LA RELIGIO NEL SUO DIVENIRE - III° CAPITOLO

ritratto di ponera

Avete mai fatto mente locale che l'inganno è una di quelle caratteristiche che  differenziano l'antropomorfa acculturata da tutte le altre forme viventi? Solo lo scimpanzé sembrerebbe avezzo all'inganno. Si è potuto constatare che una femmina di scimpanzé, quando vuole copulare con un maschio non del suo rango o quantomeno non riconosciuto dal suo gruppo idoneo ad avere contatti con lei, lo porta dietro un cespuglio, per non farsi vedere, ed al momento dell'orgasmo gli mette una mano sulla bocca affinché nessuno avverta quello che stanno facendo. 

L'inganno quindi lo si potrebbe considerare una forma evolutiva della specie di alcune antropomorfe, possiamo dire l'uomo, lo scimpanzé ed il bonobo.

Nell'evolversi l'uomo ha sempre più elaborato l'inganno, facendolo diventare addirittura essenziale per la sua vita sociale.

 L'inganno fu consequenziale per dimostrare giusto ciò che non lo è, bello ciò che non potrebbe piacere, convincere a credere ad una fantasiosa idea bugiarda, compiere un'ingiustizia nella convinzione di essere nel giusto e denunciare un amore inesistente. Insomma l'inganno è entrato a far parte del nostro modus vivendi, e grandi o piccoli gli inganni sono sempre presenti all'ordine del giorno.

Con l'acculturamento ha preso talmente forza che la sua presenza si da per scontata, basta vedere la pubblicità alla televisione per rendersene conto. Certe forme d'inganno vengono presentate addirittura in un modo sfacciato.

L'antropomorfa acculturata con l'inganno è riuscita a mentire a se stessa. Sono trascorsi migliaia di anni ed alcune vecchie credenze sono state sconfessate dalla scienza, eppure vengono ancora eccettate per verità assolute. Ma non da pochi individui con scarsa cultura ma anche da soggetti che hanno raggiunto il più alto livello culturale.

Ciò che non è gradito viene rifiutato o nascosto e viene accettato in forma ingannevole con ciò che sembra gradito. La storia è raccontata ai posteri in un modo ingannevole, la verità a volte è talmente celata che anche a distanza di tempo rimane nell'oblio. Nella storia romana, raccontata da Tito Livio , i romani erano sempre vincenti, poiché il suo popolo non avrebbe mai gradito una sconfitta. Mi rifaccio al pensiero religioso ancora accettato da miliardi d'individui, anche se induttivamente sarebbe molto opinabile. Siamo entrati nel terzo millenio e la scienza  nell'ultimo secolo ha fatto progressi da gigante. Il Principio tolemaico di una terra al centro dell'universo non è più attendibile. Il principio evoluzionistico è stato confermato dalla biologia molecolare, abbiamo una navicella spaziale che gira intorno alla terra con degli autronauti a  bordo, la quale viaggia a 27.000 km/h.ed a 400 Km. d'altezza dalla terra. Abbiamo dato vita ad un batterio artificiale e cosi via, ne potrei cirtare ad iosa  di ciò che nell'ultimo secolo l'umana gente è riuscita a scoprire ed invenatre. Eppure c'è chi crede ancora ad un Dio paternalista a sua immagine e somiglianza, un Dio che si interessa delle sue cose e di quelle dei suoi cari. Crede che in un mondo ipotetico siano presenti i propri estinti, pensa di poterli un giorno rincontrare. Tutto ciò è frutto di quello spirito ingannevole che è entrato a far parte del nostro modo di essere, acculturati e non! Grandi sciamani parlano a sproposito dicendo cose inverosimili, come la Madonna assunta in cielo in carne ossa, vengono beatificati dei santi ed idolatrate visioni mariane d'aver fatto edificare sontuosi centri di raccolta con un poderoso mercato di oggettistica, tutto prodotto nell'inganno!

Da ciò dobbiamo dedurre che l'inganno ha origini remote, cioè dall'Australopithecus, dalle prime forme di ominidi. Con l'evolvesi la nostra specie non ha abbandonato questa sua prerogativa, anzi l'ha potenziata. Certamente quando prese coscienza di se stessa e dell'altrui incominciò a svilupparla enormemente, poiché si è reso sempre più utile nel rapporto sociale. L'inganno non è sempre rifiutato, a volte è accettato coscientemente perché può produrre un vantaggio in determinate circostanze. Un esempio banale: Io voglio possedere una donna ed allora faccio finta di esserne innamorato al punto di convincerla a concedersi, in un modo ingannevole ho raggiunto lo scopo. La posseduta finge di credere all'amore per giustificare la sua arrendevolezza. Compro un prodotto e fingo di credere nelle sue qualità, intanto prevedo già di non pagarlo. I portatori di pace come Ulisse introducono il cavallo dentro le mura della città in segno benevolo e la conquistano, e così via se ne potrebbero citare una marea.

Nel processo evolutivo, come ho spiegato nel mio libro "Homobaratto, la molla propulsiva dell'evoluzione umana", l'umana gente escogita il baratto in gran parte con spirito ingannevole. Nel baratto l'inganno serpeggia sempre ad ogni transazione, le due parti cercano di trarne il massimo vantaggio e di conseguenza devono convincere la controparte che ne sarà avvantaggiata, anche se a volte potrebbe essere esattamente il contrario. Un inganno bonario, ma sempre inganno è. Il prodotto da barattare va esposto nel migliore dei modi  nascondendo eventuali deficienze, è naturale, anche se il prodotto è di ottima qualità. Io avevo acquistato un furgone con una grave manchevolezza. L'Azienda produttrice in quel furgone montava la pompa dei freni abbinata con l'alternatore. Rompendosi la cinghia dell'alternatore la macchina non frenava più. Poteva quindi succedere che in una discesa ripida uno poteva avere un incidente anche mortale. Il Tecnico del fabbicante mi disse che avevano vagliato il caso ma che poteva succedere un caso su10.000. Insomma nel presente caso la Ditta fabbricante ha operato in un modo ingannevole. Insomma l'inganno può essere apparentemente gratificante quando si fonde sull'illusione di credere ciò che piace non ciò che è. Lessicalmente è considerato un verbo immorale del comportamento umano, ma sempre accettato di buon grado per il raggiungimento di determinati scopi. Pensate allo sciamano che metteva un amuleto sul petto di un malato e fingeva una ritualità che gli consentiva di avere contatti con le forze del bene per raggiungere una pronta guarigione. Cosciente di esercitare un inganno, ma a scopo benefico. Il sacerdote d'oggi fa la stessa cosa con le sue ritualità, alza il calice, da l'ostia nella comunione al fedele, sa di esercitare un inganno, ma nella convinzione di farlo a fin di bene, infatti il fedele rimane confortato. 

 Si potrebbe concludere dicendo che l'inganno è uno dei pilastri portanti della cultura umana.

Continua con il IV* Capitolo prossimamente.

Chi cuole vedere il precedente deve digitare www.neteditor.it/node/249456 

Questo testo è protetto contro il plagio. Questo testo è depositato ed esiste una prova certa della sua data di deposito e/o pubblicazione. Chi ne fa un uso improprio è soggetto alle sanzioni di legge.

Il tuo gradimento: Nessuno (1 voto)