A proposito di riforma elettorale
Da anni si discute di modificare la legge elettorale vigente, la quale non permette ai cittadini di designare i loro rappresentanti che sederanno in Parlamento.
Le elezioni politiche si avvicinano, ma i partiti non sono ancora riusciti a mettersi d’accordo su una proposta di legge che possa essere approvata a larga maggioranza. Probabilmente, alla fine, ci troveremo davanti a una situazione di compromesso tra le esigenze delle diverse parti in causa, che si rivelerà uno dei tanti pasticci all’italiana.
Su un punto credo però che i partiti non dovrebbero avere dubbi: sulla necessità di restituire agli elettori la facoltà di scegliere tra una rosa di candidati più ampia possibile. Eppure, sembrerebbe che questo punto incontri le più forti resistenze proprio da parte del Partito Democratico. Le motivazioni che ho sentito biascicare da Bersani, con qualcosa come “non vogliamo finire come la Grecia”, appaiono assai poco credibili (soprattutto per un partito che si definisce “democratico”).
E’ comprensibile che un partito che ha già preso tante batoste nelle diverse “primarie” (in Puglia, a Napoli, a Milano, a Palermo, per citare solo alcuni esempi), dove gli elettori hanno snobbato le indicazioni dei dirigenti, non voglia correre dei rischi in occasione delle prossime elezioni politiche. Il rischio è che qualcuno dei grossi “papaveri” rimanga fuori dal Parlamento. Ma è un rischio che fa parte della democrazia.
Personalmente sono contrario all’ipotesi di “rottamazione” forzata dei parlamentari dopo un certo numero di legislature, così come delineata dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Penso sia giusto che siano i cittadini a decidere in proposito, caso per caso. Ma se ci viene tolta questa possibilità con una proposta di liste bloccate o di “collegi uninominali” (dove comunque i cittadini possono solo scegliere il partito, e non chi li rappresenta), allora vuol dire che ci troviamo davanti a un gesto di arroganza intollerabile. Significa voler comunque assicurare un posto in Parlamento a chi davvero conta nel partito, infischiandosene completamente del giudizio dei cittadini.
Per quanto mi riguarda, di fronte a una simile pretesa che, al di là delle giustificazioni di facciata, mira soltanto a mantenere una certa casta al potere, se essa si concretizzerà così come prospettato (e, ovviamente, col contributo determinante del Partito Democratico), affermo sin da ora che il Partito Democratico non avrà il mio voto. Spero anche che il mio esempio sia seguito da molti..
E’ ora che i politici capiscano fino in fondo che essi stanno dove stanno, godendo dei relativi privilegi, per volere, e in rappresentanza, dei cittadini. Se questo rapporto di fiducia viene meno, è meglio che certe persone se ne vadano a casa, lasciando il loro posto a qualcun altro.
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Nuova legge elerttorale
Art.1 tutti i parlamentari in carica, a casa e per sempre senza ulteriori indennizzi
Art 2 i nuovi erletti per sorteggio coram populo,in stadi o altro luogo popolato
Art.3 controllo esteso a parentela di 3° grado degli averi posserduti dagli eletti,
Art 4 durata dell'unica carica 3 anni.
Art 5 prebende e stipendio stabiliti da assemblea popolare estratta a caso in uno stadio di calcio.
Art.6 fedina penale candida
Art. 7 aggravante fissa per ogni reato commesso durante la legislatura
Art 8 pensione: secondo i giorni lavorati da parlamentare.Entità base stabilita da assenblea popolare in stadio.......
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