"ESSO" PENSA - I pensieri vengono quando vogliono loro-

ritratto di il Moscone

 

Il noto psichiatra Franco Crisapulli si recò in visita al nuovo paziente ricoverato in reparto.
Per ora il suo nome e cognome erano “Esso pensa”.
Era stato ritrovato in strada semisvenuto per l’inedia e al risveglio in pronto soccorso, non aveva saputo fornire spiegazioni sulla sua vita e sulle sue generalità.
Un senzatetto come tanti altri, vittima della feroce crisi economica e occupazionale che attanagliava il mondo globale da decenni. Non mangiava da quattro giorni, almeno.
Da quando si era ripreso, rifiutava qualsiasi psicofarmaco e accettava solo il cibo e l’acqua e chiedeva insistentemente un goccetto di vino la sera, richiesta che ovviamente il Crisapulli aveva negato.
Il fatto curioso e inedito di questo disagiato era che continuava a ripetere solo due frasi: “esso pensa” e “un pensiero viene quando è lui a volerlo e non quando io lo voglio”.
Lo osservò da un video collegato a una telecamera occulta posta nella sua camera.
Sembrava tranquillo e il suo volto, ora che si era finalmente rasato, trasmetteva quella profonda nobiltà che permea quelle persone che hanno molto sofferto nella vita.
Un caso umano veramente singolare.
Il prof. Crisapulli intuì dallo strano sorriso del paziente che voleva parlare.
Quello strano tizio non voleva medicine ma solo cibo, acqua e conversazione.

- E allora, Sig. Esso Pensa, come sta?
- Dammi del tu, amico, come ti chiami?
- Franco. E tu?
- Esso Pensa, Esso per gli amici…
- Esso come il distributore?
- Ahahhaah! Bravo Franco, sei simpatico per essere un medico…
- Veniamo a noi, Esso: qual è il problema?
- Bravo Franco, finalmente qualcuno che non mi tratta come un imbecille da rimpinzare con sedativi e antidepressivi…
Il problema sta nel fatto che il mio Io non è la condizione per il mio pensiero e “penso” non è il predicato condizionato da un Io che è sua causa.
Insomma Franco, ho scoperto che i miei pensieri vengono quando vogliono “loro” e non quando “Io” voglio.
E’ falso dire che “Io” è la condizione del predicato “ Penso”.
Esso Pensa! E non l’Io!
- Molto interessante, caro Esso. Mi hai fatto pensare alla grande libertà della lingua italiana nell’ordine delle parole.
Nell’italiano più elementare abbiamo di solito il Soggetto (Io) più il predicato (Penso a te – verbo più complementi -).
Ma il bello della nostra lingua, rispetto ad altre, è che possiamo giocare con le inversioni:
Complemento: “a te”, Predicato: “pensa”, Soggetto “Esso”.
A te pensa Esso.
Di solito nella frase italiana l’elemento nuovo, l’informazione da passare all’ascoltatore o al lettore, va al secondo posto, quello del predicato:
“ Franco dice ciao a Esso”.
Ma applicando la tua geniale intuizione possiamo invertire ed esprimerci così:
“ Esso ispira a Franco di dire ciao.”
L’informazione nuova non è più ciò che si predica del soggetto ma è comunicata insieme dal soggetto e dal verbo.
- Esatto Franco. Il pensiero e il Soggetto e tutti i loro complementi non sono dati di fatto, formule fisiche o scientifiche corredate di cifre e algoritmi, ma solo delle interpretazioni del nostro mondo interiore, attori di una nostra rappresentazione teatrale.
Sono i nostri bisogni che interpretano il mondo e non l’Io e non il nostro pensiero o la nostra volontà, che sono solo finzioni utili a evitare la paura dell’imprevedibile caos della vita.
Esso pensa Franco. A te pensa Esso. Capisci, è una rivoluzione e non sono ancora riuscito ad adattarmi a questo mio rovesciamento esistenziale.
Comunque tutto questo parlare, caro Franco mi ha messo sete. Per cena, non si potrebbe avere un bicchierino di Bonarda?
- Ahahhaha! Caro il mio Esso, te lo sei proprio meritato!

 

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ritratto di Full

**

Interessante e simpatico. Due elementi fondamentali.

Ciao

ritratto di il Moscone

Ti ringrazio, caro Fulvio

 Il racconto si basa su alcune mie esperienze personali. Amo spesso conversare con persone ritenute "disagiate" e quasi sempre osservo in loro una straordinaria intelligenza che non è riuscita a incanalarsi nella società.

Una società che tende a farsi Soggetto autoritario di potenziali predicati di ogni condizione ed età che vanno sprecati, una grande tragedia contemporanea.

Abbi gioia

ritratto di Nikètor

uno sdoppiamento di personalita con eclissi quasi completa

dell'ego  o meglio con passaggio della dominanza da ego ad esso.

In alcuni stati americani lo sdoppiamento della personalità è ormai entrato nella legislazione e quando presente la personalità secondaria viene invitata a giurare e poi si raccoglie la testimonianza facendola sottoescrivere dalla personalità secondaria ,e così  anche  per la prima.Si hanno cosi due testimonianze di uguale valore legale.

Che poi l'inconscio sia sorgente  di buona parte di quanto  viene pensato  è ormai assodato.E molte importabti scoperte scientifiche le dobbiamo ad esso.In poesie ed in arte in genere  esso ha una importanza particolare,dobbiamo ad esso il duende  che rende una poesia una affascinante ed indimenticabile,e quando ego decide di elaborarla un po' la spenge.Char  disse che era da bestie ritoccare una poesia appena eruttata dall'inconscio

Caro Mauro hai toccato ancora una volta un tema importantissimo e l'hai fatto con maestra semplicità.Mi congratulo.Serena e fresca giornata dato il sorto maestrale

ritratto di il Moscone

caro GIlberto, Cartesio è stato confutato da secoli.

 L'Ego cogito di Cartesio è ciò che resta di un'astrazione preliminare che prescinde da tutto ciò che è corporeo e animale e terrestre: è un Io decorporeizzato e demondeizzato, nelle cui funzioni razionali sta il senso del mondo e dei corpi che lo abitano.

Molti hanno dimostrato invece che il Soggetto, l'Io è solo una finzione, un'interpretazione del nostro mondo interiore, una maschera per non soccombere all'imprevedibilità caotica della vita e del COsmo.

Eppure continuiamo imperterriti a vivere dentro questa finzione e i nostri falsi Ego sono sempre più potenti che mai.

E' incredibile quanto siamo ancora arretrati.

Ciao GIl

ritratto di Nikètor

paragono il nucleo atomico a l'individuo dove le personalità

sono  i nucleoni   in equilibrio tra   forze aggreganti e forze dissocianti,e il tutto in perpetuo movimento.L'individuo dunque  non è più una verità assoluta.E giustamente  altrettanto relativo  è il valore  del cartesiano cogito ergo sum.

Il giornalista e analista junghiano  Claudio Risè , indica in   R.L. Stevenson  e il suo romanzo ,Lo strano caso del Dr Jekyll e del Sig. Hyde, Il primo che  ipotizzò le personalità multiple "Così di giorno in giorno andai facendomi costantemente vicino alla verità... che l'individuo umano,in realtà non è uno,ma due" .Inoltre "Dico  due  perchè lo studio della mia conoscenza non giunge che a questo punto.Altri seguiranno ...mi supereranno ...Ed arrischio l'ipotesi che l'uomo finisca  con l'essere conosciuto come un mero aggregato di entità multiformi,incongrue  e indipendeti l'una dall'altra"Straordinaria l'intuizione di Stevenson ! Da Claudio Risé  - Diventa te  stesso- pag 7  L'espresso dell'io 1997 DEMETRA  Srl Colognola ai Colli VR.

ritratto di Klo1980

@Nikètor

 Esiste il Disturbo di Personalità Multipla o meglio Disturbo Dissociativo delle Identità e non "Doppia Personalità" anche perchè solitamente son molte più di due le personalità presenti.

E comunque ancora oggi c'è un disturbo molto discusso e controverso.

C'è chi sostiene che sia un artefatto.

ritratto di Giappafurba

Sig. Moscone..

 

 

 

 

 

ma cos'è un predicato?

L'argomento trattato in una predica?

ahah..e poi..finalmente uno psichiatra che apprezza il convivio al termine di un bel confronto!

拝啓

ritratto di il Moscone

Grazie Giappa, del simpatico e intelligente passaggio.

 Sì, per fortuna, dalla mia esperienza di vita, ci sono tanti medici che sanno riconoscere le capacità di un'altra persona, anche se versa nella sofferenza e nella miseria.

Il vero medico è uno che sa ascoltare e non giudicare. E' uno che sa che la vita non viene sempre come uno la vorrebbe.

Abbi gioia

ritratto di Rubrus

***

ehehe... il primissimo racconto che postai qui, "Aspirazione",  propneva una risposta alla domanda "ma da dove prende le sue idee?" rivolta ad uno scrittore.

Grammaticalmente non lo vedo come una inversione del soggetto - quella la fece un ragazzo cui insegnavo grammatica che, dovendo volgere in forma passiva "Pierino mangia la mela" (ero alla frutta, lo so, ma non mi riusciva di fargli entrre in testa il concetto di forma passiva), capito che Pierino era il soggetto e che, nella forma passiva, il soggetto subsce l'azione, disse "La mela mangia Pierino". Un orrore. In molti sensi.

Qui più che inversione del soggetto parlerei di spostamento del soggetto su un altro piano. A compiere l'azione determinante non è chi parla, ma chi (o cosa) dice al parlante apparente di parlare...      

ritratto di hank88

 Mi piace il fatto di far

 Mi piace il fatto di far esprimere concetti di questa caratura a un "disagiato", un "perdente sociale", è una cosa che ne aumenta la forza. Se il concetto fosse stato snocciolato dal dottore, sai che noia :) Scritti sempre interessanti, i tuoi.

Ciao

ritratto di il Moscone

grazie Hank

 sì, il pezzo nasce da questa intuizione letteraria, hai centrato perfettamente l'aspetto stilistico. Grazie

ritratto di Nikètor

il primo ha praticare una terapia simile alla psicanalisi

fu Antifonte che a Corinto aprì uno studio  di cura della nevrastenia  e in cui faceva propaganda distribuendo opuscoli illustrando il suo metodo di cura(circa il 400 d.C).lui non parlò mai di sdoppiamento di personalità,ma certamente si sarà imbattuto in qualche caso.

 

Dobbiamo a Ferdinand  Raimund  uno scrittore austriaco che nella sua commedia ,Il Re della Alpi e il misantropo, ben un secolo prima di Freud,ci descrive una cura simil psicanalitica  mediante sdoppiamento,  della psicopatia  di cui era sofferrente il misantropo.Questi  diventa cosciente della parte "maligna" che lo faceva soffrire.Diventandone cosciente la  rendeva innocua. 

ritratto di la mozzarella

complesso ma interessante...

 come sempre mauro sai portare discorsi molto interessanti, e questa sopravvalutazione dell'Io non credo faccia molto bene all'essere umano... un contatto con l'interiorità, invece che seguire passo passo solo il nostro Io, può essere una gran rivelazione per tutti noi... spero di essermi spiegata nonostante il cervello oggi va per conto suo tra antibiotici, antinfiammatori e devitalizzazioni... in questo frangente mi pare che anche un dente può avere una tale forza da far girare intorno a lui tutta la nostra vita...

niente sorriso o riso (troppo male muovere la bocca) ma un pò di gioia almeno ci vuole!

ciaoooo :))

ritratto di il Moscone

eh sì Gisella, il dolore è proprio una concreta dimostrazione

 di come l'Esso sia più forte e concreto dell'Io, che è solo una finzione che ci danna la vita.

Abbiate gioia, tu e quel grande di Enzo

ritratto di Klo1980

@ilmoscone

 Che pasticcio!

Tra "doppia personalita" (che credo centri poco con il tuo scritto), dialoghi impossibili con l'inconscio e minestroni psicanalitici avete ricreato proprio il caos che la ferita narcisistica della scoperta dell'inconscio ha inferto all'umanità del primo novecento.

La nascita della psicanalisi e le teorie di Freud furono una vera e propria rivoluzione filosofica e culturale.

Io credo che il tuo racconto abbia una sfumatura diversa rispetto quella puramente psicanalitica.

Vedo un uomo, "Esso Pensa", in balia di una società che sceglie per lui più che in balia del cosiddetto "ES", del mondo pulsionale della psicanalisi.

Carino,anche se penso che alcuni commenti e controcommenti siano fuorvianti.

ritratto di il Moscone

caro Klo1980

 nei miei testi cerco di proporre sempre diversi temi (adoro il suffisso poli: politeismo, polistilismo, politematico), perchè mi sembra di cogliere lo Spirito dei Tempi che è centripeto e anarchico e dedito al "delirio dei molti", come lo chiamò per primo Nietzsche. Ti devo confessare che anch'io leggo il mio racconto come lo leggi te, con lo scandalo di una società che sceglie al posto della persona. A livello profondo resto sempre un romantico ribelle.

A livello stilistico invece ho tentato di armonizzare la suggestione psicanalitica (il mio disegnetto rifatto ironicamente, deriva dal classico schema freudiano), con quella filosofica (Cartesio è il mio bersaglio numero uno, uno che ha detto gli "gli animali sono solo pezzetti di spazio" è il mio avversario da abbattere. Mi sta bene la ragione come strumento per l'uomo, ma MAI COME PADRONA, come voleva il folle filosofo parruccone) e quella sociale, per l'appunto. C'è anche una suggestione grammaticale, che ha sviluppato da par suo solo Rubrus, attento linguista, sulla grande elasticità della nostra lingua che sa emanciparsi dalla dittatoriale legge della concordanza SOGGETTO più predicato ( verbo e complementi). Le quattro suggestioni entrano in cortocircuito ANALOGICO, la mia tecnica principe.

Ma anche tutti gli altri amici hanno ben letto e applicato i temi presenti, creando un ottimo campo di forza emotivo e intellettuale.

Grazie e abbi gioia