Vile, tu uccidi un uomo morto!

ritratto di Ippi

Vile, tu uccidi un uomo morto!  20-04-2012
Dicono che non andò così..che il fiorentino Ferrucci non fosse uno stinco di santo
E che Maramaldo, il napoletano che lo uccise, non fosse così ignobile come venne riportato   dai cronisti di parte.
Resta il fatto che uccidere un uomo morto vuol dire infierire su un individuo già provato, già addolorato,già sconfitto.
Un gesto inqualificabile, squalificabile, un gesto da vigliacchi, appunto.
Leggo e rileggo sulle vostre pagine sofferenze vere che vi hanno spinto quassù, leggo e rileggo e credo vere le vostre grida, i vostri contorcimenti così come sono veri i miei pensieri.
Poi però in questa guerra fra poveri, fra poveri di spirito, fra poveri anche di realtà soddisfacenti,  ecco lo sberleffo, l’ineducazione, il colpo, il fendente per uccidere l’uomo morto.
Non importa chi sia a dare l’affondo finale, resta lo sconcerto, il domandarsi smarriti un perché che ci dia ragione di tanta violenza verso un simile.
Disarmato
Vile, tu uccidi un uomo morto..
Ma in quel momento uccidi te stesso, la tua dignità di esistere
Nel momento in cui hai offerto  all’altro un tuo pensiero, nel momento in cui hai detto all’altro:-fidati-
Capisci che l’altro tutto si aspetta tranne che un fendente o un vaffanculo  e resta basito, sconvolto di come i rapporti umani si siano orridamente imbastarditi
E’ un coro eh! Non lo sfogo addolorato
E’ il coro greco di una tragedia senza tempo…il coro del web

 

Gradimento

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