L'Ispezione del Generale

ritratto di Sei_un_Alpino_se

Belluno 10 gennaio 1985.

Profondamente addormentato in una branda della saletta attigua alla Carraia, i Vibrant ancora ai piedi e la mimetica indossata, in attesa che l'Ufficiale di picchetto mi chiamasse per il cambio della guardia.

Fuori da quella porta, 15 gradi sotto zero e l’annunciato Buran, il vento pungente proveniente dalla Russia che congelava la faccia e trapassava la divisa invernale – Anche 2 paia di calzettoni di lana non bastavano - I piedi, costretti a camminare sul ghiaccio fuso con l'asfalto, si intirizzivano dopo nemmeno mezzora. Con queste condizioni meteo fare il Capoposto era un privilegio, e anche la sveglia, ogni 2 ore, per accompagnare il nuovo turno di guardia a dare il cambio, non rappresentava un grosso sacrificio.

In deroga ai regolamenti che vietano l’assunzione di alcolici durante il servizio e constatate le eccezionali temperature minime notturne, venivano distribuite alle guardie alcune bustine di “Cordiale”. E’ stato poi dimostrato che la somministrazione di alcool in ambienti molto freddi, produce un’ ingannevole sensazione iniziale di calore, che in breve si trasforma in raffreddamento del corpo, con conseguente aumento del rischio di assideramento.

Le voci che arrivavano dalla vicina polveriera di Monte Zucco, da Santo Stefano di Cadore e da Tai, raccontavano di 25 gradi sotto lo zero e turni di guardia ridotti a soli 20 minuti.

La caserma degli Alpini dove prestavo servizio di leva, accoglieva tutti i più alti ufficiali , compreso il Generale di Brigata che disponeva di un appartamento attiguo agli uffici della Compagnia Comando.

Il Generale C. J. , è stato sicuramente uno dei comandanti della Brigata Cadore tra i più illustri e preparati. Classe 1936, proveniente dall' Accademia Militare di Modena, nel gennaio 1985 aveva 48 anni, ma ai miei occhi ne dimostrava 7 od 8 in più. Alto, viso magro e occhiali con lenti piuttosto spesse, capelli cortissimi, una voce con tono grave e la pronuncia senza inflessioni – La sua divisa era sempre perfetta anche nei dettagli.
C.J. incuteva un certo timore; quando nel lungo corridoio che attraversava tutta la palazzina degli uffici mi capitava di vederlo, facevo di tutto per cambiare direzione. Farmi “beccare” con un bottone slacciato o con i Vibrant non perfettamente tirati a lucido, poteva essere motivo per ricevere qualche indesiderato giorno di consegna.

Ufficiale di picchetto: " Sveglia, sveglia c'è il Generale in ispezione!"
Mi chiamò così, abbastanza bruscamente; appena aprii gli occhi pensai fosse uno scherzo, uno dei soliti che si fanno in caserma - Invece era tutto vero !

"Il Generale desidera rientrare nel proprio appartamento passando dal piazzale e farà ispezione alle guardie" continuò lo Sten.
Io: "Bene mi muovo subito" e in pochi secondi mi trovai sull'attenti davanti al Generale di Brigata.

Io: " Comandi, Sig. Generale".

C.J. : "Vorrei rientrare a casa, mi fa strada?"

Io: " Agli ordini, Sig. Generale; mi segua a 5 metri di distanza "

Già prima di muovermi pregavo in tutte le lingue e a tutti i Santi, dato che l'Alpino che si trovava sotto l'appartamento di C.J. era al suo primo servizio di guardia. Come sarebbe andata? Avevo istruito attentamente l'Alpino sul da farsi in caso di ispezione! L'avrei trovato attento come ci aspettavamo?
Il Generale, mi seguì e ci dirigemmo verso il piazzale della caserma.

Oltre il piazzale, sotto l'appartamento di C.J. c'era il deposito di "carica-
scarica" che faceva angolo sui due lati del perimetro della caserma. Il profilo 
della "norvegese" indossata dalla guardia, nascosta a fianco del deposito, si
intravedeva appena...

All'improvviso si udì quello che speravo.
Guardia: " Altolà , chi va là !? "
Ora sotto la luce del lampione era visibile anche la canna del Garand davanti
al petto dell'Alpino.
Io, urlando per farmi sentire bene: "Capoposto con ispezione"
Guardia: " Capoposto avanti, ispezione ALT "

Strano da raccontare ma funzionava proprio così: l'Alpino di guardia quella notte stava ordinando ad un Generale di Brigata di fermarsi...

C.J. si fermò immediatamente, ed io proseguii verso l'Alpino per farmi riconoscere.

Io: " E' il Sig. Generale, deve rientrare a casa passando da qui"
Guardia: "Ispezione avanti"

C.J. sfilò davanti a noi ;  al nostro saluto rispose portando la mano al Cappello e augurandoci la buonanotte.

Casualmente ho ritrovato dopo trent'anni, su Facebook, l'Alpino attore di questa storia (realmente accaduta) , rimasta impressa  anche nei suoi ricordi.

 

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ritratto di Lysi

bello, ma soprattutto bello

bello, ma soprattutto bello il ritrovare riferimento ad un frammento di vita vissuta.

p.s. Le ho inviato risposta pvt  in relazione alla sua gentile richiesta. grazie dell'attenzione, un caro saluto. 

ritratto di Sei_un_Alpino_se

grazie

il Suo commento è la cosa più bella di questa giornata !

A presto. Daniele

ritratto di Jazz Writer

Una goduria

poter ordinare ad un generale di fermarsi. Io invece, a suo tempo, lo mandai a quel paese e finii male....ahahahah...ho scritto un libro sulla mia naia, tutta da ridere. ciaociao, bel racconto.

ritratto di Sei_un_Alpino_se

grazie

grazie 1000 jazz, a presto!