Da: Lettera aperta alla madre (breve silloge)
Lettera aperta alla madre
...e fu solo quando cominciai a scrivere poesie, che mi ricordai del mare. Il mare che mi insegnasti ad amare. Di quando, bambina, avvertii che i luoghi geografici non sempre corrispondono ai luoghi del cuore: luoghi della lontananza, della memoria. Luoghi perduti. Sulla riva sabbiosa di Punta Marina a Ravenna, mi insegnavi la tua personale geografia...
- Mamma, dove nasce il mare -?
- Dall'altra parte, figlia, questo
non è il mare, qui è la sua fine,
qui viene, in terra di Romagna a riposare:
Dall'altra sponda nasce, perduta
e lontana: la costa -mia-istriana.
Chè qua, su 'sta riva bassa
a mi, el me par foresto-...
- Mamma, proprio non capisco,
per te sarà diverso,
ma, a me, pare lo stesso. -
1943
Ritta sulla piccola
scogliera scruta il mare
una ragazza, assorta. E' sera,
domani andrà verso altri lidi,
sposa, e lascerà la casa
i suoi e la sua terra.
Imperturbato il mare si frange
sulla sponda nell'alterno
sciabordio che ritorna,
navi da guerra
incombono
alla fonda.
Quel senso di perdita di estraneità, ancora perdurano nella tua vita.
E nulla è meglio della tua terra: nessun luogo che hai abitato la sostituisce.
Così, qualche anno fa, ti dedicai questa poesia in occasione del tuo ottantesimo compleanno
Cornucopia
Di tutti i colori dell'Istria
una cornucopia farne
e di tutti i profumi della macchia.
A prestito petali prendere alla rosa
canina e alle ginestre in fiore
e nei boschi raccogliere pinoli e more
e pesci dal mare e fichi e olive.
Porli in un cestino assieme all'aria
buona che sa di sale e pino e
accanto una conchiglia rosa
colma d'acqua chiara
per dissetare il cuore
dalla lunga arsura
poco tempo dopo mi rispondesti con una tua poesia
La mia terra
Oh! Mia terra, così lontana,
perduta come una nuvola
spinta da un vento burrascoso,
con la tua Arena1
così bella e imponente,
eri la regina del mio mare.
Oh, terra magica,
con i tuoi scogli verdeggianti,
profumati di ginestre in fiore
e le onde del mare che accarezzavano
levigando la scogliera,
lasciando come un museo di statue
testimoni di un prestigioso paesaggio.
E le navi di passaggio
ti salutavano, come sentinelle,
orgogliose della tua bellezza.
Ero fanciulla, e ti
amavo tanto, ora che sono
lontana da te
ti amo ancor di più.
1: L'Arena di Pola (Istria)
Nota: Posto questo abstract (da una silloge più ampia) tratto dall'Antologia "Poesie alla madre" pubblicato per i tipi dell'ed: Il Porticciolo nel 2009, perchè contiene la poesia "La mia terra" scritta da mia madre Elma a otttantanni, in occasione della festa della mamma e prima che sia tardi...
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Per Rabdomante
Complimenti. Quel che scrivi giunge diritto al cuore, risvegliando sentimenti e sensazioni che la frenesia della vita quotidiana spesso purtroppo sopisce. Piero
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Cara Milena, nella tua opera
Cara Milena, nella tua opera ammiro la Poetessa e la figlia dolcissima.
La madre nutre un amore per la sua terra lontana, con nostalgia struggevole, dove il mare fa da sfondo ai ricordi.
Le due poesie e le rime s'intrecciano in un controcanto fra madre e figlia... Bellissime davvero.
Brave, madre e figlia. Ciaooo
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Tu sai quanto ami
quella terra, quel mare e la sua gente. Le parole di tua madre risuonano famigliari nei modi forti e discreti delle persone e nella bellezza pulita di luoghi conosciuti.
Le trovo piene di verità profonda e di amore, un grande amore per la propria terra.
Sono preziose Milena, lo credo davvero.
monica
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*****Lettera aperta alla madre- di Rabdomante
Ecco un leggere davvero prezioso che arriva dritto al cuore, complimenti Milena! Questa Vostra è un vero gioiellino da tenere di conto, tra amore e commozione corro nei preferiti, brava! Due abbracciOni dora.
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Milena @
Uno spaccato della tua vita con due poesie molto belle. Struggenti ricordi affiorano in tutta la loro armonia. Bravissima. Frà
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Che bella!
Bella la silloge e bello l'amore che la muove. Si percepiscono la tenerezza, la cura e l'apprensione. Un abbraccio a entrambe e grazie per la condivisione.
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Cara Milena,
ho letto con cura questa tua breve silloge scritta per la "Festa della Mamma", ma che va oltre la festa e abbraccia aspetti storici che hanno provocato tante ferite.
Tua madre ha lasciato la sua Terra, mia madre pure, ma non ne parlo mai, per pudore o forse perché non capisco a fondo quelle scelte, io che mi sento a casa dove sono e dove sono vissuti i miei antenati, nonostante diversi cambi di potere....
Per concludere propongo la chiusa, ma tutto il dono in versi è delicato e struggente:
Ero fanciulla, e ti
amavo tanto, ora che sono
lontana da te
ti amo ancor di più.
Un caro saluto e a presto risentirci
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Milena
La nostalgia della propria terra perduta e lontana, ma sempre presente e viva dentro al cuore. Un sentimento che dura finchè duriamo noi. Ciao! Baldo.
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nobile dialogo d'amore sulla propria patria,irredenta.
Commovente questo attaccamento amoroso per la propria madre e per la propria madre terra.
Cara Milena hai fatto bene a farcelo leggere.Te ne siamo grati.
Un abbraccio empatico
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**
Ho vissuto troppo poco il rapporto con la madre per capirlo bene. Questo non m'impedisce di comprendere e apprezzare questo sentimento attraverso le opere altrui specie quando sono espresse così bene. La stessa cosa al riguardo delle nostra madre terra.
Sei una buona àncora per tutti i tuoi lettori.
Ciao Rab.
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milena
mi hai commossa, e non aggiungo altro.
un omaggio bellissimo.
un bacio, franca
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ciao Rab***
Le conoscevo già, ma è stata una sorpresa, le ho rilette con gioia e forse più apprezzate.
La madre?
per il mio modo di pensare è l'unica persona al mondo che noi tutti non riusciamo a staccare il cordone ombelicale metaforico.
Lei è un segmento di una spirale e noi siamo il segmento successivo.
Forse per questo motivo gli ebrei portano il cognome materno. E' lei la matriarca e con piena ragione.
Solo amore? No tanti sentimenti, a volta anche fastidio.
E quando se ne andrà, solo a quel punto diventiamo orfani.
Ciao Milena, e dalle un bacio anche per me.
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