u Mainàa (il Marinaio)
Mi
sùn in Mainàa
jòu, e tìiu bèi in sciù Màa, coùme i Gabbièin
in te na seiàa d'anciùe
me demùu còu Sciòccu, a mett'ensème
paòule bagnèe de Sàa, ti sèe
riùnde, coùme l'ùnde e pèege e Tèu pèrseghe
mèuie
da reccoègge, dappèu che u Sùu se saià accueggò
quànde, a Scignùa Giànca
faiàa vèdde u Sèu muru pìn de brìgue
e Vènie saià in sciù Munte
Tèu
io
sono un Marinaio
volo, e urlo sul Mare, come i Gabbiani
in una serata d'acciughe
passo il tempo con lo Scirocco, a comporre
parole bagnate di Sale, sai
rotonde, come le onde e uguali alle Tue pesche
mature
da raccogliere, dopo che il Sole andrà a dormire
quando, la Signora Bianca
farà vedere il suo viso butterato
e Venere sarà sul Monte
Tuo
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un bel autoritratto in versi di un marinaio.
metafore piacevoli quelle sulla Luna e su Venere montanara.
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Che...
...bello questo ritratto di un marinaio che urla sul Mare in una serata d'acciughe, passa il tempo con lo Scirocco a comporre parole bagnate di Sale e tutto, tutto il resto.........fino alla chiusa piaciutissima e originale il modo in cui hai scritto del Monte di Venere (suo ahahah!)
Bravo.
Ciao
la strega
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Veramente
Veramente apprezzata. Poi quelle pesche da cogliere e il monte di venere.....Grazie shapiro.
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bellissima anche
bellissima anche questa....bravo!
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