La democrazia secondo...Padoan

ritratto di Piero Tucceri

 

 

 

 

Sembra che sia proprio vero: il “volgo disperso che nome non ha” di manzoniana memoria vive in una dimensione atemporale. Come tale, gli risulta ardua la compiuta interpretazione del passato e del presente, così come non sa prospettarsi il futuro. La sua rimane pertanto una condizione scandita dall'effimera contingenza. In questo senso depone l'affermazione fatta dal nominato ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, che si è così espresso in proposito: "Sotto ciclo elettorale, in Italia ma anche negli altri Paesi, è molto difficile fare dei cambiamenti". E che bisogna pensare a "meccanismi politici che permettono la transizione verso istituzioni più forti, al netto dei cicli elettorali".

Stando alle sue parole, il fatto di chiamare il popolo alle urne, quindi l'intento di operare nel rispetto di uno dei cardini della vera democrazia, rappresenta un pericolo per la società. Si tratta, ben inteso, di un pericolo riguardante non la gente comune, ma gli ambienti finanziari nella cui orbita egli gravita, i quali sono comunque preoccupati dalle iniziative popolari.

In un contesto sociale che fosse minimamente informato alle più elementari regole della democrazia, la sortita del ministro Padoan avrebbe suscitato scalpore. Ma così non è stato, essendo il nostro assetto sociale pesantemente condizionato dalle farneticazioni degli pseudolevogiri “asinistri” coagulatisi attorno a quella eccentrica diramazione del potere finanziario chiamata PD, o, meglio, PDR (Partito Di Renzusconi), le cui scelleratezze hanno irreversibilmente prostrato l'Italia. Stando alla loro “asinistra” rappresentazione delle dinamiche sociali, quella prospettata dal ministro dell'economia, sarebbe addirittura la regola! In questo si traduce il loro concetto di democrazia: di una democrazia ormai irreversibilmente mortificata e svuotata di ogni suo autentico contenuto, grazie anche al contributo offertogli dalla sempre più invalsa orwelliana neolingua, la quale surroga surrettiziamente l'assetto democratico con quello oligarchico. Nella loro surreale concezione degli equilibri sociali, al centro della civile convivenza non si collocherebbe più la sovranità popolare, non espressa attraverso farsesche consultazioni elettorali, bensì la tutela dei loro perversi interessi finanziari.

Le preoccupanti affermazioni del ministro Padoan, sono state recepite con sconcertante abulia dal sempre più anòdino volgo: da quello stesso volgo agevolmente condizionato dalla sempre più allarmante disinformazione di regime, atteso che i mezzi di informazione dovrebbero per contro accompagnare la difficile transizione del volgo verso una organizzazione sociale capace di dimostrare di meritare la difficoltosa conquista della dignità di Popolo.

 

 

 

Riferimento:

-http://www.repubblica.it/economia/2017/05/30/news/padoan_difficile_fare_cambiamenti_sotto_cicli_elettorali_-166785744/

 

 

 

Immagine, da:

 

http://www.politicanti.it/public/Politicanti-pier-carlo-padoan-biografia-nuovo-presidente-consiglio.jpg

 

Da: Report on line

 

 

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ritratto di casalvento

L'organizzazione oligarchica

L'organizzazione oligarchica del potere è una tradizione comunista, che infatti non ha niente a che fare con la democrazia, che aborre e tollera obtorto collo, perché nell'Occidente usa così. Gli intellettuali illuminati, oggi individuati come economisti, guidano il partito-stato e il popolo è indottrinato dalla propaganda. Il breve guizzo di democrazia con relativa alternanza al potere, scaturito dalla anomala iniziativa berlusconiana, è stato prontamente annichilito. Purtroppo questo è il modello che governa il nostro paese, ma è anche il modello sostenuto da Bruxell, nonché quello che opera a Berlino ormai da tempo, con la Merkel-regime. Quindi non c'è speranza. Non a caso un paese che di democrazia se ne intende, UK, è stato costretto ad andarsene. 

ritratto di Piero Tucceri

Mi limito

a integrare questa appropriata osservazione, ricordando che l'organizzazione oligarchica sia tipica delle dittature. Non soltanto di quella comunista, ormai relegata al passato, ma anche e soprattutto di quella finanziaria, la quale non è soltanto attualissima, ma che rischia di comprometterci in maniera irreversibile. Il modello dei vari Draghi & C. è senz'altro peggiore di quello ricordato. Anche perché si diffonde più agevolmente facendo leva sull'ego di tanti sprovveduti e non tramonta nel giro qualche decennio. Giustamente, qui "non c'è speranza". Peccato che il volgo sia congenitamente incapace di darsi la dignità di Popolo.

Grazie per il commento,

Piero

Io, dopo tanti anni  di

Io, dopo tanti anni  di osservazione ed esperienza delle vicende politiche, sono giunto alla conclusione che avremo fatto un sostanziale passo in avanti allorché si sarà capito che la democrazia non esiste, che è soltanto un contenitore vuoto, e che quei brandelli che ci sembra di intravederne qua e là sono soltanto “tollerati” dalle classi dirigenti: hanno una esistenza “a tempo”, poi scadono, come gli yogurt. Le tentazioni oligarchiche sono una costante storica, e non riguardano solo il comunismo o il fascismo, ma anzi sguazzano a meraviglia nel gran mare della libertà d’impresa e di mercato. Se restiamo fermi a rappresentazioni agiografiche del mercato, siamo fritti. Dopo tutti questi anni, soltanto qualche beota può ancora credere che l’avventura berlusconiana in politica fosse motivata dalla sincera determinazione di difendere il popolo dall’aggressione del mondialismo capitalistico: non era lui quello che volle firmare la costituzione europea a Roma? Perché mai ci saremmo dovuti aspettare da un capitalista, benissimo in grado di percepire con precisione i suoi interessi di classe, una azione politica di contrasto delle oligarchie finanziarie mondiali? Noi, invece, siamo fermi a considerare essenza della “democrazia”, anziché la compattezza etnica, che sola saprebbe fronteggiare l’attuale invasione di elementi allogeni, gli articoli del diritto privato.

Ecco perché Padoan si è permesso di pronunciare quelle parole: sa perfettamente che non ci sono più “popoli”, non ci sono più individui collettivi, ma solo atomi individuali senza legame etnico e sociale dell’uno con l’altro. È davvero una terra desolata, l'Italia.

ritratto di Piero Tucceri

Complimenti!

E' un commento più che esaustivo! Peccato che il sempre più dilagante volgo=stupido si lasci sistematicamente ingannare da dei venditori di fumo.

Grazie ancora per l'ottimo intervento.

Piero