Un Giorno No

ritratto di Max Pagani

Un Giorno No 

Anche se a dirla tutta quel giorno pareva essere partito come un giorno sì.
Svegliato senza sveglia, già un buon segno, la vicina non urla, non ho dolori particolari e i pensieri sembrano essere tenuti a bada. Provo ad alzarmi, il fisico risponde. Si sembra un giorno Sì.
Quali sono i giorni sì? Sono quelli in cui tutti gli eventi (a volte etrenta, addirittura) si susseguono perfettamente inanellati, senza che ti s’inneschino ridondanze negative.
Insomma è come camminare nel vuoto e, indipendentemente da dove metti i piedi, ti si viene a creare la giusta mattonella che non ti permette di cadere, che tu vada piano, che tu sia lineare nella giornata o tu voglia deviare all’improvviso, la magia delle mattonelle dei giorni sì ti fa camminare sereno, anche a occhi bendati.
Ma ecco, questa mattina che sembrava partita bene, che pareva essere si, sento gia' che e' uno di quei giorni in cui sai che non è proprio il caso di bendare occhi, ma stare invece un poco all’erta, perché l’epidermide comunque non manda buoni segnali. Tutto resta in un limbo non definito per un paio di ore, poi la piega negativa cala senza motivo apparente, i piccoli nervi scoperti del cervelletto cominciano a fibrillare che è un piacere e cominci a irrigidirti e guardarti intorno, a cercare di capire cosa devi affrontare, quale nemico invisibile e impalpabile devi affrontare.
Un giorno di un Luglio incantato, un giorno anche ventilato e una temperatura che ti invogliano ad uscire ed il colore del cielo su Roma è di un azzurro così intenso e particolare, che pensi che tutti i colori che stanno sopra paiono fregarsene che sotto ci sia Roma con i suoi cinque milioni di abitanti e mille milioni di macchine fumose.
Io non sono particolarmente invogliato ad uscire in questo giorno, scoprire se ci sono mattonelle magiche o no non e' propriamente nelle mie intenzioni, ma quello di oggi è il Giro Multe, e devo necessariamente trovare la forza di mettere le chiavi nella porta e le mani al portafoglio. Decreti ingiuntivi, bolli scaduti di anni dimenticati, cartelle esattoriali infuocate e multe pluritematiche che urlano vendetta (vendetta mia, non loro.) mi innescano un richiamo tale da strapparmi via dal letto e cominciare a mettermi in pasto all’improvvisata buropazzia degli uffici esattoriali, comandi di polizia e poste italiane, con zombie addormentati allo sportello a farla da padrone.
Sento che le premesse per il Giorno No ci sono tutte, ma ci sono anche soldi, tempo (forse) e voglia di sanare per potermi poi sentire per qualche tempo sano e senza pendenze. Un mix di sì e no insomma, un mix micidiale, che ti apre crepe nell’area della serenità.
La fine miserabile del giorno Sì, si manifesta all’improvviso, appena aperto lo sportello della macchina nuova (pelle ed alcantara…) e prendere atto del fatto che la macchina era già aperta e con un paio di finestrini abbassati. Avrei preferito che ne avessero approfittato ladri scalcinati o una coppia di extracomunitari ubriachi in calore a farci porcellate sopra.
Avrei preferito. Invece no.
Invece sono stati quei tre maledetti gatti della vicina ad approfittare della mia disattenzione, gatti nei confronti dei quali nutro un odio malato, dettato dal fatto che sono degli specialisti guastatori, abili mangiatori di pesci rossi della mia fontana, immondi cagatori di ogni specie di feci nel mio giardino, odiosi pisciatori di orina pestilenziale sulla mia porta di casa. Io come posso gliela faccio sempre pagare (entro i limiti consentiti dal buonsenso, ed evito comunque dettagli per non dovermi trovare a gestire rogne da parte della protezione animali), ma questa volta me l'hanno fatta pagare loro.
Trovo peli, materiale organico di ogni tipo, (erano ubriachi e avevano scopato come dei matti, ne sono certo), i sedili che piangono ancora dal dolore dei segni profondi delle unghiate partite immagino nel momento supremo dell’orgasmo felino. Bene, questo Giorno No ha avuto quindi inizio, un inizio maestoso, imperiale direi, cerco di tenerlo a bada pensando che a Natale i tre fetidi felini li offrirò agli amici più fastidiosi spacciandoli per ottimo coniglio in salmì.
Parto. Prima tappa colazione doppia al bar centrale gestito dai malviventi della zona, (sempre meglio tenere buoni contatti). Mi sento comunque a casa e protetto, pensando a cosa devo affrontare, a che altra tipologia di malviventi rilegati o in divisa dovrò affrontare.
Seconda tappa, Comando di Polizia Municipale.
«Buongiorno, sono qui per la dichiarazione/decurtazione dei punti patente, causa banale divieto di sosta, e per renderla edotta del fatto che la multa inviatami da voi tre giorni fa io l’ho già pagata mesi fa, da bravo contribuente.»
«Contribuente? Che significa? Qui si pagano multe non tasse»
«Significa che se Lei non se ne è ancora accorto, da tempo l’Italia è una Repubblica fondata sulle Sanzioni, non più sul lavoro. Sanzioni di ogni tipo, tutte riversate sul ceto medio, che stenta a difendersi e sa solo piegarsi. Quando lo vogliamo fare un bel monumento all’Autovelox e tiriamo giù quella cazzo di statua di Quintino Sella a via Venti Settembre? Ormai è obsoleta no? Che ci facciamo di un economista noi?». Ero partito in quarta…
«Senta io faccio il mio lavoro e lei faccia il suo di bravo e corretto automobilista. Mi dia la ricevuta del conto corrente pagato e chiudiamo la questione»
Quello che gli fornisco è uno stropicciatissimo scontrino del bar centrale. Quella che avevo accartocciato e buttato all’uscita del bar era la ricevuta di pagamento. Sento le vene del collo che mi si gonfiano in modo preoccupante, salivazione azzerata e voglia di strappare via gli occhi a feritoia del tipo dietro lo sportello. La chiudo e risolvo con un numero di euro che non voglio ricordare, e un paio di punti in meno sulla patente che sento di non potere per tanto tempo ancora utilizzare.
La giornata No prosegue come da copione, tra delusioni piccole e grandi imprese, ma senza tailandese. Pago quello che c’e’ da pagare, litigo e insulto se e dove lo posso fare.
I pensieri si accumulano e cominciano a scavare la vetta della paura. Provo a mettere a tacere entrambi veicolando la testa su carne e sesso, voglio sangue potente in circolo e voglio prepotentemente Silvia oggi, Silvia sulla quale egoisticamente voglio scaricare tutta una parte di me, non solo liquidi seminali. Prendo il nuovissimo Galaxy e guidando con un solo occhio e il ginocchio a tenere ben saldo il volante, le scrivo un sms che dipinge il mio stato Siffrediano in corso.
 “Stasera sei da me ragazza, stasera ho voglia di strapazzarti in modo tale da lasciarti camminare sbilenca per una settimana intera”. Invio. Lei sa di cosa parlo quando dico strapazzare, e sa ancora meglio che significa camminare sbilenca.
Mi squilla il telefono. Sorrido, d’istinto mi passo una mano sulla patta, poi vedo che è mia madre che mi chiama. D’istinto sfilo subito via la mano dalla patta.
 «Max, guarda che io sbilenca ci cammino già da sola da anni, senza il tuo contributo. Stai attento a chi mandi sti sms, maiale.»
Ecco il Giorno No che bussa alla porta, sempre, in un modo o nell’altro. Ora sta bussando nell’altro modo, quello che fa paura. Mi rimetto a guidare composto e il fastidio anomalo che provo, mi dice che è il caso di farsi forza e andare a ritirare il referto, inutile rimandare. Rimandare è da codardi, ma a volte da codardi si vive qualche giorno in più spensieratamente.
Certo la receptionist e’ veramente notevole, vale un paio di Silvie, verrebbe la voglia di frullare pure lei, renderla instabile, e… E alla fine arriva il dottore che apre legge e capisco che io non ho più la forza di ricominciare tutto daccapo, odio vomitare, amo stare bene, odio l’indeterminatezza quantistica dei dottori, amo bere e fumare.
Non ho voglia di ricominciare, pochi e labili orizzonti penso mi rimangano da disegnare.
Via…, esco e me ne vado a consumare un po’ di benzina per Roma, farlo senza una meta visto che io mi sento cosi a metà, un uomo a tempo, che ora ha voglia di correre un po’, quasi a volere mettere distanza tra me e la sfiga. Senza accorgermene mi sono infilato sulla Roma Fiumicino, la macchina va che è un piacere e i peli dei gatti volano per tutta la macchina, mi rendo conto che supero i duecento all’ora ma non so la sfiga a quanto va e quindi pigio ancora di più.
Pigiano anche quelli della Volante che mi sta raggiungendo, non mi ero accorto della loro presenza, il pensiero di farmi fermare, solite rogne, io sto male, è un Giorno No, cazzo,  lasciatemi stare, lasciatemi andare, lasciatemi correre via lontano dalla sfiga, ma lei non si rende conto, mi dia questo e quello, io mi incazzo con loro e sento che non ce la posso fare. Fine.
No non ce la posso fare, via tutto, fine del codardo. Ora è ora di chiudere con questa serie interminabile di salite, ora la discesa me la disegno io, porca troia. Venite, venite a inseguirmi, venite a vedere che botto che vi regalo contro la spalla del ponte, io non ho paura, anzi ho paura che possano tornarmi le paure, per cui la chiudiamo qua.
La mamma l’ho pure già sentita.
Tra cinque chilometri c’e’ il mio ponte preferito, so che manca un pezzo di guard rail e la spalla del ponte e’ pronta ad accogliermi, a duecento all’ora tutto si chiude in un attimo, fanculo dottori e referti.
Mancano tre chilometri e si stanno avvicinando velocemente.
Mancano due chilometri e mi si sono attaccati al culo.
Manca un chilometro e la macchina sussulta singhiozza e poi si ferma.
In quei cazzo di Giorni No, ti scordi pure di fare benzina.
 
 
Fine

 

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ritratto di Kore

 Grandissimo Max! G R A N D I

 Grandissimo Max!

G R A N D I S S I M O  !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

:))

ritratto di Max Pagani

Grazie

un buon inizio, direi.

Ciao

m

 

ritratto di Giulia75

eh eh

sospettavo che non ci sarebbe riuscito, quando è un giorno no, è no e basta! :-)

Simpatico Max, quello del racconto. Tu, invece, bravo.

ritratto di Max Pagani

se ci sarebbe riuscito

non scrisse il racconto...

ti piace vincere facile eheheheheh :)

ciao bella

grazie

m

 

ritratto di Milli per sempre

 dear Max, bisogna stare

 dear Max, bisogna stare attenti a sbagliare riga.....

io fatto una volta in ufficio.... fatto fax ad ufficio sbagliato.... casino infernale...

ma non lo dire a nessuno, ok?

molto divertente

mils

 
ritratto di Max Pagani

Lui aveva sbagliato

la vita.

Mica solo la riga.

Ciao Milla

M

 

ritratto di Gwalard

Max

Sfigato mica da poco il tuo personaggio. Spassoso ma fa riflettere, come certi film di Albertone.
saluto
w

ritratto di Max Pagani

Io la vedo in modo differente

uno sfigato e' uno sfigato

i giorni no sono altro, non fanno distinzioni.

Ciao grazie, piacere di trovarti da queste parti

M

 

 

ritratto di mule

Un giorno no. Se si dovesse

Un giorno no. Se si dovesse giudicare il tipo di giorno in corso dalle bollette da pagare, vicini fastidiosi, numero di chiazze di pipì di gatto sulla porta di casa (ho lo stesso problema), liti e imprechi in coda per andare a lavoro, e dalle altre decine di scocciature più o meno bile-traboccanti, i si  arriverebbero ad un paio per mese.

Qui, però, il tuo uomo se ne è veramente approfittato.

Bravissimo, per stile, umor, e descrizioni così azzeccate che viene da chiederti... ma poi, la polizia, cosa ti ha detto Max?

ritratto di Max Pagani

Capito' che mi beccarono a 210

all'ora sul GRA a Roma.

Era una domenica mattina, mi rodeva andare in ufficio e scaricavo sul pedale del gas i miei rodimenti. La 159 pareva godere del mio stato e sfogava cavalli per troppo tempo a riposo.

Mi trovo con una Subaru della stradale incollata dietro, mi si ferma tutto cuore salivazione e la mia patente comincia a piangere immediatamente, faccio finta di nulla e rallento piano piano fino a velocita' codice, faccio talmente finta di nulla che abbasso il finestrino e metto fuori il gomito. Mi si affiancano e mi fanno segno di accostare, sono giovani belli e cattivi con occhiali scuri. Mi levano immediatamente la patente e dicono di seguirmi fino alla prox area di servizio.

Da li in poi metto in moto Max ed il suo sapersi porre. Dico con elegante timidezza che effettivamente mi ritirano la patente devono darmi un giustificativo dell'infrazione, quanto andavo etc, un giustificativo formale.

Innesco l'entropia, loro non avevano in auto il sistema di rilevazione velocita' e non sanno cosa fare. Io attendo e faccio la faccia da panda (ma piu' carino) e mi rimiro la macchina nuova e chiamo in office per dire che arrivo tardi, se arrivo...

Loro scendono e mi dicono che possono solo farmi una sanzione minima, per guida non consona al contesto (Ma lei ALMENO poteva evitare di fare gli abbaglianti per chiedere strada no??) e non possono levarmi punti patente.

36 euro di multa, forse mai pagata, io che vado li ringrazioe dico che per 36 euro forse vale la pena di farsi un'altra scarrozzata a 210 all'ora. Grossa risata pacca sulle spalle e complimenti di loro per la macchina nuova.

Fine.

:-)

 

ritratto di mule

Non ci credo! Per come hai

Non ci credo! Per come hai scritto questo tuo commento, e per le cose che hai scritto, dimmi la verità, è una altro racconto, si?

Altrimenti, butta giù una cosa tipo: "piccoli stratagemmi per far diventare un giorno no in un giorno si"

ritratto di Max Pagani

Credimi

tutto vero. Non me ne vanto, non si corre e non si fanno gli abbaglianti per chiedere strada, ma tutto vero.

L'ho messo giu' come mminiracconto, ma riprende passo passo l'accaduto.

Ciao :-)

M

ritratto di Uriah Heep

 In genere racconti del

 In genere racconti del genere hanno sempre spunti autobiografici. Voglio sperare che non sia proprio quello dell'sms... insomma a me è capitato davvero, una roba da sprofondare nella vergogna. 
Ottimo Max, divertissimo, mi hai fatto tornare in mente il buon Jerome K. Jerome.
Bravissimo.

ritratto di Max Pagani

Caro, e chi non ha mai sbagliato

ad inviare un terribile SMS alla persona meno indicata?

Chi non ha mai dato una pacca potente sulla spalla sull'autobus al proprio amico che non vedeva da tempo e non era il tuo amico si gira e ti guarda brutto brutto che vorresti diventare una macchinetta obliteratrice nell'immediato.?

Chi non ha multe?

Vicine?

Pesci morti...

Peli...

Analisi. Ma io sto bene, benissimo, e quindi in culo a tutti i giorni NO! :-))

 

Ciao grazie!

m

 

ritratto di Selly e le bebe rosse

mp*

 non ti eri dimenticato di fare benzina, dì la verità! E' che ti avevano rubato il portafoglio (nel frattempo) e non avevi potuto farla. Poi il destino c'ha messo del suo! Ogni tanto...ehmmm viene incontro!!!

Ciao mitico!

baci

s

ritratto di Max Pagani

Non mi ero dimenticato??

Non si ERA dimenticato... si chiama Max per caso, io non c'entro nulla cara Selly, non ho referti da ritirare!!! :-))))

Nel caso descritto, il destino poteva farsi i fatti suoi e farlo schiantare sulla spalla del ponte. Ora si trovera' a doversi poggiare sulla spalla di Silvia, con tutte le paure che ricomminciano a scalare la vetta, e una libido ai minimi livelli storici.

Ciao Mitica!

 

ritratto di Selly e le bebe rosse

max per caso

 io parlavo a lui, al Max per caso! Tu che vuoi??????????????

Lasciati soli che oggi mi chiamo Silvia, su! ahahahahahahahahahahhahah

 

un po' scemina, ma è il caldo, va!

s

ritratto di Max Pagani

Azz, Silvia...

Lui e' libero dalle 6 in poi, procediamo co sta frullata???

:-))))

dai dai, che pare abbia i giorni contati...

m

 

ritratto di nientedinuovo

maledizione Max

https://encrypted-tbn2.google.com/images?q=tbn:ANd9GcRxpPQD5rkWYX-4xsnAv9vr8hluRg01uYUuzRFN_u2Cab8ksVmjpA maledizione Max
parli tu di coito interrotto
e qui è molto peggio, peggissimo!
mi avevi convinto
a gettarmi contro il ponte
diosà se ce l'avevi fatta
e adesso devo smontare in fretta
dal tuo personaggio
perché da me almeno qualcosa si dava
ma qui da te mi sa che ora
c'è solo da prendere...
azz

bellissimo :)

ritratto di Max Pagani

Ti capisco... spiace, spiace anche a me

prometto che nel prossimo racconto faccio il pieno entro le prime tre righe.

Qualunque argomento tratti, mai piu' senza benzina.

Ciao, grazie per l'entusiasmo, aiuta sempre tanto.

 

max

 

ritratto di Max Pagani

Fatto, sistemato

leggermente ricalibrato.

pare che si mescoli meglio ora.

Un grazie cubico.

Max

 

ritratto di monidol

Questa volta la tua scrittura

ha superato la tua fantasia.

Un tema sobrio dopotutto, una giornata difficile, molto difficile, ma questa è la vita, nulla dell'estremo che solitamente ti caratterizza. Una buona occasione per te:  l'hai fatto bene, l'hai fatto nelle piccole pieghe, nelle profondità, hai chiuso cerchi.

Una scrittura non d'assalto ma densa, corretta, fluida.

Ottima prova, un Max Pagani maturo, completo, parlo dello scrittore of course.

Proprio un lavoretto coi fiocchi.

moni

ritratto di Max Pagani

Brava Moni

come sempre.

Poca fantasia, vero, e molta voglia di raccontare e far fluire rabbia. No rabbia, odio. No odio, voglia di urlare e fare del male.

Certo parlare di Max maturo, pare una contraddizione in termini, ma provo a fargliela digerire...

Ciao, un abbraccio.

M

 

ritratto di Stefania Tolari

  Esatta! la descrizione dei

 

Esatta! la descrizione dei giorni sì

Belli! i colori che se ne fregano

Tipicamente tuoi! gli etrenta e le parentesi puntualizzatrici

Accidenti ai gatti! Accidenti ai peli, dei gatti.

Che si fotta chi non si lascia rendere edotto.

Cazzo! Con la mamma 'ste figure, no!

Silvia! Silvia! Frullati! frullati!

Merda all'indeterminatezza quantistica dei dottori!

Ma a quanto andrà la sfiga che ce l'ho sempre lì attaccata al culo?

Sirene, velocità. Ponte.

Fiiiiii....

Freni.

E tosse da motore a secco.

Un'avventura Maxica!

Yuhoooooooooooooooooooooooooooooooo

ritratto di Max Pagani

Cavolo Stefania...

Allora lo hai letto sul serio fino alla fine!!!

:-))))

ciao

m

P.S.

Scio'!

 

ritratto di Stefania Tolari

Prenderò quel scio' non come

Prenderò quel scio' non come un invito a scomparire il più lontano possibile bensì come un max con accento argentino che si firma "m" e puntualizza che sta parlando di sé. Sennò mi incazzo come una iena, Pagani! hehehe

L'ho letto fino alla fine e mi è piaciuto molto, sì.

Ciao

S

P.S. Yo!

ritratto di Max Pagani

No no STEFANIA!!!

Non fraintendere! Scio' era una cosa per giocare, una storia nata con la cara Maria Elisa che ci legge qui sotto.

Non ti incazzare,

Non con me. IO bravo.

m

 

 

ritratto di maria elisa

ciao Max

Fra peli di gatto, messaggi sbagliati e il dolore di aver sbagliato treno giorno e vita.

E come spesso  accade anche lo sfigato di turno.

Sembra tutto vero o quasi.

Impressionante.

Non c'erano galline in autostrada?

 

ritratto di Max Pagani

Non non c'erano

erano tutte riunite ad aspettarmia dietro alla parola FINE del racconto....

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRr

Sembra tutto vero o quasi.

Impressionante... (ma le mie analisi sono ok, tranq)

BAci!!!

ciao

m

 

ritratto di Rubrus

***

 

Inizia legando egregiamente titolo e racconto e prosegue mantenendo quanto promesso.
Alcune chicche come “Repubblica fondata sulle sanzioni” sono splendide.
Il finale è fantozziano e tragico – perché Fantozzi è tragico, come quasi tutti i comici.
Ah… la malvagità delle piccole – e grandi cose.
ritratto di Max Pagani

Bentornato Rubrus

piacere di ritrovarti tra noi.

 

;-) ,onorato sempre di vederti scorrere tra le mie righe inchiostrate di bit.

ciao grazie,

m