Pensare ad un problema nella stanza di un motel

ritratto di Chris

 La stanza era troppo piccola. Troppo piccola per tutti i pensieri che doveva contenere. Una finestra. Un letto. Un piccolo mobile. Un bagno orribile. Ma era l’unico posto dove poteva stare. Non aveva che una bottiglia di whisky da due soldi ed un pacchetto di sigarette che non era da meno. Pensava a quello che sarebbe stato il momento successivo. Perché sembrava convinto che ci fosse un momento successivo. Tanti pensieri. Poca azione. Non voleva questo. Era solo in una piccola stanza a riflettere su quello che stava accadendo. L’idea di rinchiudersi in una stanza del genere gli venne guardando la televisione. Ora non ricordava neanche il programma che stava seguendo. Forse un film. Forse un telefilm. Era importante? La cosa realmente importante era riflettere, chiarirsi le idee. Ma le idee si possono chiarire nella stanza di un motel? Altra domanda a cui non sapeva dare una risposta. Intanto beveva e fumava. Ogni tanto dormiva. Dopo tre bicchieri non riusciva a distinguere il sogno e realtà. Era lì da almeno due ore. Due ore passate a riflettere. A cercare una soluzione. Ma qual era il problema? Forse, c’è sempre un problema? Non lo sapeva. La bottiglia da tre soldi era finita. Lui era brillo. Forse ubriaco. Spegneva ed accendeva sigarette ed anche quelle stavano per finire. Erano soltanto le 23,30. Era confuso, forse a causa dell’alcool. Si sdraiò sul letto ed iniziò a fissare un puntino sul tetto. Più una macchia. Sosteneva, ne era convinto, che somigliasse a qualcosa. Non capiva. Poi capì. Somigliava ad un punto interrogativo. Che ironia. Non voleva addormentarsi di nuovo. Doveva trovare una soluzione. Per questo era lì. Doveva capire come risolvere il problema. Iniziò a passeggiare nervosamente, avanti ed indietro per la stanza. Avanti ed indietro. Avanti ed indietro. E fumava, mentre andava avanti ed indietro. Avanti ed indietro. Avanti ed indietro. Aveva bevuto troppo? Finì le sigarette. Era l’una. Si sdraiò di nuovo sul letto. Si sentiva soffocare da qualcosa, che sapeva benissimo essere il non trovare la soluzione al problema. Poi per un istante non penso più a questo. E si addormentò.    

Erano passate le 9 quando si svegliò. Non ricordava cosa avesse sognato. Aveva un lieve mal di testa dovuto al bere. Brutta idea. Non aveva risolto il suo problema. Apri la porta della sua stanza di motel e si diresse verso l’atrio. C’era una bella giornata di sole. Non aveva risolto il suo problema, perché non è pensando ad esso che questo si risolve, ma agendo per farlo, trovando concretamente una soluzione.

D’un tratto ritorno in sé. Si era perso nei suoi pensieri. Aveva immaginato tutto. Forse avrebbe voluto rinchiudersi in una stanza di motel a pensare. Invece non lo fece. Stette seduto su una poltrona a pensare su dove e come pensare al problema per risolverlo.

Si alzò dalla poltrona e prese una decisione. Niente alcool e niente sigarette per lui. Decise di tentare, provare, e riuscire a risolvere concretamente il problema.

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