Erzulie
Per Uriah - Heep perchè lo stesso personaggio può ispirare racconti diversi.
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affascinante
.. mi ricorda un che dei film horror primi anni ottanta.
Storia molte ben congeniata: complimenti!
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caro Roberto
trovo meraviglioso che su Neteditor si stia creando un'invisibile catena tra autori di qualità, nella scrittura di racconti su persone considerate "marginali" e sul potenziale nascosto che questi individui possono apportare al mondo. Tu lo fai nel modo che io preferisco, cioè con l'intervento del mitologico e del sovrannaturale, insomma del Grande Mistero. Questo racconto è da abbinarsi all'altro grande di Uriah Heep; come quello era tolstojano e portatore di un realismo umano altamente etico, così questo è dostoevskiano e rappresenta l'aspetto oscuro e misterioso delle persone che solitamente etichettiamo con qualche ottuso giro di parole. Uno sforzo creativo d'autore altrettanto etico e umano, e come diceva il grande scrittore argentino Sabato, tu e Uriah avere unito la scrittura diurna e notturna.
Mi piace molto la solidarietà tra una marginale e un uomo che sta per essere abbandonato dalla sua compagna, un altra forma di alienazione come quella della stessa donna che non si sente di stare più dentro a una storia. Rappresentazione magistrale dell'alienazione che oggi ci colpisce tutti, esseri privi di un centro di gravità permanente. Nessuno di noi ci sta più dentro e questo breve ci racconta e fa da specchio alla nostra più o meno quieta disperazione.
Grande letteratura: sarebbe bello se tu e Uriah pubblicaste su Net (e anche altrove) i due racconti uniti. Lancio a te e a Uriah e tutti gli amici e le amiche di Neteditor, un'altra idea: perchè non mettiamo i nostri racconti sui "dropout" nel Forum e non li raccogliamo con un'iniziativa aperta a tutti dal titolo "AlieNazione"?
Abbi gioia e un ciao anche a Uriah
P.S. Roberto, condivido con te l'amore per le antiche edicole in disuso ( e i loro dipinti dilettanteschi in disfacimento), pagane o cristiane o di qualsiasi religione, dei piccoli centri per lo smarrito cuore umano, che in questo racconto vengono evocate in modo fantastico: Abbino il link di una mia operilla creata sul tema:
http://www.neteditor.it/content/185130/il-bastone-fiorito-proposito-della-morte-dell%E2%80%99arte
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caro Robi, il termine dropout è un termine polisenso,
come tutti quelli che adoro per esprimermi.
E' un termine che deriva dalla cultura sessantottina, momento del novecento a cui sono legato da un forte rapporto di amore e odio, con un chiaroscuro fortissimo, come del resto al Romanticismo, di cui è una propaggine.
Detesto la psichedelia chimica come amo le chitarre elettriche di Hendrix, Page e Santana.
Alienato, emarginato, UNO CHE NON CI STA DENTRO: questo è il dropout. A sedici anni li contrapponevo agli odiati piccoli borghesi del mio paese, poi ho imparato che sia da una parte che dall'altra c'è del bene e c'è del male.
Un processo di crescita e consapevolezza che devo al grande Hermann Hesse, che su questo tema ha scritto capolavori, anche se continuano con grottesco luogo comune a definirlo uno "scrittore minore". Un dropout, un outsider, per l'appunto.
Ciao
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.
:)
AlieNazione mi piace moltissimo.
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**
Estate: tempo di horror e mistery, relegati al tempo d'estate perchè considerati un genere disimpegnato. Qui invece non si ha certo quest'impressione. Purtroppo per me, il brivido da horror è ormai anestetizzato da decenni, ma confesso di averlo sentito mentre parlavi di corde vocali strofinate con la carta vetrata.... eheheh!
Splendide alcune espressioni: su tutte, quel tempo ghigliottinato dalle lancette. Perdona Roberto se la mia condizione di vecchio autore mi porta a parlare più dei dettagli che della trama.
Comunque conto di approfittare anch'io dell'estate per cimentarmi con un horror, uno dei pochissimi miei.
Ciao.
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.
Trovo che il tag mistero sia azzeccato. c'è molto non detto, molti aspetti sottintesi che si sciolgono nel finale.
Ti dirò, fino alla fine ho avuto il dubbio che il racconto parlasse d'altro, si intravede qui la sottotraccia di un rapporto 'tra moglie e marito' in cui tu, per costitituzione, non metti il dito. Lo lasci abbozzato sullo sfondo, non è il tuo 'campo' e in fondo il racconto non lo prevede. Tu giustamente non indaghi e non lasci che la storia dilaghi in altre maniere.
Che lo stesso personaggi possa ispirare racconti diversi è già un piccolo miracolo in sè. Recentemente un altro utente mi ha inviato un suo racconto che ha sempre per protagonista una ragazza di strada. Non è questo che sorprende, che il 'soggetto' è effettivamente un grande classico. La curiosità sta tutta nel vedere come diversi autori si pongano difronte al medesimo tema e scelgano diverse strade per l'esame autoptico.
Piaciuto molto.
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In ogni racconto
diventi sempre più poetico.
Non so se è una mia impressione ma i tuoi pezzi si stanno arricchendo di descrizioni minuziose che contribuiscono non poco a creare l'atmosfera e la caratterizzazione dei personaggi.
Per esempio Simone, è bellissimo, la sua paura, la sua poca decisione, il suo lasciarsi fare dalla vita, sembra di vedere quel suo sguardo mezzo e mezzo, non troppo profondo né vivace, ma sperduto al punto giusto :-)
E il luogo dell'altarino delle offerte costruito da Ana? Sei riuscito a far sentire tangibilmente l'impalpabile, la diversità dell'aria, la strana aurea che lo circonda.
Vabbè il tuo scrivere in questa direzione mi piace ancora di più, ha più sapore.
Beh.. che mi è piaciuto è inutile dirlo.
moni
ps... forse refusino refusetto: intesa
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Lo stesso personaggio puà
Lo stesso personaggio puà ispirare storie diverse. Ciò che i due racconti hanno in comune, è la qualità eheheh. Credo che in questo tuo racconto i pezzi vengano a comporre la narrazione un passo alla volta, arricchendo la strada di particolari, per poi arrivare alla conclusione che abbraccia pienamente quello che è il tuo stile :) E il motivo dell'agire di Ana? Forse questa donna, che all'occhio dell'uomo medio appare come poco più che un oggetto, ha visto in Simone quello che quello stesso uomo medio non riesce a vedere.. E ha agito per amore ( ? )
Buona giornata.
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La voglia c'è
di parlarne. Il tema è talmente variegato!
Sono anni che la voglia di scrivere io e la prostituta c'è.
Tu vai sempre sul sicuro, inventi poco. Mi piace.
Io non inventerei nulla, la vita a volte inventa le storie per noi.
In fondo questi riti ci sono, e a volte ci si meraviglia che funzionano!!!!!!!!
E l'ignoranza fa il resto.
Buono
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Vai per immagini reiterate
Vai per immagini reiterate per sottolinearle (una, sempre lei, che ritorna) e per sensazioni-tormentone (le zanzare) e poi espandi il tutto a macchia d'olio. O meglio: a spruzzo d'olio, perché tra un pezzo e l'altro della macchia ci sono gli interstizi del mistero e del dubbio (qui tantissimi). A proposito: non è che l'Urrà ti ha presentato, oltre al suo personaggio, anche la sua amica Sibilla che ogni tanto gli fa visita? ;-) Scherzo, Ru. Ma lo sai che con me devi andare o sul facilone andante o sul simbolico spinto, sennò mi perdo per la via (il che... nemmeno mi dispiace poi tanto, ti dirò). Non accetto vie di mezzo :-)))
Saluti.
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... sugli ottimi spunti narrativi...
... c'è poco da dire. Hanno detto tutto. Sei tra i migliori.
Mi chiedo però il motivo per cui, nei tuoi scritti, i dialoghi siano così preponderanti. Pochissime sequenze descrittive, poche sequenze psicologiche, pochi flashback etc. Spesso percepisco la tua presenza come autore, ma non il mondo che dovresti costruire attraverso personaggi e luoghi, per lo meno, non in maniera esaustiva (ovviamente per me! giudizio che vale 0!). Immagino sia per il web, ma un racconto virtuale, nella maggior parte dei casi, muore nello stesso istante in cui finisci di leggerlo (finire... che parolone!). Chi cazzo mai andrà a cercare in internet un vecchio scritto di uno sconosciuto? Sarebbe meglio impostarlo come se dovesse essere pubblicato in formato cartaceo. Magari, un domani, ci sarà un Max Brod della situazione.
(forse questa è solo la versione web!)
Un caro saluto e una buona estate.
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beh
mai quanto in questo momento mi ha davvero impressionato questo racconto. Sono piena di punture di zanzare, ne avrò una trantina in tutto il corpo, mi gratto come avessi di nuovo la varicella. Mih ... Rù ... :-)))
Bello però. Certo che tu le crei proprio bene l'atmosfera da panico! :-)
Ciao
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r*
Non ti nascondo che l'ho dovuto leggere due volte (non che mi sia dispiaciuto, anzi!!). Il fatto che la trama sia intervallata dai flash intrecciati di vita mi ha un po' distolta dall'unire ed amalgamare il tutto. Alla seconda rilettura ho assaporato le sfumature sottili che caratterizzano i vari personaggi (figli compresi). Un racconto che lascia il fiato sospeso e si srotola piano piano nell'aria misteriosa di una credenza che racchiude una forza che supera i sentimenti.
Una unione di sacro-profano che trova la foce in un finale giallo, dove anche le zanzare diventano entità oltre l'animale.
Bellissimo, di non facile realizzazione. Bravo sempre
sandra
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rob
arrivo tardi, ed è già stato detto molto. uno dei tuoi migliori, secondo me, per caratterizzazione dei personaggi, intensità della storia, capacità di suscitare atmosfere, situazioni ed emozioni.
c'è da dire che te lo dico spesso, uno dei tuoi migliori, e tu poi mi/ti superi sempre :)
complimenti, e al prossimo
franca
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uff
pigrone :))
buone vacanze, allora!
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Bello. Come al solito mi
Bello. Come al solito mi piacciono tantissimo le pause descrittive tra un dialogo e l'altro, che mi mettono sempre dentro la storia. Secondo me sono i punti forti dei tuoi racconti, le parti migliori. Buona trama e la trovata di Erzulie.
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A questo non manca nulla. Per
A questo non manca nulla.
Per chi sia particolarmente suggestionabile e non proprio in fase idilliaca di rapporto non é consigliato,dal gran che é efficace
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direi,altrimenti da parte tua
direi,altrimenti da parte tua sarebbe segno di un'imperdonabile sopravvalutazione del genere umano.
E avresti sulla coscienza un totale di soggetti morti per macumbe varie.
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