S pais to ri

Mi era ormai chiaro che ero diventato nelle ultime dodici ore, oltre che un richiestissimo agente segreto, una puttanella senza ritegno, ok, ora c'era da capire tutto il resto:

  • Chi cazzo dovevo fotografare in flagranza di monta?

  • Perchè era così importante sputtanare sto vecchio zozzone?

  • Quanta altra gente era coinvolta in questo bordello internazionale, oltre Argentina e Israele?

  • Chi era questo Müller e operazione annessa?

  • Il magnate della siderurgia crucco di cui avevo letto sul giornale, che tra l'altro si chiamava Schmidt, c'entrava qualcosa?

Insomma c'erano parecchi punti oscuri in questa faccenda, l'unica luce in fondo al tunnel erano le svariate ricompense che mi erano state promesse, io non avevo alcun contratto in mano... questo poteva diventare un problema, ma qualcosa mi diceva che i servizi segreti, di qualsiasi nazione fossero, erano ben poco propensi a produrre contratti cartacei per un servizio di spionaggio...

probabilmente a lavoro terminato mi avrebbero consegnato, bello fresco, al mio caro fisco per levarmi dalle palle senza pagare il conto, il guaio era che qui nessuno voleva pagare il conto... io per primo!

Va be' forse avrebbero fatto prima a liquidarmi, Poichè uno stronzo a conoscenza di segreti vivo è più pericoloso di uno stronzo a conoscenza di segreti morto.

Si sarebbero giocato ai dadi la mia esecuzione, tra servizi segreti argentini, israeliani e pezzo grosso tedesco... incredibilmente l'unico che mi avrebbe tenuto in vita sarebbe stato il mio caro vecchio fisco, ma non per spirito umanitario...

Era tutto esattamente come prima che partissi: ero comunque e sempre fottuto!

Chiesi al finto “paisà” come si dicesse antiemetico in spagnolo, ottenuta la sua gentile risposta mi congedai con tanto di stretta di mano e pacche sulle spalle...

Che stronzo a non pensarci da solo, antiemetico in spagnolo si dice allo stesso modo!

Attraversai la hall circumnavigando la Ford Falcon, prima di tornare in camera uscii da una veranda che dava verso il parco interno dell'albergo e mi sedetti su una panchina per fumarmi una sigaretta.

Solo allora mi avvidi che quell'albergo era veramente enorme! All'interno del parco c'era una piscina coperta con palestra e centro massaggi, una scultura in bronzo raffigurante un'enorme matita spezzata spiccava la centro del parco.

Dei grassi individui in mutande uscirono dalla piscina percorrendo il vialetto di porfido che conduceva nella hall, pensai che sicuramente era assai salutare farsi due bracciate di notte, ma che almeno i pantaloni avrebbero potuto rimetterseli questi tre stronzi!

Avvicinandosi vidi che indossavano degli sgargianti costumi e sulla testa degli asciugamani... quei costumi erano così orrendamente colorati da poter essere tranquillamente esposti in un qualsiasi museo d'arte contemporanea, Gerhard Richter ne sarebbe stato rapito, a me procurarono una lieve nausea, con tutto che io sugli abbinamenti di colori non ero certo una cima, ma quei costumi facevano veramente cagare!

Questi tre panzoni abbronzati avevano sicuramente fatto le boe in piscina, Poichè i loro movimenti erano così impediti dal grasso che non ce li vedevo proprio a nuotare come delle sirenette!

Tra l'altro parlavano una lingua così astrusa che probabilmente non era un idioma di questo pianeta.

Mi si avvicinarono, non senza procurarmi enorme fastidio, uno di loro mi chiese nella mia lingua se avevo una sigaretta, questo, a differenza dei suoi predecessori, non parlava correttamente ed aveva un fortissimo accento di Marte!

“Spiacente ho solo tabacco”

“Cortisementa me ne potrebbi fare uno?”

“Scusi Esther Williams, ma sulla mia fronte c'è forse scritto fabbrica di sigarette?”

Ringhiai io seccato, passi un pezzo di fica che mi chiede di arrotolarle una sigaretta... ma un obeso di merda proprio no! Mi rendevo perfettamente conto della profonda ingiustizia con cui lo trattavo, ma siccome non mi ero mai sentito un sensibile filantropo non me ne feci una colpa.

Questo mi guardava come un cane bastonato, ma che cazzo voleva da me questo enorme impiastro?!

Mi si sedette vicino, sentii scricchiolare la panchina sotto l'immondo peso, nel frattempo i suoi due degni compari stavano in silenzio davanti a me...

Questi tre ciccioni con i loro assurdi costumi mi avevano circondato, ero abbastanza tranquillo, Poichè senza ombra di dubbio sarei stato più veloce di loro nella fuga...

Guardai il panzone seduto al mio fianco.

“Tei ci scuzerà per nostri abilliamenti, ma sono tornati ora da piscine...”

“Scusarvi? Siete imperdonabili per il vostro abbigliamento! Dopo le mie peggiori sbornie ho vomitato abbinamenti di colori più azzeccati!”

Questo stronzo mi guardò dalla testa ai piedi... probabilmente stava giudicando il mio abbigliamento... ok, non potevo certo dargli torto! Avevo pisciato lungo!

“Lei aloggia in queste alberga?”

Iniziai a capire...

“Dovete chiedermi qualcosa oltre la sigaretta? Ma parlate lentamente il vostro accento è incomprensibile...”

“Mi scusa, sì, avremmi bisogna di alcuna informazione di tei”

“Ok, prima però mi dite per quale agenzia lavorate e quanto avete intenzione di sborsare”

Dopo un breve silenzio e un'occhiata di intesa con i suoi due amici mi rispose lentamente:

“Noi lavoramo por le NDS”

“Ragazzi già per capirvi dovrebbero darmi una laurea ad honorem, non parlate anche per codici, non sono un cazzo di matematico decriptatore di Bletchley Park! Che cazzo di paese è NDS?”

“Afghanistan”

Iniziai a ridere: “Cioè, voi mi state dicendo che in Afghanistan esistono i servizi segreti?! E che cosa cazzo farebbero questi servizi segreti afgani?”

“Ante terrorismi”

“Beh, non mi sembra abbiate avuto molti successi ultimamente” ero oscenamente sarcastico nei confronti di questi tre poveri imbecilli.

“Ok, passiamo alla parte più interessante, ma temo che resterò deluso... la ricompensa per le mie informazioni...”

“Non ti preoccupi per la ricompense, viene pagati al termina del tua lavora”

“Come non mi devo preoccupare? Ragazzi cerchiamo di capirci, non sono mica una portinaia pettegola, le mie informazioni costano!”

“La ripeto; sarà ricompinsata per il tuoi disturbe, questo gliela garantisce io”

Secondo lui avrei dovuto fidarmi! Incredibile!

“Ok, facciamo così... vi interessano informazioni su un fantomatico tizio che dovrebbe alloggiare nella stanza vicino la mia?”

“Sì”

“Ok, naturalmente siete a conoscenza dei miei problemi con il fisco...”

“Naturalmenta”

“E te pareva! Sono diventato la barzelletta dei servizi segreti di tutto il mondo!Naturalmente siete anche al corrente che io ho già preso altri impegni al riguardo”

“Sì, ma no essere problemi pur noi”

“Voi dei servizi segreti dimostrate una sportività che Pierre de Coubertin vi fa una pippa!”

Questi tre erano così male equipaggiati che iniziarono a farmi tenerezza...

“Ok ragazzi, potrei anche fornirvi le informazioni che a voi interessano... ma spiegatemi un attimo di che si tratta”

“L'uoma che ci interesse ha finanziate più volta della organizzaziones terroristica presente nel noi paise”

“Ok... è proprio un cattivone... ma chi sarebbe costui? É il magnate tedesco della siderurgia Schmidt?”

I tre grassoni iniziarono a ridere.

“Sì, si tratte de lui”

Che cazzo avevano da ridere questi mufloni afgani?

“Senti smilzo, visto che vi faccio tanto ridere, potremmo aggiungere all'onorario anche la prestazione da cabarettista?”

“Non ridere di tei, por essere uno civile essere moltissimo buono informata...”

“A parte che non ho mai conosciuto nessuno che si potesse definire civile, se permettete, visto che il culo esposto ce lo metto io, mi sono preso qualche informazione al riguardo...”

“Tei è particularmento portate por questi lavora”

“Mi fate troppi complimenti da queste parti, ditemi la verità; c'è una possibilità su dieci che ne esca vivo?”

“Non ti preoccupi, tei essere del tutta...”

“Insospettabile, lo so, lo sanno tutti... non sia così banale sfilatino!”

Ci accordammo per rivederci a fine lavoro, ma non ne ero proprio sicuro, non si capiva un cazzo di quello che diceva Pancho Villa, gli altri due, grazie a dio, non aprirono bocca... in effetti ogni bocca aveva il suo talento, quella della dea argentina era fatta per liquefare gli ometti, mentre le bocche di questi tre erano fatte per ingoiare interi frigoriferi... 

Gradimento

ritratto di Vecchio Mara

fortissimo...

codesto capitolo... ma quanti ne rimangono per arrivare alla fine? I prossimi, se puoi, vedi di postarli più ravvicinati, uno al giorno sarebbe il massimo e, come le mele, toglierebbe la tristezza di torno... però fai tu, tanto io son sempre qui, e come me ne passa uno davanti allo sguardo, lo faccio secco.

Ciao viaggioaltermin...

Giancarlo

Che dire... ti sono grato per

Che dire... ti sono grato per le tue generose parole, la storia sarebbe ancora all'inizio... purtroppo ho il limite di pubblicazioni mensili (oltre quelle gionaliere) mi ha divertito scriverlo e mi fa piacere faccia lo stesso effetto almeno a te, abbi pazienza per gli errori e i refusi ma non l'ho mai corretto per mia colpevole pigrizia. Togliere la tristezza forse è troppo ma suscitare anche solo un mezzo sorriso mi basterebbe, spesso ci si prende un po' troppo sul serio... 

Grazie a presto

Buona è la notte