Perché lo fai?

ritratto di francaf

 

 

 Rieccolo, con quel suo sguardo da cane bastonato. Adesso ricomincerà con la solita solfa del «perché lo fai?». Lui vorrebbe una qualche storia patetica, anzi, tragica sarebbe meglio. Un qualche farabutto che mi abbia costretta. Genitori cattivi. Povertà. Figli affamati. Insomma, qualcosa. Invece, non c'è niente. Tranne il fatto che qualcosa bisogna pur fare, per vivere. E questo è qualcosa.

Periodicamente capitano, questi tipi. Ti vogliono redimere. Dimentichi del fatto che prima di conoscere te, ci sono andati eccome con le tue colleghe. Hanno fatto i loro comodi e le hanno pagate. Ma tant'è. Siccome io ho gli occhi azzurri e sono molto giovane, a me, mi vogliono redimere. Alla povera Roberta, coi suoi cinquant'anni suonati ancora in mezzo alla strada, non la vuole redimere più nessuno, nemmeno il prete che passa una sera a settimana per portarci qualcosa di caldo e confortarci.

Che poi, Roberta l'aveva trovato uno che l'aveva redenta. Se l'era sposata, addirittura, il buon Filippo. Però poi, dopo un paio di mesi d'idillio, erano cominciate le botte. Perché aveva guardato il fornaio mentre comprava le rosette, perché aveva sorriso a un ragazzo per strada, perché c'era uno che doveva averla riconosciuta. «Puttana, sei una puttana!» gridava Filippo, e lei cosa poteva dire? Anche se adesso era assolutamente fedele al suo redentore, lo era stata, una puttana, e lui lo sapeva quando l'aveva sposata. Comunque, per fortuna di Roberta, era durata poco, la redenzione. Dopo un anno, era già di nuovo qui.

Per fortuna di Roberta, e anche mia. È stata lei che mi ha insegnato praticamente tutto, di questo mestiere. Ah, vedo già il sorriso lascivo. Invece no: non le posizioni per far godere meglio i clienti. Ma come farli godere più in fretta, per farsene di più in meno tempo. Come riconoscere i violenti ed evitarli. Come farsi dare più soldi. Insomma, le cose veramente necessarie. Mica siamo escort: siamo mignotte da strada.

Beh, non si può dire che questo fosse il lavoro che sognavo da ragazzina. Ma quanti possono dire di fare quello che sognavano? Qualcuno ha mai sognato di fare la cassiera al supermercato? O l'impiegata postale? Nessuno ci crede, ma questo è un lavoro come un altro. Quando torno a casa, mi tolgo i tacchi alti, la minigonna di lurex o quello che mi sono messa per arrapare i gonzi, mi faccio la doccia ed è finito tutto. Proprio come per la cassiera. Solo che guadagno di più.

Ma lui non ci vuole stare. Lui vuole il dramma. Il corpo infangato da ripulire con le sue lacrime di coccodrillo. Invece no, io quello non glielo do. Si cerchi qualcun'altra per lavarsi la coscienza. È troppo facile chiedere a me «perché lo fai?» Mai nessuno di loro che chiedesse a se stesso, perché lo fa.

 

 

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ritratto di francaf

ovviamente...

...sono sulla scia di uriah e rubrus, ma con un altro punto di vista, meno... come dire? poetico. questo mio credo sia più in linea con un racconto di monidol, in realtà, ma non sono riuscita a ritrovarlo. vabbè, spero mi perdonerà.

grazie per la lettura.

franca

ps a babbo morto: in realtà il racconto a cui faccio riferimento è di stefania tolari (uno della serie delle sue anne, per la precisione Annette) e non di monidol. chiedo scusa alle interessate!

 

 

ritratto di Giulia75

Franca,

è bellissimo, davvero bellissimo.

Messo tra i preferiti e quella frase finale ...  Dio come la condivido! :-)

Bravaaaaaaa

ritratto di Rubrus

***

in realtà credo che potrebbe definirsi lo stesso "poetico", ma la nozione di poesia è così complessa che...

è un racconto scabro, essenziale, ruvido ed efficace che arriva al centro delle cose - un percorso non certo semplice - senza scadere nei clichè.

Frase da notare " non si può dire che questo fosse il lavoro che sognavo da ragazzina. Ma quanti possono dire di fare quello che sognavano? Qualcuno ha mai sognato di fare la cassiera al supermercato? O l'impiegata postale? " 

ritratto di monidol

TI perdono sì

 anche  perchè non l'ho trovato  nemmeno io o forse non ero  io o forse era una poesia... boh?!

Anyway questo tuo modo senza pietismo mi piace assai. Una figura forte e intelligente e un punto di vista che da la scossa a buonisti e perbenisti che cercano pass per entrate gratis  in  Paradiso facendole pagare agli altri, quasi costringendoli ad essere "vittime" a loro consumo. Anche questo è uno sfruttamento... ancora più subdolo.

SI si si un stile che mi è con-sono.

Brava sempre, brava assai

bacio

moni

ritratto di Full

**

In una settimana sei passata dal mostro agostiano a un argomento ben più impegnativo che hai affrontato benissimo.

Già... "perchè lo fai" e non cerchi invece di redimere il sudamericano borsaiolo che t'ha sfilato il portafoglio in metrò?

Non hai idea di quante volte mi sono fatto consciamente o inconsciamente questa domanda e non escludo che, da giovane, abbia  sognato qualche volta l'abito (più o meno succinto) del redentore di gnocca.

Brava Francuzza, condotto molto bene, direi nel modo giusto.

ps: a proposito, secondo Roberta, qual'è il modo migliore per godere?

ritratto di Rabdomante

 Si, Franca concordo con il

 Si, Franca concordo con il tuo punto vista: ed è un punto di vista femminile non femminista tra l'altro. E' un domandarsi e un rispondersi/re onesto perchè vero, perchè le cose spesso vengono pensate e dette anche dalle donne al maschile: e quindi  mi piace il taglio che hai dato al tutto: cercano in fondo giustificazione , vorrebbero servita anche quella, come ben dici per sciacquarsi la coscienza...  Approvato il tuo racconto in pieno . Ciao sempre quell'abracio, milena.

Quasi

 Quasi cinico, ma perfetto nella sua pragmaticità e rispondenza alla realtà!! Buona serata Franca.

ritratto di Stefania Tolari

  Da 10. Dall'inizio alla

 

Da 10. Dall'inizio alla fine (a proposito della quale suggerisco, per ovviare la ripetizione, un <<mai nessuno di loro che LO chiedesse a sé stesso>>). Coerente eppure doloroso dall'inizio alla fine, il personaggio. Ora ho capito cosa mi dicevi a proposito della mia Annette.

Bello, Franca, perbacco!

ritratto di francaf

stefi

ma certo! la tua annette!! ecco qual era!!! che scema che sono.... chiedo scusa a monidol e a te. qui si legge talmente tanto che a volte ci si confonde, ahimé.

mo' preciso nel primo commento. grazie e un bacio, bella 

ritratto di maria elisa

Io credo sia uno dei più bei

Io credo sia uno dei più bei racconti sull'argomento che ho letto.

Tieni il lettore incollato fino alla fine.

Sarà che dal punto di vista femminile è il più sincero.

E pensare che saranno cinquantanni che ho la mia storia chiusa nello stomaco.

Stefania ti ha dato 10, confermo.

Brava

ritratto di francaf

cari e care

giulietta gemella, che dirti se non grazie?

roberto, i generosi aggettivi che hai utilizzato mi fanno illudere di aver colto nel segno… grazie davvero

moni, il mistero s'è risolto, come avrai visto :) sì, come tu dici, una subdola forma di sfruttamento, sempre pro bono propria, non dell'altra. grazie sempre, bella zingara.

fulvio, il redentore di gnocca… ahahha. sei sempre il solito. grazie per le tue parole, bel ragazzo. ps: roberta non ha dubbi, col cervello e col cuore prima che col "resto", e, soprattutto, aggratis

milena, grazie della condivisione. ho voluto offrirmi un punto di vista diverso. non per negare che sfruttamento o addirittura schiavismo ci siano, eccome se ci sono, ma per spostare il riflettore sugli "utenti finali". grazie sempre.

gianni,  poche precise parole, le tue. grazie davvero.

stefi, da dieci, addirittura! sulla fine, beh, non so… la ripetizione è assolutamente voluta, per motivi di ritmo, ma mo' ci penso… grazie bella, perdinci!

maria elisa, wow. mi lasci senza parole, sapendoti una gran lettrice! e anche bravissima scrittrice:  tirala fuori, quella storia. sono sicura che ne verrà fuori qualcosa che tutti saremo contenti di leggere!

di nuovo grazie a tutti e un bacio ciascuno.

franca

 

 

ritratto di Uriah Heep

.

Davvero fico. Un racconto in levare, il punto di vista di una donna che forse, tra le altre cose, ha fatto di necessità virtù e della morale comune non si cura più di tanto.
Poi sei andata per sottrazione, narrativamente hai tolto tanto, hai pulito, rischiando anche qualcosina. Ma tu sai come si fa e quindi tutto torna. L'ingranaggio è perfetto. Rotola sulla pagina come biglie sul velluto, senza strappi. Avercene..

Ciao Franchissima.

ritratto di ivan bui

La realtà che ...

non vuole essere manipolata. Le cinque righe su Roberta valgono il ... prezzo del biglietto. Sempre bello passare a trovarti.

ritratto di hank88

 Fantastico. Davvero

 Fantastico. Davvero notevole. Veloce, essenziale e incalzante. Trasuda disillusione dall'inizio alla fine, e questa frase "Mica siamo escort. Siamo mignotte di strada" riassume molto bene il pensiero della protagonista. Sono rimasto decisamente colpito! 

Buona giornata.

ritratto di francaf

uriah, ivan, hank

 uriah, wow! quante belle parole… quasi quasi ci credo :) grazie

ivan, è proprio come dici. la protagonista già viene… manipolata abbastanza. sempre bello quando ti vedo :) grazie

hank, mi fai da ciliegina sulla torta :) grazie davvero anche a te per le troppo belle parole.

scusate il ritardo, ma in questo periodo ci sono e non ci sono...

un bacio ciascuno, franca

 

ritratto di mule

La verità, nient'altro che la

La verità, nient'altro che la verità. Certo, è un lavoro, e alla fine la differenza con le escort, è solo nel prezzo al kilo. Hai reso bene il pensiero di lei che prende ciò che viene, cercando di limitare i danni con qualche accorgimento, anche se, in fondo, credo che la fine della sua giornata, anche dopo una doccia, non sia proprio come chiudere la cassa di un supermercato.

PS: in certi tratti, nella cura della punteggiatura, mi hai ricordato Celine.

Ciao Franca