Gli eroi
Non so bene stavolta come prenderete questo articolo. A dirla tutta, non so neppure se verrà pubblicato. Ma sono un essere pensante, e scrivo ciò che penso, e non per attirare complimenti, ma perché è il modo migliore di esistere.
Rossella Urru è libera. E, non so se per segno divino, è rientrata in Italia nell’anniversario della morte di Borsellino.
Ecco, ora devo dire esattamente come la penso.
Ho gioito, sì. E’ stata certamente una bella notizia. Lei è sarda come me, e, se non altro per appartenenza, bisognava gioire. Ho scritto qualcosa in proposito anche su FB, perché oramai questa finestra virtuale aperta sul mondo va usata. Poi, non so bene cosa è accaduto, ma appena ho visto quella donna scendere dall’aereo, qualcosa in me è cambiato. E mi sono detta:”Ci sono sequestri e sequestri. Sequestratori e sequestratori.” E la mente è tornata indietro, ai tempi in cui un sequestrato veniva rilasciato con venti chili in meno da portare a casa, un passo tremolante, ed uno sguardo da bestia ferita. E, credetemi, alcun desiderio di festeggiare.
Qui, niente di tutto questo. Ed è meglio così. Ma poi, per davvero, si dovrebbe abbassare il sipario e tornare a casa nel silenzio, se non altro per rispetto di tutti quelli che a casa non ci sono tornati. Invece no. I tg regionali continuano con questo tam tam… intervistano il barista del paese, il passante, il vicino di casa. E tutti pronti con la festa paesana. Come a festeggiare un eroe.
Ma forse abbiamo perduto il giusto peso della bilancia. E forse gli eroi sono altri.
Forse più di Borsellino, l’eroe è stata sua moglie, che quella vita non se l’era scelta, eppure la morte se la sentiva addosso comunque, tutti i giorni. Ne poteva sentire l’odore acre, di mattanza appena fatta. Ed uno sguardo come quello, di una donna che tradisce il futuro con un presente che è già passato, non ha confini. Si perde oltre le mura di una casa divenuta presto una prigione. Forse più di Borsellino, gli eroi sono stati i suoi figli, consapevoli di essere legati ad un morto che cammina. E abbracciandolo, già lo percepivi quel freddo addosso, quel gelo di cadavere. Ed ogni telefonata era già un addio, se non di tuo padre, di altri prima di lui, che lo avrebbero preceduto soltanto di qualche giorno.
Perciò godiamo pure del rilascio di Rossella Urru, ma giusto il tempo di un’occhiata ad un tg, poi riprendiamo in mano le nostre vite, anche noi fragili eroi in questa misera guerra del quotidiano.
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la penso esattamente
nello stesso modo
saremo in tanti?
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si'...
me too!
rita
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beh, come vedi, lo hanno
beh, come vedi, lo hanno pubblicato. segno che che è valido sia dal punto di vista emotivo che estensorio. ma, non sarebbe ora di metter fine a questa pantomima dei salvataggi? chi vuole andare...può andare dove vuole ma, poi torna da solo e se ce la fà...non è che quando a qualcuno gli viene in mente una genialata e finisce nella bratta, dev'essere obbligatorio tirarlo fuori...ogni eccezione rimossa.........................................
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Gli eroi
Per il sottoscritto l'eroe è soltanto Borsellino, e sono assai amareggiato per tutti quelli che ci speculano sopra. Cordiali saluti.
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