Lara, Roberto ha ragione e ... signora Occorsi potrebbe accompagnare lei sua figlia ... Alberto puoi tradurre, per favore ? > Non fu necessario. Con la lingua universale, quella dell’amore, Flora Occorsi comprese quanto Daniel le chiedeva, prese la figlia per un braccio e la portò nella stanza. Rimaste sole, le due donne si abbracciarono di nuovo < Lara, non ora, quando vorrai, ma ho l’impressione che tu debba darmi della spiegazioni. Ho capito che gli altri sanno quello che io ignoro > < Hai ragione mamma, hai diritto a sapere tutto anche tu, ma non ora. Ci sarà tempo e modo ... adesso ... voglio tranquillizzarmi ... ma soprattutto lavarmi, mi faccio schifo ... se penso che sono apparsa a tutti così ... > < “tutti” chi? Ho l’impressione che, almeno in questo paese, tu non sei proprio la “straniera di passaggio”. Comunque ... fila sotto la doccia ... sporcacciona che non sei altro ! Che modo rotolarsi nella terra così ! > Madre e figlia risero di gusto, Lara sparì in bagno, Flora preparò, sul letto, il giusto cambio, come quando, bambina, si divertiva a scegliere per lei, gli abiti adatti.

Nella sala principale erano rimasti Daniel con Roberto e Alberto. Maggy e Victor si erano rintanati nelle cucine insieme con Electra. < Roberto grazie alla tua idea l’abbiamo trovata subito, ma ... perchè in quel grottino ? > <  Daniel, ci sono vari punti interrogativi in questo, diciamo, rapimento. Perchè proprio in quell’anfratto. Perchè il libro buttato lì, da una parte. Chi è perchè prendere Lara. E poi, la ciliegina sulla torta, Otho Evans, mi si avvicina e mi dice che è “scomparsa”anche Patricia> < Anche ... Patricia ? > < Già, anche lei ... ieri sera Lara mi ha raccontato i suoi dubbi ...

Ti ricordi Daniel ? le ho risposto che eravamo ad un soffio ... ho la sensazione che Patricia c’entri in tutto questo, ma ... “sensazioni” e basta. Mi dispiace parlare così chiaramente, ma ... Daniel ... >

< Roberto, capisco che in un’indagine si debba andare piano, ci siano cose che non si possono dire ... non ti sembra che sia arrivato il momento che, almeno con noi, tu sia aperto ? chiaro ? mi dispiace moltissimo per Otho, non si merita nulla di male, ma ... se hai dei dubbi ... dicceli >

< No, Daniel, non ancora ... Alberto, Francis, occhi aperti e qualunque cosa, ripeto e sottolineo, qualunque cosa vi potrà apparire strana, venitemelo a dire, lo stesso vale per te Daniel. Io debbo assolutamente tornare a Glasgow, ma domani, sarò nuovamente qui e ... vedremo. Adesso vado anch’io a cambiarmi, fate anche voi lo stesso mi sembrate tre ... lombrichi >. 

Daniel entrò nella sua stanza e trovò Lara e sua madre a parlottare in merito ad un maglione che Flkora aveva comprato a Firenze proprio per lei < Mamma è veramente molto bello, ma quanto lo hai pagato ? non dovevi ... Daniel, guarda quanto è bello, lo voglo mettere subito. E’ di cotone pesante, giusto per questo clima > < Veramente bello, poi questo colore ti dona molto ... si mettilo, scusatemi signore, vi lascio ai vostri discorsi, vado a lavarmi anch’io ... > < Aspetta Daniel, volevo cambiarti la benda ... > < Senti “crocerossina”, adesso stai qui con tua madre buiona buona, intesi?>

Saprì in bagno. <Certo mi dispiace non capire una parola quando parla ... ma quando si rivolge a te, beh non ho bisogno di traduzioni, glielo leggo negli occhi ... ti deve volere un mucchio di bene ... sono proprio contenta > < Ho capito, l’hai adottato, non è così ?> < Se lo merita ... senti, ora scendo, magari Marinella ha bisogno di me con i bambini, penso che anche Alberto sia salito a lavarsi, poi ... vorrei agiutare quella sgnora, Maggy mi sembra che si chiami, in cucina ... ci capiamo, a dopo tesoro > < Fatti aiutare da Marinella. Non parlerà inglese come noi, ma un po’ sì>

Lara si vestì, indossè i suoi stra-amati jeans, il maglioncino di cotone portatole dalla madre, comode scarpe, si ravviò i capelli, lavati e tornati del loro colore, li asciugò e si mise sul balconcino in tempo per vedere rientrare sua cognata con i bambini, li salutò ... si sentì abbracciare alle spalle. Il sussulto che ebbe fu così forte che un vaso, urtato nel girarsi di scatto, cadde a terra < Lara ! mi dispiace, scusami ... non ci ho pensato ... vieni qui, lasciati stringere, scusami, ti prego, scusami >

< Scusami tu ... è che, anche questa mattina, molto presto, sono stata cinta alla vita e ... trattenuta>

< Lara, te la senti di raccontarmi ? > < Forse mi farebbe bene ... poi Roberto anche vorrà sapere ...>

< Allora ... vieni, sediamoci qui, dimmi, ti ascolto > < Come ho detto era molto presto ... sono scesa in cucina, volevo farmi un caffè, non c’era ancora nessuno ... ho cominciato a trafficare ai fornelli ... una mano mi si è stretta sulla bocca, altre ... mi hanno bloccato ... la vita, le braccia. Qualcuno mi ha bendata, imbavagliata, legata ... mi hanno trascinato fuori di peso ... mi hanno trascinato via ... non sapevo dove, ero paralizzata dalla paura. Ho capito di essere alla cascatella perchè ho sentito il rumore dell’acqua ... mi hanno fatto stendere a terra e mi spingevano ... sentivo l’acqua, la terra bagnata intorno a me ... poi qualcuno mi ha sbendato, ma era tutto buio, non potevo vedere chi fosse o dove mi trovassi ... poi il silenzio, poi ho sentito qualcosa sbattere alle mie gambe e una voce che mi diceva – almeno puoi leggere – sempre la stessa voce – andiamo, svelti – poi più nulla, fino a quando non ho sentito altre voci, ed erano le vostre ... non so molto di più > < Hai riconosciuto quella voce ? > < No ... sembrava ... contraffatta, però la mano, quella che mi è stata messa sulla bocca, non era una mano grande, era liscia, mi ha fatto pensare alla mano d una donna, ma sai, il pensiero di un attimo, non so, Daniel, non so altro > < Lara ... anche Patricia è sparita > < O no ! e ... Otho ? > < L’ho appena intravisto quando siamo arrivati alla locanda con te, mi ha detto Roberto che gli si è avvicinato e gli ha detto della “sparizione”, sembra da questa mattina ... quei tuoi racconti di ieri ... Roberto dovrà andare a Glasgow oggi, ma domani risarà qui e, dice, ci informerà>

< Vestiti Daniel e scendiamo, Maggy, Electra, gli altri, avranno voglia di vedermi e non è giusto sottrarsi così ... > < Stai proprio diventando una ... MacKenzy. Sarò pronto in un attimo, milady >.

 

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