Gli strateghi del giorno dopo.

~~Gli strateghi del giorno dopo.

Di fronte a certe dichiarazioni dei nostri attuali uomini politici sarebbe giustificato cedere alla tentazione di chiamarli “ Ciarlatani” o, meglio, “ Cialtroni”.
I fatti a cui è possibile fare riferimento sono sotto gli occhi di tutti e sono tali da non richiedere spiegazione. Il vuoto culturale e morale espresso da molti esponenti della nostra politica giustifica ampiamente il giudizio negativo nei loro confronti.
Il problema diventa più grave quando ci si rende conto che, accettando la loro logica, si finirebbe con l’entrare in una spirale di incomprensione e di contumelie che non consentono vie di uscita. Pur di sostenere il loro punto di vista sono molti i “gentiluomini” che sembrano disposti ad andare alle vie di fatto e minacciano persino di portare in tribunale chi non la pensa come loro.
Lo fanno anche quando sanno che la possibilità di ristabilire la verità, vera o presunta che sia, è praticamente impossibile e, comunque, non servirà a migliorare le cose.
La situazione di caos, che stiamo vivendo, si manifesta attraverso le polemiche e gli insulti, deriva dall’inadeguatezza culturale e morale dei nostri rappresentanti politici.
Se in Italia esistono tanti gruppi di opinione è solo perché la fine delle ideologie ha frantumato in mille pezzi il pensiero politico e lo ha ridotto a giustificare l’esercizio del giorno per giorno.
Con la fine dei leader politici, che pensavano di prendere il posto delle ideologie, le galline del pollaio si sono trasformate in galletti.
 Più o meno, in Italia, tutti hanno qualcosa da dire e sanno cosa fare per salvare il Paese dal nubifragio ma non ci sono dei Mosé in grado di farlo. Quei pochi che tentano l’impresa sono impallinati come piccioni al tirassegno. Di loro si perdono rapidamente le tracce. In campo rimangono sempre e solo i cecchini, quelli specializzati a sparare alle spalle.
Tutto questo avviene perché abbiamo mandato in Parlamento politici che guardano il dito e non hanno lontanamente l’idea di cercare la luna nel cielo. Si preoccupano di mettere delle pezze ai problemi esistenti e non si rendono conto che le pezze diventano sempre più grandi e non risolvono i problemi ma, anzi, ne creano sempre di nuovi e di più grandi.
“ Finché la barca va, lasciala andare!” – Cantava Orietta Berti alcuni anni fa. Nel nostro Paese di “ Orietta Berti” ne abbiamo ancora troppe. Questi parlamentari si sono specializzati nel promuovere indagini e nel fare da megafono ai dissensi esistenti nel Paese. Leggono i giornali, consultano i loro siti e, dopo avere fiutato il vento, si muovono nella direzione che giudicano più conveniente. Fanno la voce grossa e si specializzano nell’insultare gli avversari. Sono talmente privi di senso critico da arrivare a portare in Parlamento gente che ha la sola preoccupazione di mettersi in mostra per salvare posizioni di potere giustamente acquisite.
Sono perennemente a caccia di voti ma non di idee per costruire un futuro migliore. Sanno solo spiegare i problemi esistenti e giustificare le vittorie o le pesanti sconfitte subite. Per questo si possono definire come gli strateghi del giorno dopo.
I loro programmi, se e quando riescono a formularli, sono privi di prospettive e mancano di impegni. Spesso non vanno oltre l’esercizio del “ taglia e cuci” fatto con documenti che riguardano i problemi del presente ma non quelli del futuro.
Il disagio presente fra di noi ci fa capire che, al presente, il nostro Paese non è in grado di risolvere da solo i problemi esistenti e, meno ancora, di affrontare quelli del futuro.
Il quadro che abbiamo di fronte è desolante ma noi non sembriamo capaci di prenderne atto. Siamo pieni di debiti che non riusciamo a pagare. Stiamo perdendo di produttività e diventando sempre meno competitivi sui mercati internazionali. La nostra popolazione sta invecchiando e, se facessimo da soli, il nostro sistema pensionistico finirebbe per crollare su di noi. Il livello della nostra preparazione culturale è ampiamente sotto la media dei paesi europei. Abbiamo anche livelli di eccellenza, questo è certo. Questi giovani, però, vanno a lavorare all’estero perché dalle nostre parti si continua a speculare sul lavoro dipendente e ignoriamo l’importanza della cultura e della ricerca. C’è chi muore di fame e c’è chi fa una barcata di soldi perché non paga le tasse, prospera sulla corruzione e lo fa sempre e comunque impunemente.
Malgrado tutto questo ci sono milioni di italiani che continuano a pensare che possiamo risolvere i nostri problemi chiudendo le porte di casa, facendo tutto da soli. Prima gli italiani si dice.
Per fare cosa?
Mandando a picco il sistema bancario, vendendo all’estero l’industria siderurgica, l’Alitalia, le più efficienti aziende metalmeccaniche e, persino, il campionato di calcio?
Tutto questo è detto solo per citare i fatti più importanti, le cose stanno andando male e che sono sotto i nostri occhi. Di quelle che non esistono e, invece, dovrebbero esserci, nessuno dice niente.
Dal momento che non esistono, per molti, non costituiscono un problema mentre sono un problema proprio perché non esistono e, quindi, non producono quello di cui abbiamo disperato bisogno. (Banda larga, energie alternative, nuovi sistemi di irrigazione ed altro ancora)
Alcuni anni fa, quando un nascente squadrismo fascista aveva teorizzato una prima autarchia, “ Facciamo tutto da soli”, siamo finiti male e siamo stati costretti ad andare a rubare agli altri (gli attuali immigrati) quello di cui avevamo bisogno per vivere. Abbiamo sterminato intere popolazioni, fatto a pezzi economie di sopravvivenza. Per riuscire a realizzare il nostro intento non abbiamo guardato in faccia niente e nessuno. Siamo persino finiti in  guerra dalla parte sbagliata senza  riuscire a realizzare i nostri fieri propositi di conquista.
Se avessimo agito diversamente in che condizioni saremmo ora?
Certo a pensare e a fare progetti in termini di futuro si può anche sbagliare. Non farlo, però, è sicuramente peggio. Gli Stati Uniti d’America hanno pagato a caro prezzo la loro impreparazione ad affrontare la seconda guerra mondiale. Quando sono stati costretti a farlo sono diventati la prima potenza industriale del mondo.
Il nostro problema è costituito dalla mancanza di politici capaci di interpretare il presente per programmare utilmente la costruzione del futuro. Gente dotata della credibilità sufficiente a mobilitare le energie positive presenti nel nostro Paese e ad eliminare le perverse connivenze che impediscono una corretta gestione del potere.
A ben pensarci, questa forma di ingovernabilità fa bene alla politica e ai politicanti ma è all’origine di tutti i nostri mali. Fa prosperare i politici che puntano sul loro presente ma trascura completamente di dare un futuro a tutti quanti noi.
Così non va!

 

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