UOMINI DAL PASSATO CAP.9°

ritratto di gabriella de arcangelis

UOMINI  DAL  PASSATO

CAPITOLO  9°

 

Bernardo scese dal treno e si precipitò verso il terzetto ed accadde quello che nessuno, meno che mai Miriam, avrebbe potuto  prevedere: abbracciò Miriam e le stampò su una guancia un focosissimo bacio, affettuoso, ma pur sempre focoso.

Sia Massimo Del Monte che Alessio non dissero nulla, ma l’imbarazzo si leggeva chiaramente sui loro visi, soprattutto su quello di Allessio.

Miriam si staccò da Bernardo e, cercando di mantenere la padronanza di se stessa << A cosa devo questa euforia ? >>

<< Ho avuto un colpo di fortuna del tutto inatteso, tu sei stata la centesima acquirente di questo tipo di video ed a me il padrone del negozio ha elargito un premio : un televisore di quelli enormi, ma enormi … grazie Miriam, sei arrivata nel momento giusto >>

<< Sono contenta per te, ma … lascia che ti presenti … allora, avrete capito, lui è Bernardo Dominici e, in genere, è molto più discreto, anche perché Viola, sua moglie che lavora con lui nello stesso mega-negozio, non ci passerebbe sopra … Bernardo, lui è il mio collega Alessio Marra, ispettore di polizia e lui è il professor Massimo Del Monte, esperto in…>> << … fossili ! ecco perché mi sembrava di conoscerlo ! lei mi deve assolutamente un autografo altrimenti Viola non mi rivolgerà più la parola ! >> << Lungi da me essere la causa, se pur involontaria, della fine di una storia d’amore. Farò di più, quando avrà istallato le video, il mio premio per lei sarà una foto di noi due insieme, con dedica naturalmente >> 

<< Ma oggi è proprio il mio giorno fortunato ! allora, che aspettiamo ? andiamo subito ad istallarle, ma a cosa ti servono Miriam ? >>

<< Usciamo da questa stazione, saliamo in macchina e ti raccontiamo tutto >>

Una volta saputo il motivo, l’allegria, l’euforia erano sparite dalla faccia di Bernardo << Miriam … mai avrei creduto che mi hai fatto venire qui facendomi scapicollare e per fare che ? prendermi in giro ? e vi siete pure messi d’accordo ? professore, mi stupisco di lei >> fu proprio Del Monte a rispondergli << Mio caro Bernardo, qui nessun vuole prenderla in giro… sono comparse delle persone e … supponiamo che potrebbero essere … insomma quelle video ci aiuteranno a diramare la matassa, almeno lo speriamo >>

<< Ma sono finito sul set di un film di fantascienza ? oppure … ma sì ! c’è una telecamera nascosta, vero ? sapete quel programma degli scherzi?>>

A questo punto Miriam si innervosì << Senti Bernardo, se ci credi o non ci credi non ci riguarda. Montaci ste video, dicci quanto ti dobbiamo e arrivederci >>

<< Ehi, calma, eh ! mica capita tutti i giorni di trovarsi davanti un uomo di Neanderthal … su, seriamente, dove le debbo istallare ? >>

I 10 Km che separavano Feltre da Vallicelle bastarono appena a convincere Bernardo che i tre non scherzavano per niente e fu così che l’uomo scese davanti al commissariato con il volto stravolto.

Il commissario Gatti lo salutò cordialmente, le maxi torce erano già pronte ed il gruppo s’incamminò verso il bosco.

Le maxi torce illuminavano il terreno come se fosse giorno, ma, nonostante tutto, percorrere i sentieri, piccoli e scivolosi, non fu facile.

In più di un’occasione il braccio protettivo di Alessio impedì a Miriam rovinosi scivoloni. Chi invece scivolò fu Bernardo che si ritrovò sul posto delle “apparizioni” sporco di fango dalla testa ai piedi.

<< Allora … il posto è questo … >> spiegò Miriam che indicò a Bernardo anche dove istallare le video << … dovrai piazzarne una qui … una qui e … e la terza … ecco, qui >>

<< Su quali computer vorreste avere il collegamento ? >>

Il problema non se lo erano posto, ma la risposta fu ugualmente facile e fu ancora Miriam a parlare << Sul mio, su quello di Alessio, su quello del commissario e quello del professore >>

<< Allora datemi le coordinate … vedete questo microchip ? lo vado ad inserire nelle video e la visione sarà possibile solo ai computer riconosciuti >>

<< Bene … >> disse Gatti << … una forma precauzionale che mi piace … allora le coordinate del mio computer sono queste, cioè è questa la password, questo vuole Bernardo ? >>

<< Sì certo … mi date anche la vostra ? >>

Alesso, Miriam ed il professore consegnarono la loro a Bernardo che  <<Ecco fatto … ora le accendo e da questo momento loro cominciano il proprio lavoro comunicandolo solo ed esclusivamente ai computer identificati. Ora però dovremmo fare una prova … cosa suggerite ? >>

<< Che si torna tutti e diamo per scontato che il collegamento sia perfetto … >> rispose Miriam << … dopo cena, andando nei nostri alloggi, controlleremo >>

<< A proposito di cena … >> intervenne Bernardo << … dove si mangia?>>

Dopo una cena abbondante e gustosissima nel ristorante del motel, Gatti e Bernardo tornarono a Vallicelle, il professor Del Monte tornò a Feltre e Miriam ed  Alessio si ritrovarono soli, soli ad affrontare per Miriam la prima notte insieme ad uomo che conosceva da poco tempo, che stimava, questo sì, ma … ma ? perché il comportamento di Alessio era cambiato dal momento dell’arrivo di Bernardo ? e perché lei stessa aveva percepito il contatto fisico delle braccia dell’uomo che aveva cercato di aiutarla ad evitare scivoloni non con fastidio, ma addirittura con piacere ? Ed Alessio ? perché provava rabbia, una rabbia interna che non sapeva giustificare, quando o Bernardo o Massimo si rivolgevano alla donna con complimenti od ammiccamenti ?  innocenti, questo lo sapeva, ma a lui davano un sottile fastidio. Troppi “perché” aleggiavano nella storia ed Alessio sentiva che doveva dare delle risposte a quei perché, Miriam sentiva che doveva capire meglio il comportamento di Alessio.

Comunque la porta della stanza, per quella notte in comune, si richiuse alle loro spalle e sia Alessio che Miriam decisero di bypassare il problema a beneficio del computer. Fu Alessio a proporre << Accendo il PC … penso che dovremo fare dei turni … quei tipi possono comparire quando meno ce lo aspettiamo, che ne pensi ? >>

<< Anch’io avevo in mente la stessa cosa … secondo me né Bernardo né il professor Del Monte lo faranno, avevano gli occhi pieni di sonno.>>

<< Ok … comincio io, tu riposati un po’ >>

Erano trascorse almeno due ore e gli occhi di Alessio non ce la facevano più a restare aperti. L‘immagine sul computer era inevitabilmente sempre la stessa, lo stesso spaccato di bosco. Dopo un intervallo la pioggia era ricominciata a cadere e con essa gli ormai familiari lampi, filmini e saette. Alessio sentiva di stare per crollare. Il tranquillo e cadenzato respiro di Miriam che dormiva tranquilla, il ticchettio della pioggia sui vetri … tutto serviva da vera e propria “ninna nanna“. Alessio di girò verso Miriam, le dispiaceva, ma l’avrebbe chiamata. Un po’  di riposo sarebbe servito anche a lui. La vide così addormentata ed un pensiero lo pervase : provò il desiderio di essere là, disteso accanto a lei, di tenere quella donna tra le sue braccia. Alessio si impaurì … ecco il perché della sua rabbia interiore ai complimenti che altri facevano a Miriam … questo era sinonimo di … non riuscì a completare il pensiero, l’audio del computer, pure se tenuto bassissimo, gli fece sentire una specie di fruscio, si girò e … quei tipi, Neanderthal o Sapiens che fossero erano lì, nel video, davanti a lui.

Si girò nuovamente verso la donna e << Miriam ! Miriam ! svegliati !!! >>

Dapprima Miriam sentì un vago rumore proveniente da lontano, ma quando si rese conto che quel “rumore” corrispondeva al suo nome, saltò letteralmente dal letto ed a piedi nudi corse verso l’uomo.

<< Eccoli Miriam ! eccoli ! e … ne ho contati almeno una decina ! >>

<< Accidenti ! e … hai fatto caso da quale direzione arrivassero ? >>

<< Da quale direzione ? mi sembra da … sì, da dietro quel costone >>

<< Quindi … non è qui … insomma quest’anfratto non c’entra nulla >>

<< Non so che dirti Miriam … so che … sono allibito >>

<< Alessio, ti rendi conto che forse stiamo guardando i nostri-ante-ante-antenati ? >> il cellulare di Alessio squillò, era il commissario Gatti.

<< Sì commissario … … … sì, anche noi li stiamo vedendo … … … lei è in commissariato ? … … … certamente, anche lei. >> clic.

<< E bravo il nostro Gatti, anche lui attaccato al PC >> disse Miriam senza staccare lo sguardo da quel video.

<< Sì … dici che dovrei svegliare Massimo ? >>

<< Dico che ne varrebbe la pena >>

Alessio chiamò il professore mentre Miriam continuava a guardare, ammirata, la preistoria dell’uomo in diretta, lì, davanti ai suoi occhi.

Alessio chiuse la telefonata con Massimo e le si risedette accanto.

<< L’ho svegliato. Ora sta guardando anche lui >>

<< Guarda questa donna … alzo appena un po’ l’audio >>

<< Sì, ma non eccessivamente, potrebbero sentirci nelle stanze accanto>>

<< Senti ? sembra che stia chiamando qualcuno … dice … GUAM … sarà un nome ? si guarda intorno e dice GUAM >>

<< Anche gli altri … dicono la stessa parola e si guardano intorno … guarda Miriam … raccolgono delle erbe e dei rametti … ha ragione quell’agente, come si chiama … Loreti, sembrano conoscere il posto >>

<< E’ vero Alessio, sono a loro agio … quello laggiù esamina quella pianta, vedi ? forse quella non la conoscono >>

<< Non sono neanche infastiditi dalla pioggia … sono coperti da una specie di tunica corta di pelle … quella donna continua a gridare quella parola GUAM >>

<< Guarda Alessio … quello sembra che la inviti a venire via … a venire via … quindi potrebbero non essere accampati lì dove li vediamo, ma esserci venuti solo per raccogliere quelle piante, guarda quante ne hanno prese >>

<< Chi sa di che pianta si tratta, dovremo vedere appena ci andiamo. La pioggia sta aumentando … guarda, guarda Miriam si riparano sotto la sporgenza … il fulmine è caduto proprio lì accanto, li ha sfiorati >>

<< Un altro fulmine … scappano e … e … ma sono spariti ! Alessio, sono spariti ! >>

<< Ho visto Miriam … ho visto >>

<< E’ fantastico Alessio … è stato fantastico >>

All’unisono squillarono entrambi i cellulari.

Gatti chiamava Miriam nello stesso istante in cui Massimo Del Monte chiamava Alessio.

Sul video del PC la scena di sempre. Quel posto che fino a pochi istanti prima era affollato ora era di nuovo solitario e la vegetazione si piegava alle raffiche di vento e di pioggia.

 

                                                 … continua …

 

 

 

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