Se avessimo scelto la rivoluzione

ritratto di Antonio Recanatini

 

Se avessimo scelto la rivoluzione, ci saremmo innamorati della pizzica e della taranta,

non del rock e delle voci d'oltretomba. 

Del resto New York e Hollywood non potrebbero competere con Roma e Napoli,

se non nella mente degli ottusi. 
 Tanto meno abbandonare il teatro per il cinemascope,

tanto meno sostituire pezzi pregiati come Svevo, Machiavelli e Foscolo,

con mezze tacche come Orwell e Conrad. 

Il capitalismo ha vinto, non sentite chi dice sia fallito,

sono ancora troppo acerbi per capire, troppo golosi di poltrone,

opportunisti che fanno l'eco al padrone.
Se avessimo scelto la rivoluzione, ci saremmo innamorati di Giordano Bruno,

tutti conoscerebbero la sua storia,

avremmo preso a sassate il Vaticano e scelto per la libera visione.
Non credete alle chiacchiere e alla logica del facile entusiasmo.
Chi parla di Rivoluzione oggi, dorme con la luce accesa,

perché teme il buio, pur sapendo che il giorno è molto più oscuro della notte.
Se avessimo scelto la rivoluzione,

i fascisti sarebbero diventati agnellini sotto scorta,

invece noto, che sono più tosti e più cattivi dei giovani compagni

con il piercing e il bicchiere di birra doppio malto tra le mani.
Il capitalismo ha vinto. Possiamo solo dire,

ma noi non siamo morti,

tutto il resto è propaganda per scapigliati e demoni sottratti all'inferno.

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