LIBERTÉ...

ritratto di Vittorio Civitillo

 

Sudditi, gregge,

popolo…

 

Cittadini

quando?

 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Gradimento

Ti è piaciuto questo testo? Condividilo su Facebook o su Google+
usa il pulsante sotto per condividere il testo!

Condividi
Visita il sito

ritratto di occam23

difficile...

che con i tempi che corrono...

ci vorrebbe cio' che non c'e':la democrazia.

poche significative righe per un condensato di contenuto

Lambert.

ritratto di Vittorio Civitillo

occam23 - Declaration des droits...

 

Con un mese di anticipo (e oltre 200 anni di ritardo) sull’anniversario della Déclaration des droits de l’homme et du citoyen de 1789 (26 août ).

 

Ciao, Lambert!

 

 

ritratto di Anser

 Jamais, mon

 Jamais, mon Dieu....Jamais....!!!!!!!!

:)

Un saluto, amico mio.

Piero

ritratto di Vittorio Civitillo

Due i mesi di anticipo...

 

I mesi di anticipo sul 26 agosto  Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino – ovviamente sono due, non uno.

 

Già nel titolo, parole più rivoluzionarie della stessa Rivoluzione: ‘diritti’ (si era sempre parlato di ‘doveri’) e ‘cittadini’ (si era sempre parlato di ‘sudditi’).

 

ritratto di loreda

nella storia

siamo cittadini da mezzo secolo, no?

Nella vostra storia, siete cittadini di un regime democratico, nella storia dei paesi dell'est non esistevano i cittadini, fino a pochi giorni fa ed ora che un regime ha finito un corso ora di nuovo siamo solo consumatori. Sembra meglio mi dicono. Io però ora sono qui, nella democrazia.

ritratto di Vittorio Civitillo

Liberté, egalité...

 

Molto è stato fatto, moltissimo rimane da fare, e ci sono spesso fasi di arretramento.

 

Nel titolo della poesia c’è il richiamo agli ideali di «libertè, egalitè, fraternitè» della Rivoluzione francese, mentre nel verso “Cittadini” il richiamo è alla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, appunto.

 

Inoltre, contro “liberté” e “cittadini” si pongono “sudditi”, “gregge” e “popolo”.

 

Il “suddito” è chi “sta sotto” e ha solo doveri; il “gregge” è chi, pecora ubbidiente tra pecore, deve essere guidato da un pastore, magari con l’ausilio di cani da guardia; “popolo” (secondo una delle definizioni del “Grande dizionario dell’uso” di Tullio De Mauro, Utet) è: «l'insieme dei cittadini di uno stato in contrapposizione al sovrano o ai gruppi dirigenti».

 

Ci sono buoni motivi per ritenere che questa sia l’accezione di ‘popolo’ ritenuta valida da chi rivendica immunità e impunità in nome del popolo che lo ha eletto.

 

Ma il Parlamento, allora? Certo: il Parlamento! Rappresentanti eletti (scelti) dai cittadini oppure persone sconosciute ai cittadini, ma ben note al potere, da cui vengono “designate”? E quindi la "contrapposizione" di cui sopra?

 

Sull’argomento vedi la mia poesia, con i relativi commenti, intitolata “Repubbliche”

(http://www.neteditor.it/content/repubbliche) su questo stesso sito.

 

Non voglio appesantire il commento con altre considerazioni. Nella maggior parte delle mie poesie, d'altra parte ("cerca per autore") mi interesso di problemi etici, politici, filosofici, sociali.

 

Ti ringrazio per la domanda ricca di stimoli e mi scuso per il ritardo con cui ti rispondo.

 

Vittorio