"La leva calcistica della classe '68"* - da "I racconti del cuculo" *cit.F.De Gregori

ritratto di davecuper

I pomeriggi passati all'oratorio, all'inizio degli anni '80, erano l'occasione per disputare, insieme agli altri amici o compagni di giochi, delle vere e proprie partite di calcio.
Si cercava di assaporare, così, quel clima agonistico che vedevamo tutte le domeniche nei campi di calcio delle partite di Serie A.
Quando, all'inizio delle partite, si doveva scegliere il ruolo da ricoprire nella squadretta che si andava a formare, c'era chi voleva fare l'attaccante per segnare tanti gol, chi voleva stare in porta per parare i tiri degli avversari, chi voleva stare a centrocampo per costruire il gioco. Questi erano i ruoli più ambiti. Quando toccava a me scegliere il ruolo da ricoprire non avevo dubbi: volevo fare il libero. Volevo emulare il mio idolo dell'epoca, il giocatore Graziano Bini, libero dell'Inter che vinse lo scudetto nella stagione 1979/1980.
Sopperivo alla mia mancanza di velocità con una buona visione di gioco, che mi permetteva di arrivare prima degli avversari nel punto in cui era diretto il pallone, così da far ripartire l'azione o spazzare l'area di rigore.
Ricordo una partita memorabile giocata nel campo grande (già questo era un evento per noi piccoletti che avevamo a disposizione un campetto più piccolo), in cui il portiere non dovette effettuare nessun intervento, in quanto arrivavo sempre in anticipo sugli avversari.
Solo una volta fui superato.
Mentre mi apprestavo a rinviare il pallone, scivolai sul campo sbrecciato lasciando l'avversario involarsi da solo verso il mio amico-portiere. Egli riuscì così a toccare il suo primo pallone, solo però per raccoglierlo in fondo alla rete e rilanciarlo al centro del campo.
Un compagno di giochi, che giocava in una squadra vera di piccoletti, una volta mi chiese in che squadra giocavo. Io lo guardai e gli dissi: “in nessuna squadra!”; e lui rispose: “non è possibile, giochi troppo bene per non giocare in nessuna squadra”.
In effetti non volli mai iscrivermi ad una squadra di calcio ufficiale, per allenarmi e migliorare i fondamentali.
Dicevo ai miei genitori, in particolare a mio padre, che il calcio non mi piaceva o che non mi interessava più di tanto.
In realtà ciò che mi bloccava era la paura di farmi male e, quindi, la paura nei contrasti con gli avversari.
Quando guardavo le partite di calcio alla televisione e vedevo i giocatori infortunarsi e uscire in barella, le immagini mi impressionavano fino a farmi stare male.
Con il tempo persi quella mia capacità di leggere le azioni degli avversari, cosicché, da libero, venivo preso di infilata dagli avversari che si presentavano in contropiede e mi scartavano agilmente.
Provai, in qualche occasione, a giocare terzino sinistro, come un altro mio idolo dell'epoca, Beppe Baresi, ma non ebbi grandi soddisfazioni. Cercai poi di riciclarmi come portiere, ma non ero abbastanza fuori di testa per interpretare quel ruolo.
Così, a poco a poco, la passione per il calcio giocato svanì, restando solo un ricordo di quei giorni estivi passati all'oratorio.
Al calcio giocato si sostituì la passione per il subbuteo, gioco da tavolo in cui due squadre di pupazzetti, con maglie simili a quelle delle vere squadre di calcio, venivano azionate da agili dita dei due giocatori avversari.
Io ed un mio amico ci affrontavamo in epiche partite, ma spesso giocavo da solo, dando vita a tornei e campionati, tra le varie squadre, che quasi mai arrivavano alla conclusione, lasciando il calendario, che avevo accuratamente preparato, a metà, proprio come tante cose della mia vita.

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Gradimento

CalcioBeh

Il calcio di quegli anni e di quei campioni era un'altra cosa, o almeno così pare a me che ho un'altra età. Resta il fatto che non mi va più il calcio di oggi, non mi desta più alcun interesse nè  curiosità, non so esattamente perchê, ritengo fondamentalmente che ci siano meno campioni di un tempo, o forse oggi praticamente tutti i giocatori hanno un livello di gioco superiore, difficile quindi distingersi dall'insieme. 

Anch'io dunque ho abbandonato quella passione ma tu con questo brano mi hai ricordato quella di quei tempi. Ho apprezzato, un saluto.

ritratto di davecuper

calcioBeh

Ciao!
Grazie per il commento.
Sono contento di averti ricordato una tua passione giovanile.
Anche per me il calcio non è più quello di una volta, ma continuo a seguirlo.
Ascolto ancora le partite alla radio come trent'anni fa. Niente Sky, niente Premium calcio.
E' qualcosa che mi lega al passato ed è un ricordo piacevole

Ciao