Teorema sulla notte
*
La notte. Il calco del corpo sul letto, il cuscino che si curva
sotto il peso della testa.
Affogo nelle piume, mentre
la notte scende.
A volte sale, se si ha la propensione alle espressioni
inusitate, che colpiscono la mente,
più che il cuore.
Mi chiedo: ma sta mai ferma la notte?
Sta mai lì, a pensare se stessa e la sua nottità
mentre noi ci domandiamo: perché non sale, non scende
o comunque non va? Non va da qualche parte
qualche altra parte che deve pur esserci
al di là del mio sguardo
che non guarda, ma vede. Dicono.
*
Ecco, adesso, proprio adesso: quel momento di sospensione,
la singolarità ineliminabile
dove precipita il mio respiro. Come spiegarlo,
se sfugge agli strumenti di misura?
Inosservabile, più che inosservato. Esiste
eppure
non ha in sé un briciolo di verità.
*
Sogno: in una casa in fiamme leggo un libro in fiamme (*)
*
Ergo, dobbiamo riannodare i fili della vita
con pazienza
per le dita sempre più incapaci.
Mi attende il giorno, o io attendo lui:
siamo in moto relativo lungo l'asse del tempo
che abbiamo inventato
un pomeriggio che non avevamo niente da fare.
(*) Charles Simic, "Il mostro ama il suo labirinto", Ed. Adelphi, Trad. di Adriana Bottini
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come dirle? lie mi cresce di
come dirle? lie mi cresce di giorno in giorno....
io in organizzazione party di oggi tredicenne... la mia rossa.....i lavori forzati mi succhiano la poesia
ciao abbella
milla
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**
La notte sono sempre in giro e le panchine del parco non prendono il mio calco. Di solito prendo io quello della panchina. Peraltro, il rigato è di moda.
A parte il suggerimento di una cena leggera, cara Franca, apprezzo questo tuo interrogarti su argomenti tipici di quella nostra terza condizione fisica di vita, la più particolare. Cioè il dormiveglia, problematico figlio di mamma veglia e papà sonno.
Certo che quel pomeriggio che non avevate niente da fare, potevate inventare qualcosa di meglio, Francuzza.
Un bacio
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quel pomeriggio che ci
quel pomeriggio che ci mettemmo a giocare con le linee, e mettemmo da parte l'amico cerchio doveva essere un pomeriggio di grande calura, secondo me, o di freddo estremo, o era saltata la connessione web, o ...
comunque ormai è fatta, tutti in fila in equilibrio precario
brava soc
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FRANCA - "Gray disk" - Copyright
Poetiche le tue immagini… E se, invece…?
… dormiveglia: fase di riordino, manutenzione e pulitura, operata dal software in dotazione dalla nascita al nostro cervello, dei files registrati sul nostro “gray disk”1, ovvero sul cervello stesso…?
Ciao, Franca.
Vittorio
1 Da “materia grigia”, per analogia con “hard disk”. Citando questo commento rivendicherò il copyright e ci divideremo i diritti d’autore (dovuti anche a te perché l’ispirazione mi è venuta scrivendo il commento alla tua poesia), per lo sfruttamento del nome, nell'accezione indicata.
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