MARKETING

ritratto di Vittorio Civitillo

 

Non bontà qualità

di merce

su banco esibita

conta

 

ma parola

di saltimbanco

 

che mirabilia

ne decanti

racconti.

 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Gradimento

Ti è piaciuto questo testo? Condividilo su Facebook o su Google+
usa il pulsante sotto per condividere il testo!

Condividi
Visita il sito

ritratto di Selly e le bebe rosse

V*

 in piena era di consumismo, dove la sottrazione vale più di ogni altra cosa.

Una volta accontentato l'occhio e farcito l'orecchio, beh, sembriamo già sazi!

:-((

ciao Vittorio, ti leggo sempre con interesse.

Nella brevità riempi l'essenza.

sandra

ritratto di Vittorio Civitillo

Autenticità e sottrazione.

 

Molto calzante la tua osservazione sul fatto che viviamo in un’era di sottrazione.

Pare che per vendere qualsiasi cosa – merce o partito politico che sia – il metodo più efficace sia quello di affidarne la pubblicità a un ‘personaggio’ dello spettacolo.

 

Come dire, il massimo dell’autenticità!

 

Ti ringrazio vivamente per l’attenzione.

J

 

ritratto di ulysse

La pubblicità!

Permetti di allargare il campo oltre il bancone: la pubblicità, il decantare la merce, deve certo essere "pro domo sua" .

Ma strafare può' essere dannoso per il venditore stesso: Se non mantieni la promesse non ti fai una buona fama! Infatti puoi fregarmi una volta, ma due non lo sopporterei...e faccio presto a trovare un altro bancone: la qualità della merce la si fa coi piedi!  ciaociao! ulysse.

ritratto di Vittorio Civitillo

ULYSSE - Marketing

 

E certo che permetto, ulysse, ci mancherebbe altro! Il piacere di uno scambio di idee dove lo metti?

 

“Pro domo sua”, dici. Infatti. Un pubblicitario ammetteva francamente che il suo compito (e quindi quello del marketing in generale) non era quello di assicurare buoni affari ai consumatori (ma, sottinteso, buone vendite ai venditori). E fin qui possiamo anche non avere nulla da obiettare.

 

Posso essere “fregato una volta”, aggiungi… poi lascio la bancarella A e vado alla bancarella B.

Il punto è proprio questo:

1. intanto sei stato fregato;

2. perché hai acquistato alla bancarella A, invece di rivolgerti direttamente alla bancarella B?

3. perché la bancarella A, che frega, non è stata messa fuori mercato dalla bancarella B?

 

Forse perché in un sistema equilibrato (vado a naso), al saltimbanco del venditore A dovrebbe fare da contrappunto un saltimbanco dei consumatori, non quello del venditore B (che comunque è dalla parte di chi vende).

 

Se una banca guadagna vendendo un certo tipo di titolo spazzatura, un’altra banca l’accuserà di truffa, facendola fallire, o si inventerà un altro titolo spazzatura?

 

Le prima fabbrica di sigarette che ha aggiunto al tabacco additivi per creare dipendenza è stata smascherata dalle ditte concorrenti, oppure è stata imitata, facendo tutto il possibile perché la pratica criminale, divenuta comune, non venisse scoperta?

 

In sostanza, per regolare realmente il mercato, che cosa può opporre il consumatore (come sua arma) al merketing (che è l’arma di chi vende)?

 

Un saluto.