E' giusto comporre utilizzando termini arcaici o preferite testi "diversi"?

ritratto di rosclem

 Mi capita spesso di leggere componimenti dove l'autore utilizza termini "arcaici" credendo forse di scimmiottare i classici. Ogni epoca ha i suoi stili, che si diversifiano solo per la ricchezza del vocabolario. Preferisco dare una impronta personale al mio stile senza somigliare a nessuno.

Voi cosa ne pensate?

commenti

ritratto di Anansi

be'

A mio avviso stile e registro son due cose diverse. Se ad esempio scrivessi un racconto ambientato nel periodo rinascimentale e volessi ricalcare alcune forme espressive nei dialoghi e mantenere comunque il mio stile potrebbe solo essere un esercizio interessante. O ancora un uomo che corteggia una donna nel 1700 sicuramente non si sarebbe espresso come un un uomo che corteggia una donna nel 2012. Per cui il registro può essere funzionale alla narrazione, altra cosa è lo stile. Una persona può scegliere di scrivere utilizzando un lessico dal gusto classico o arcaico senza però scimmiottare qualcuno. Tra l'altro scimmiottare è davvero brutto ahahah Se il lettore si rende conto che il registro e/o lo stile sono forzati e la scrittura non è naturale, a prescindere dal tipo di registro che si sta usando, allora il testo sarebbe da rivedere, se invece lo stile o/e il registro sono utlizzati con coscienza credo che non si possa neanche parlare di scimmiottare, ma di una persona che quando scrive riesce a tenere conto di più registri e li piega al proprio stile in virtù della narrazione stessa.

un sorriso

ritratto di oedipus

 Oggi una ragazzina in

 Oggi una ragazzina in metropolitana al telefonino diceva:

- Per prima cosa mi sparo una giornata di ferie! -

Ancora ricordo quando, ormai molti anni fa, mia figlia mi disse:

- Quel ragazzo mi piace 'na cifra! -

Ecco io non parlo così, e neanche so scrivere così.

Se Manzoni lavò il suo romanzo nell'Arno, io devo far correggere i miei scritti agli adolescenti?

Forse sì perché rischio di scrivere come si scriveva nel passato, quando ero giovane!

 

ritratto di Rubrus

***

colgo l'occasione per affrontare "lateralmente" la questione.

Se l'autore si pone al di dentro dell'argomento trattato può anche scrivere "raga" e via di questo passo oppure "imperocchè"  ed "eziandio" a seconda dei casi.

Se invece si pone al di fuori dell'argomento trattato deve (o almeno può) adottare uno stile diverso rispetto a quello pertinente all'argomento stesso; non necessariamente più alto o più basso, ma comunque diverso. Per esempio può usare uno stile aulico per trattare argomenti minimali o viceversa trattare con un linguaggio terra terra argomenti più complessi.

In questo senso l'utilizzo di termine "arcaici" arrichisce, anche per contrasto, lo scritto, pertanto, a mio giudizio, non è affatto da condannare a priori.

Sono d'accordo, per altro, sulla necessità se non sull'obbligo (io propendo per l'obbligo) di farsi capire dal pubblico cui il testo è diretto.

ritratto di circe68

ciao

 Hai ragione!

pero' lo il desiderio di espressione spesso guida la nostra mano verso suoni forti e melodiosi che spesso possono somigliare ad espressioni passate  seppur nella loro unicita'!

ritratto di Aviva

Usare termini arcaici

non significa scimmiottare i classici.

Io penso che la tua impronta personale tu la dia utilizzando termini già usati e strausati da altri. Ecchissenefrega se ieri o 2 secoli fa. E allora? Fai la stessa cosa?

Ognuno usa i termini che più rispecchiano e si avvicinano a quello che vuole esprimere. Io penso. Punto.

ritratto di odisseo

Virtù o deprivazione?

A parte il fatto che l'impronta personale la si dà con gli sargomenti trattati e la profondità delle idee e sensazioni espresse..credo che, oltre ciò che si vuole esprimere, sia importante anche farsi capire.

Un problema circa l'uso di una terminologia, antica o recente che sia, è che il significato dei significanti può cambiare al trascorrere delle epoche e delle situazioni sociali. Per esempio oggi dire che una signora è una "escort "suona un pò offensivo nonstante l'attuale grande apertura sociale e morale. 

Non lo era fino a qualche anno fà: se del caso si usava un'altra parola!

A me pare irrispettoso anche il termine "signorina": allude ad una situazione di estrema intimità che non deve interessare a nessuno...Un tempo era molto usato e implicava, nello stesso tempo, un qualcosa di innocenza virtuosa o di deprivazione. 

Comunque, dicono che D'Annunzio tenesse sempre a portata di mano un buon vocabolario d'italiano.

Ciao!....odisseo

ritratto di anatto

Esprimersi

Trovo sia giusto utilizzare anche termini arcaici se servono ad esprimere meglio.

L'arte cresce sull'arte.

ritratto di Pupy

anatto

sì, concordo.

l'arte cresce sull'arte, è così, assolutamente così

ritratto di Pupy

quanti

elementi da osservare, qui...

cos'è lo stile? cosa vuol dire personale? e arcaico che cosa significa? e chi sono i classici? e scimmiottare?

lo stile è il modo in cui scrivi cioè i termini che scegli e il modo in cui li assembli. questo si apprende, dopo lungo e talvolta penoso cammino. ed è solo dopo questo lungo e penoso cammino che qualcuno riesce ad addivenire ad un esito personale. addivenire ed esito sono termini arcaici? mah. a me piacciono perché danno un tocco di originalità proprio perché ormai desueti (altro arcaismo, probabilmente). Significa che, poiché li utilizzo, scimmiotto i classici? I classici, cioè chi? Dante? Zanzotto? Manzoni? Erri de Luca? Tutti, in qualche modo, tendiamo ad assomigliare a chi ci piace, a chi forse un poco ci appartiene, anche quando non vorremmo, anche quando crediamo di no, anche quando pensiamo di essere originali. Perché per essere originali bisogna staccarsi da qualcosa che ci ha preceduto, ma per staccarsene bisogna prima averlo conosciuto. Per NON scrivere come Manzoni bisogna averlo LETTO.

ritratto di Rubrus

***

non è sbaglato rifarsi ai classici, è sbagliato scimmiottare - e non solo i classici. Possiamo scimmiottae lo stream of consciusness, il pulp, il minimalismo ed altri stili e temi che vengono da altre parti (di solito da Oltreoceano).

Non somigliare a qualcuno, invece, è impossibile.

Coloro che ambiscono a non somigliare a nessuno (gli iconoclasti, chiamiamoli per brevità), sono come i temporali estivi: ritornano spesso (e anche con una certa periodicità) in tutti i campi dell'espressione umana.

Personalmente, prendendo esempi a casaccio, ascrivo a questa categoria i futuristi (e parliamo di cento anni fa), molti illuministi che, al tempo della rivoluzione francese, volevano rinominare tutto, a cominciare dai mesi dell'anno, i cristiani che volevano far piazza pulita dell'arte pagana blasfema, i protestanti che volevano far piazza pulita dell'arte sacra papista, i poetae novi (intorno all'epoca di Cristo), molti epigoni e seguaci del movimento del 68, ecc.

L'illusione dell'originalità è uno dei miti dell'arte umana e, come tutti i miti, ritorna sempre illudendosi di essere diversa nello spirito, mentre lo è solo nelle forme.

Il nostro cervello è lo stesso di quando andavamo a caccia nella savana armati di zagaglie e, ogni volta che, per esempio, si tirano in ballo, per esempio, l'autenticità e le emozioni il risultato è, fatalmente, lo stesso, in sostanza.

Questa è un'epoca di crisi, per esempio, e, a mio parere ha molti tratti in comune con l'ellenismo, la tarda romanità, il barocco.   Ovviamente ci sono delle differenze, determinate, soprattutto, dalle diverse condizioni tecnologiche ed economiche, ma i punti in comune sono moltissimi (frammentazione dell'identitò, individualsimo, solipsimo, amore per l'insolito, l'eccesso, senso di smarrimento, di precarietà ecc.)

 

   

ritratto di Ippi

Ligabue aveva studiato?

Termini arcaici? passati? di epoche diverse?

Oppure testi diversi?

E' vero Clemente, il nuovo non assomiglia ad un altro, è nuovo, nato in quel momento.

Lo studio è importante per altro, non per creare.

Lo studio serve per saper indirizzare il momento creativo verso una possibile fruizione

lo studio serve per correggere, per smussare e stranamente per livellare il genio artistico.

Il genio non ha studio, il genio cresce, certo su tutti gli altri, ma ha un quid che tutti noi non abbiamo.

Il genio di ...la scuola, a volte, uccide il genio

e lo dico io,da adoratrice del banco,della cattedra, dello studio

ma allo stesso tempo adoro il genio, la genialità  libera liberissima  altrimenti come potrebbe volare?

 

 

 

 

ritratto di oedipus

 concordo solo in parte. Il

 concordo solo in parte.

Il GENIO è genio anvhe se non ha studiato.

Ma è Genio anche se ha studiato.

E un genio che ha studiato ha qualcosa in più di quello che non ha studiato.

Lo studio non dà nessuna genialità, anche gli stupidi studiano, ma è comunque sempre un valora aggiunto.

Mozart, il più grande genio musicale della storia, ha passato tutta la vita a studiare. E chi conosce la sua musica se ne rende perfettamente conto.

 

ritratto di oedipus

 Io non so fare poesie e

 Io non so fare poesie e neanche mi interessa farle.

Però quando ho provato a farne ho scelto come struttura il sonetto ottocentesco.

Non per amore del classicismo, ma per semplice studio della tecnica.

Mi sembra ovvio che se volessi continuare a scriverle, questa volta seriamente, dovrei scegliere una struttura moderna e non il sonetto ottocentesco che è morto da qualche centinaio di anni.

Per quanto riguarda le parole, i modi di dire e le metafore, uno scrittore moderno deve essere veramente moderno, deve cioè usare le parole che si usano oggi e non quelle che si usavano cinquant'anni fa.

Che poi la sequanza delle parole usate abbia anche una musicalità che fa diventare facile e bella la lettura è un'altra storia che riguarda i grandi.

ritratto di rosclem

grazie

per il contributo. Vedi, involontariamente mi hai dato uno spunto. Hai parlato di tecnica. E' come se io imparassi a dipinfere usando uno schema predeterminato. Saprei fare solo quello. Anche la costruzione dei sonetti ottocenteschi non darebbero al componimento la tua personalità. L'arte è dentro di noi, ed ognuno di noi, a modo suo, è un artista. Ma a modo suo.

ritratto di Gibbì

Secondo me invece l'arte vive

Secondo me invece l'arte vive di schemi e convenzioni, che gli artisti hanno sempre ben chiari. Quegli schemi sono necessari per dare un terreno comune a chi fa e a chi fruisce l'arte e lo sono perché vengono al tempo stesso rispettati e traditi, osservati e superati. Tradire uno schema significa affermarlo in quanto tale. Se ci fai caso tutte le correnti artistiche più dirompenti sono anche le più effimere. Correnti, gruppi, manifesti sono sempre stati lì perché l'artista isolato dal mondo non esiste ma invece si colloca, e in base a quello se ne percepisce la carica e la caratura.

Dopo, se uno scrive, dipinge, suona per diletto, allora può fare ciò che vuole. Difatti non è un artista.

Tutto IMO, ovviamente.

 

Edit: quanto alla tecnica, certamente non è sufficiente e forse non è necessaria. ma se c'è, allora offre possibilità in più. voglio dire che studiarla può solo dare vantaggi. è come la si applica che fa la differenza.

ritratto di oedipus

 Ma la tecnica è

 Ma la tecnica è importante.

Un musicista è un artista, ma senza uno studio approfondito delle tecnica stumentale non andrebbe lontano e avrebbe una limitazione alla sua stessa ispirazione.

ritratto di rosclem

conosco

 e del resto basta cercare nel web, artisiti che non hanno mai preso uno spartito in mano,  compongono e utilizzano strumenti come se ne fossero il padrone. 

Puoi conoscere tutte le tecniche che vuoi, essere un asso nella teoria, ma se non hai quel pizzico di genialità non vai da nessuna parte. Avere la tecnica e saperla a memoria e suonare lo strumenti soltanto perche la conosci, non aggiunge nulla di personale. E' come essere un operaio davanti ad una catena di montaggio.

Solo quel tocco di personale trasforma una banale sequenza di azioni (musica, teatro, canto) in un qualcosa di unico. L'X-factor o lo hai o non lo hai. L'arte non è tecnica, non può esserla, altrimenti faremmo delle cose in serie.

Ovviamente questo è il mio giudizio. 

ritratto di oedipus

 Ma io concordo. Solo che

 Ma io concordo.

Solo che dico un'altra cosa.

Dico che un ARTISTA non può esprimere la sua ARTE al meglio se non ha studiato a fondo la tecnica!