PER FAVORE, CAMBIAMO LE NOSTRE MEZZE VERITA’…(Installazione Net Art)
L'installazione è dedicata e liberamente ispirata all'opera Net Art:
“PLEASE CHANGE BELIEFS” di Jenny Holzer.
Per i dizionari, un luogo comune è un'opinione (non necessariamente "vera") o un concetto la cui diffusione, ricorrenza o familiarità ne determinano l'ovvietà o l'immediata riconoscibilità.
Questa installazione Net Art vuole promuovere un questionario on line aperto a tutti, collaborativo e interattivo, per incoraggiare una conversazione allargata sul tema del potere degli stereotipi e dei preconcetti nelle nostre vite.
Le modalità di partecipazione, suscettibili e aperte ai vostri suggerimenti in divenire sono semplici:
Ogni utente dell’installazione può postare da UNO a TRE luoghi comuni che l’hanno colpito o che sono stati ricorrenti nella sua vita, in positivo o in negativo o in qualunque modo li abbia “sentiti” lui.
Ogni partecipante potrà poi commentare e discutere i luoghi comuni proposti, postati in qualsiasi data e in qualsiasi ordine cronologico d’arrivo, con queste modalità d’ingaggio:
- Prima posterà i suoi uno, due o tre luoghi comuni;
- Poi metterà col copiaeincolla il luogo comune da commentare;
- E infine seguirà il commento, badando bene a criticare e a discutere l’idea di fondo contenuta nello stereotipo e NON LA PERSONA che esprime quel preconcetto, che spesso lo afferma proprio per capirlo meglio e ha bisogno di conversazione, e non di aggressione verbale.
Per i commenti valgono comunque le Regole della Netiquette seguite su Neteditor.
Bè, il gioco internautico comincia e se permettete, apro le danze:
Chi non è proprietario di una casa, e non si sposa e non fa figli è un poco di buono.
Quello che conta nella vita è avere una bella automobile, abiti griffati e soldi, soldi, soldi da ostentare.
L'artista seduce per i primi cinque minuti, viene ammirato per i successivi dieci, e poi viene guardato con sospetto e perseguitato per il resto della sua vita.
A voi, amiche e amici di Neteditor.
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commenti
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"ciò che non ci uccide ci rende più forti"
mi piace abbinarlo a "quel che non ammazza ingrassa" (lo considero la versione "contadina" - lo diceva mio nonno - ma non per questo meno vera) dell'aforisma di Nietzsche.
Sul terzo aforisma, che considero vero (per quanto vere possano essere le espressioni generali ed astratte), lo rifolrmulerei così
" L'artista seduce per i primi cinque minuti, viene ammirato per i successivi dieci, e poi viene guardato con sospetto e perseguitato per il resto della sua vita.Qualche volta si rifà dopo morto".
quel che non ammazza non ingrassa
"quel che non ammazza ingrassa", Roberto i nostri nonni
contadini erano quasi meglio di Nietzsche!
Quanta saggezza spicciola e concreta e gustosa, corposa, sensuale...fossero tutti così i luoghi comuni il mondo sarebbe una festa!
Ciao e grazie per la collaborazione.
Nessuno tocchi Caino,ma,soprattutto Abele
E' un mia doverosa correzione del noto detto della omonima lega internazionale,e ciò per rispetto verso i parenti delle vittime di omicidi.Inoltre come ben si vede è solo una dichiarazione che mette in primo piano il diritto a vivere delle vittime. Lana caprina?Non mi pare.