S.p.a. istori

Ricapitolando:

Ero d'accordo con la dea argentina che avrei fatto le foto al vecchio nazista siderurgico, questa in cambio mi avrebbe pagato vitto e alloggio oltre una sostanziosa ricompensa in denaro di non ben definita entità... io zitto zitto speravo anche di spuntare qualcos'altro...

Poi ero d'accordo con il “paisà” israeliano per passare anche a lui delle foto scottanti di herr Schmdt, anche con lui “non ben definita ricompensa in denaro” e viaggio studio a Tel Aviv.

Infine i tre panzoni afgani... non ben definita ricompensa per le solite foto a luci rosse categoria: Voyeur-Vintage-Mature... la peggiore delle mie trattative!

Tutti, indiscriminatamente, erano al corrente dei cazzi miei.

Non avevo ancora capito chi fosse questo Müller di cui mi aveva parlato l'israeliano.

La parte più nebulosa del piano era però l'entità delle mie ricompense... pensare che mi ero anche sentito uno squalo nella trattativa... Belle trattative del cazzo!

Io rischiavo il mio bel culetto e di fatto non sapevo quanto ci avrei guadagnato, ma come già detto, probabilmente, ci avrei guadagnato una palla in testa e un rilassante bagno dentro una vasca piena di soda caustica bollente.

Va be', pagato o ammazzato, in entrambi i casi avrei risolto i miei problemi...

M'incamminai esausto per tornare in camera.

Salii sull'ascensore che sembrava il montacarichi di una fabbrica... mica scemi i proprietari di questo albergo! Avevano speso pochissimo per le finiture e si ritrovavano tra le mani il loro mega albergo a tema!

Io in questo albergo c'ero capitato per puro caso, anzi, in verità, io avevo sperato che costasse poco... visto l'arredamento, ma evidentemente stavano cambiando i gusti, i morti di fame aspiravano a posti super lusso, mega yacht, automobili lunghe come l'Orient Express, mentre i veri ricchi aspiravano alle macchinine monoposto elettriche, allo sporco, ai bassifondi, alle fognature... la cosa era inversamente proporzionale, più eri morto di fame e più pretendevi sfarzo, più eri ricco dalla nascita e più ti volevi sporcare nei cessi pubblici...

Il divino Marchese De Sade era Marchese!

Eppure gli piaceva andare con le mendicanti e le puttane, pestarle e farsi sculacciare, mangiare la merda e bere la piscia!

Insomma il Marchese era Marchese... mica calzolaio!

Ringraziai dio che almeno la camera non l'avrei pagata, vivo o morto non l'avrei pagata io!

Arrivato al terzo piano uscii dal montacarichi e cercai di ricordarmi da che parte fosse la mia stanza... iniziai a gironzolare per i corridoi deserti, avevo un futuro come agente segreto... non riuscivo neanche a trovare la mia camera!

Una dolce camerierina apparve in lontananza e con passo felpato mi venne incontro...

Questa dolce fanciulla indossava una divisa militare blu scuro con candidi guanti bianchi, dovevo ammettere che la divisa le donava.

Mi arrivò davanti sorridente e mi chiese nella mia lingua se avevo bisogno di qualcosa...

Non ne potevo più!

“Senta capitano, è stata una giornata particolarmente pesante, non mi posso prendere un impegno anche con lei! Abbia pazienza! Capisce che non posso prendermi carico dell'intero sistema spionistico mondiale!

Per i miei problemi col fisco... fate un po' quello che vi pare, visto l'andazzo, ormai credo siano già stati scritti dei trattati internazionali sui miei problemi col fisco!

Nulla di personale... è che proprio non mi ricorderei di tutti gli accordi presi, rischierei di non soddisfare professionalmente le sue richieste... e io non voglio fare queste figure!

Dopodiché se proprio la metto in difficoltà, potremmo parlare di cifre... ma con numeri alla mano! E io vedrei cosa potrei fare per lei... ma solo se è nella merda!

Siccome sono di umili origini, i miei genitori mi hanno insegnato che non si lascia mai una donzella nella merda!

Le va bene che non sono ricco di famiglia, capitano! Altrimenti partivano gli sganassoni!”

Il gentile capitano mi guardava sbalordita, questa volta non era stato il mio vestiario a sbalordirla.

“Mi scusi...” e fece per andarsene velocemente, prima di essere aggredita dal pazzo maniaco che aveva incrociato nel corridoio... che poi ero io...

Ok era una cameriera vera...

“Pardon! Ero sovrappensiero, mi scusi... è colpa del camarero al bar, mi ha fatto bere troppo... mi saprebbe dire dove trovo il corridoio 24 camera 76?... Sono evidentemente molto stanco... cortesemente, cancelli dalla sua mente tutto quello che ho detto, in ogni caso, se le riesce difficile resettare, le chiedo in ginocchio di non raccontarlo a nessuno! Capisce sarebbe un po' imbarazzante per un uomo nella mia posizione”

“Lei è un agente segreto?” Mi chiese questa con un'espressione maliziosa.

“No, sono uno stronzo! Le garantisco che non le sto mentendo... sono totalmente, assolutamente, sinceramente un povero stronzo!”

“Mi segua”

Io la seguii zitto, la dolce capitana di vascello mi condusse ai miei alloggiamenti, buttai un veloce sguardo alla porta affianco la mia.

“Io non dirò nulla a nessuno, glielo prometto”

Era un'adorabile zuccherino!

“Lei è la persona più gentile che ho incontrato oggi... e guardi che oggi ho incontrato parecchie persone! Tra l'altro il suo abbigliamento mascolino le dona molto”

“Grazie, io purtroppo non posso dire lo stesso del suo abbigliamento, ma sicuramente ha il merito di non farla passare inosservato...”

Adoro le donne! Sono sempre sincere! Sopratutto quando non viene richiesto!

Se fossi stato sincero come una donna in passato non avrei avuto guai con il fisco... mi avrebbero ammazzato molto prima!

Feci per entrare in camera, ma sentivo gli occhietti della dolce cameriera fissi sulla mia nuca.

“Posso offrirle del Legui di San Juan?”

Ero proprio un morto di fame, un vero ricco le avrebbe offerto un calcio in culo!

Ma la cosa più assurda è che lei avrebbe anche accettato!

Timidamente entrò in camera, evidentemente era una morta di fame anche lei...

“Non vorrei disturbare”

“Non mi disturba, anzi, le sono grato, magari con lei riesco a parlare di Maradona, del tango, della Plaza de Mayo e della Casa Rosada o del quartiere de La Boca...”

“Argomenti noiosi per turisti”

“Appunto! La prego mi annoi un po'!”

Dovevo sembrare uno stronzo molto strano alla fanciulla in divisa... abbigliamento a parte!

“C'è poco da dire su quegli argomenti... basta che si faccia un giro turistico in centro...”

“Di Maradona che mi racconta?”

“Nulla che lei non sappia già!”

“Lui come ha risolto i suoi problemi col fisco?”

“Non so?”

Ma che razza di argentina era? Questa non sapeva un cazzo della sua nazione!

Questa stronza, mentre le versavo da bere, andò dritta dritta alla foto in bianco e nero alla destra del letto, quella con i due imbecilli che si stringevano la mano... quella che non doveva assolutamente toccare!

“Che fa? Li conosce?”

“Sì sono Il boia di Lione con Er Caccola!”

“Sì Barbie e Ken, ognuno li chiama come vuole... sembra che li conosca bene... amici suoi?”

Le dissi cercando di allontanarla da quella cazzo di foto...

“No” rispose secca

Che cazzo gli avevo detto mai?!

“Senta ci lavora lei in quest'albergo... non l'ho mica scelto io l'arredamento, si vada a lamentare con la direzione...”

La capitana coraggiosa cambiò espressione e mi chiese con innocente curiosità:

“Lei è un agente segreto? Io adoro i film di spionaggio”

“Senta non le racconterò balle per affascinarla, per poi, magari, avere con lei un rapporto carnale soddisfacente... no, quando le dicevo che sono uno stronzo non le mentivo, sono un cazzone capitato per caso in quest'albergo, di più non posso dirle, ora io capisco che James Bond sia più affascinante di Paperino... però nel suo paragone non mi sottovaluti la sincerità di Paperino!”

Questa mi sorrise e si scolò il Legui in un secondo... alla faccia dell'innocente curiosità! Questa beveva come un reduce della guerra delle Falkland! Alla fine quella divisa militare non mentiva affatto!

“È un vero peccato che lei non sia una spia che gira il mondo sotto mentite spoglie per compiere missioni pericolosissime...”

“Guardi sarà un peccato per lei... ma compiere missioni pericolosissime sotto mentite spoglie, secondo il mio modesto parere, è da stronzi... comunque, se la cosa può farle piacere, in quest'albergo, secondo me non è poi così improbabile incrociare delle spie! Un albergo così grande che fa sconti alle coppie clandestine...”

“Devo andare, mi scusi, se non mi trovano mi licenziano”

“Prego, è stato un piacere... grazie ancora per avermi riportato alla mia stanza e per le sue preziose indicazioni turistiche!”

“Di niente” disse avvicinandosi alla porta, l'apri, uscì nel corridoio, si guardò intorno, e prima di chiudere disse:

“Lei mi ha detto che era sincero quando si è presentato come uno stronzo, poi mi ha detto che secondo lei solo uno stronzo può fare la spia... lo ha detto lei!” mi fece l'occhiolino e richiuse la porta.

La stronzetta era perspicace... ma quando dicevo che ero uno stronzo intendevo dire che ero uno stronzo, non una spia!

La fanciulla aveva un po' condito le mie parole per renderle più appetibili al suo palato... tra l'altro io dicevo “stronzo” e “cazzo” ogni piè sospinto, le mie parolacce non erano attendibili!

Era solo culo, ma in fondo ci aveva azzeccato!

Né culo, né condimento, né azzeccato... glielo avevo detto io in corridoio!

Quindi l'unica cosa che restava in piedi, sfavillante più che mai, era la mia stronzaggine!

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