Piccole banali complicazioni

ritratto di Leonida
 
 
Ricordo quando nacque. Io ero lì a pochi passi. Appena oltre la porta.
Le urla di Marta mi avevano angosciato per tutta quella lunga interminabile notte . La immaginavo stesa sul letto a contorcersi per il travaglio, impotente a poterla aiutare in alcun modo.
E’ un bel maschietto dagli occhi vivaci , mi dissero il mattino dopo verso le undici. Balbettai qualcosa, almeno credo. Spensi la sigaretta, sistemai, d’istinto, i capelli con la mano ed entrai.
La vidi felice come mai prima. Gli occhi pieni di una luce calda e lo sguardo diverso. Qualcosa di miracoloso s’era compiuto. Ed il frutto di quel miracolo era tra le sue braccia.
Minuscolo ed immenso allo stesso tempo.
Finalmente donna e madre mi porse mio figlio. Ebbi paura di reggerlo. Temevo che con la sola pressione delle mani potessi fargli del male.
Dio che sensazione !
Quel batufollino dagli occhi neri come il carbone era mio figlio.
Carne della mia stessa carne e respiro della mia anima.
Lo cullai con tutta la dolcezza di cui ero capace mentre già lo tenevo per mano sui prati e di ogni fiore mi chiedeva il nome.
Quante cose gli avrei insegnato !
Quante cose avremmo fatto insieme !
C’erano delle complicazioni !
Niente di cui aver timore mi disse il primario due o tre giorni dopo. Piccole banali complicazioni che nel giro di un paio di settimane sarebbero state risolte.
Quella stonatura non l’ho ancora rimossa. Trentacinque anni dopo la sento ancora gracchiare negli orecchi.
Delle complicazioni !
Marcello, mio figlio, probabilmente le avrebbe definite in altro modo.
Senza rancore, senza rabbia.
Montagne le avrebbe chiamate. Montagne da scalare con la sola forza delle braccia. A mani nude, senza corde e senza chiodi. Così come aveva fatto in tutti quegli anni. Senza arrendersi mai.
Ed io a guardare in alto verso un cielo senza sole.
Marcello era il mio sole e la mia luna.
Non servivano parole. A nessuno dei due.
Nel silenzio percepivamo il soffio del vento ed il canto della pioggia. Una carezza sui capelli e gli occhi colmi di ogni cosa. E mai un lamento.
Di quale colpa pagavamo il conto ?
Di quale abominio avevo sporcato le mie mani ?
Piccole complicazioni !
Così avevano definito l’impossibilità di avere una vita normale.
Piccole banali complicazioni che ti ritagliano un ruolo che non avresti voluto mai portare in scena.
Eppure alla fine della recita l’applauso è stato scrosciante.
Tutti in piedi a rendere omaggio all’attore .
S’era calato nella parte a tal punto da far sembrare tutto naturale.
Resisteva al flagello senza un grido. Con la compostezza ed il coraggio di un uomo. Un uomo con le palle.
Mentre era soltanto un bimbo.
Che nano ero stato quando credevo di appartenere alla razza eletta dei giganti ! Adesso sputo sangue dai polmoni e non mi resta tempo per fare quello che andava fatto.
Volare sopra le nuvole.
Quante volte avevo detto a Marcello che insieme avremmo osservato il mondo dall’alto. Ad ali spiegate come angeli. In compagnia dei gabbiani.
Marcello amava i gabbiani ed amava il mare.
Immerso in quell’oceano d’acqua si sentiva libero e forte. Le sue gambe, i suoi piedi, dentro quel liquido amico, non trovavano ostacoli.
Anch’io amavo il mare ed il profumo della salsedine.
E gioivo delle sue piccole gioie. E soffrivo per i suoi dolori celati.
Quante volte ha stretto i denti per non gridare e maledire quel Dio impegnato altrove !
Adesso sputo sangue dai polmoni e non mi resta molto tempo.
Piccole banali complicazioni !
Le mie e le sue.
 
 
 
 
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ritratto di Bruno Magnolfi

Bello.

 Bello, un pezzo di grande umanità.

Bruno.

ritratto di Leonida

Grazie Bruno

 

per la visita ed il gentile commento

Un abbraccio
Salvo
ritratto di Anser

 Mi lasci senza parole. Piero

 Mi lasci senza parole.

Piero

ritratto di Leonida

Sei un amico, Piero

 

Grazie per la presenza e l'attenzione affettuosa e gentile

Un abbraccio, Salvo

 

PS :
Non amo le processioni e ancora meno chi si pone un problema di forma dinanzi alla sostanza.
Per questo non ho risposto alla tua proposta che mi trova totalmente solidale.
Sappi che puoi contare su di me .
Fammi sapere soltanto la procedura da adottare.
Io il 27 di gennaio ci sono sempre stato e ( concordando con quanto scrivi ) non solo per non dimenticare gli orrori subiti dagli ebrei, ma sopratutto per onorare la memoria di minoranze ignorate che pagavano pesantemente la loro diversità.
 
Con affetto
Salvo
ritratto di Kallio

DA Lì NON SONO PASSATO

ma solo per caso, solo per pochi minuti, come se lui, mio figlio, come un bravo attore avesse compreso a tenere la suspense accesa per poi chiuderla con un bel finale.

Hai messo quel tipo di tensione che esce proprio dal cuore con un crescendo di quella suspense che mi fa pregare che poi tutto finisca per il meglio.

Spero che le vostre "piccole e banali complicazioni" siano veramente tali, dunque superabili brillantemente.

 

Auguri a voi

 

 

ritratto di Leonida

Non sempre è così, purtroppo.

 
A volte il problema si sottovaluta e le " piccole banali complicazioni " risultano essere cosa doversa.
 
Grazie Kallio
Un abbraccio
Salvo
ritratto di scribak

Il bello dello scrivere è pensare che un racconto sia ...

... semplicemente la capacità di narrare di un autore. Ed è questa capacità che provoca emozione, sia essa provocata da paura, tenerezza o altra sensazione. Nel caso di specie ce n'è abbastanza da creare nel lettore una serie di scosse non proprio di natura allegra. Inutile chiedersi se la ragione sia una pagina autobiografica, mi piace pensare alla forza descrittiva di una mano ferma e sicura, guidata non solo da una sapiente e umana professionalità ma da una più comprensibile sensibilità. Apprezzato.

Un cordiale saluto. 

ritratto di Leonida

Ti sono doppiamente grato

 
Per la visita e per l'apprezzamento.
 
Per quanto alla sensibilità, non so quanto sia il suo  tasso in percentuale, ma garantisco che è notevolmente abbondante.
 
Un abbraccio
Salvo
ritratto di frame

***

Hai puntato sulle emozioni, tralasciando i particolari e tutto il contorno, e il risultato è di forte impatto emotivo. Preferisco pensare che non sia autobiografico, ma... in ogni caso difficile trovare parole, meglio tacere.

 

Un saluto, franco 

ritratto di Leonida

Beh ! Forse non ho puntato su niente

 
Come faccio sempre di solito quando scrivo.
 
Uso fissare un punto pescando nella memoria, rivivendo emozioni che affido alla parola nella speranza che siano comprensibili al lettore.
 
Grazie per la visita e la gentilezza del commento
 
Un abbraccio
Salvo
ritratto di maria elisa

Sono senza parole. Mi piace

Sono senza parole.

Mi piace pensare che questo sia solo un tuo racconto, dove la fantasia non ha confini.

Quel verbo all'imperfetto mi fa paura.

Bravo

 

ritratto di Leonida

L'imperfezione purtroppo

 
non è nella coniugazione del verbo.
 
Grazie pe la tua attenzione
 
Un abbraccio
Salvo
ritratto di Anansi

Mio caro...

Stringe il cuore, lo comprime e poi lo espande.

un abbraccio,

Totta

ritratto di Leonida

Non puoi farmi questo Tottina !

 

Non posso commuovermi due volte insieme.
Per la tua presenza e per le tue parole
 
Ti voglio bene
Un bacio
Salvo