La fine dell'estate

L'alba lattiginosa li aveva colti dopo una notte insonne, passata a bere birra e wisky al pub della piazzetta di Portocervo, poi a vagabondare in giro. Infine l'australiano, che per tutta la sera li aveva affascinati con le sue storie di mare, ordinando un giro dopo l'altro, li aveva scarrozzati in giro con la sua jeep sgangherata. 

"Quando vivevo a Parigi, io e la mia ragazza facevamo un numero in un night. Lei si vestiva di pelle nera, con dei lunghi stivali sopra il ginocchio; io in frac suonavo il pianoforte." Cominciava così una delle tante storie. Poi, chi si ricorda come finiva. A Francesca venivano in mente Charlotte Rampling nel Portiere di notte, Lilì Marlene, l'Angelo Azzurro. Angeli neri, Lucifero e la sua schiera. Sì, l'australiano era lui: Lucifero, il più bello degli angeli, nei cui occhi mestizia alberga e morte. Lo scintillìo degli occhi. Era quello che l'affascinava. E i capelli biondi e lisci che si soffiava via dalle labbra bruciate dal sole prima di bere l'ultimo sorso di wisky.

Con la notte anche l'ebrezza evaporava. Stanchi, intirizziti di sonno, appoggiati uno all'altro sul sedile posteriore della vecchia jeep del consolato australiano, sonnecchiavano annoiati, ormai a corto di argomenti.

Il marinaio moro e muscoloso si era arreso: solo poche ore per dormire, poi lo aspettava una giornata faticosa al molo.

L'australiano rimase con le tre ragazze: Francesca, Moni la Rossa e Milla Boy George, la mora riccioluta dagli occhi tristi all'ingiù. Lui sui trentacinque almeno, loro poco più che ventenni. 

"Venite sul mio catamarano." propose. "Riposiamo un po'." Oramai era quasi giorno e dalle nuvole basse gocciolava una pioggia sottile. La nausea della notte insonne cominciava a farsi fastidiosa. 

"Vi accompagno sottocoperta." disse lui. "Io resto un po' qui sopra, sull'amaca." Moni la Rossa e Boy George si stravaccarono sui letti a castello nella cuccetta a sinistra. A Francesca restò la cuccetta di fronte.

Passò forse mezz'ora quando un rumore di passi la scosse dal torpore. Il materasso cedette sotto la pressione del ginocchio luciferino. Lei trattenne il fiato. Finse di dormire, girandogli la schiena; ma era sveglia come un grillo. Il cuore impazzito, il sangue che di colpo pulsava là sotto. Ferma. Non ti voltare. 

Lui sollevò il lenzuolo e le si stese accanto. Dopo qualche minuto si avvicinò, allungò un braccio, le cinse la vita e l'attrasse a sé. Lei si girò e lo guardò negli occhi. Sorrise. Lui appoggiò il dito sulle labbra e la baciò. Poi la esplorò tutta con le dita lunghe: le spalle, il seno, i fianchi, il ventre caldo, le cosce. L'afferrò nell'incavo del ginocchio e se la fece rotolare sopra.

"Shhh" mormorava, attirandola verso il suo viso e baciandola ancora. Là sotto sentiva sempre più caldo, una morbida voglia palpitante. 

L'altra cuccetta era a meno di un metro di distanza, separata da una tenda azzurra.

"Siamo cattivi" sussurrò lui continuando a guardarla. Quando le scivolò dentro senza fatica - non ne poteva più di aspettare - a lei sfuggì un gemito. Lui le tappò la bocca. I suoi occhi verdi e allungati brillavano di una luce diabolica, esultante. Cominciarono a muoversi più in fretta, attenti a non far rumore, e mentre lei gli si strofinava contro il pube, ansimando senza mai smettere di guardarlo, con la bocca semiaperta, lui la teneva per i fianchi guidandola nella sua cavalcata selvaggia. "Siamo cattivi." ripetè, nel suo italiano imperfetto. Lei continuò la sua corsa, finché lui non gettò indietro la testa. "Adesso" disse, e la sollevò togliendosi in fretta da lei. Il seme schizzò violento e caldo. Lei finalmente chiuse gli occhi mentre si contraeva negli spasmi del piacere. Poi gli appoggiò la testa sul petto, sudata e ansante.

Dall'altra cuccetta nessun rumore. La tenne stretta per i capelli, annusandola, mentre se ne stava adagiata addosso a lui con tutto il lieve peso del suo corpo di ragazza dai fianchi stretti e i seni morbidi e lisci come seta.

"Da tanto tempo non venivo. Sei un miracolo." Disse lui. Si asciugarono il seme di dosso, ridendo. La luce del giorno filtrava dall'alto sui loro volti stanchi e soddisfatti. 

Poi, come se le loro vite non si fossero per un attimo sovrapposte e incrociate, finsero che il sonno li avesse trascinati nel gorgo delle ore tutte uguali; mentre quell'ora rubata al sonno sarebbe durata invece, immortalata nel suo eterno splendore, forse tutta la vita.

Pochi giorni dopo, una mattina, Francesca camminò a lungo fino alla baia, affondando i piedi nella sabbia bagnata. Guardò il mare grigio e gonfio. La risacca brontolava monotona, come un eco che si faceva vicino e poi lontano. Il catamarano galleggiava muto. Dondolava senza vita sull'acqua. Provò a chiamare. Nessuno rispose.

Una donna passeggiava con un grande cane bianco. L'autunno era arrivato.

 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Il tuo gradimento: Nessuno (1 voto)

ritratto di Nikètor

un bel racconto,con erotismo in punta di piedi,pardon ! in

punta di pene,per non fare troppo rumore.Se c'era un po'più di mare,magari con ormeggio in rada,il beccheggio avrebbe agevolato il movimento.Ti assicuro,cara Roberta.

Grazie e buona giornata

Nik

  grazie e buona giornata a

laughcheekycheeky 

grazie e buona giornata a te Gilberto.

ritratto di Jorily

Delicato

Concordo con Nikètor: un erotismo molto delicato, quasi sussurrato.
Quei pochi momenti, proprio perché "momenti" risultano molto intensi.

Un unico dubbio: "sdravaccato" o "stravaccato" ?

Ops! Delicato, sussurrato

Ops! Delicato, sussurrato e... stravaccato, in effetti. E' così delicato? E pensare che a me questo sembra già al limite del pubblicabile: ho fatto fatica a lasciare qualche dettaglio "realistico". Devo andare a lezione da Aldo Busi... Buona giornata.

ritratto di Jorily

probabilmente

... proprio quella "fatica" a lasciare qualche dettaglio lo ha reso così "sussurrato" (da maschilista direi... "azz: proprio una sveltina.. tanto per gradire....") ;-)

Che tristezza, che squallore

Che tristezza, che squallore in questo commento... direi che la parola "sveltina" insieme a "trombamica" è una delle più brutte e antierotiche che si possano inventare. Tutt'altra cosa era quello che io volevo comunicare con questo racconto.

ritratto di Jorily

era

un tentativo di battuta (fallito direi)

Scusa

Ps: aggiungo all'elenco delle

Ps: aggiungo all'elenco delle parole antierotiche  "il salto della quaglia" e "mettera a novanta". 

Non ti preoccupare, abitando in valsugana sono abituata al genere di battute.  

ritratto di Jorily

ok

ricevuto, ancora scusa :-)

ritratto di Stefania Tolari

Madonna Robè! O che hai

Madonna Robè! O che hai preso? Ti-mi hanno cambiata! hahahah.

No. Davvero. Bellissimo. Uno stile diverso, originale, che scorre su binari sicuri e inderagliabili, a tutta birra! Un erotismo delicato ma carnale al tempo stesso: difficilissimo. E (dal mio punto di vista) perfetto. Una coerenza dettata dall'incoerenza dei ricordi che affiorano a fiotti, mescolati all'immaginazione, quasi in un flusso di coscienza guidato però da una trama. 

Brava brava brava!

Che ho preso? La penna in

Che ho preso? La penna in mano, ed è partita da sola. Sarà la primavera ahaaha! Meno male che qualcuno apprezza il mio erotismo... Se poi gli uomini vogliono leggere di membri turgidi che sguazzano negli umori ecc.... sorry, non è il mio stile. cool

ritratto di loreda

fra l'onirico e il desiderio di trasformare in realtà

il racconto ondeggia e si barcamena

non diventa mai totalmente realtà

e la barca tornò sola, alla fine, sulla spiaggia bagnata dal mare

 

pardon, il catamarano...

molto gusto, molto gustato, molto piaciuto

ciao Roberta

 

Ma come non diventa realtà!

Ma come non diventa realtà! Qui si consuma cara... 

ritratto di loreda

Certo, certo, certo che sì... nel racconto ovviamente

e nel racconto, al femminile, con sensibilità squisitamente delicata e femminile, si fattualizzano le fantasie di donne e donne che come topos immaginativo immaginano così l'incontro di un attimo

i racconti innalzano fatti prosaici, come ha sottilineato Jorily, con sensibilità squisitamente maschile, fatti prosaici e di comune soddisfacimento a momenti fatati

tutto questo avviene nel passaggio dal maschile al femminile

un cambio di genere

mia cara

e tu bravissima nel tratteggiare e raccontare

 

 

 

 

ritratto di Re matto

LA FINE DELL'ESTATE

Brava, belle immagini. ritmo incalzante...manca un po' di quella ossessione erotica, un po' di quella ricerca di verità o di metafisica tra le pieghe della carne.che ne pensi?

 

Ti ringrazio per il commento,

Ti ringrazio per il commento, anche se in grave ritardo.

Quanto alla ricerca metafisica tra le pieghe della carne, dico che sei... Re matto. Dai, scherzi a parte, ho già risposto in altre occasioni. Meglio lasciar immaginare. Nelle pieghe magari ci trovi qualcosa di ben poco metafisico... E poi, qui, che ossessione ci può essere, se i due non hanno fatto neanche in tempo a conoscersi?

Ciao ciao e grazie ancora per la lettura

ritratto di nientedinuovo

Cara Roberta anch'io sono stato portato su un catamarano

Cara Roberta
anch'io sono stato
portato su un catamarano
però io, poi, ho detto di no, azz
tutto alla rovescia...

mi è piaciuto molto
leggere attraverso
il tuo senso erotico
così femminile e delicato
venato da un senso
di peccato che mi sa
di spezia

ndn

p.s. noto un filo di malinconia
a inanellare i tuoi scritti
sbaglio?

Portato a spalla? E hai detto

Portato a spalla? E hai detto di no?? Allora è un vizio, vedi, fai parte anche tu della categoria dell'omo che "non vuole essere chiesto"? Ahaha scherzo, questo negarsi è nello spirito dei tuoi racconti.

Bello bello, l'erotico speziato! 

Pure sulla malinconia c'hai azzeccato. Il fatto è che ogni cosa bella finisce troppo presto. E se non finisce sbiadisce ;)

Ciao ciao!

ritratto di sp3ranza

Concordo con il Re matto

Solo su alcuni punti..un saluto a tutta la brigata ed una tirata di orecchie alla reginetta del web che ha impostato pessimi modelli comportamentali divenuti ora mode e commerci di scrittori falliti che strumentalizzano autori con la speranza che tramite loro, qualcuno alla fine noti e legga anche i fiorentini o fiorellini all'occhiello che si fanno l`occhiolino....scherzo naturalmente, dato che qui scherziamo e giochiamo tutti, anche io ho fatto un gioco educattivo esoterrico che spero possa portare una nuova fresca e vera stagione artistica..un augurio a tutti di grandi successi e best Sellers dei novi eroi virtuali dei mondi irreali che tanto attraggono più della vita vera, come le droghe??? 

ritratto di Re matto

Punti

Su quali punti si e su quali no?

E' una supercazzola o è

E' una supercazzola o è demenza vera?