Martedì 24 Luglio 2012

ritratto di Aurora Ageno

XVI SETTIMANA DEL T.O. ANNO PARI - MARTEDÌ
MESSALE  

 

Antifona d'Ingresso   Sal 53,6.8
Ecco, Dio viene in mio aiuto,
il Signore sostiene l'anima mia.
A te con gioia offrirò sacrifici
e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.
 

Ecce Deus ádiuvat me,

et Dóminus suscéptor est ánimæ meæ.

Voluntárie sacrificábo tibi, et confitébor nómini tuo,

Dómine, quóniam bonum est.

 
Colletta

Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Propitiáre, Dómine, fámulis tuis, et clémenter grátiæ tuæ super eos dona multíplica, ut, spe, fide et caritáte fervéntes, semper in mandátis tuis vígili custódia persevérent. Per Dóminum.

  
LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  Mic 7, 14-15. 18-20
Getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati.

Dal libro del profeta Michèa
Pasci il tuo popolo con la tua verga,
il gregge della tua eredità,
che sta solitario nella foresta
tra fertili campagne;
pascolino in Basan e in Gàlaad
come nei tempi antichi.
Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto,
mostraci cose prodigiose.
Quale dio è come te,
che toglie l’iniquità e perdona il peccato
al resto della sua eredità?
Egli non serba per sempre la sua ira,
ma si compiace di manifestare il suo amore.
Egli tornerà ad avere pietà di noi,
calpesterà le nostre colpe.
Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà,
ad Abramo il tuo amore,
come hai giurato ai nostri padri
fin dai tempi antichi.


Salmo Responsoriale
   Dal Salmo 84
Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Sei stato buono, Signore, con la tua terra,
hai ristabilito la sorte di Giacobbe.
Hai perdonato la colpa del tuo popolo,
hai coperto ogni loro peccato.

Ritorna a noi, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.
Forse per sempre sarai adirato con noi,
di generazione in generazione riverserai la tua ira?

Non tornerai tu a ridarci la vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.  

Canto al Vangelo  Gv 14, 23 
Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Alleluia.

Vangelo   Mt 12, 46-50
Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli».

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
 
 

Sulle Offerte
O Dio, che nell'unico e perfetto sacrificio del Cristo hai dato valore e compimento alle tante vittime della legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

 
Deus, qui legálium differéntiam hostiárum uníus sacrifícii perfectióne sanxísti, áccipe sacrifícium a devótis tibi fámulis, et pari benedictióne, sicut múnera Abel, sanctífica, ut, quod sínguli obtulérunt ad maiestátis tuæ honórem, cunctis profíciat ad salútem. Per Christum.

 
Antifona alla Comunione
   Sal 110,4-5
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
buono è il Signore e misericordioso,
egli dà cibo a coloro che lo temono.

   

Memóriam fecit mirabílium

suórum miséricors et miserátor Dóminus;

escam dedit timéntibus se.
 
Oppure:   Ap 3,20
«
Ecco, sto alla porta e busso» dice il Signore.
«
Se uno ascolta la mia voce e mi apre,
io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me
».
 

Ecce sto ad óstium et pulso, dicit Dóminus:

si quis audíerit vocem meam,

et aperúerit mihi iánuam, intrábo ad illum,

et cenábo cum illo, et ipse mecum.

 
Dopo la Comunione
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e f
a' che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
 
Pópulo tuo, quæsumus, Dómine, adésto propítius, et, quem mystériis cæléstibus imbuísti, fac ad novitátem vitæ de vetustáte transíre. Per Christum..

   

 

 

Martedì 24 luglio
Mt 12,46-50

 

È un episodio riportato da tutti i Sinottici, nonostante i problemi che sembra suscitare. Gesù sta parlando alla folla, quando sua madre e i suoi fratelli arrivano e cercano di parlargli. Per la gran calca di gente non riescono a raggiungerlo. L’Evangelista nota che i parenti stanno fuori, non sono cioè tra coloro che ascoltano. Così accade a chi si sente talmente parente di Gesù da non sentire più il bisogno di ascoltarlo. Gesù risponde che sua madre e i suoi parenti sono quelli che lo ascoltano, ossia coloro che stanno dentro la predicazione del Vangelo. Per un mondo, come quello   ebreo, che considerava i rapporti di sangue un fattore determinante per l’appartenenza religiosa, questo misconoscimento dei familiari risulta davvero sconcertante. Gesù, in verità, indica la sua nuova famiglia: quella composta dai suoi discepoli, da coloro che lo seguono, che hanno fiducia in lui. Il legame del sangue e del clan, il vincolo di nazione o di patria, non sono decisivi per il regno di Dio. Anzi dentro di essi, per quanto profondi, passano come una spada le esigenze della Parola di Dio, perché siano giudicati e se necessario purificati. La comunità cristiana diviene la famiglia di Gesù, ed è molto più larga e salda di quella naturale, appunto perché fondata sulla Parola di Dio. Per alcuni (i soli, i poveri, gli abbandonati) è spesso l’unica famiglia che sa accoglierli; per tutti è esempio di vita fraterna.

 

mons. Paglia

 

 

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Quotidianamente

 

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«Nessun uomo è un'isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra». Sono parole tratte da un sermone famoso del grande poeta e teologo inglese John Donne. Nessuno di noi è un'isola, nessuno esiste e può vivere senza gli altri. Ognuno di noi è un pezzo del continente, della totalità della superficie che emerge sulla terra. Il sermone prosegue con una frase famosa: «Per chi suona la campana?», che sarà ripresa come titolo di un grande romanzo da Ernest Hemingway. La campana che sta suonando a morto suona anche per me, per ognuno di noi, qualunque sia il nome del defunto. Non si tratta di un'affermazione utopistica, ma della constatazione della realtà di fatto, che una parte di noi, di fronte alle tragedie e ai lutti, non può non percepire. La verità enunciata da un poeta barocco e ripresa da un narratore del Novecento è oggi particolarmente importante da ribadire, perché di fatto scandalosa: la politica internazionale, i conflitti, le lotte politiche all'interno delle singole nazioni, nessuna esclusa, i terrorismi, gli attentati, le repressioni, la tragedia dei migranti sugli scafi, l'intolleranza: nulla di tutto ciò pare sfiorato dal sospetto che nessuno di noi sia un'isola, ma una parte del tutto. È una frase da recitare quotidianamente, come un mantra.

Roberto Mussapi