L'orologino (racc. Full-mineo)

ritratto di Full

 

 
            S’era per strada fra Carignano e Carmagnola, un viottolo attraverso i campi che conduceva a un vecchio traghetto sul Po, un barcone a trazione manuale con le funi tese fra le due sponde.
Lei camminava spedita ed io le trotterellavo dietro. A tratti allungava un braccio: «Guarda!», e m’indicava il raggio radente del mattino che giocava fra i filari delle vigne, o le colline del Monferrato, azzurrine per la lontananza. Azzurrine come i miei anni.
Oppure staccava al volo una foglia di robinia: «Si può suonare, ti faccio vedere», l’avvicinava alle labbra, tesa fra i pollici e traeva qualche nota, poi la cedeva al mio inutile soffiare. Era un’assistente dell’istituto che mi ospitava e mi stava accompagnando a Carmagnola per un qualche documento, o forse per una visita medica.
Non saprei dire se era più o meno giovane, più o meno bella: era come la filtrava l’azzurrino dei miei sei anni.
Ogni poco le chiedevo l’ora e lei, paziente: «Sono le otto e un quarto»… «le otto e mezza», e io rimettevo il mio orologino di legno, stretto al polso con l’elastico.
 
          Ad un tratto si fermò di botto: «Aspetta», fece due passi nel prato, «non ce la faccio più… la pipì… voltati verso le colline… voltati! Non guardare, capito? Non guardare!».
Mi voltai ubbidiente e… mi precipitò addosso un intero universo sconosciuto. Una curiosità morbosa che m’imponeva di disubbidire, di voltarmi a guardare. Un angolo buio e ignoto del mio essere che mi procurava una sensazione nuova, forte e sconcertante.
Stavo per cedere quando la sentii trafficare con gli abiti: «Bravo, sei proprio un bravo bambino!»
 
          Bravo lo ero stato davvero, bambino anche troppo. Per anni mi restò il rimpianto per non aver disubbidito, o forse durò soltanto qualche mese. Del resto, quell’orologino finto segnava solo il tempo dei miei sei anni. E continua a indicare l’ora di quel giorno, a ricordarmi di quel bravo, leale ometto. Peraltro, la foglia di robinia, avrei imparato a suonarla lo stesso.  
 
 

 

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ritratto di MMaaG

 Un intenso "raccontino" . La

 Un intenso "raccontino" .

La disobbedienza arriva sempre per farci capire a fondo la realtà in cui viviamo.

Gradevole, grazie.

ritratto di sirenell-uk

Quanta tenerezza,

per bilanciare i molteplici aspetti che hanno coinvolto l'essenza di un essere umano speciale.

Quanti bravi bambini avrebbero avuto la voglia di disubbidire allora, ora disubbidiscono senza esitazione.

Colgo ora l'immediato nei bambini già dalla prima infanzia, mentre allora tutto era sembrato una lunga attesa, anche di saper suonare la foglia di robinia.

Una gemma da preferiti, ciao Fulvio

P.S. (s'era, m'indicava?)

 

ritratto di Full

**

MMaaG:

Incidentalmente, le prime due parole del tuo commento sintetizzano la mia scelta come narratore: breve e intenso, se possibile. Dopo vari anni di web, mi sono convinto che è la formula più redditizia per lettore e autore.

Dunque, doppio grazie.

 

Sirenell:

Azz! Una gemma da "preferiti" me lo dicono in pochi, forse solo tu. Grazie Nel, un bacio.

ps: "m'indicava" è quasi d'obbligo, per evitare il cozzo delle due "i".  "M'era" è più facoltativo: mi piace legare alla francese.

ritratto di Nikètor

fresco e commovente

questo tuo brano biografico.Mi meravigli ogni volta.

Oltre che con le foglie di robinia io suonavo anche con i fili d'erba,sempre tra i pollici. Poi con le canne verdi facevamo  alcuni fori quadrati  lasciando almeno uno otturato dalla pellicola che rivestiva l'interno della canna.Poi si cantava il motovo dentro la canna e si aveva il motivo  come musicalizzato per vibrazione della pellicola.Insomma non era un vero aulo ma solo un risonatore a vibrazione.

Ciao

Addenda:siccome era difficoltoso ottenere la  pellicola ,si poteva appoggiaree una carta da caramella su un foro che vibrava ottimamente.

ritratto di hank88

Delicato questo ricordo

Delicato questo ricordo dell'età in cui un ometto ancora riusciva a resistere, a obbedire alla parola data e a essere leale. Ma le prime tentazioni erano alle porte ehehe. Grazie, un bel Fullmineo che mi ha regalato ricordi sopiti.

Un caro saluto

ritratto di Full

**

Niketor:

Non ho mai dubitato che tu sappessi suonare alla perfezione la foglia di robinia e affini!

Scherzi a parte, mi hanno colpito le prima parole del tuo commento. Grazie Gil!

 

Hank:

Lieto d'averti svegliato qualche ricordo.

Un caro saluto a te, grazie.

ritratto di Max Pagani

Ero convinto...

e speravo fino all'ultimo, che quell'orologino avesse avuto un piccolo specchietto al suo interno. Invece no.

Ma va bene cosi, va bene per tutte le volte che in seguito il girarsi poi sarebbe stato di 360 gradi.

O 90, ma qui si scade nello scontato.

Ciao Full

m

 

Gradevole

 Gradevole davvero: gradito! Buona serata.

ritratto di Full

**

Max:

Ciao Max, ogni tanto ti ritrovo, vedo che sei anche tornato a pubblicare con qualche regolarità. All'epoca gli specchietti retrovisori non erano ancora obbligatori... mannaggia!

Grazie, ciao

 

Cremaelimone:

Sono stato un tantino sfaticato stavolta, ma la prossima recupero.

Grazie, ciao

ritratto di Fernanda

*.*

 Commentino al volo....

Bello sempre leggere i ricordi che ti portano ad altri ricordi personali.Poi tu sei maestro nel rendere le immagini di quei momenti anche piccoli ma così intensi. 

(io l'orologio me lo disegnavo sul polso con la penna e mia madre non ti dico....a strusciare poi con l'alcool.....)

Ciao ragazzo, ci rileggiamo tra una quindicina di giorni a meno che non trovi internet point in hotel.

ritratto di Adaclaudia

un piccolo uomo

che comincia a diventare grande.

La tenerezza dell'orologino di legno lo fa sentire proprio un cucciolo.

ciao ciao

Claudia

ritratto di Full

**

Fer:

ahahah! Me li ricordo gli orologi disegnati! Sicuramente è una pirlata che facevo anch'io. Mo' alla 1a comunione te lo regalano vero... insieme al telefonino eheheh!

Buona vacanza, a presto.

 

Claudia:

Hai ragione a proposito della tua osservazione. Quello di legno era ancora più tenero di quello di latta che sembrava vero e ce l'avevano i bambini più grandi.

Grazie, cara Claudia. Ciao

ritratto di Rabdomante

  Quando regali ai tuoi

 

Quando regali ai tuoi lettori pezzettini di vita vera come questa allora è difficile non commuoversi: lo vedo quel bambino che trotterella  dietro all'assistente su un viottolo, facendo chissà quanta strada a piedi... e quell'orologino finto, che guarda ogni tanto , ci dice del tempo passato e da  tanto ma non dimenticato se l'A.  lo guarda.a sua volta in un altro tempo. Bravo ometto si, il bello è che quell'ometto sembra vivere ancora e forse  ti suggerisce il modo giusto delle cose... anche perchè "la foglia di robinia avre/ai imparato a suonarla lo stesso" Aggiungo a conferma di quanto scrivi che spesso la bellezza sta nelle piccole (grandi) cose, come questo "raccontino". Ciao Fulvio sempre quel saluto caro, milena

ritratto di francaf

fulvio

delizioso questo squarcio di vita sugli anni 'azzurrini', gli anni di un'infanzia che comincia a conoscere - o meglio, a intuire - i turbamenti dell'adolescenza.  vivido e solare, questo tuo ricordo che condividi con noi. e l'immagine di quel bravo bambino che misura il tempo fermo dell'infanzia con il suo orologino di legno è davvero efficace.

certo, chi l'avrebbe detto che poi, da bravo bambino, diventava un fullaccio (vedi battuta finale)? ehehehhe

ciao bel ragazzo, e grazie sempre dei regali che ci fai.

franca

ritratto di Full

Il rapporto a due

Rab:

Per chi ha passato l'infanzia in collegio, il rapporto a due è una cosa così rara e intima che quella giornata con l'assistente sarebbe stata indimenticabile per me anche senza quell'episodio.

Sempre amabili i tuoi commenti, grazie Milena, un abbraccio.

 

Franca:

Un oroligino di legno per misurare il tempo fermo dell'infanzia. Che belle espressioni che hai sempre, Francuzza.

Grazie, un abbraccio

 

ritratto di adele

ricordo quegli orologini: i

ricordo quegli orologini: i miei erano di latta, però.

Bellissimo, tenue ,in punta di pastello color nostalgia.

E' l'attenzione ai particolari che ci salva: tutto ha valore per chi li sa guardare. Per chi li sa far rivivere nella narrazione, poi ....

ritratto di dora chiti

Quegli

anni azzurrini sono davvero meravigliosi! Azzurrini! Mi è rimasto davvero impresso! Sono sempre i grandi che, e voglio aggiungere inconsapevolmente, "precipitano addosso interi universi sconosciuti"....E quell'orologino finto, anch'io ne avevo uno, che tenerezza! Quel trotterellare di Fulvio piccino dietro l'Assistente è visibilissima! Non ho dubbi circa l'aver imparato a suonare le foglie di robinia. Un dolce amabile ricordo, grazie Fulvio. Un caro saluto, dora.

ritratto di Full

Gli anni azzurrini

Adele:

Si Adele, al solito cogli le cose fondamentali. Conta la lente d'ingrandimento per le piccole cose.

Un abbraccione, grazie.


Dora:

Cogli nel segno. Come me, sai che se non si dispone di quel paio di frasi fondamentali, il brano non lo si comincia neppure.

Beh... devo dire che non è difficile suonare la foglia di robinia. Il difficile è suonarla bene: serve del talento naturale.

Ciao, un abbraccio

ritratto di Rubrus

***

Orologino tenerissimo, anche se di legno, che segna ore di un tempo diverso.

Piaciuto molto.

ritratto di Stefania Tolari

Ma te guarda cosa si scopre!?

Ma te guarda cosa si scopre!? Che il Fulletto Child (personaggio) era anche ubbidiente. Mai detto, sinceramente ;-))) Certo che disubbidire è proprio un bel gusto eh!

Un fulmineo in punta di piedi, questo. Caruccio caruccio, delicato, quasi sottovoce.

P.S. Io, gli orologini non li potevo toccare. Me ne tenevano alla larga perché da bimbetta li sbuzzavo per studiarne i meccanismi. I miei l'hanno sempre chiamata curiosità, ma forse era la mia forma di disubbidienza. Va a sapé...

Bacini.

ritratto di Full

**

Rubrus:

Un legno tenero, diciamo un romantico pioppo.

Grazie Roberto, ciao

 

Stefania:

Caruccio caruccio anche il tuo commento.

Grazie cara Stefi.

Ps: Ma guarda che il meccanismo ce l'hanno solo gli orologi veri. Quelli avevano giusto le lancette, non li potevamo manco scassare!

ritratto di Duilio

A sei anni...

A sei anni - ma anche a dodici o diciotto - si vuole scoprire il mondo, lo si vuole scoprire tutto, in particolare quello proibito. E infatti resta il rimpianto di non aver disubbidito.
Una pagina di diario deliziosa come al solito
Salutone.   
ritratto di Selly e le bebe rosse

Fulviettooo

 E' quando rimango con questo sorriso fra il tenero e il divertito che l'autore ha fatto centro!

Lo vedo quel bimbo, combattuto fra l'obbedienza e l'inizio della trasgressione. Quella poi che sarà

molla per la crescita, per l'esperienza che farà battere cuore/testa e corpo.

Hai sempre pagine di diario meravigliose, intrise di vita e grondanti d'azzurro

baciocchissimi

s

ritratto di Full

**

Duilio:

Diciamo che, se i fatti occasionali come quello descritto non ci accadessero, riuscirebbe difficile pensare un tale coinvolgimento già a sei anni d'età. Invece... per fortuna direi, continuiamo a dipendere da fenomeni e da comportamenti assolutamente naturali. Un po' a tutte le età come tu sottolinei.

Grazie Duilio, ciao

 

Selly:

Quando si raccontano le cose così come sono accadute e si trova il modo, la storia funziona al meglio.

Grazie Sandrocchia, un grosso baciocchio anch'io. 

ritratto di Kore

 Un bellissimo ricordo, una

 Un bellissimo ricordo, una realtà desiderata nel crescere che si affacciava lentamente agli occhi e al cuore di un bambino, dall'orologio finto che emulava quello dei grandi alla curiosità del sesso, invincibile, ma combattuta e sconfitta dall'indecisione...

C'è un bel ricamo psicologico in questo racconto, reso molto bene e col solito garbo.

ritratto di frame

***

Suonare la foglia di robinia?

E' uno strumento delicato quello da suonare,

sembra facile ma non lo è affatto e...

non si finirebbe mai di sperimentare nuovi percorsi melodici.

Dolcissimo questo brano, uno dei miei preferiti, lo merita.

Ciao

ritratto di Full

**

Kore:

Il "ricamo psicologico" mi garba assai. Sei sempre carina.

Grazie Kore, ciao.

ps: chi t'ha incontrata alla festa del solstizio (dove io mancavo) ti descrive come donna affascinante. Non so dirti perchè, ma non avevo dubbi in proposito.

 

Frame:

In effetti mi sono avvalso di 2 elementi. L'orologino come asse portante e la foglia di robinia per collegare la fine all'inizio dando circolarità al brano. Questa storia è vera, ma ovviamente conta il modo di raccontarla.

Grazie Franco, ciao

ritratto di Giulia75

molto

tenero questo ricordo, quasi quanto il rimpianto di non aver dato ascolto all'istinto. :-)))

Ma se ci fosse stata una pozza d'acqua a riflettere il tutto sarebbe stato grandioso, no? Uno avrebbe "spiato" senza volerlo, sarebbe stata la "natura" a imporre la disubbidienza. :-))))

Ciao FUll

ritratto di monidol

Sparlavo di te poco fa

 

dicendo che venire a leggere te è come entrare in un panificio. Molta cura che rende speciali le cose semplici, un buon profumo, un buon odore, un buon sapore. Sfornate sempre fresche e regolari. Ecco perchè hai tanti clienti :-)

Mi stai diventando ogni volta più tenero.

:-)

moni

 

ritratto di Full

il fornaio

Giulia:

Tu che sei una brava ragazza auspichi una pozza d'acqua. Quel ragazzaccio di Max invece, era certo che l'orologino celasse uno specchietto.

Ciao Giulietta, grazie

 

Monica:

Che bella questa cosa del panificio!!! Grazie, grazie.

Piuttosto, l'hai preso il numerino per la fila?

Tenero, ma sodo, intendi.

Ciao Monimoni, stra

ritratto di Massimo Bianco

In genere i cortissimi non mi

In genere i cortissimi non mi soddisfano perchè li trovo, come dire, incompleti, degli abbozzi, esercizi di stile fin a se stessi e che andrebbero bene come parte di uno scritto più lungo, non come lavori a sè stanti. E questo infatti è ciò che accade a quasi tutti quelli che ci provano e non di rado trovo che accada anche con te, ma è un mio parere del tutto personale, ovviamente, condizionato forse dal fatto che racconti così brevi tendo istintivamente a snobbarli. L'autore di cortissimi che qui preferisco è Kore, puro gusto personale, chiaro. E tuttavia alle volte mi accorgo che invece, cavoli, in, fammi contare... 21 righe, anzi, 20 righe e una parola, tu riesci veramente a scrivere un racconto completo che non ha bisogno di null'altro. E questo è esattamente quanto è successo in questo scritto. Poi certo, ragionandoci sopra tu sei avvantaggiato dal fatto che non scrivi racconti di genere, se uno si mette come me a fare noir, horror o fantascienza diventa assai più complicato riuscire a contenersi restando qualitativi, quelli sono generi che necessitano di un certo spazio per respirare e sono anche i generi che prediligo leggere ed ecco perchè... Ma basta ciance, io sono logorroico per natura e come vedi rischio di fare un commento che è più lungo del tuo racconto. Insomma: questo fullmineo (autobiografico, presumo, essendo taggato come diario) effettivamente è completo e perfetto così, senza neanche una sbavatura o una frase mancante. Complimenti.

ritratto di Full

**

Ehehehh! Ogni tanto mi fai i complimenti, ma senza rinunciare a dire esattamente come la pensi. Anche qui sembra che tu consideri la lettaratura una cosa a sè e non un mezzo per... E meno male che nel "brevissimo" si sono cimentati fior di letterati! Certo non è facile! Se leggi la mia risposta a Frame ti renderai conto che anche queste 329 parole seguono un preciso piano letterario.

Dici che in altri generi, tipo noir, non sarebbe possibile. Ok, t'accontento subito, Eccoti un noir con tanto di morto, rivelazione finale, ironia e i soliti riscontri positivi. Il tutto in 638 parole cioè meno del doppio di questo raccontino. Un giorno ti convincerai. Del resto, per arrivare ai miei anni non più azzurrini ... hai voglia! Eccolo:  DA MANUALE!

L'essenziale è emozionare, divertire, commuovere! Non scrivere, scrivere, scrivere.

Grazie del riscontro e dell'apprezzamento. Ciao

ritratto di Uriah Heep

.

In qualità di portatore sano di rimorsi io avrei guardato, per poi pentirmene immediatamente. 
Il volano narrativo costituito dall'orologino è davvero esemplare. piaciùt.

ritratto di Full

For you

Ecco il finale riscritto di seguito al tuo suggerimento.

"Non seppi resistere e improvvisamente mi voltai... solo allora mi resi conto che, per quanto camminasse spedita, la mia assistente non poteva avere meno di settant'anni".

Ovviamente x scherzo.... meglio il mio... eheheh!

Ciao Uriah, grazie del passaggio e... del volano.

ritratto di ivan bui

Chi é troppo ubbidiente ...

io avevo limato vicino allo stipite della porta della lavanderia dove le ragazze del caseggiato facevano il bagno, si rinfrescavano, ecc.

Non riuscivo a vedere quasi niente ma la trepidazione e la paura di essere scoperto mi procuravano una piacevole sensazione di peccato. Erano anni che non ci pensavo. Un piccolo affresco, un quadretto dipinto con colori freschi, vivaci che fondono scrittura e pittura. Che dire di più ... bravissimo.

ritratto di Full

Ecco, Ivan...

...questo è un brano che avresti potuto scrivere tu.

Spesso il notro sentire è comune.

Molto simile la magia di quella fessura che dava emozione per le sole intenzioni...

Grazie, ciao.

ritratto di ivan bui

é vero ...

l'ho pensato anch'io nel leggerlo ma sentirtelo dire ... é un complimento.

Ciao Full.