ciao Frenk ciao Frenk

E  pedalano, pedalano

fino a Porta Latina

per un lamento  

per uno che  si è perso.

Aveva cinquantanove anni

una moglie risposata

un figlio diverso.

Tutto gli era capitato

tutto aveva scelto.

La moglie che lo tradiva

il figlio che lo adorava,

la bicicletta nuova

il figlio assegnato  alla madre

dal giudice del focolare

il perdonare

un modo per avere anche lui un credito

 un assegno con la firma dell’Universo,

un timbro sul petto e via che andare.

 

Ora che è finita la commemorazione

possiamo dare inizio alla canzone:

ciao Frenk, ciao Frenk,

ti abbiamo riconosciuto

dalla barba sporca

e dalle croste di  vino sulla giacca.

spero non ti dispiaccia

se finiamo noi la bottiglia.

Ciao Frenk, ciao Frenk.

Ti portiamo via il pettine dalla valigia

ci prendiamo per ricordo

anche la grappa

ce la passiamo di bocca in bocca

e  inneggiamo alla vita

alla tua vita breve e infinita.

Si vede dal basso, dal  Tevere gonfio

un nuvolone gonfio

non è cosa normale

vederlo navigare 

dritto dall’altra parte

senza lasciapassare.

Ciao Frenk, Ciao Frenk

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