Dio silente
Su quel ripiano
d'acero antico,
giace un mio parente
ridotto in un mucchietto di cenere.
E io penso cosa ne rimane,
delle fiere notti a un luminare,
della voglia di vivere e vedere,
della speranza ineguale
che t' animava il cuore.
Forse un po' di polvere
che non si perde.
Un ampolla verde
rilucente.
Forse il mio sguardo
a te che che tra le stelle stai,
in un altra dimensione.
Comunque sia, parla piu' forte,
se vuoi che io ti senta
con le mie orecchie da mortale.
O forse solo dall'altra parte
contunuera' il discorso,
interrotto dalle tue spoglie?
Io non ci credo pur se nel mio animo
dorme, un desiderio, una speranza.
Ma forse e' solo perche' l'uomo ne ha bisogno.
Di idiozie, o di miti che danzan sulle corde.
Ma in fondo quello che vedi non ti basta?
Quali misteri speri di scoprire?
Un biglietto che ti porti oltre le morte?
Bello sarebbe ma vanesio,
e' pensarlo forte come fosse un credo,
una preghiera durante quella Messa,
che elevi a un Dio silente,
o semplicemente assente.
occam
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Sei pessimista, come non
Sei pessimista, come non pensare che le parole fatte idee, di quel parente, seminate nella sua vita, sono entrate non solo negli altri, ma anche a te.
Prendi esempio dal buon seminatore.
Gira la ruota.
Una poesia all'anno?
Sarei curiosa
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O forse inesistente...
O forse inesistente... ma se veramente esiste, come si potrebbe definire un Dio che ai suoi figli come primo regalo subito dopo la vita, gli dona la morte?
Domanda divinamente complicata.
Piaciuta la tua poe.
Ciao.
Vecchio Mara.
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E' questo il guaio...
Non riesco a prendere una posizione definitiva, a volte, pensando a qualcuno che vorrei ritrovare lassù, cerco di credere.
Altre volte credo e maledico chi ha voluto portarla accanto a sè.
Altre ancora, penso prorio che oltre quel metro di terra non andremo, che non esiste nè Dio... e forse nemmeno noi stessi.
Boh! Troppo complicato cercare una risposta al più grande mistero dell'umanità.
Un saluto.
Vecchio Mara,
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