Con un solo filo (riedizione)

ritratto di Selly e le bebe rosse

 

 

 

 

Anche il viaggio più lungo comincia con un solo passo (cit)

o con un solo filo...

 

Ed iniziò proprio così per noi. Per me e Germano. Perché ci sono sentimenti che non partono con le istruzioni per l'uso in tasca. Iniziano e basta.

L'origine nostra è stata piuttosto buffa. Una bruschissima frenata del bus, un mio passo non calcolato per mantenermi in equilibrio e un maglioncino di lana, vecchio come Noè, rimasto impigliato alla zip del suo zaino. Il filo tirato all'altezza della mia pancia unì il suo imbarazzo alla mia risata.

Poi un fiume nuovo prese a scorrere.

Come in tutte le storie ... i giorni, i mesi, gli anni diventano somma; nel mentre si alimentano progetti cercando di spezzare le eventuali onde con mano il più possibile lieve.

Ma ... la mancanza di una gravidanza non sancisce mica l'Amore, no?

E questo pensiero ci ha sempre legati stretti, senza necessità di indagare, di metterci a nudo, di sondare oltre natura. Senza visite mediche a ribaltarci come calzini, esami, controesami. E nemmeno mai un dire: “è colpa mia, no no è colpa mia”.

Marco Tullio Cicerone diceva che non c'è male all'infuori della colpa. Noi siamo sempre stati all'infuori della colpa.

 

Radislav è stato rifiutato. Sì, rifiutato (avete letto bene) da ben tre richieste d'adozione in Russia. La prima famiglia a respingerlo è stata di Novosibirsk, la seconda di Ekaterinburg e l'ultima di Mosca.

Arina, una sorta di assistente sociale che ci accompagnerà per l'intero iter d'adozione, si lascia scappare che Slav è stato rifiutato perché non ha capelli biondi, non ha occhi azzurri e i tratti somatici non corrispondono al canone del bambino russo.

Al terzo rifiuto entro i confini russi, l'adozione diventa internazionale.

Radislav è nostro figlio.

Germano mi inonda lo sguardo con i suoi occhi nocciola, vispi vispi e so che mi sta dicendo 'ti amo'. Perché lui fa così, parla con la mimica, ti sottolinea con gli sguardi. Arina, invece, bianca come la cera delle chiese e silenziosa come i minuti di preghiera, continua a scrivere robe su una specie di prontuario e, dopo aver inserito  le generalità di entrambi, ci fa firmare un vagone di fogli in cui veniamo dichiarati genitori. 

Quando ci fissarono il primo dei tre incontri, affittammo dall'Italia  un appartamentino per due settimane a Novosibirsk, nei pressi della stazione dei treni. Verso sera, nel momento in cui tutti i rumori del vivere si sigillano fra le mura, riusciamo a sentire le note dei  violini che riscaldano gli archi e le rotaie della ferrovia. Ed è lì, in quel preciso momento, che con un solo passo si entra nei sogni.

Slav rimane con noi per cinque ore ogni giorno. Ci sentiamo sotto stretta sorveglianza. Il freddo è il primo guardiano, quello dal quale non scappi. I tripli vetri sono le fidate sentinelle.

Arina fa da interprete come meglio può, nel senso che Radislav ha alcuni problemi di linguaggio e fatica a compiere frasi intere. Così lei condisce 'con del suo' il dire di Slav. Comunque sia, sono gli occhi marroni del piccolo, marroni come le caldarroste  di dicembre, a portarci  a destinazione ogni volta.

Dopo una lunga trattativa con l'orfanotrofio riusciamo ad ottenere un permesso per visitare la città assieme a nostro figlio. Slav non sa come è fatta una città, né cos'è un fiume. Conosce solo un lunghissimo corridoio che porta ad uno stanzone dove si svolgono le attività ludiche e si consumano i pasti. I dieci minuti giornalieri passati all'aria aperta, sotto la luce non artificiale, costringono comunque i bambini a contare e ricontare le pietre degli alti muri perimetrali del cortile.

Slav dà la mano a Germano, si fa per dire dà la mano! I guanti spessi tolgono quel contatto che la carne a volte esige. Ma gli occhi nocciola di mio marito diventano comunque una crema profumata il cui aroma ubriaca la città.

E' il diciannove gennaio. Raggiungiamo la riva dell'Ob. Ci si può tranquillamente camminare sopra in quanto lo strato di ghiaccio ha uno spessore indicibile. Raggiungiamo un punto nel quale una strana folla si è ammassata. Sono tutti in costume ed accappatoio. Guardo Slav con faccia buffa come a dirgli: 'ma son tutti matti questi qui!' e lui inizia a ridere. Non sento più il freddo. Quella risata è un the caldo, un brodo ristoratore nel mezzo di venticinque gradi sotto lo zero. Arina ci racconta che oggi è l'Epifania ortodossa e il rito prevede che il credente si immerga da un foro ricavato nel ghiaccio celebrando così il Battesimo di Gesù. Io e Germano non abbiamo alcun credo ma il fatto di assistere, assieme a Slav, ad una tradizione di così grande devozione supporta ulteriormente il nostro nuovo cammino, il nostro nuovo essere famiglia

Gli altri due viaggi sono stati di freddo e fatica, di gelida burocrazia e di qualche intoppo che ha lasciato un retrogusto amaro. Ma le giornate si sono sempre concluse con la dolcezza della mano di Radislav nella nostra, con le sue faccette spiritose, la promessa dell'indomani e qualche nuova parolina in italiano ad incartarci il cuore.

 

Siamo a casa. Abbiamo portato con noi qualche souvenir per i nonni. Slav non ha voluto nulla con sé. Se non un cardigan infeltrito pieno di orsetti che lo ha accompagnato durante le lunghe e fredde notti siberiane.

Ha un filo tirato. 

E questa notte per la prima volta ha parlato in sogno. Farfugliava in italiano.

 

 

 

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ritratto di Lysi

Molto bello, e ben scritto. A

Molto bello, e ben scritto.

A scuola, mi raccontavano i genitori di una loro adozione effettuata n Russia. Il bambino adottato all'età di 3 anni (ora 18enne con qualche problema di linguaggio) venne in Italia presso questa famiglia ma all'epoca non parlava ancora, non era in grado di dire quasi nulla. Problema che si è riflesso nella sua vita, fino ad oggi, infatti per il ns. paese questi studenti segnalati, seguono un percorso individualizzato e vengono assistiti fino alla maturità. I bambini orfani o lasciati in questi orfanatrofi, li mettono tutti insieme dentro in una specie di recinto e li lasciano un po' a se stessi. Non hanno modo di essere educati e ben assistiti, di crescere nromalmente. Sono passati 20 anni, ma spero tanto per questi bambini, il valore delle cose sia cambiato anche in certi paesi.  

ciao selly :-)

ritratto di Selly e le bebe rosse

l'ho

ripostato perché, a distanza di più di un anno dagli eventi e dal racconto, ho avuto modo di incontrare i protagonisti e sono rimasta piacevolmente colpita dalle frasi in dialetto del piccino!!!

La testimonianza che mi riporti fa ben sperare! anche Slav è stato seguito da una logopedista all'interno dell'ambiente scolastico il che ha contribuito enormemente agli sforzi dei genitori.

questa riportata è una storia 'felice'...con il mio lavoro però, purtroppo, sono in contatto con genitori dalle storie diametralmente opposte, con esperienze assai negative. ho alcuni racconti abbozzati. mi sto mettendo all'opera per terminarli.

ciao stellina, grazie :*

Bello

...scorrevole, tenerissimo. Ho conosciuto due famiglie che hanno avuto la stessa esperienza, con due paesi dell'ex Unione Sovietica. Sono seguite da un team specializzato, perché entrambi i bambini provengono da situazioni disastrate. Quanto amore, stanno ricevendo e stanno dando. Un racconto che parla al cuore, come le faccette spiritose di Radislav. Grazie per questa perla. 

ritratto di Selly e le bebe rosse

Le faccette spiritose di

Le faccette spiritose di Slav...eh eh sono felice ti siano arrivate! perché le fa, le fa davvero e sono luce da conservare. da ripensare quando tutto sembra buio. Grazie Anna per aver (r)accolto! :)

ritratto di monidol

Una storia a lieto fine

e scritta molto bene, sono così poetici e teneri i fatti raccontati  che ti sei un po' trattenuta  (:-P) dal poetare la prosa che, secondo me, ci ha guadagnato. Fa bene leggere storie belle come questa, danno speranza.

Anche perchè tutto ciò che ho sentito da chi ha vissuto la trafila e  le procedure in prima persona  è sempre stato invece intriso di ogni genere di nefandezza (all'Estero o  in Italia che fosse), che a riportarle oscurerebbero l'amore che...

ciao tresor

moni

ritratto di Selly e le bebe rosse

ah ah ah

 

come hai fatto a capire??? la 'brutta copia' del racconto è molto più collosa. l'ho dovuto rivedere diverse volte in quanto non volevo far emergere solo rose e viole. in questo caso (nonostante la trafila burocratica abbia snervato) l'epilogo ha dato impulso ad una nuova adozione... 

ho un altro racconto in cantiere. di tutt'altra portata

grazie cuorebell

ritratto di Adaclaudia

e

e fu subito famiglia.

Bello!!

ciao ciao

                                                Claudia

ritratto di Selly e le bebe rosse

così!

 

 

a volte accade :)

ciao carissima, grazie per esserti fermata sul percorso di Slav

 

ritratto di Elisabeth

Ciao, Selly. Ho apprezzato

Ciao, Selly. Ho apprezzato molto la chiusura di questo racconto, le 4 parole Ha un filo tirato a cui si collega il titolo. Un bel racconto, un viaggio interessante che sa di rinascita e di scoperta, nonchè di "ricerca" in sé, di sé, dell'altro, privo di troppi sentimentalismi, ma di parole concrete e fatti di cui, poi, ha bisogno l'adozione.  Un caro saluto.

ritratto di Selly e le bebe rosse

i fili tirati

 

sono un po' come mani tese che si aspettano. li hai visti bene. e non poteva essere altrimenti!

come dicevo più su a Moni la 'brutta copia' è sicuramente un poco più romanzata. la vena poetica mi trae sempre inganni. non volevo emergesse solo il lato buono della storia (ovviamente è quello che muove). mi preoccupava maggiormente si potesse sentire la ricerca del cerchio, la circolarità che spinge a farlo il bene. 

grazie cara, gradito il tuo sentire

ritratto di Rubrus

***

La chiusa, col fatto che il bambino, nel sonno, parlasse in italiano, dice, con grande sintesi ed eloquenza, che il processo di integrazione è compiuto. Un capo del filo è rimasto laggù, in Siberia, ma Slav è ormai parte della famitlia di Germano e della protagonista.   

ritratto di Selly e le bebe rosse

ciao Roberto

 

esattamente così.

Una cosa che mi colpì durante la chiacchierata con la protagonista, fu proprio questa cosa del sognare. Le assistenti che seguivano Slav in Italia le dissero che appena avrebbero sentito il loro bimbo parlare nel sonno in Italiano, sarebbe stato un grande passo per l'integrazione. E successe, successe davvero. 

E me lo raccontò con gli occhi lucidi d'amore

:)

 

Brava due volte.....

.....perché a me piace leggere il tuo racconto in due parti.

Perché è così che nasce, con un solo filo che unisce tre esistenze.

Brava per il testo, fluente, efficace e sempre molto diretto, con parole pennellate fini che dilagano nella poesia.

E brava per aver portato a galla una storia, come tante, ma che non si finisce mai di raccontare abbastanza.

E il succo che ne deriva è sublime: la mancanza di gravidanza non sancisce l'amore.

E' vero. Ci sono altre strade. Come quella scelta dai protagonisti.

E come quella che abbiamo scelto mia moglie ed io.......

ritratto di Selly e le bebe rosse

Paolo

grazie! grazie di esserti fermato qui. il fatto che tu l'abbia apprezzato da 'persona coinvolta' mi fa ancora più piacere.

sai, prima di riuscire a scriverlo ho dovuto aspettare del tempo lasciando sedimentare le emozioni. l'ho inziato e strappato più volte. mi usciva solo miele e non era quello che volevo. trascorso il periodo di quiete è stato un attimo... la sera stessa l'ho inviato alla mia amica-coprotagonista. l'ho pubblicato con il suo 'benestare'.

ora stanno aspettando di diventare in quattro!

ciao Paolo, buona estate :*