Amici per paura

Amici per paura

Ferruccio Parazzoli è del 35, ha una lunga carriera letteraria alle spalle, ha scritto una montagna di libri ed è stato finalista varie volte a importanti premi nazionali. (Il giro del mondo, 1977, finalista al premio Campiello è il suo libro più noto)  A più di 80 anni è in gara, nella dozzina finale, al premio Strega 2017, con "Amici per paura", un romanzo non troppo lungo, ambientato a Roma durante l'ultima parte della seconda guerra mondiale, quando la città subiva i bombardamenti degli alleati ed era occupata dai tedeschi, ed è vista attraverso gli occhi di un bambino di una decina d'anni: Francesco.
In un'intervista a un giornale Parazzoli ha dichiarato che vorrebbe che il suo romanzo fosse letto dai giovani. "Un ottimo desiderio" ho pensato, "ma assai improbabile possa verificarsi, perchè i giovani dovrebbero leggere un libro di un vecchio signore che scrive di avvenimenti di oltre settanta anni fa? Già, perchè." Pure il sottoscritto, vecchio anch'esso, ma non abbastanza da aver vissuto quel periodo, ma certo, di averne molto sentito parlare e letto, è un tantino restio ormai a lasciarsi coinvolgere da questo tipo di letture. 
Poi però, dopo un'occhiata veloce ai titoli e alle copertine degli altri volumi finalisti, che non  destavano curiosità, ha comprato il libro e lo ha letto in un baleno. Così ha capito perchè l'autore vorrebbe che lo leggessero i giovani. Infatti, come già anticipato, parla di fascisti e di partigiani, di tedeschi, di sirene che avvisano bombardamenti che poi dal cielo arrivano,  (3000 morti sotto le bombe in vari quartieri della città) di rastrellamenti e deportazioni naziste, di sfollati nelle campagne, parla della grande fame perchè non arrivava più cibo in città, del poco pane con la tessera e del mercato nero; della tragedia della guerra, insomma, che da allora in poi ha risparmiato il nostro Paese.
I vecchi miei genitori mi raccontavano spesso queste cose, e ancora oggi sono pronti a testimoniarle, e mia madre parla della fame che soffrì quasi negli stessi termini di Francesco, e perfino su "Pippo" - il solitario aviatore che di notte mitragliava sulla minima luce che gli capitava di scorgere - i racconti combaciano. Ecco, Parazzoli vorrebbe comunicare queste cose ai giovani di oggi, che si sentono traditi dalla crisi economica e da questa epoca che a loro sembra vuota - e che potrebbe esserlo davvero - che toglie loro la speranza del futuro, e non di rado accusano le vecchie generazioni del disagio che vivono. Cose vere indubbiamente, ma la guerra vissuta, e la fame, che nessuno delle generazioni dopo il 45 ha mai provato, erano forse meno disagevoli? Il libro è leggibile e godibilissimo non solo perchè è scritto molto bene, ma anche perchè è evidente la partecipazione emotiva dell'autore alle vicende narrate (probabilmente autobiografiche), che vuole appunto, mandare un messaggio ai giovani lettori. "Vedete" sembra dire "cosa ci può essere di peggio della guerra, e della guerra civile poi, poichè essa è resa più crudele dalla rottura di ogni vincolo, anche quello del sangue; allora, forse, è possibile anche per voi, pur nel disagio, affrontare il futuro con rinnovata speranza, come fece quella generazione di giovani che veniva dalla guerra e dalla miseria". Si, magari Parazzoli, dalla cima della sua età, scrivedo di vicende passate che hanno quasi altretanti anni, qualche giovane lettore lo troverà.

"Amici per paura" di Ferruccio Parazzoli, pag. 215  Editore SEM (Società editrice milanese) 2016
 
 

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Gradimento

ritratto di Jazz Writer

Bella recensione

Luciano, mi hai fatto venir voglia di leggerlo. Infatti anch'io sono attratto ed interessato culturalmente agli sviluppi di quel periodo storico...pensa che Se questo è un uomo è tutt'oggi forse il mio romanzo preferito.

Qui c'è pure l'escamotage di vedere quelle storie con gli occhi di un bambino di 10...operazione non facile e molto interessante, ecco che a questo punto davvero è auspicabile che venga letto dai giovani, che so, di almeno mezzo secolo meno di noi....ahahahahah...purtroppo. Ciaociao L.B., sempre in attesa dei tuoi...sai cosa.

Grazie Jazz, sono curioso di

Grazie Jazz, sono curioso di vedere come andrà a finire, dovrebbe arrivare almeno alla cinquina finale, così si capirebbe meglio se i giovani l'hanno letto. Ciao

ritratto di Massimo Bianco

Devo confessare che pur

Devo confessare che pur essendo uno che legge molto non avevo mai sentito nominare Ferruccio Parazzoli. Un buco a cui grazie a te prima o poi dovrò rimediare. Vedrò con curiosità di informarmi anche sulle sue opere passate, poi effettuerò qualche acquisto, anche se ho talmente tanti arretrati (decine e decine) da leggere che non ho proprio alcuna fretta di effettuare acquisti e se ne parlerà tra mesi, tanto poi potrebbero passare anni prima di riuscire a effettuarne la lettura, ma tant'è, nella mi alibreria ci staranno comuqnue bene, ci scommetto. Tra parentesi, nel frattempo ho acquistato "La scuola cattolica" di Albinati da te trattato nei mesi scorsi, anche se c'è lo stesso problema: lo leggerò chissà quando. Grazie, ciao.