Decisione irrevocabile

Stava seduto al buio con davanti un foglio bianco ed una penna poggiati nel vecchio tavolo; teneva la testa tra le mani mentre cercava di prendere una decisione entro lo scadere del tempo che si era dato e questi era vicinissimo. Sfregò il cerino nella linea rossa della scatola e avvicinò la fiamma alla candela, l'odore di zolfo e lo sfrigolio della fiamma gli diedero una prospettiva interiore diversa. Il muro davanti a lui proiettava le ombre deformate sua e della fiamma, quella del fumo dava l'impressione di doversi aprire in un macabro sorriso da un momento all'altro. La cera colava sul piattino alla base della candela, il cumulo che si posava era forse l'ultima scadenza del suo ultimo tempo. Si era dato tre opzioni di cui una doveva essere scelta entro la mezzanotte. Il perchè di questa scelta poi non era chiaro neanche a lui, forse si era fatto influenzare dal sensazionalismo di quest'ora a causa dei vari romanzi e film che ne hanno abusato; d'altra parte per la scelta che stava per prendere un'ora valeva l'altra. Ma non sia mai detto che non avrebbe aggiunto un pò di epica ad una scelta tanto importante, quindi vada per la mezzanotte.

Sul comodino di fianco aveva la Glock19; gli avevano detto che è una pistola da donna, lui a questo aveva sorriso, "L'importante è che faccia bene il suo servizio" aveva pensato, oltre il fatto che per spararsi un colpo in bocca o sulla tempia_ non aveva ancora deciso, così come non aveva deciso quale tempia scegliere. Si, si perdeva in sottigliezze_una pistola da donna lo rassicurava molto. Forse pensava sarebbe stata più delicata, forse il trovarsi tra le mani un oggetto più maneggevole anzichè un cannone rendeva il tutto meno impressionante. Certo quella dell'arma da fuoco non era stata la sua prima scelta, aveva pensato di appendersi a una trave del soffitto con una corda al collo;  già si immaginava la faccia della moglie appena rientrata dal turno serale; così impara ad andare a letto con gli altri quella stronza! Ma che impressione avrebbe fatto su sua figlia di dieci anni una scena del genere? trovare suo padre penzoloni e con la lingua di fuori non gli avrebbe certo garantito un figurone agli occhi della ragazza. Chissà poi che imbarazzo per lei nel resto della sua vita alla domanda: "Di cosa si occupa tuo padre?" A quel punto aveva pensato bene di spostare il mirino su un altra scelta. Il mirino! Notata la divertente analogia? C'è da dire poi che anche l'arte di impiccarsi non è da maneggiare così alla leggera, insomma come tutte le cose bisogna saperla praticare. Aveva sentito dire che in più di un occasione l'impiccato aveva tirato le cuoia dopo una lunghissima agonia e per di più soffocato; non ne aveva nessuna voglia; voleva uno strappo secco che gli rompesse l'osso del collo, poteva sopportare una quindicina di secondi ma non di più, se proprio non poteva avere la morte istantanea. C'erano dei tempi in cui dei boia specializzati si occupavano di queste cose ma adesso i mestieri stanno scarseggiando e non gli veniva in mente nessun amico con dimestichezza in queste faccende. Quando ti serve un favore non trovi mai nessuno in grado di fartelo. Allora aveva fatto la sua scelta e questa era caduta sulla pistola. Gli sovvenne però che anche trovare il muro e le mattonelle impiastrate di sangue non sarebbe stato un ricordo edificante nella memoria di sua figlia, di sicuro quello maggiormente impresso ma non certo edificante. Gli era venuto in mente solo in quel momento e si meravigliò di questo. Bisogna dire che quella del gesto estremo dopo tre righe di commiato era solo una delle opzioni, un altra era ovviamente quella di far fuori l'uomo che andava a letto con sua moglie.

Perchè lui e non lei o magari entrambi? In certi momenti la perfidia di un uomo raggiunge vette stellari e volete mettere vivere con il rimorso di aver causato una morte piuttosto che togliere il disturbo in prima persona? E poi l'aveva visto quell'uomo: Il classico tipo da aperitivo che non invecchia mai, non lavora quasi mai, non legge mai, mai un dubbio, uno scrupolo o una preoccupazione, con il suo sorriso furbo in quella faccia furba e la pettinatura furba. Quella faccia che lo fa vivere di rendita senza il bisogno di usare nessuno dei suoi due neuroni. Puntare e splasssssccccchhhh....si sorprese a ghignare all'idea. Ma_ roba da non credere_ in tutto questo c'era qualcosa che non lo convinceva.

Rimaneva l'ultima opzione: quella di sparire per sempre senza nessun altro ausilio che un aereo. Pensava alle Isole Canarie; clima tropicale, tante spiagge e poesia sempre davanti agli occhi. Potrebbe sembrare una decisione un pò frivola e a buon mercato, soprattutto nei confronti di sua figlia. Se non fosse per lei fanculo tutti e viva la vita! Ma allora perchè tutte le elucubrazioni precedenti? Non se lo spiegava, la sua mente era un tornado di anguste sensazioni che non trovavano sfogo. Si sentiva compresso, impaziente, stretto dentro quella stanza. Prese la pistola dal cassetto del mobile, la mise nella tasca interna della giacca e uscì da quella casa come una furia; fece le scale di corsa e si imbattè in sua moglie; " Dove vai?" gli domandò perplessa mentre osservava la sua faccia che aveva una espressione mai vista prima; lui la osservò a lungo, osservò i suoi grandi occhi castani rivedendo là dentro tanti anni; anni di "speriamo che passi di qui" e di sguardi di lei che cambiavano direzione non appena lui la osservava, di spiagge e tramonti, di tornanti e montagne, di autostrade sotto il sole durante le vacanze estive, di veglie di notte quando lui stava male e sorrisi incoraggianti accompagnati da un "Vedrai che passa", di sesso sfrenato e di sesso perchè si deve, di noia dolce e divertente e di noia maledetta, di lei in bagno che vomita e di sala parto nove mesi dopo, di lei che ogni volta che lui stava zitto gli carezzava la guancia chiedendo "Tutto bene?" e di lui che rispondeva "Si certo" anche quando non era vero ed entrambi lo sapevano, e di quel sorriso, sempre quel sorriso.

"Torno subito" le rispose continuando a percorrere la scala fino ad uscire dal palazzo, dove fu investito da un ondata di  vento freddo che sembrava fargli a fette l'anima e a lui questo piaceva.

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Gradimento

Decisione..

A mio avviso nessuna delle tre opzioni  è quella buona.. il protagonista di questo breve racconto sarebbe tornato dalla moglie e ancora non ci sarebbe stato nessun chiarimento, ancora rinviato , a chissà quando, e si sarebbe tornati a vivacchiare scrutando l'altro in sguardi obliqui indagatori, fino a chissá quando.. Magari mi sbaglio ma resta comunque un buon racconto. Un saluto

Il finale è interpretativo;

Il finale è interpretativo; volevo raccontare l'estremo degli stati d'animo di una persona dovuto alla fragilità, senza indorare la pillola. Comunque sono contento che ti sia piaciuto e ti ringrazio.

ritratto di Lysi

ciao Hernest

lo sai che vedrei il finale delle due righe anche come incipit ? :-)

Mi è piaciuto la parte finale, quando descrivi il menage familiare, a mio avviso hai sbagliato un po' i tempi fra imperfetto e presente (e poi sai come la penso su trattini, punti e vrigola etc), la storia si presta a tutte quelle sparizioni improvvise immotivate. La cosa curiosa che lasci in sospeso è la domanda, ovvero, quest'uomo se ne andrà alle isole o si ucciderà ? Il fatto che abbia preso la pistola con se lascia questo dubbio nel lettore. 

a rileggerti, ciao :-)   

Ciao Lysi, i punti e virgola

Ciao Lysi, i punti e virgola sono imprescindibili per il mio tipo di scrittura perché descrivo spesso la stessa situazione in frasi diverse che si susseguono. I trattini penso sia la prima volta che li utilizzo e la mia intenzione era creare un intermezzo di spiegazione. Ho utilizzato il presente con la voce narrante come modo di interagire con il lettore. Grazie per l'attenzione.