PARLANDO DELLA SCOPERTA DELL’AMERICA

ritratto di Anser

 

 
PARLANDO DELLA SCOPERTA DELL’AMERICA
(elegia per Cristòbal Colòn)
 
Ho visto con questi occhi
Cristòbal Colòn, scrutare il mare
[e la ciurma di Spagna era uccello rapace]
confondere il limite del cielo
con vagiti di terra
e nostalgia di Palos de la Frontera,
aspra di donne andaluse.
 
L’andare è perdere il cuore
dove s’incrocia la vita agli occhi,
bere tutto il mare del mondo
[a sorsi di sale]
dimenticare l’arsura asciutta
di Valladolid, lo sgusciare attento
di lucertole e biancospini.
 
«Dove sei, tierra d’España, ora
che m’inginocchio, nel nome del cielo»
su sabbia aliena, su spiagge
che non hanno memoria di me:
«…ora posso soltanto tornare,
riprendere i passi e le vele»
il sorriso incerto del tempo.
 
Ah, Isabel de Trastàmara, perduta
nella nebbia di Castiglia, lontana
[che la luce è una candela agitata
dal vento del nord], la notte
un consolare di lato le ferite,
questa terra, nuova e vicina
che s’addormenta la sete.
 
I segni del cielo sono le linee
incise sulle mani:
sono la Niña, la Pinta, la Santa Maria
sparvieri di morte, albatri neri
vento cristiano d’occidente
a cancellare ogni ricordo,
ammiraglio Colòn.
 

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Gradimento

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ritratto di Full

**

Sono salito a bordo anch'io oggi. Ho scelto la Pinta... m'ispira.

Apprezzato questo tuo andare per mari e terre diverse, in poesia.

Ciao.

ritratto di Anser

 E la Pinta fu proprio la

 E la Pinta fu proprio la nave dalla quale Rodrigo de Triana vide per primo l'America.....

Un saluto, amico mio....e grazie del tuo passaggio da queste parti.

:)

P.

ritratto di Gwalard

E' un bel descrivere, pieno

E' un bel descrivere, pieno di sapori e fragranze poetiche, questo tuo.

Molto apprezzata.

saluto, Walter

ritratto di Anser

 Grazie a te, per le tue

 Grazie a te, per le tue letture e i tuoi commenti. Purtroppo ho poco tempo per commentare, leggere, ma mi riprometto di fare presto un giro tra le tue opere.

Un saluto.

Piero

ritratto di Vittorio Civitillo

Uno sbarco di "alieni"

 

L’aggettivo “aliena”, riferito alla sabbia su cui si inginocchia Colombo, ritorna alla mente quando parli di «sparvieri di morte, albatri neri / vento cristiano d’occidente», mettendoti dal punto di vista dei nativi.

 

Uno sbarco di “alieni” dalle conseguenze inimmaginabili.

 

Ciao, Anser!

 

ritratto di Anser

 Ecco, Vittorio, come posso

 Ecco, Vittorio, come posso ringraziarti?

Sei stato tu l'unico a cogliere questo aspetto della poesia....l'alienità del luogo (dal punto di vista di Colombo) e quello che hanno rappresentato quelle tre caravelle per un intero continente...

Ovvero l'inizio del più grande massacro (genocidio) di massa mai perpetrato nel nostro pianeta, probabilmente in grado di oscurare persino la shoah in quanto a dimensioni e volontà di sterminare intere popolazioni americane. 

Grazie per averlo notato.

Temevo veramente di essere stato troppo "criptico".

Un saluto.

Piero