Il miglior amico del cane (4°atto)

- In casa -

Alle tre di notte l’uomo rientra nella sua abitazione

E’ stata una giornata terribile. Al mattino, dopo l’incontro con la polizia, ha

riportato il cane a casa poi,scortato dagli agenti, ha proseguito fino alla centrale.

L’interrogatorio, quello vero da mettere a verbale, è iniziato nel pomeriggio ed è durato

fino a notte inoltrata.

Dopo aver ammesso le sue responsabilità per non aver chiamato la polizia, giustificato dalla paura

di andare incontro a rogne dato che ne ha già abbastanza gli sembra che la sua posizione si sia alleggerita,

insomma è stato un atto poco civile il suo ma è anche da comprendere, date le circostanze, dovrebbe in

ogni caso, rimanere a disposizione delle autorità di polizia

Alla fine lo hanno rilasciato e ora entrando in casa si accorge immediatamente che qualcosa non va.

Il cane al solito arriva scodinzolando e mugolando di contentezza invece in quella casa domina il silenzio e

ciò gli suona strano. Va diretto in cucina dove Trevor normalmente dorme nella sua cuccia

Lo trova disteso sul pavimento con gli occhi socchiusi e la pancia sventrata. Il sangue ha coperto

una buona parte del pavimento. Qua e là tracce di patatine e cartacce. Alcuni mobili sono imbrattati di

sangue le sedie capovolte e il tavolo spostato: sul muro segni rossi e chiazze di sangue dappertutto .

Per un lungo minuto l’uomo non riesce a capacitarsi di quello che sta vedendo poi senza esitazione si

precipita nella stanza del ragazzo.

Quando accende la luce lo trova a letto sotto le coperte

I vestiti, sporchi di sangue, sono sparpagliati a terra con i calzini invece bene impilati dentro le scarpe

Suo padre lo scuote violentemente, bastardo, gli urla, hai ammazzato il mio cane, cosa ti ha fatto di male?

Il tuo cane rognoso mi ha mangiato le patatine, risponde il figlio che evidentemente lo stava aspettando.

L’uomo accecato dalla rabbia cerca di afferrarlo per il collo e quasi ci riesce ma non si avvede del

coltellaccio da cucina che il ragazzo tiene nascosto sotto le coperte. La lama si libra nell’aria e Il fendente

sibila con un suono sinistro, in un attimo l’uomo si ritrova con la gola squarciata. Una cascata di sangue gli

copre il collo e gli cola giù per il petto.

Appena sotto, il maglione si inzuppa rapidamente e comincia a gocciolare come una spugna troppo

bagnata.

Non ha neppure tentato di proteggersi e giace sul pavimento con gli occhi fuori dalle orbite

lo sguardo stupito, la bocca spalancata.

Rapidamente il giovane si riveste con abiti puliti, infila calzini e scarpe, pulisce il coltello con

un lembo del lenzuolo quindi trafuga dal portafoglio di suo padre tutti i soldi che trova.

Ma non sono molti.

Va’ nell’altra camera, rovista tra i cassetti e gli armadi, alla fine li scova dentro una busta sotto un

pacco di giornali vecchi, infila tutto in una borsa: soldi coltello e qualche vestito, spegne le luci ed esce con

calma nella notte.

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