sp ai stori

Rimasto solo in camera, mi feci velocemente una sigaretta, mi versai del Legui nel bicchiere e andai a controllare dietro la foto dei due stronzi di cui sopra.

Il muro ad una prima occhiata sembrava assolutamente intatto, ottimo lavoro dei muratori della S.I.!

Con molta cautela picchiettai lievemente con le dita sul muro, trovai subito il punto esatto, anche un imbecille come me avrebbe capito che quel rumore di vuoto indicava il punto esatto.

Dovevo dire che obbiettivamente, tolto il rischio di vita, il lavoro era elementare!

Mi ero perso solo un piccolissimo dettaglio; io non avevo una macchina fotografica, potevo tranquillamente usare il mio marchingegno coreano, ma non sapevo se la mia cara Venere in rosso ne sarebbe stata soddisfatta... in ogni caso come mi ero perso questo dettaglio io, se l'era perso anche lei... quindi si sarebbe dovuta accontentare della mia fotocamera seriale con un certo numero di megapixel... non ricordavo quanti... con tutto che nel mio belpaese mi martellavano le palle con la pubblicità di questi smartphone del cazzo!

La pubblicità serviva solo per fare abboccare i pesci come me e, non essendo un appassionato d'alta tecnologia, delle caratteristiche tecniche me ne fottevo... mi bastava funzionassero quelle tre o quattro cose che usavo!

Fosse stato per me sarei ancora andato avanti con i telefoni a gettoni!

Invece sentivo la gente parlarne continuamente, vantandosi dei loro megapixel, sistemi operativi, applicazioni, bluetooth, GPRS, UMTS, HSDPA, HSUPA, UMA, IRDA... e altre cagate incomprensibili al mio orecchio!

Ebbene, in quel momento, mi avrebbe fatto comodo essere uno stronzo come gli altri!

Invece ero stronzo a modo mio!

Le foto sarebbero andate bene comunque, lo decisi seduta stante.

Finita la sigaretta e finito il Legui andai in bagno a pisciare, era ora di andare a nanna,

come primo giorno a Buenos Aires non c'era male... pensare che la mia preoccupazione, prima di partire, era quella di annoiarmi a morte.

Riguardo alla noia mi ero sbagliato di grosso, per la morte forse no.

Mi svegliai la mattina sul presto, alle undici meno un quarto, avevo dormito come un neonato, ero stato aiutato dai molteplici rum bevuti in serata, di certo non dall'inquietante busto di fronte al letto!

Quindi aprii il borsone che mi ero portato per i ricambi, questa volta avrei cercato un abbigliamento più consono alla situazione.

Il completo elegante alla blues brothers verde veleno non l'avevo portato.

Cercando nel borsone trovai una piccola macchina fotografica... e chi ce l'aveva messa?

Io no di sicuro!

La dolce pulzella rosseggiante aveva infilato le mani nella mia roba!

In effetti quella stronza era così fastidiosamente perfetta che mi era suonato strano si fosse dimenticata di un dettaglio così importante!

Contai le mutante... c'erano tutte, la dea non era una feticista!

Facevo spesso l'errore di pensare che gli altri avrebbero fatto quello che avrei fatto io...

Diedi una veloce occhiata alla piccola macchina fotografica digitale, mi sembrava facile da usare, c'era un unico pulsante... a prova di coglione!

Feci una foto per assicurarmi del funzionamento, era a prova di coglione non a prova di me!

La macchina era stata furbescamente silenziata.

Ok, erano stati bravi questi tangueros...

M'infilai dei pantaloni di finta pelle nera, quindi una camicia nera in poliestere al 100% e una giacca di finta pelle nera da terrorista anni 70, gli anfibi dell'esercito israeliano erano neri, quindi mi tenni quelli, li lasciai slacciati sopra i pantaloni...

Dalla schiena della giacca dovetti scucire l'immagine di copertina del the best of Motorhead... ogni tanto giocavo a fare il biker... senza moto naturalmente.

Prima di uscire trovai nel borsone una vecchia cravatta nera in finto raso, sottile sottile, la indossai sulla camicia col nodo lasso.

Se prima non avevo azzeccato un abbinamento di colori, ora nessuno mi avrebbe potuto rimproverare niente sugli abbinamenti! Neanche quegli stronzi afgani!

Ora, in compenso, sembravo un depresso nostalgico darkettone anni '80!

“Oggi sono più spia di ieri e domani sarò più spia di oggi!”

Carico come una pila uscii dalla stanza alla ricerca di una caffè decente... impresa assai ardua!

Mi diressi al bar dell'albergo, lì anche se il caffè avesse fatto schifo non l'avrei pagato...

Mi accostai al bancone, gli anfibi slacciati producevano un seducente rumore che ricordava quello degli speroni, mi faceva sentire come quei pistoleri dagli occhi di ghiaccio degli spaghetti western.

Chiesi un caffè, quando vidi che il barman stava prendendo una tazza grande lo fermai:

“Scusa amigo, non ti ho chiesto un cappuccino con molta schiuma... un normalissimo caffè... quella tazza non ha dei figlioletti più piccoli?”

“Espresso?”

“Espresso... sì, por favor, no me vengas con agua sucia, gracias!

Vidi passare il “paisà” israeliano con un vassoio, mi fece un sorrisone e andò via, io mi andai ad accomodare ad una scrivania sotto ad una minuscola finestrella con le grate... tipo galera.

Questo bar di merda era poco luminoso, avevo capito che era tutto a tema... di sera poteva anche andare bene, ma di giorno era claustrofobico!

Poco dopo mi arrivò il “paisà” con il mio caffè e un posacenere di latta pieno di svariate tipologie di zucchero... qui i posacenere li usavano per metterci lo zucchero!

“Come va?”

“Tutto bene, tu sai quando arriverà il crucco della stanza attigua la mia?”

“Oggi arrivano i suoi uomini... quindi nel giro di, al massimo, un giorno dovrebbe arrivare anche lui”

“Scusa ma a te non ti sgamano? Gli agenti della S.I. non si possono fare vedere, li beccherebbero subito...”

“Il Mossad non è la S.I., nessuno può comprare la lista degli agenti del Mossad!”

Fiero l'ebreaccio! In effetti il Mossad in quanto a spionaggio viaggiava in prima classe!

Questi avevano un curriculum mica da ridere, tra l'altro avevano già dei bei trascorsi a Buenos Aires, come quando avevano acchiappato Eichmann, per non parlare delle altre leggendarie operazioni “Collera di Dio” e “Operazione Entebbe”!

Insomma questo Mossad non andava per il sottile! Gli egiziani e i palestinesi lo sapevano...

Che gli argentini e gli afgani si fossero affidati a me, per quanto stravagante, potevo ancora accettarlo... ma questi mega professionisti che cazzo stavano facendo?

“Quindi siamo d'accordo?” Mi chiese il “paisà” circonciso.

Feci un cenno di assenso con la testa... da vero duro.

“Scusa amico, ancora una cortesia...” dissi prima che il “paisà” se ne andasse

“Dimmi”

“Digli al barista che la prossima volta non mi pisci più nel caffè!”

“Sarà fatto señor!”

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