L'occhiolino

ritratto di 90Peppe90

L'occhiolino.

 

 

Conoscevo Filippo e Linda dal liceo. Avevamo frequentato la stessa classe per tutti e cinque gli anni, ed eravamo ottimi amici. Uscivamo spesso assieme le sere, io, loro e mia moglie Nicoletta. Abitavamo nella stessa strada e pregavamo nella stessa chiesa. Io e Nicoletta eravamo affezionati a Diego, il figlioletto di Filippo e Linda, fin da quando era nato, come fosse stato nostro figlio.
Anche perché Nicoletta non riusciva ad averne, di figli. Giocavamo spesso con Diego, gli facevamo tanti regali.
Poi Nicoletta morì e tutto cambiò.
Accadde tutto troppo in fretta, iniziai a chiudermi in me stesso e persi i contatti con Filippo e Linda. E Diego.
Passarono diversi anni, tre o quattro, quando Filippo riuscì a convincermi che la vita non era finita. La mia vita non era finita. Mi aiutò molto, conobbi diverse ragazze e ripresi i contatti con lui, Linda e Diego. Mi accolsero come fossi uno della loro famiglia, come ai vecchi tempi. E mi sentii un inetto ad averli accantonati per anni. Ritornò quasi tutto alla normalità. Quasi.
Dopo la morte di Nicoletta avevo anche perso il lavoro, Filippo me ne fece trovare un altro. Impiegato in un centro commerciale, meglio di niente.
Linda mi disse che finché non avessi trovato una nuova moglie, avrei cenato ogni sera lì da loro. Inizialmente rifiutai, ma lei e Filippo insistettero. Accettai. Così ogni sera eravamo io, Linda, Filippo, Diego e il suo occhio a tavola. Sì, il suo occhio.
C'era qualcosa che non andava in quel povero bambino. Era sempre in movimento, non formulava quasi mai frasi di senso compiuto a sei anni e aveva un tic. Faceva sempre l'occhiolino.
 
Passarono un paio di mesi, se non di più e mi fidanzai con Monica. Una donna bella e responsabile, tutto quello che cercavo e che avevo trovato in Nicoletta. Non eravamo ancora sposati, ma avevamo deciso di abitare nella stessa casa. La mia, cara vecchia casa, ormai dimentica dei ricordi di Nicoletta, tutti raccolti e inscatolati e messi giù in cantina.
Monica fu subito simpatica a Filippo e Linda, e loro furono subito simpatici a Monica. Ormai la mia vita stava ricominciando, e andava a gonfie vele.
Io trovai un lavoro più stabile, poco dopo, come giornalista. E proprio per il lavoro dovetti traslocare in una città a pochi chilometri da quella dove avevo abitato fino a quel momento. Con Filippo e Linda iniziammo a vederci sempre meno. Riuscii a rintracciarli quando nacque mia figlia Sofia. Vennero al suo battesimo. Fu quel giorno che la mia vita tornò un incubo.
Per tutta quella giornata continuavo ad incrociare lo sguardo di Diego. Occhiolino. Occhiolino. Occhiolino. Occhiolino. Occhiolino.
Mi sentii impazzire, le settimane seguenti. Continuavo a svegliarmi tutto sudato, di notte, dopo aver sognato lo sguardo perso nel vuoto di Diego che si esibiva in un ennesimo, odioso, occhiolino.
 
Io e Monica non ci eravamo ancora sposati, convivevamo da quattro anni. Ed era già passato un anno dal battesimo di Sofia. Gli incubi arrivavano sempre più sporadici, in questo lasso di tempo. Finché non tornai a casa di Filippo e Linda.
 
«Non ci sono i tuoi?».
Diego faceva avanti e indietro col busto, seduto nel giardinetto di casa sua, a giocare da solo a dama. Senza saperne le regole. Scosse la testa.
«Non sai quando tornano?».
Negativo.
E non mi capacitavo che l'avessero lasciato da solo. Non l'avevano mai fatto. E nonostante adesso avesse quasi quattordici anni, ne dimostrava mentalmente due. Ma fisicamente era ben impostato e ne dimostrava di più di quanti ne avesse in realtà.
«Be'... Posso aspettare qui con te, finché non tornano?». Io e Monica avevamo deciso di sposarci e volevo invitare Linda e consorte al matrimonio, di persona. Monica doveva occuparsi della piccola Sofia e aveva preferito stare a casa.
Diego non rispose.
«Diego?».
Alzò la testa verso di me, come se si fosse accorto soltanto in quel momento della mia presenza e avesse parlato con un qualche amico immaginario per tutto quel tempo, e non rispose. Continuava a fare avanti e indietro. Poi schiacciò l'occhio destro. Il maledetto tic. Il maledetto occhiolino. I miei nervi ne risentirono.
«Mi hai sentito?».
Occhiolino. Occhio sinistro, sta volta.
Avanti e indietro.
Stavo davvero perdendo la pazienza, iniziai a sudare. Tutta colpa dell'occhiolino. Il comportamento del ragazzo (fisicamente uomo, mentalmente bambino) non mi infastidiva più di tanto. Ma quell'occhiolino!
«Hai sentito cosa ti ho chiesto? Hai sentito la mia domanda?».
Occhiolino.
Avanti e indietro.
Riuscii a reprimere un urlo di disperazione e nervosismo, girai sui tacchi e tornai a casa. Fanculo invito al matrimonio e tutto il resto.
 
Gli incubi ricominciarono, sempre più frequenti. Occhiolino. Occhiolino. Avanti e indietro, occhiolino. Occhio destro, occhio sinistro.
Poi decisi: l'avrei ammazzato, quel ritardato!
 
Fu una notte di maggio, un mese prima del matrimonio. Sgattaiolai fuori dalle lenzuola, in completo silenzio, fregandomene altamente a cos'avrebbe potuto pensare Monica se non mi avesse più visto quella notte.
Salii in auto e partii a velocità folle.
 
Avevo con me una bella spranga di ferro, presa non ricordo dove. Di quella spranga sapevo soltanto a cosa mi sarebbe servita, quella notte.
Saggiai il leggero vento sfiorarmi la pelle, osservando la casa dei coniugi Filippo e Linda Lamberti. Avevo ancora con me la copia delle chiavi di casa loro, datami da Linda stessa, quando ancora non conoscevo Monica.
Entrai in casa, e un puzzo tremendo mi investì in pieno. Fu un duro colpo per le mie narici e il mio stomaco, che iniziò i suoi esercizi da contorsionista.
Qualcosa era andato a male, in quella casa.
In tutta calma, e in perfetto silenzio, mi addentrai in casa Lamberti, che conoscevo come le mie tasche. Mi avviai verso il corridoio, in fondo al quale c'era la stanza del ritardato. La casa era illuminata dal pallore della luna, che mi rendeva il tutto più semplice. Potevo muovermi meglio.
Un passo dopo l'altro, spranga nella mano destra, mi avvicinavo a quella stanza.
La puzza si faceva sempre più intensa e vomitevole. Finché capii che proveniva proprio dalla stanza di Diego.
 
Cercai di resistere, di non vomitare, mentre il mio stomaco mi ordinava di uscire al più presto da quella casa. Di andare a respirare un po' d'aria fresca, fuori di lì.
Ma non potevo. Afferrai la maniglia, la girai con lentezza estrema. Si aprì uno spiraglio di porta, e quel putrido puzzo si amplificò ulteriormente.
Non seppi mai cosa ci fosse là dentro, qualcuno mi afferrò da dietro e mi scagliò al muro. Seduto per terra, spalle doloranti al muro, guardai il mio aggressore. Era robusto, con una maschera rossa sul volto, che lasciava vedere soltanto gli occhi. Aveva un'ascia in mano e se la passava da una mano all'altra. La mia spranga giaceva ai suoi piedi. Agguantò l'ascia con entrambe le mani e se la portò dietro la nuca, caricando il letale fendente.
E, mi venisse un colpo, vidi il suo sguardo vuoto che si esibì in un insopportabile occhiolino!

 

Gradimento

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ritratto di monidol

Orrorone questo

Peppe.

Mi lascia un po' così la trama forse  un po'  inutile ed eccessivo  che lil protagonista si trasformi in un assassino di un povero ritardato mentale, quasi parente, due assassini forse sono troppi anche se il senso di esasperazione è stato ben reso e ben giustificato

ciao

moni

ritratto di 90Peppe90

 Per le persone normali,

 Per le persone normali, ammazzare un povero ritardato mentale è esagerato. Forse, però, il protagonista non è effettivamente normale. 

Così come non lo è Diego. 

;)

ritratto di Raffaele De Masi

Mente malata

Ossessione e psicopatia sono il punto chiave di questo racconto. Per me la categoria è "horror", ma naturalmente c'è un pizzico di mistero in tutta la vicenda, e il finale sanguinolento ne è la prova.
E' impressionante come l'ossessione rapisce gradualmente l'anima del protagonista. Basta un tic insignificante come l'occhiolino per far scattare la molla della pazzia.
Piaciuto molto.

ritratto di 90Peppe90

 Sono contento che ti sia

 Sono contento che ti sia piaciuto. Essì, la molla della follia può essere fatta scattare anche dalla più insignificante delle cose.

Comunque ho cambiato categoria: "Horror" ;)

ritratto di Rubrus

***

vi vedo due riferimenti a Poe: "Il cuore rivelatore" e "la maschera della morte rossa" quindi direi che è un horror.

Attenzione a " c'eravamo affezionati a Diego " il "ci" è un pleonasmo e  " Anche perché, Nicoletta non riusciva ad averne," io toglierei la virgola dopo "perchè".

Il plot forse è meno convincente delle altre volte, ma è un discreto racconto.  

ritratto di 90Peppe90

 Hai fatto centro!

 Hai fatto centro! Soprattutto vi sono riferimenti a "Il cuore rivelatore". Tolta la virgola. Cambiata anche categoria.

ritratto di hank88

 Scritto bene, però troppo in

 Scritto bene, però troppo in piccolo ehehe. Secondo me faresti meglio a ingrandire. Quanto al racconto si, niente male, però non ho capito il motivo per cui il narratore ha deciso di eliminare sto benedetto Diego. Il tutto per un occhiolino :) Ho capito che è scattata la pazzia e tutto il resto, però mi pare un pò eccessivo. Opinione personale eh! 
Ciao

ritratto di 90Peppe90

 Ingrandito!! ;) A volte

 Ingrandito!! ;)

A volte anche la più piccola cavolata può fare impazzire un individuo. Mettiamo pure che il protagonista aveva anche affrontato un mezzo esaurimento nervoso a causa della morte della moglie, della perdita del lavoro... 

Ciao! ;)

ritratto di Blue

Reazioni...

...e comportamenti del protagonista non sempre del tutto logici, ma nel complesso il racconto è sicuramente avvincente.

ritratto di 90Peppe90

 Infatti, era mia intenzione

 Infatti, era mia intenzione omettere "reazioni e comportamenti non sempre del tutto logici". Per sottolineare sia come la follia possa sopraffarre improvvisamente la ragione, sia che la follia era già latente nel personaggio. Quindi, credo di essere riuscito nel mio intento, se hai avuto questa impressione.

ritratto di maria elisa

CiaoPeppe

Sthepen king e poe alla grande, mettiamo anche il film la scala a chiocciola va!

L'occhio è tipico e fa paura.

Un horror in piena regola.

Sei tremendo.

Solo un appunto, non bastava un bambino normale con un tic?

ritratto di 90Peppe90

 Può darsi che sarebbe

 Può darsi che sarebbe bastato un bambino normale con il tic. Però i miei racconti li scrivo di getto, senza pensarci troppo su... La prima idea che m'è venuta è stata quella di un bambino disabile con tic, e l'ho lasciata. Penso che in questo modo venga ulteriormente sottolineata la follia del protagonista. Perché non vuole soltanto uccidere un bambino, ma un bambino disabile. 

Poi non so se ha fatto questo effetto, la mia scelta.

Grazie per la lettura, il commento ed il "Sei tremendo" :) 

ritratto di Prevy

Anche io ho subito pensato al

Anche io ho subito pensato al cuore rivelatore di Poe...ma il tuo racconto è originale e lineare nella sua dinamica. La parte in cui il protagonista entra in casa e sente quel fetore mi ha coinvolto molto.Finale alla Michael Myers.Ma, se Diego ti ha ucciso in quella casa,come hai fatto a scrivere il racconto? :-)

Bello comunque

ritratto di 90Peppe90

 Contento che ti sia

 Contento che ti sia piaciuto. :)

Allora... devo dire che siete lettori "super-attenti". Per quanto riguarda "Il cuore rivelatore" è un po' più semplice collegarlo a questo racconto, ma hai indovinato anche per quanto riguarda il "finale alla Myers": il racconto l'ho scritto qualche ora dopo aver visto "Halloween - The beginning" di Rob Zombie, e - inconsapevolmente - mi avrà influenzato nella stesura di questo racconto. 

Grazie per commento e lettura ;)

ritratto di DoctorWho

Uhm...

... confesso che questo racconto mi è piaciuto meno degli altri che, finora, ho letto del tuo repertorio.

L'inizio lo trovo un po' troppo lungo, si fa fatica a entrare nel "vivo".
In seguito accenni soltanto un momento al tic del ragazzino e poi, d'un tratto e senza alcuna spiegazione, il protagonista ne è sconvolto a tal punto da avere gli incubi e progettare un omicidio.

L'idea dell'occhiolino che fa perdere il senno non è male, però... insomma... secondo me forse sarebbe meglio se ci lavorassi un po' sopra. :-)

Ciao e... "ad maiora"!

Doc

 

 

ritratto di 90Peppe90

 Grazie per la lettura ed il

 Grazie per la lettura ed il commento. 

Sì, in questo racconto molte cose succedono (quasi) senza senso, è vero. 

Grazie anche per l'augurio! ;)