Se l'idrovora non svuota la sentina

ritratto di Angelo Michele Cozza

Un sole tiepido da fori di nubi emerge

lieve uno spirar le scardina silente

oltre piccole bave e rughe

remote scie solcano l'azzurro glauco

dal fronte di frangiflutti semi sommersi

gabbiani reali atterrano o decollano.

 

In un meriggio al termine

immoto sulla riva il cuore elabora

lungo un orizzonte torbido

che non ha segni chiari

aspetta il pescatore che a una lenza

un pesce abbocchi prima o poi.

 

S'abbruna a poco a poco l'aria

il cielo a mesto poi muta colore

una moltitudine di pensieri salpa

disegna spirali e cerchi concentrici

a istanti di tristezza si cerca scampo

mentre crolla su memorie il ricordo.

 

Dov'è lo svincolo che evita

una strada che non ha uscite

e rimette in viaggio l'anima confusa

la forza che sospinge l'uomo avvilito

fuori del recinto chiuso

dove stanno croci di eventi seppelliti?

 

Domani ancora più ingorghi di disaggio

più strapiombi deserti e inciampi

altri fili si sfilacceranno dalla trama

solchi più profondi scaverà l'aratro tempo

che col coltro taglia e col versoio rovescia

lungo il versante della vita che scoscende.

 

Affonderemo quanto prima se l'idrovora non svuota

la sentina che per stillicidio di tristezze si riempie!

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